Friday, December 31, 2010

Happy New Year!

I migliori auguri che si potessero fare:

Libellule o scarafaggi
Cosa volete essere nel 2011? Libellula o scarafaggio? In comune questi due insetti hanno la capacità di resistere a tutto. Sono sopravvissuti ai dinosauri. Come gli italiani, anch’essi sono indistruttibili. Se sarete il tipo libellula dovrete volare il più velocemente possibile per sfuggire alle piaghe d’Italia al cui confronto quelle d’Egitto vi sembreranno una favola per bambini. Se, invece, opterete per il tipo scarafaggio potrete rifugiarvi in ogni scarico, in ogni tunnel a disposizione con però il rischio di trovarvi uno Schifani o un Mastella. Non spaventatevi per il domani, l’italiano non teme nulla. Il debito pubblico da 1.900 miliardi, la disoccupazione al 14 per cento reale, un debito privato di 20.000 euro per famiglia, milioni di precari, mezzo milione di cassintegrati che diventeranno disoccupati nel 2011 con l’esaurimento dei fondi per la cassa integrazione, le banche che falliscono come Il Banco Emiliano Romagnolo non possono preoccuparlo.
Se ci sarà un crack i mezzi per pagarlo ci sono tutti e sono i suoi. Il patrimonio degli italiani, esclusi gli immobili, che valgono sempre meno, è di 4.300 miliardi. Nel 2011 arriveremo a 2.000 miliardi di euro di debito pubblico. Possiamo pagarli senza problemi con i nostri depositi e i nostri conti correnti e in più ci rimarrà qualcosa in tasca. Obama ci invidia, ha scritto il Sole24 Ore, il giornale della Confindustria che prende i finanziamenti pubblici senza vergognarsi. Gli americani infatti non hanno i nostri risparmi, che non sono più solo nostri, ma anche di Tremorti per il quale il debito pubblico e i patrimoni privati sono la stessa cosa e se ne vanta in tutta Europa.
I nostri ragazzi nelle piazze non protestano solo contro la legge Gelmini, ma contro il furto del loro futuro. Non avranno la sicurezza di un lavoro, di una casa, di una famiglia e neppure di una pensione quando avranno compiuto i 70 anni. Niente. Quando una generazione si accorge di non avere più nulla da perdere ha due scelte: o fa la rivoluzione o emigra. Qualche milione di ragazzi e ragazze italiani ha già scelto l’emigrazione in questi anni, in Europa siamo la prima nazione per nuovi emigranti, noi, non i Paesi dell’Est o dell’Africa. La differenza tra noi e gli altri è che non usiamo ancora i barconi, ma possiamo permetterci il treno o l’aereo.

Cemento e futuro
Abbiamo esportato all’estero milioni di laureati, formati con i sacrifici delle famiglie e i soldi dello Stato, e importato milioni di muratori a basso costo. L’Italia è cementificata dalle Alpi a Capo Passero, ma ogni anno riescono a costruire ancora, dalle spiagge della Sardegna ai centri cittadini dove si costruiscono appartamenti SOPRA gli edifici già esistenti, si fanno i rialzi…
Un Paese che ospiterà l’EXPO 2015 dedicato a “Nutrire il Pianeta”, lo celebrerà con la costruzione di centinaia di migliaia di metri cubi di cemento e la speculazione immobiliare dei pochi terreni ancora non fabbricati intorno a Milano. L’Italia sta scomparendo sotto il cemento dove vengono riciclati i soldi delle mafie, della Camorra, della ‘Ndrangheta, degli evasori totali graziati dallo Scudo Fiscale.
L’Italia sta scomparendo come l’Amazzonia. La buona notizia è il crollo dell’edilizia, entro il 2011 ci saranno 290.000 occupati in meno con minori investimenti nel settore di circa 30 miliardi rispetto al 2008.
A Milano e a Roma ci sono decine di migliaia di alloggi vuoti, intere città fantasma all’interno delle città, per cosa costruiamo ancora? Il mattone rappresenta metà del patrimonio degli italiani. Metà! Una cifra incredibile, inconcepibile. Negli ultimi dieci anni il PIL dell’Italia è cresciuto meno rispetto a tutti i Paesi della Terra tranne Haiti. Siamo 179esimi su 180 nazioni. L’agricoltura ha perso quote di mercato, l’industria è in crisi nera. Ci siamo giocati l’innovazione con l’Olivetti, Italtel, Telecom Italia, Telespazio, la distruzione del settore informatico. L’unico settore che è cresciuto è stato quello dell’edilizia che ora sta franando.
Siamo diventati una nazione di manovali. C’è però un settore che non ha avuto mai flessioni, in cui chi ha operato ha ottenuto il successo personale, stipendi e benefit superiori a qualunque altro Stato del mondo.
È il settore della politica che dispone di un miliardo di euro di finanziamenti pubblici, nonostante un referendum li abbia aboliti, con 20.000 euro al mese di stipendio per dipendente, auto blu, apparizioni televisive come delle star del cinema, pensione dopo dopo due anni e mezzo e l’assoluta impunità giudiziaria come è avvenuto per Berlusconi, Cosentino, Cuffaro, Dell’Utri.

Il Palazzo affonderà
Il Palazzo affonderà, su questo non ci sono dubbi. Se avverrà in modo traumatico, con gli elicotteri, o con una lenta agonia non lo so.
So che quando ci guarderemo indietro e vedremo questi leader ci chiederemo come abbiamo fatto a avere un Veltroni, un Fassino, un Gasparri, un Cicchitto o un La Russa a governare il Paese. Ci vergogneremo e non ci avremo spiegazioni per i nostri nipoti.
Questa classe politica ha fallito e deve andarsene in blocco prima che sia troppo tardi. I giovani devono prendere il controllo del Paese per servire il Paese, non per usarlo come hanno fatto questi farabutti. I cittadini devono auto organizzarsi come avvenne dopo la caduta del fascismo per salvare il salvabile e ripartire. Il MoVimento 5 Stelle fatto da incensurati, non iscritti ai partiti, è una possibilità di cambiamento, dell’ingresso del cittadino in prima persona in politica. Non abbiamo bisogno di leader, non esistono i leader, abbiamo bisogno di milioni di cittadini che facciano qualcosa per il loro Paese.
La crisi non è solo economica, ma produttiva. Questa è la parte più difficile da ricostruire, non possiamo esportare cemento, per rilanciare l’Italia è necessario investire nell’innovazione e nella ricerca e liberare le forze produttive dalla burocrazia e da un peso fiscale insostenibile. Ci vogliono coraggio, fantasia, intelligenza, gioventù, rischio imprenditoriale. Nei momenti peggiori si è sempre visto l’italiano migliore.

Vi auguro un 2011 da libellule filanti. Sursum corda. In alto i cuori.

Tutto il meglio e il peggio del 2010 secondo Marco Travaglio

Anche quuest'anno il Fatto Quotidiano ha proposto un sondaggio sull'anno che sta per concludersi e Marco Travaglio ha detto la sua. Io condivido in modo particolare la scelta di J. Assange, Vespa, il tg1, Berlusconi, E. Germano, Renzi, oh insomma, le condivido praticamente tutte! E voi? Leggete le sue risposte. Avreste risposto allo stesso modo?


Personaggio dell’anno nel mondo

Il migliore: Julian Assange

Il peggiore: Hillary Clinton


Politico straniero


Il migliore: Angela Merkel

Il peggiore: Vladimir Putin

Notizia nel resto del mondo

La migliore: il ritiro Usa dall’Iraq

La peggiore: l’arresto di Julian Assange

La notizia in Italia

La migliore: lo stop alla legge bavaglio

La peggiore: passa la legge Gelmini

Politico italiano di centrodestra

Il migliore: Gianfranco Fini

Il peggiore: Sandro Bondi

Politico di centrosinistra

Il migliore: Nicola Zingaretti

Il peggiore: Matteo Renzi

Imprenditore e manager italiano:

Il migliore: Mario Draghi

Il peggiore: Sergio Marchionne

Inchiesta e/o sentenza giudiziaria

La migliore: il caso ThyssenKrupp

La peggiore: l’assoluzione Fiat

Giornalista italiano

Il migliore: Fiorenza Sarzanini – Corriere della sera

Il peggiore: Nicola Porro – Il Giornale

Personaggio televisivo

Il migliore: Victoria Cabello

Il peggiore: Maria De Filippi

Il film

Il migliore: L’uomo nell’ombra

Il peggiore: Scusa ma ti voglio sposare

Il cantante

Il migliore: Renato Zero

Il peggiore: Valerio Scanu

Attore italiano:

Il migliore: Elio Germano

Il peggiore: Raoul Bova

Attrice italiana:

La migliore: Valeria Golino

La peggiore: Manuela Arcuri

Il regista

Il migliore: Roman Polanski

Il peggiore: Federico Moccia

Il libro

Il migliore: “Sulla lingua del tempo presente” di Gustavo Zagrebelsky

Il peggiore: ”Il cuore e la spada” di Bruno Vespa

Lo scrittore

Il migliore: Antonio Tabucchi

Il peggiore: Francesco Piccolo

Il calciatore

Il migliore: Zlatan Ibrahimovic

Il peggiore: Ronaldinho

Il personaggio sportivo extra-calcio

Il migliore: Federica Pellegrini

Il peggiore: Valentino Rossi

Uomo sexy

Il più sexy: Clint Eastwood

Il meno sexy: Silvio Berlusconi

Donna sexy

La più sexy: Laura Chiatti

La meno sexy: Michela V. Brambilla

Il programma televisivo d’informazione

Il migliore: Report

Il peggiore: Matrix

Il programma televisivo di intrattenimento

Il migliore: Tg1

Il peggiore: L’ultima parola

Il programma radiofonico

Il migliore: Un giorno da pecora – RadioRai2

Il peggiore: La zanzara – Radio24

Il sito internet o blog

Il migliore: danieleluttazzi.it

Il peggiore: thefrontpage.it di
Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi

Wednesday, December 29, 2010

Su Belpietro iniziano a girare strane storie - 29/12/2010

L'ennesimo capolavoro di giornalismo e di scrittura direttamente dalla penna di MT.
Occhio al climax!

Su Belpietro iniziano a girare strane storie Segnatevi questa data: 27 dicembre 2010. E questo scampolo di prosa: “Girano strane storie a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se ho deciso di riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato… Toccherà quindi ad altri accertare i fatti… Vero? Falso? Non lo so. Chi mi ha spifferato il piano non pareva matto…in cambio dell’informazione non mi ha chiesto nulla… Mitomane? Ricattatrice? Altro? Boh! Perché mi sono deciso a scrivere delle due vicende? Perché se sono vere c’è di che preoccuparsi… Se invece è tutto falso, c’è da domandarsi perché le storie spuntano proprio ora”.

L’autore Maurizio Belpietro, direttore di un giornale (si fa per dire: è Libero), inaugura una nuova frontiera: le notizie separate dai fatti, la cronaca medianica, l’informazione a cazzo, il giornalismo del boh?. Funziona alla grande: tre inchieste in altrettante procure, titoloni su tutti i tg e giornali (addirittura l’apertura su Repubblica: “Finto attentato a Fini, è scontro”), Belpietro tutto giulivo: “Ho fatto uno scoop, non potevo andare dal magistrato sennò mi leggevo la notizia su qualche altro giornale. Ma ho fatto un piacere a Fini, dovrebbe ringraziarmi”. Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo fare uno scoop e un piacere a Belpietro. Pertanto abbiamo deciso di pubblicare le strane storie che girano sul suo conto.

Un’anziana reduce da una seduta spiritica ci ha raccontato che, consultando l’anima di un defunto di cui non ha ben capito il nome, ha appreso che Belpietro avrebbe da anni una relazione con un opossum, non si sa se maschio o femmina, ma più carino di lui. Vero? Falso? Boh. Riportiamo la notizia perché l’anonimo poltergeist non ha chiesto soldi in cambio delle sue rivelazioni e perché vogliamo fare un piacere a Belpietro.

Un uomo incappucciato con un tanga, ma con impercettibile inflessione norvegese, ci ha consegnato un dossier fotografico che ritrae Belpietro travestito da talebano e intento a ricevere alcuni bazooka da Osama Bin Laden in una grotta del Pakistan. Mitomane? Ricattatore? Altro? Mah! Avremmo potuto verificare la notizia, ma non volevamo leggerla su qualche altro giornale. Meglio darla subito, poi Belpietro ci ringrazierà con comodo.

Una signora di mezza età che indossava una pelle di giraffa e portava in testa un cotechino con lenticchie, ma non pareva affatto matta, ci ha riferito di avere le prove che i delitti di Cogne, Erba, Garlasco, Perugia, Avetrana e via Gradoli sarebbero opera del noto serial killer Belpietro, socio occulto di Bruno Vespa che poi fanno a mezzo con i fornitori di plastici. Se lo scriviamo è perché, se è vero, c’è di che preoccuparsi; se invece è falso, c’è da domandarsi perché questa storia spunta proprio ora.

Un licantropo travestito da Ciccio di Nonna Papera che parla soltanto il babilonese antico ci ha svelato, se abbiamo capito bene, che Belpietro sarebbe solito spalancare l’impermeabile nei giardinetti degli asili nido e sgranocchiare alcuni bambini con tanto di grembiulino per vincere i morsi della fame. Lo scriviamo per il bene di Belpietro, nella speranza che ci ringrazi.

Un sedicente caposcorta ci ha confidato che qualche mese fa si inventò di avere sventato un attentato a un giornalista e poi, per renderlo più credibile, esplose alcuni colpi di pistola riuscendo a centrare, in mancanza dell’attentatore, il soffitto, il mancorrente della scala e un battiscopa; dopodiché il giornalista andò in tournée in tutte le tv ad accusare la sinistra “partito dell’odio”; poi, quando la patacca stava per essere smascherata, accusò Fini di essersi organizzato un falso attentato per dare la colpa a Berlusconi. La notizia, diversamente dalle altre, ci pare talmente incredibile che abbiamo esitato fino all’ultimo a pubblicarla. Se ne diamo conto, è solo perché pare che sia vera.

Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2010

L'intervista che non c'è

Se potessi... se solo potessi... per una volta mi improvviserei io giornalista e per una volta sarei io a fare le domande e lui a fornire le risposte. Sarebbe un'intervista pacata, il più possibile interessante e rispettosa della sua sfera privata, un'intervista che non dimenticherei mai, perché signiificherebbe che una persona così nobile come lui si sarebbe abbassata a dare retta a una formica come me, anche solo per poco.
Un'utopia, certo, e allora, fatemi sognare ancora un po'...

L'intervista che non c'è

Cosa chiederei a Marco Travaglio

Grazie mille per avermi concesso quest'intervista. Siccome è un'intervista immaginaria mi permetto, per comodità, di darti del "tu", sperando di non offenderti.
1. Ho sentito varie persone rivolgersi a te in modi diversi: "professore", "dottore", o darti del tu senza il tuo consenso. Ma se fossi tu a doverti etichettare, presentare a chi non ti conosce, cosa diresti? Padre, scrittore, Uomo, "io", ecc.? "Quando su te solo nello specchio ti pieghi", per parafrasare Pavese, chi vedi?

2. Sei stato definito, soprattutto (ovviamente) dai tuoi "avversari": rompiballe, coglione, "di merda", giustizialista, antipatico, precisino, pregiudicato, per citare solo pochi esempi. Anche se sei bravissimo a difenderti, a rispondere per le rime e non ti fai mettere i piedi in testa, sei solito reagire ad attachi ed insulti in modo molto elegante e pacato, normalmente affidandoti ai fatti e alle carte, e dire che ricevi attacchi costanti e molti bastoni tra le ruote (vedi il contratto della Rai per la tua partecipazione ad Annozero). Le uniche occasioni in cui ti ho visto perdere la pazienza sono state quelle in cui "onorevoli" e non solo ti hanno dato del pregiudicato (riferendosi per esempio alla querela ricevuta da Previti), quella in cui ti hanno accusato di essere il mandante morale dell'"attentato" a Berlusconi e quella in cui il giornalista D'Avanzo ha cercato di dimostrare che le tue vacanze non sono pulite. Ma come fai a sopportare in modo così nobile attacchi di ogni genere, offese personali, gli sbraiti di Sgarbi, gli sproloqui del principino dei voltagabbana Capezzone e chi più ne ha più ne metta? Dove trovi la forza e la calma per affrontare tutte le sfide che il tuo lavoro e le tue scelte di vita comportano?

3. Roberto Saviano ha scritto un libro e ora vive sottoscorta. Tu cominci a pubblicare libri nel 1993 e da sempre sei considerato scomodo soprattutto al potere, alla casta, una spina nel fianco a molti., anche se, non potendo andare in TV, raggiungi un numero relativamente limitato di persone. Hai mai ricevuto minacce? Hai mai pensato che tu e la tua famiglia rischiate o potreste rischiare molto per i valori che difendi e incarni informando gli italiani liberamente e non accettando padroni nè censure?

4. Il tuo Maestro è stato Indro Montanelli. Per chi non l'ha ma conosciuto o non lo ricorda perché troppo giovane, puoi cercare di descriverlo, magari citando un aneddoto o un tuo ricordo di lui? Qual è la cosa più importante che ti ha insegnato?

5. Si parla spesso, in Italia, dei "cervelli in fuga". A un ragazzo o ragazza, per esempio, che ha finito l'università, cosa ti sentiresti di consigliare: restare e cercare di migliorare le cose in Italia o arrendersi e andarsene a cercare di fare qualcosa di buono altrove? Cosa diresti ai tuoi figli, ci sono ancora ragioni per restare in Italia?

6. Sostieni che il regime di Berlusconi sia entrato nella "fase finale". Ma alla fine del tunnel c'è la luce? I movimenti come quelli di Beppe Grillo sono ancora agli inizi, e intanto vediamo sempre le stesse facce, gli stessi inciuci, gli stessi conflitti d'interessi, ci sono sempre Fini, Casini, Mastella, Bossi e anche le nuove facce, da Renzi a Capezzone, sono intrisi di favoritismi, privilegi, esigenze di autoconservazione, la stessa assenza di idee nuove (quelle valide che hanno sono in gran parte copiate da Grillo), la stessa ricattabilità. E gli italiani continuano a votare Lega da anni. Monicelli auspica la rivoluzione. Tu pensi che ci sia speranza per l'Italia? Hai una soluzione da proporre per salvare l'Italia da se stessa? Pare che l'Italia sia molto più resistente al vasccino contro Berlusconi di quanto pensasse Montanelli, complice anche una legge elettorale che non permette di votare direttamente i propri rappresentanti...

7. Tu ti sei definito un uomo di destra liberale, sostieni che i comunisti non esistono più, sei per la legalità, e hai votato Bossi e di Pietro. Ma che cos'è la destra? Io sono sempre stata di sinistra, ma in questi anni destra e sinistra, come già diceva Gaber, sembrano essere diventate facce della stessa medaglia e parole che prima erano prerogativa di uno schieramento ("Costituzione", "legalità", "conservazione", ecc.) sono passate ad identificare quello opposto, soprattutto difronte a persone come Berlusconi et similia che denigrano costantemente la magistratura, si rifanno ai principi golpisti della P2, sono collusi con la mafia, vogliono scardinare a proprio vantaggio la Costituzione e quindi hanno costretto quello che rimane della sinistra a spostarsi su posizioni di difesa dell'ordine costituito. C'è una destra diversa da Berlusconi? Qual è la destra tua o di Montaneli? Se si identifica con il principio della legalità e della lotta alla mafia, cosa la distingue dalla sinistra?

8. Se ti offrissero la possibilità di condurre un programma televisivo tutto tuo e dove hai carta bianca, accetteresti? Che tipo di programma sarebbe? Inviteresti amici come Grillo, Santoro, i figli Guzzanti, Vauro? Sarebbe interessante se in quell'occasione intervistassi tu Luttazzi. In fondo, è un po' cominciato tutto dal vostro incontro a "Satyricon" nel 2001...

9. Non ti invitano spesso in TV e quando ci vai ci sono sempre scintille. Dal tuo ultimo intervento a Linea Notte dove ti sei confrontato con Mantovano, alla tua intervista a "Che tempo che fa" con le dichiarazioni su Schifani e l'atteggiamento, come direbbe Grillo, da "stuoino", di Fabio Fazio. Ma ti sei mai chiesto "Ma chi me lo fa fare?"? Perché questa è una delle grandi differenze fra persone eroiche come te, Grillo, Borsellino, Falcone e tanti altri e noi semplici cittadini che ci lamentiamo sempre e poi, per motivi non sempre validi, non ci stacchiamo dal telecomando e non facciamo mai nulla per cambiare le cose.

10. Tu non ti occupi di narrativa, ma come dice Grillo, "se non ti legano le mani scrivi un libro ogni sei ore". Come nascono i tuoi libri? (da un'indagine, una notizia, una soffiata, un'inchiesta..) Tra l'altro hai spesso scritto libri a quattro mani, ad esempio con Peter Gomez. Come ci si organizza quando non si è gli unici a scrivere un libro, ci si divide i compiti a priori? Lo si rivede poi insieme alla fine? A quale dei tuoi libri sei più legato?

11. E ora, per concludere questa serie di domande che spero nè tu nè i lettori abbiate trovato noiosa o stupida, mi permetto di chiederti qualcosa su di te, scegli tu a cosa rispondere o no:
- immaginiamo che ti vengano dati due biglietti: uno per il concerto di De Gregori e uno per quello di Dalla. Nella tua città. La stessa serra. Che fai?
- la tua città natale è Torino ma per motivi di lavoro ti sposti spesso. Ti piace viaggiare? C'è un luogo a cui sei più legato più di altri, a cui torneresti sempre? Che rappporto hai con la tua Torino? Se potessi andare a vivere all'estero, lo faresti?
- la tua popolarità in questi anni è aumentata tantissimo. Però a me sembri una persona timida e riservata. Come affronti la folla? Sei contento se ti riconoscono per strada?
- il tuo lavoro è molto impegnativo, ti porta spesso fuori casa, dici che scrivi di notte. Come fai a conciliare il lavoro con la famiglia? Ti senti mai di sacrificarti troppo o di trascurare moglie e figli?
- quali sono i valori più importanti per te? credi nell'amicizia? nell'amore? sei un sognatore o un cinico? pensi al passato? hai rimpianti, rimorsi?
- guardi mai la TV? quali sono i tuoi gusti in fatto di cinema? quante volte ti capita di ascoltare musica in un mese?
- io sono una mamma e ho avuto sempre un atteggiamento da mamma anche prima di avere figli: mi piace cucinare per gli altri, mi preoccupo di come stanno, li ascolto, non giudico, mi interesso alle persone sotto moltissimi aspetti, anche se non li conosco bene e anche senza ricevere nulla in cambio. Tu che tipo di padre sei?
- Grillo, in occasione di Woodstock 5 stelle", ti ha presentato al pubblico descrivendoti a modo suo, sottolineando anche alcune differenze tra te e lui, come il fatto che tu sei magro e lui... no :) Che rapporto hai con il cibo e la cucina? Ti piace cucinare e mangiare? C'è un cibo o un "vizietto" a cui non rinunceresti mai (es.: il caffè dopo pranzo, il cappuccino al mattino, una sigaretta, ecc.)?
- mi è parso di notare che il tuo stile espositivo cambi a seconda della situazione in cui ti trovi. Se guardiamo i video più "datati" (ad es., l'intervista con Luttazzi a "Satyricon") mi sembra di vederti timido, un po' imbarazzato (occhi talvolta bassi, sguardo sfuggente, non fissi la telecamera né Luttazzi, o comunque non sempre), poi con gli anni sembri essere diventato molto più sicuro di te e a tuo agio anche nell'ambito televisivo, sbaglio? A Passaparola, dove ti trovi nel "tuo environment" e sei tu a decidere i tuoi tempi, sembri molto più rilassato, sciolto, mentre per esempio ad Annozero, dove hai letteralmente i minuti contati e sai di non parlare solo al tuo pubblico, i tuoi pezzi sembrano avere uno stile che definirei "sull'attenti" o "in levare", che mira a tenere sempre alta l'attenzione di tutti e si concludono ogni volta con una frase o una battuta ad effetto, come se sapessi che in quel poco tempo devi non solo condensare un messaggio da trasmettere, ma anche fare in modo che il messaggio colpisca e venga ricordato. Quanta preparazione c'è dietro a questi interventi? Mi riferisco soprattutto a quelli per Annozero, dove immagino tu venga avvisato dell'aargomento della serata senza un largo anticipo. Hai una riserva di spunti pronti o vai a braccio (ad es. a Paassaparola, dove parli in media per 30-45 minuti senza mai leggere, come invece fai ad Annozero)? Hai dei collaboratori che ti aiutano o fai sempre tutto da solo?
- c'è qualcosa di te che non ti piace e che cambieresti, se potessi?
- c'è qualcuno che sogni di intervistare ma che finora non hai potuto fare?
- se potessi intervistare Berlusconi, quale sarebbe la prima domanda che gli porresti?

Grazie ancora per la tua pazienza e la tua disponibilità. Continuerò a seguirti e a sostenerti in ogni modo. Buon lavoro e buona vita!

Wikileaks

Il caso "Wikileaks" sta avendo una portata mondiale e come spesso accade è accompagnato da una bella dose di circostanze poco chiare.
Ancora una volta, a parlarne per primi in Italia, senza censure né atteggiamenti di parte ci sono Marco Travaglio e il giornale da lui cofondato e che da ieri sta diffondendo il video-documentario, sottotitolato in italiano, su Assange e i Wikirebels.
Se volete vederci più chiaro, guardate i seguenti video. Queste informazioni vengono rivelate ai semplici cittadini solo da Travaglio e dal Fatto Quotidiano:



NanoWikileaks - Passaparola (29/11/2010):



Ecco il testo dell'intervento:

Buongiorno a tutti, è una grande giornata questa per l’informazione perché grazie a Wikileaks si allontana il modello della politica schizofrenica e anche della politica bugiarda che dice pubblicamente una cosa e privatamente il suo contrario.

Una nuova diplomazia mondiale
D’ora in avanti quali che siano le conseguenze di questa ondata interminabile che durerà per mesi, pubblicazione di rapporti più o meno riservati delle diplomazie occidentali, sicuramente chiunque faccia politica nei vari stati e nei rapporti internazionali, dovrà sapere e saprà che ciò che dice in pubblico, potrà essere smentito immediatamente da ciò che magari ha detto in privato lo stesso giorno o il giorno prima perché nelle diplomazie c’è sempre la possibilità di una talpa che in un nanosecondo invia qualche file a questo sito e a altri che magari sorgeranno per emulazione.
Naturalmente si comprende il terrore, lo sgomento, smarrimento, la bile anche degli attuali governanti, a cominciare dai nostri ridicoli, i quali spiazzati da questo terremoto dicono cose sconnesse, strane, strampalate, complotti internazionali, non so Frattini dice che Assange vuole distruggere il mondo, era dai film di Fantomas di Louis de Funés che non si sentiva una stronzata così imbecille, d’altra parte i personaggi che ci governano sono quelli che sono, in realtà Assange non vuole distruggere un bel niente, chiunque sia Assange e qualunque sia il suo scopo, ha semplicemente fatto da collettore a documenti autentici, infatti l’unica cosa che manca in tutto questo terremoto sono le smentite, se fosse stata la distribuzione di carte soltanto italiane probabilmente Berlusconi e l’Avvocato Ghedini avrebbero detto che era tutto falso e che avrebbero querelato, come di solito fanno quando escono carte e testimonianze vere, sarebbero stati gli unici al mondo a farlo, neanche i nord coreani hanno smentito l’autenticità dei documenti e quindi hanno preferito anche loro assecondare questo sdegno mondiale contro la pubblicazione di carte vere, carte che peraltro sono perlopiù non top secret, sono semplicemente carte riservate ma che non costituiscono segreti di Stato anche se in Italia ormai il concetto di segreto di Stato si estende persino al punto G del Presidente del Consiglio.
La prima cosa che balza agli occhi, secondo me, è che mentre i ritratti degli altri capi di Stato e di governo che emergono dai report fatti dai diplomatici sono ritratti tridimensionali, nel senso che riguardano sì anche il privato, ma anche e soprattutto il pubblico, l’aspetto politico dei personaggi, l’unico ritratto che è bidimensionale, è piatto è quello del nostro, il nostro è descritto semplicemente dalla cintola in giù, è l’unica parte che rileva per le diplomazie internazionali, il fatto che si preoccupa di notte di fare festini, vengono definite “orge selvagge” questo naturalmente farà molto piacere a lui che si creda che fa orge selvagge, però gli americani si occupano di questo aspetto perché dicono che questi festini e queste orge hanno poi dei riflessi paradossali, anche un po’ tragicomici in quello che lui fa di giorno, perché lui di giorno è impegnatissimo a nascondere quello che ha fatto di notte e quindi si spiega così il fatto che trascorra le giornate al telefono con la Questura di Milano per spacciare per nipote di Mubarak una minorenne che si sarebbe detto una volta di facili costumi e il resto della giornata lo passa a scansare i processi e a nascondere, a seppellire sottoterra il suo passato, che è la sua vera ossessione insieme ai festini, della Merkel non riescono a dire niente di male, al massimo che è un po’ noiosa, poco creativa ma tenace quando si trova in difficoltà, di Sarcozy si dice che è un imperatore nudo, autoritario, senza scrupoli con i suoi collaboratori, di Putin si dice che è un capo branco e con Medvedev ha un rapporto piuttosto da maschio dominante per cui anche se non ha, perché per la costituzione russa non può avere la carica massima in Russia, è comunque lui quello che comanda.
Di Gheddafi si parla come di un ipocondriaco che si siringa di botulino e poi si raccontano anche gli aspetti politici della sua attività, di Ahmadinejad si parla naturalmente a proposito del suo scarso equilibrio mentale, ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla politica dell’Iran, destabilizzante per il medio Oriente, di Kwan – Jin il capo coreano si dice che è traumatizzano dal suo ictus, che è ciccione ma questo si vede a occhio nudo e poi si parla di politica e poi ci sono tutte le questioni che stanno terremotando la politica internazionale, per esempio il fatto che Hilary Clinton abbia ordinato di spiare gli ambasciatori dei vari stati all’O.N.U., compresi quelli del Consiglio di sicurezza con il diritto di veto che hanno, chiaramente compreso il Segretario Comunale Vanchimun, questioni di affari, questioni di politica internazionale, la macchietta, infatti vedete che il nostro è sempre sistemato nei siti all’ultimo posto nel lungo elenco dei leader citati, è proprio Berlusconi, Berlusconi è visto come una macchietta, come un pagliaccio, come un personaggio ridicolo a livello internazionale e pericoloso a livello nazionale, la N. 2 dell’ambasciata americana, stiamo parlando di una signora che è stata per 4 anni di fatto la vice ambasciatrice e lo definisce inetto, incapace di governare, inadatto a governare, vanitoso e dedito a queste feste selvagge che poi gli rubano tempo al riposo e quindi di giorno è una specie di pugile suonato.
Naturalmente non è che siano rivelazioni sconvolgenti, semmai è più interessante scoprire che Hilary Clinton, capo della diplomazia americana ha chiesto informazioni e questo è suo diritto farlo a differenza dello spionaggio ai danni degli ambasciatori e del Segretario Comunale dell’O.N.U. che non è assolutamente suo diritto farlo perché godono mi immunità o dovrebbero godere di immunità sul suolo americano, ci sarebbe addirittura da discutere se l’O.N.U. possa avere ancora sede a New York, visto che il fatto che abbia sede a New York consente agli americani di spiare le delegazioni dei vari stati del mondo all’O.N.U., ma in ogni caso era diritto di Hilary Clinton, chiedere informazioni sugli affari privati che si sospetta esistere tra Putin e Berlusconi e credo anche tra Berlusconi e Gheddafi.
Affari privati e comunque vulnerabilità dell’Italia derivanti dal fatto che Berlusconi ha praticamente consegnato il rubinetto delle nostre forniture energetiche a due paesi come la Russia e la Libia, il che espone l’Italia naturalmente a qualsiasi tipo da rappresaglia e di vendetta e obbliga l’Italia a essere la serva dei libici e dei russi, infatti Berlusconi viene definito uno che sembra il portavoce di Putin, che è ancora peggio che dire: è il portavoce di Putin perché se fosse il portavoce di Putin vorrebbe dire che almeno Putin lo ha preso sul serio e lo ha nominato suo portavoce per l’Europa, invece sembra il portavoce di Putin, perché ? Perché Putin non si è mai sognato di nominarlo suo ambasciatore, è Berlusconi che si improvvisa in piena sindrome della mosca cocchiera, portavoce di Putin in Europa e lo fa dal 1994, quando per la prima volta, lì era portavoce della Russia, quando nel G8 di Napoli, improvvisamente disse che era Russia doveva entrare in Europa e che bisognava fare un’alleanza strategica, addirittura nucleare con i russi, lo guardarono tutti come uno squinternato, in realtà negli anni successivi non ha perso occasione per sponsorizzare gli interessi russi in Europa.
Questo direi in sintesi quello che è venuto fuori per quanto riguarda i rapporti tra il nostro paese e gli Stati Uniti, dicevo che la analista, la Signora Elisabeth Dibble N. 2 dell’ambasciata in Italia per 4 anni lo è stata anche ai tempi di Bush, quindi Berlusconi era considerato un incapace, un inetto, un pericolo pubblico per il suo paese perché la diplomazia internazionale, un portavoce di Putin anche quando governava Bush , anche quando Bush pubblicamente si profondeva in grandi elogi dell’amico Silvio, anche quando Berlusconi si accreditava come l’amico del cuore di George Bush, l’ambasciata americana mandava dei desolati e desolanti rapporti a Washington, raccontando che questo signore non è capace a far niente, non combina nulla, si occupa solo degli affari suoi privati notte e giorno. Questo è interessante perché? Perché non è che non lo si sapesse, ma attenzione a non minimizzare quello che sta venendo fuori perché un conto è che lo sappia chi lo guarda in televisione, quello chi abbia occhi per vedere l’ha sempre saputo che siamo rappresentati da un pagliaccio da 16 anni a questa parte, ma è importante il fatto che con il timbro dell’ambasciata americana in Italia, ci sia scritto che siamo governati da un vanesio, incapace, poco lucido, inadatto a governare, che non combina niente, che si crede il portavoce di Putin.


Silviolo, il nano internazionale
Il fatto che lo dica ufficialmente l’ambasciata americana al suo governo è ovvio e non ha delle conseguenze da poco tutto ciò, perché? Perché dimostra che nonostante la patina, la tappezzeria dei vertici internazionali dove ci sono sempre abbracci, baci etc., poi tutti quanti a livello internazionale, sanno misurare la statura del nostro e la statura del nostro è poco inferiore a quella di questo pupazzetto Silviolo! E’ interessante anche il ritratto psicologico che si fa di due figure come quella di Berlusconi e di Putin, quest’ultimo viene definito il capo branco, il maschio dominante, nei confronti di Medvedev ha la stessa relazione che c’è tra Batman e Robin, la stessa cosa si potrebbe dire del rapporto che c’è tra Putin e Berlusconi, Berlusconi non è mai stato, anche se questa sindrome del nano si gonfia, si cerca in tutti i modi di diventare più grosso, è sempre stato il secondo, mai il primo, è sempre stato sempre la spalma mai il primo attore, mai il protagonista, lui si è sempre scelto un uomo potente e ci si è messo a cuccia, all’ombra, lo ha fatto con Licio Gelli, lo ha fatto con Bettino Craxi, lo ha fatto con George Bush , quando è venuto meno Bush ha cominciato a farlo con Putin, lui è sempre il secondo di qualcuno, c’è sempre un articolo “Il” lui è la “I” ma comanda la “L” questo è folclore, anche, ma questa è l’immagine dell’Italia all’estero, è il biglietto da visita dell’Italia all’estero e all’estero si nota molto meglio rispetto a quanto avviene in Italia, il pericolo che questo signore rappresenta, si dirà: che l’avessero detto prima, ci avrebbero aiutati? No,la diplomazia si chiama diplomazia proprio perché certe cose pubblicamente non le dice, non le può dire, un conto sono i rapporti tra gli stati, un conto sono i giudizi che i rappresentanti degli stati danno dei propri colleghi.
Perché gli americani privatamente parlavano male di Berlusconi e pubblicamente ne parlavano bene, almeno fino a che non è arrivato Obama che, non dimentichiamolo, ha ricevuto tutti i capi di Stato del mondo almeno 3 o 4 volte, quello che si è filato di meno è proprio il nostro, perché agli americani una figuretta come il nostro nanerottolo ha sempre fatto molto comodo quando si trattava di affermare la politica di Bush, perché? Perché praticamente Berlusconi era il suo portavoce in Europa, in un’Europa che in tempi di guerra si è schierata, parliamo del continente, quasi interamente contro la guerra in Iraq e parzialmente anche contro la guerra in Afghanistan che però dopo l’11 settembre era più difficile contrastare in base alle informazioni che si avevano all’epoca, quindi era ovvio che Bush utilizzasse il nostro nanerottolo per rompere la compattezza dell’Europa continentale, infatti fu proprio l’asse Berlusconi – Aznar a contrapporsi all’asse non interventista tedesco e francese e a fare fronte comune con gli inglesi che sono tradizionalmente il lembo d’Europa più vicino agli interessi americani.
Quindi l’hanno usato senza neanche bisogno di dirgli quello che doveva fare, perché trattandosi di una spalla naturale, sapevano benissimo che si accontentava di qualche pacca, di qualche foto con il giubbotto vicino a Bush, di qualche gaglioffata nel ranch , di qualche smargiassata alla Casa Bianca, di qualche tartina nella sala ovale per fare poi tutto quello che gli si chiedeva addirittura prima che gli venisse chiesto. Ora che la politica americana non ha più bisogno di rompere l’unità dell’Europa perché ha problemi interni ben più gravi di quelli che ha fuori, il nostro è diventato totalmente ininfluente, inutile e quindi viene considerato la barzelletta dei vertici internazionali, il vecchietto un po’ fuori di testa che semmai ti fa fare 4 risate con la solita barzelletta sporca che peraltro ha già raccontato in tutti i vertici precedenti, per cui ride solo Obama perché è nuovo nel gruppo.
Interessante il fatto che tutte queste cose da 15 anni, per chiunque segua un po’ la politica, sono note, gli italiani si dividono in due categorie: i creduloni che da 15 anni pensano che questo signore sia l’ostacolo, il baluardo contro il comunismo, il campione del libero mercato, il campione dei valori del centro-destra, il punto di riferimento imprescindibile dei movimenti conservatori e liberal democratici del mondo, il cuore pulsante del partito popolare europeo, l’alfiere della famiglia dei valori di Dio patria e famiglia e altre cose di questo genere e poi ci sono quelli che hanno gli occhi e che hanno un minimo di cervello che possono essere di destra, centro, sinistra, ma che hanno sempre saputo che questo signore è una macchietta, è un gaglioffo.
Tra quelli che lo sanno ci sono due sottospecie: quelli che l’hanno sempre detto e scritto e quelli che si sono limitati a saperlo, ma non l’hanno mai detto e mai scritto, perché quando e credo che si avvicini quel giorno, ce ne libereremo, succederà quello che succede ai ragazzi oggi, quando vedono a tarda ora sui canali History Channel o anche sui RAI 3 a “Correva l’anno” le immagini un po’ velocizzate di Mussolini a Palazzo Venezia, oppure di Hitler al Reichstadt e allora si domandano e dicono: com’è possibile che uomini così goffi, ridicoli, pagliacceschi abbiano tenuto in ostaggio i loro paesi uno per 10 anni Hitler e l’altro per 21 e un pezzo come Mussolini? Com’è possibile che tanta gente ci credesse, altro che 21, poi nella Repubblica sociale di Salò c’è stato il post scriptum durato altri mesi, com’è possibile che si siano presi sul serio dei personaggi così pericolosi ma anche così ridicoli? Si vedono le immagini tipo Ridolini di questi due dittatori, è la prima domanda che ci si pone: che ci facevano quei milioni di persone in piazza a applaudirli, la stessa cosa tra qualche anno, quando si vedrà questo signore che va in giro tutto rifatto, con il casco di bitume sagomato tipo Big Jim o Ken, con questo panzone compresso dai tiranti, ogni tanto con l’occhio chiuso perché non si sono ricordati di dargli il giro di chiave fa diesis che come le chitarre porta dietro l’orecchio, che spara cazzate a raffica dalla mattina alla sera, che minaccia di toccare il culo alle signore in pieno terremoto nei giorni successivi al terremoto, che ne combina di tutti i colori, che regala gli orologi del Milan nei vertici internazionali del G8, com’è possibile che un uomo così sia stato preso sul serio da milioni di italiani?
La risposta sarà la stessa che si è data storicamente al perché quell’altro personaggio, Mussolini, era durato così a lungo con un così ampio consesso e tenete presente che Mussolini non era Berlusconi, Mussolini era un giornalista con i fiocchi che scriveva benissimo, molto colto, politicamente molto abile, i suoi governi erano formati dal meglio della cultura italiana nei vari settori dal diritto, all’economia, alla filosofia, alla cultura, fascisti, nazionalisti ma gente come Gentile, come Balbo, come Bottai, come Stefani, come Alfredo Rocco, come Giovanni Gentile non stiamo mica parlando di Gasparri, Capezzone, Bondi, Mara Carfagna e robe del genere. Infatti quello ha lasciato cose che si vedono ancora adesso, questo per fortuna non ha lasciato neanche una pietra, tranne forse la prima pietra del ponte sullo stretto che è già stata posata 15 volte, quindi ci sono 15 prime pietre a distanza ravvicinata in quel di Messina.
La risposta è che questo signore è stato preso molto sul serio dalle classi dirigenti di questo paese e soprattutto da quelli che hanno in mano il mondo dell’informazione (che è sua) per cui per 20 anni noi abbiamo vissuto in questo incantesimo in cui Il Corriere della sera che oggi si diverte, perché oggi è facile “Leader vanitoso, stanco, inefficienza, sembra il portavoce di Putin” e fa un editoriale di Franco Venturini dove si racconta la ridicolaggine della nostra politica estera e l’inconsistenza del nostro peso politico all’estero, da 15 anni scrivono esattamente il contrario e cioè che Berlusconi tra i suoi fiori all’occhiello ha la politica estera, quante volte L’Ambasciatore romano ha scritto queste cose, quante volte gli hanno lasciato dire che Berlusconi aveva evitato la guerra tra la Russia e la Georgia, quante volte hanno raccontato che Berlusconi era il protagonista della distensione tra Russia e America, quante volte gli hanno lasciato fare e dire le cose più incredibili sottovalutandole e minimizzandole, questo è il problema, il problema è che se per 15 anni televisioni e giornali avessero raccontato quello che tutti coloro che hanno occhi e cervelli avevano visto e sapevano e l’avessero ufficializzato e l’avessero preso in giro perché non poi non va neanche preso sul serio questo signore, il favore peggiore che gli si può fare è proprio quello di prenderlo sul serio, probabilmente con questa aura di ridicolo addosso, anziché con questa aura di serietà e di credibilità, ce ne saremmo già liberati, perché? Perché gli italiani votano, sono sempre in soccorso del vincitore, quando sentono che uno comincia a puzzare di cadavere o vedono che comincia a traballare, lo impallinano, quindi non è che votino volentieri per un uomo ridicolo che sembra alla frutta, il problema è che l’immagine l’intelligentia italiana conformista, la grande stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, la televisione salvo veramente due o tre eccezioni, hanno dato in questi anni era esattamente il contrario di quello che oggi che l’omino è bollito e tutti si divertono a scrivere.


I ritardatari
Ci volevano 15 anni? Aprendo le virgolette e citando la N. 2 dell’ambasciata americana per dire che Berlusconi è un leader vanitoso, stanco, inefficiente e sembra il portavoce di Putin?E’ proprio il minimo quello che abbiamo scritto, mi sono preso qua per non dimenticarmelo, un libro che ho fatto e che è “Le mille balle blu” perché ogni tanto mi veniva voglia di fare il punto della situazione e quindi alla vigilia delle elezioni del 2006, quelle che lui ha perso, sia pure di poco, con Peter Gomez avevamo fatto “Le mille balle blu” per raccogliere e catalogare l’enorme mole di cazzate che questo signore era riuscito a dire nei primi 12 anni della sua vita politica e sembravano gli ultimi.
C’era un capitolo, il Presidente Gran Turismo con tutte le cose che era riuscito a fare e dire all’estero, appena varcata la cinta daziaria, con la differenza che ogni volta che passava in un paese estero, lasciava tracce indelebili, perché? Perché i giornali per giorni e giorni dicevano: ma chi è questo? Da dove arriva? Come fanno gli italiani a votarlo? Ma come fanno a sopportarlo? Ma non si vergognano a farsi rappresentante da questa barzelletta ambulante? Perché? Perché all’estero le televisioni e i giornali hanno un difetto, non sono di Berlusconi, quindi possono scrivere liberamente quello che vedono, cosa che non hanno mai potuto fare le nostre televisioni e i nostri giornali, ecco perché lui aveva una pessima reputazione nella stampa internazionale e un’ottima reputazione nella stampa italiana e ecco perché era costretto a raccontare che la stampa internazionale era a servizio del comunismo o che i corrispondenti esteri in Italia, leggono solo Repubblica e L’Unità e adesso magari anche Il Fatto Quotidiano, in realtà non leggono un bel niente, basta che guardino, scrivono quello che vedono, solo che a differenza dei nostri giornali, non hanno condizionamenti proprietari e pubblicitari e quindi possono dire chiaramente che un pagliaccio è un pagliaccio!
Immaginate quando andò in Inghilterra, andò a trovare Margaret Tatcher, ormai ex Premier inglese e disse: la Tatcher è sempre una bella gnocca! Quando gli interpreti tradussero all’impronta bella gnocca a proposito di una signora che tra l’altro è pure malata, in Inghilterra si domandarono chi fosse qua e quando scoprirono che era il Capo del Governo italiano si preoccuparono per noi! Pensate quando al vertice della Fao invitò il Presidente del Togo Gnassingbe’ che stava spiegando la tragedia del Malawi con 13 milioni di persone che stavano morendo di fame, lui lo invitò a stringere perché disse: accorciamo i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame! Al vertice della Fao sulla fame del mondo, poi aggiunge “grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menù sia totalmente italiano in questo caso sarete soddisfatti” poi prese il Direttore della Fao, il senegalese Diouf, e gli disse: dovresti dimagrire un po’! Poi tutte le sparate contro l’Europa, da parte di un capo del governo di un paese europeo che a un certo punto diventò Presidente di turno dell’Unione Europea per 6 mesi da luglio a dicembre del 2003, semestre inaugurato dalla famosa uscita del Capò nazista contro un socialista tedesco Schultz e poi tutte le tournèe.
Quando disse al cancelliere tedesco Schroeder “parliamo un po’ di donne che tu te ne intendi” e lì c’era la moglie. Una volta è andato in Russia, una delle tante e gli hanno fatto visitare uno stabilimento della Merloni a qualche decina di chilometri da Mosca, c’erano lui e Putin, scrive il giorno dopo l’inviato del quotidiano Kommerzant , la visita è avvenuta a Lipetz 400 chilometri a sud da Mosca “il Premier italiano era particolarmente attivo e era chiaro che aveva un obiettivo, non sarebbe stato contento se non fosse riuscito a avvicinarsi a un gruppo di operaie, poi rivolto a Putin disse: voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella, aveva già individuato la sua vittima, si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa, lei si è scansata, ma il Signor Berlusconi in passato deve avere fatto esperienza con donne anche più rapide di questa - l’aveva capito persino il giornalista Kommerzant – con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia - pensate anche a tutto il cerone – e ha scosso l’operaia ridendo, quasi volesse buttarla a terra, l’unica cosa che la donna ha potuto fare è stata rifiutarsi di ricambiare i baci. Putin assisteva alla scena immobile, gelido, pare che non sopporti più i continui scherzi e giochetti pesanti dell’amico Silvio” queste sono le sue missioni internazionali destinate a migliorare la reputazione dell’Italia nel mondo.
Un’altra volta lui stesso, Berlusconi, quando c’era ancora Heltzin racconta “una volta ho parlato a Heltzin per 25 minuti della Csce la conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea e non sapevo cosa fosse, eravamo a cena, Heltzin si lamentava che l’Europa non lo aiutava a risolvere la crisi in Cecenia attraverso la Csce, io mi dicevo: chissà di che parla, finisce, silenzio, finché lo svedese Bilt per toglierci di imbarazzo dice abbiamo qui il Presidente di turno Berlusconi, chiediamolo a lui! E si gira verso di me, sussulto, poi sento i tricolori che sventolano alle mie spalle, capisco che non posso fare una figuraccia per il mio paese e comincio a parlare per 25 minuti discetto di Cecenia, Europa e guerre, lui naturalmente non sa neanche dove è la Cecenia. Alla fine Mitterrand mi dice: bene la questione è nelle tue mani, quale mi chiedo io, appena finisce la cena prendo Felipe Gonzales da parte e gli chiedo: ma tu lo sai cos’è la Csce? Lui comincia a ridere, non si ferma più e finisce seduto per terra, tanto che lo devo raccogliere” c’era un vertice sulla Csce e Berlusconi non sapeva cosa era la Csce e lo diceva in giro facendo ridere gli altri e poi l’ha raccontato per fare bella figura!
Ogni tanto gli parte la mole e dice: non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la stessa storia che ho io, da un punto di vista personale, c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio e questo qualcuno sono io, quando si siedo al fianco di questo o quel primo Ministro o Capo di Stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo e questo qualcuno non sono io, la mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se le sognano, sono loro che devono dimostrare di essere bravi!


Sputtanamento globale
Un’altra volta saluta i capi di Stato e di governo a Bruxelles alla fine di una riunione di primi Ministri e di capi dello Stato, mancava Ciampi quella volta, allora lui di inglese a sorpresa fa un saluto a nome di Ciampi, comincia a parlare lingue sconosciute che è una cosa tipica degli indemoniati, oltre che di Berlusconi e dice testualmente “I give you the salutation of my President of the republic”.Quello più bravo è anche poliglotta è cosmopolita proprio, parla l’inglese come Cementano svalutation etc., salutation questa è la sua traduzione di saluto! Naturalmente la battuta con Rasmussen, il danese Rasmussen che era venuto a trovarlo a Roma e lui gli disse: ma lo sa che lei è molto più bello di Cacciari, la presenterò a mia moglie con quello che si dice! Ufficializzò a livello mondiale il fatto che si diceva che sua moglie, che stava ancora con lui, stesse anche con Cacciari. Rasmussen credeva di non capire quando gli arrivava la traduzione simultanea, pensava a un’interferenza, non poteva immaginare cosa stava dicendo Berlusconi, pensate quando ha messo in imbarazzo la povera Presidente finlandese Alonen, rivelando che aveva dovuto riesumare le sue doti di playboy e fare la corte alla Alonen per sottrarre alla Finlandia l’agenzia alimentare europea che era stata affidata all’Italia, a Parma e la Alonen dovette spiegare al Parlamento europeo che non era vero niente, che Berlusconi si era inventato tutto, perché? Perché tutti volevano sapere cosa le fosse saltato in mente di cedere all’Italia un’agenzia alimentare che spettava alla Finlandia, in cambio di una notte d’amore con uno così, tra l’altro!
Allora Berlusconi per rimediare alla gaffe, disse che era normale che dessero l’agenzia alimentare europea all’Italia, perché almeno in Italia c’è buona cucina, mentre in Finlandia cosa possono mangiare questi sfigati? Prosciutto di renna affumicata, una schifezza, risultato? Per ritorsione gli allevatori finlandesi bloccarono l’importazione di generi alimentari dall’Italia, crisi commerciale con la Finlandia, non ce le ricordiamo più queste cose? E neanche come Berlusconi rimediò a quella seconda gaffe, ne fece subito una terza, mostrò a un vertice di Forza Italia, la gigantografia della Alonen che bellissima, poverina e disse: ma l’avete vista in faccia questa? Ma credete davvero che mi metta a fare la corte a una con quella faccia? Le diede della racchia in mondovisione così anche la Finlandia l’abbiamo sistemata, perché ne mancavano pochi di paesi che ancora chi consideravano.
C’è l’imbarazzo della scelta nel descrivere tutto quello che è riuscito a combinare ogni volta che ha superato i confini patri perché è all’estero che dà il meglio di sé il nostro naturalmente, non vi dico quando è stato in Iraq e quando è tornato ha detto: in Iraq ormai c’è una vita regolare, poi certo ci sono anche dei problemi, per esempio i semafori, a Baghdad non funzionano i semafori, morivano 100/200 persone al giorno in attentati, kamikaze che si facevano esplodere dappertutto, rapimenti, guerre civili, i semafori, è per quello che gli americani se ne sono andati dall’Iraq, per questo traffico insopportabile che c’è a Baghdad, un po’ come a Palermo nel film di Jhonny Stecchino, il problema è il traffico!
Questo è riuscito a fare e a dire in questi 15 anni, adesso ci voleva la N. 2 dell’ambasciata americana per spiegare a noi che ce l’abbiamo in casa da 15 anni che questo signore è un leader vanitoso, stanco e inefficiente, si potrebbero anche aggiungere altre cose, volendo, è stata buona la signora! Però stiamo attenti perché cose ridicole sono un conto e le cose serie sono un altro, gli americani si sono resi conto che anche le debolezze private del Presidente del Consiglio, hanno una rilevanza pubblica, il folclore con Gheddafi non è solo folclore, sono affari per Berlusconi e dipendenza del nostro paese da un regime assolutamente inaffidabile come quello libico e dipendenza del nostro paese al di là del folclore di Berlusconi con il peluche in testa nella Dacia con Putin, dipendenza del nostro paese da quell’altro stato come la Russia che noi sponsorizziamo, evidentemente per ragioni di affari non essendoci altri motivi e stiamo parlando di un paese, la Russia che viene definito dalle diplomazie come uno stato mafioso, uno stato che ormai è completamente in mano alle mafie e guarda un po’ tra tutti gli stati del mondo, chi è andato a scegliersi come partner privilegiato il nostro? Naturalmente l’altro stato mafioso! Quindi stiamo attenti folclore ma anche cose serie e gravissime che avevamo tutti gli strumenti per notare e per vedere noi stessi, molti hanno fatto finta di non vedere, altri sono stati sviati da un’informazione che per 15 anni ha preso sul serio questo leader vanitoso, inefficiente, incapace, inadatto a governare, che sembra il portavoce di Putin e l’hanno trasformato nel leader dei moderati e dei liberali.
Sapete quale sarà il prossimo passaggio? E’ quando su Wikileaks arriverà anche qualche dossier della diplomazia libica e russa perché vedete che prima o poi scopriremo che anche in Libia e anche in Russia questo signore è considerato un pagliaccio, che anche Putin e Gheddafi che pubblicamente lo riveriscono molto in privato lo considerano per quello che è perché non sono stupidi né Gheddafi, né Putin, sono tante altre cose ma stupidi non lo sono, a quel punto quando anche Gheddafi e Putin lo considereranno un pagliaccio, resterà soltanto una forza, un ambiente, un’organizzazione che lo prende sul serio, il Partito Democratico, quello che nelle sue precedenti reincarnazioni lo aveva scambiato addirittura per un padre costituente grazie a D’Alema e a Marini e poi a Veltroni e che per 15 anni invece di isolarlo come un corpo estraneo e come un uomo ridicolo, tragicamente ridicolo, visti i danni che ha fatto al nostro paese lo hanno continuamente invitato a fare le riforme, lo hanno continuamente elevato al rango di riformatore, anziché trattarlo come andava trattato e questo secondo me insieme al monopolio dell’informazione da parte sua, è l’altra ragione per la quale oggi questo uomo ridicolo è ancora a Palazzo Chigi.


Se vi interessa, dato che siamo in vena di riepiloghi, siamo alla fine dell’anno, forse siamo anche alla fine del regime, noi abbiamo messo insieme un Dvd che devo dire ha una bella copertina anche, non per merito mio, ma per merito di chi segue il blog di Grillo e che quindi lo ha allestito e che si intitola “Berluscoma 2010 il tramonto della seconda repubblica” cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto la storia di questo anno, la storia che di questo, ci auguriamo, non costa niente farsi gli auguri, sia l’ultimo infestato da lui.
Il tramonto della seconda repubblica, tutti gli episodi cruciali che hanno costellato quest’anno dall’inizio alla fine, l’anno 2010 è cominciato con lo scandalo della protezione civile, con lo scandalo Scajola, poi c’è lo scandalo della P3 , questo rigurgito di tangentopoli perché adesso sta approdando addirittura a un mostro come Finmeccanica e che ha provocato la crisi nel centro-destra proprio sulla questione morale e la legalità e il distacco di Fini, il linciaggio di Fini per essersi distaccato, la maggioranza più ampia mai vista che diventa improvvisamente minoranza alla Camera, i tentativi di ricomprare e adesso vedremo il 14 dicembre cosa succederà.
Ci sono delle mie parti di racconto in questo Dvd e poi ci sono dei filmati in modo da avere un quadro complessivo dell’anno che è appena passato, con tutto ciò naturalmente che è successo, si chiama “Berluscoma” voi come lo trovate se lo volete comprare? Lo potete comprare sul sito di Beppe Grillo, sul sito de Il Fatto Quotidiano ordinandolo via Internet, oppure lo potete prendere in edicola insieme a Il Fatto Quotidiano, su Fatto Quotidiano, sul sito de Il Fatto e sul blog di Grillo trovate tutte le istruzioni, è una cosa molto semplice, si intitola “Berluscoma 2010” passate parola e ci vediamo lunedì prossimo.

Monday, December 27, 2010

Intervista a MT di Sabelli Fioretti (2003)

Splendida intervista. Incalzanti le domande, sempre all'altezza, per le rime, lucide, sveglie e brillanti le risposte, ovviamente.
Interessante dall'inizio alla fine!

Molti lo considerano un tremendo forcaiolo, un acritico giustizialista, un demonizzatore degli avversari politici che vorrebbe vedere tutti in galera. Per altri è un idolo, un coraggioso Robin Hood che combatte i ricchi e i potenti in difesa della legalità e contro la corruzione. Da quando Marco Travaglio parlò, nella trasmissione di Daniele Luttazzi, dei sospetti di rapporti mafiosi che si addensavano sul capo del leader di Forza Italia, è costantemente al centro di feroci polemiche. Per la Rai non esiste più, è come un fantasma. Ma i suoi libri vanno ugualmente in testa alle classifiche da quando lui, per presentarli, ha praticamente lasciato casa intraprendendo un giro d’Italia che non finisce mai.

È vero che aderisci maniacalmente alle sentenze dei tribunali?
«Io faccio il cronista giudiziario e racconto casi di corruzione. Non aderisco maniacalmente a niente».

Lo sostengono in molti.
«Pubblico documenti che danno fastidio. Le indagini di cui parlai a Satyricon non le ho fatte io. Esistevano e la tv non ne aveva mai parlato».

Non sarà che ti sei montato la testa e che pensi che senza di te la democrazia è in pericolo?
«La famosa intervista al giudice Borsellino sui rapporti fra Berlusconi e Vittorio Mangano, presunto stalliere e sicuro mafioso, l’avevano offerta al Tg1 che l’ha rifiutata».

Il direttore era Gad Lerner.
«Gad l’ha anche rivendicato. Dice che non era una notizia. La realtà è che in tv non sta bene dire certe cose di un politico importante».

Stai parlando di uno dei campioni della sinistra.
«Gad ha tanti pregi ma non il coraggio. Sapeva benissimo che trasmettendo l’intervista di Borsellino non sarebbe durato a lungo. Intendiamoci, lo stesso rischio l’avrebbe corso dicendo qualcosa di pesante su un leader del centro-sinistra. C’è una convenzione non scritta ma rispettata da tutti: certe cose in tv non si dicono».

Stai dicendo che chiunque si comporterebbe così?
«Se uno diventa direttore del Tg1 conosce i suoi limiti. Longanesi diceva: "Certe onorificenze non basta rifiutarle. Bisogna non meritarle"».

Le sentenze sono giuste anche quando condannano te? Sei stato condannato a risarcire Previti perché lo avevi diffamato.
«Era un processo civile, non penale. Ha accertato un danno, non un reato. E poi avevo scritto una cosa vera: il giudice non ha potuto darmi ragione perché il mio avvocato non ha prodotto la prova che mi scagionava».

Nel frattempo, se tu chiami «pregiudicato» Pomicino, lui dice che semmai pregiudicato sei tu.
«Eh no. Nessuna sentenza dice che io ho commesso un reato. Nel caso di Pomicino, invece, i giudici del processo Enimont dicono che ha preso cinque miliardi illegalmente».

Pomicino dice che è stato condannato solo una volta per finanziamento illecito di partito e assolto 30 volte.
«Singolare difesa. Non ho mai sentito uno che va in giro dicendo: "Non sono un assassino perché ho solo una condanna per omicidio, le altre 30 volte mi hanno assolto».

Perché dicono che hai una passione per la galera e le manette?
«E’ una simpatica campagna avviata da Giuliano Ferrara e da un’ampia lobby trasversale per squalificarmi».

Anche a sinistra è pieno di gente che ritiene che tu sia un manettaro.
«Quelli che la pensano come D’Alema».

Però a volte sembra proprio che la galera ti interessi.
«Abbiamo decine di persone che invece di stare in galera stanno in Parlamento. E visto che governano anche me, questi sono fatti anche miei. Non voler essere amministrati da ladri non è poi una gran pretesa».

Passi per precisino. Ma hai commesso errori. Hai confuso un Casini per un altro. Un Fallica per l’altro.
«Tutti sbagliano. Ma c’è la buona fede. Erano casi di omonimia».

Hai scritto cose sbagliate su Ayala.
«E mi dispiace: l’Ansa aveva dato per amnistiato un suo reato. Non era vero. Senti: di solito non sbaglio, ma quando sbaglio lo ammetto, chiedo scusa e pago di tasca mia».

Il senatore Franco Debenedetti ti ha querelato.
«Dice. Se è vero è una medaglia. Sfido chiunque a prendere per i fondelli il fratello del suo editore. Aspetto che Belpietro prenda in giro sul Giornale Silvio Berlusconi, se l’editore è Paolo, o Paolo Berlusconi, se l’editore è Silvio».

Dove hai cominciato a fare il giornalista?
«In un piccolo giornale torinese cattolico, Il nostro tempo. Lì ho conosciuto Giovanni Arpino che mi presentò a Indro Montanelli. Ho fatto l’abusivo al Giornale come vicecorrispondente da Torino dall’87 al ’92. Il corrispondente era Beppe Fossati, bravo e simpatico, ma con poca voglia di lavorare. A volte scrivevo pure i suoi articoli e lui mi dava cinquantamila lire al pezzo».

C’era anche Mario Giordano a Il nostro tempo.
«Me lo ricordo. Arrivò tutto bello grassottello da Canelli con le guanciotte bianche e rosa. Era bravo».

Dice che lui era di sinistra e tu berlusconiano.
«Balla clamorosa. Vede talmente tanti berlusconiani che non può più immaginare l’esistenza di gente diversa».

Per chi voti?
«Sono sempre stato un liberale conservatore. Quando c’erano elezioni cruciali seguivo il consiglio di Montanelli: mi tappavo il naso e votavo Dc. Altrimenti Pli o Pri. Sempre anticomunista, finché c’erano i comunisti».

C’è una destra accettabile oggi?
«Un solo nome, Giovanni Sartori. Quella è la destra che mi interessa, liberale, legalitaria, einaudiana».

Se tutti ti attaccano magari qualche ragione ce l’hanno?
«Se chi mi attacca mi elogiasse mi preoccuperei».

E’ un rischio che non corri.
«Trovo del tutto normale che un giornalista sia detestato dal potere».

Ti detestano anche i dalemiani. Cuperlo, portavoce di D’Alema, scrisse che la tua assunzione all’Unità era fra gli eventi più infausti del 2002.
«E arrivarono molte lettere che dicevano: "Travaglio non si tocca". Ma chi è Cuperlo?».

Non lo conosci?
«Non frequento i politici. Montanelli diceva: "La corruzione comincia davanti a un piatto di pastasciutta. Non bisogna dare del tu ai politici né andarci a pranzo"».

Spesso ti lamenti perché vieni rifiutato nei dibattiti televisivi.
«È un’altra medaglia. Molti hanno paura del confronto diretto. Tipo Marco Boato: non voleva che parlassi nemmeno alla presentazione di un mio libro e cominciò a urlarmi Fascista! Fascista!"».

Filippo Facci dice che anche tu ti scegli gli interlocutori.
«Ma se faccio continui dibattiti con lui. Se alludi al caso di Cortina d’Ampezzo, è il giudice Davigo che non ha voluto incontrarlo avendolo querelato un sacco di volte».

Non è che la querela del giudice Davigo sia un giudizio divino.
«Per il gusto della polemica, io personalmente dibatterei anche con Belzebù. Ma se fossi un giudice e un giornalista mi accusasse di crimini inesistenti, forse farei lo stesso».

E sbaglieresti. Hai detto di ispirarti a un’aurea frase del Vangelo: «Il tuo dire sia sì sì no no, il resto viene dal maligno». È la prova che sei manicheo?
«Non credo che Gesù fosse manicheo. Io intendo quella frase come antidoto all’ipocrisia, agli equilibrismi, ai paraculismi».

Definisci il voltagabbana.
«Uno che cambia idea quando gli conviene».

C’è qualcuno che la cambia quando non gli conviene?
«I voltagabbana a perdere. Come Formentini e Vertone. Hanno lasciato la Casa delle Libertà alla vigilia di una sicura vittoria approdando all’Ulivo votato a sicura sconfitta. E poi Montanelli che mollò Berlusconi mentre quello diventava il padrone d’Italia».

Il più voltagabbana?
«Paolo Guzzanti su Repubblica prendeva in giro Berlusconi che voleva la Sme. Diceva: è un uomo dalla liquidità languida, cioè non ha una lira. Confrontalo con quello che Guzzanti scrive oggi. Ma i peggiori sono quelli che nuotano nella grande marmellatona del "bipartisan". Con D’Alema ma non contro Berlusconi, con Berlusconi ma non contro D’Alema. Scalfaro ha detto che ci sono lustrascarpe così lustrascarpe che non alzano neanche la faccia per vedere a chi le lustrano».

Parliamone.
«Gli ambidestri, i multiuso, i transgenici. Sono come quelle statuine che segnano il tempo. Azzurre quando fa freddo, rosa quando fa caldo. Gli uomini Rai, Bruno Vespa per esempio. E poi i Klaus Davi, i Velardi, i Rondolino, i Polito, i Marco Boato. Qualunque cambio di regime li trova sempre in pole position. A disposizione».

Parliamo di Vespa.
«Il risotto di D’Alema, il tennis di Amato, le finte improvvisate di Apicella a Berlusconi, l’intervista sotto braccio a Forlani, lui curvo e Forlani dritto, l’intervista al capezzale di De Lorenzo, con De Lorenzo che pareva moribondo con la flebo. Scene indimenticabili. Prima-o-seconda repubblica, destra o sinistra: Vespa non fa differenze purché l’interlocutore abbia un minimo di potere. Se non conta niente, lo massacra».

Altri colleghi voltagabbana?
«Mario Cervi. Venne via dal Giornale con Montanelli scrivendo che aveva ragione Montanelli e torto Berlusconi. Poi diventò direttore del Giornale di Berlusconi. Non dovrei giudicarlo perché è un vecchio signore e un maestro di giornalismo, però ti cadono le braccia quando una persona di ottant’anni, potendosene fregare di tutto, accetta la poltrona da cui avevano cacciato il suo migliore amico. Poi c’è Vittorio Feltri, un caso clamoroso. Nel ’92 ’93 scriveva cose fortissime. Quando si suicidò Moroni scrisse che al posto suo si sarebbe suicidato due volte. Oggi ripete a pappagallo qualsiasi attacco ai magistrati».

Ti piacerà almeno Ferrara.
«Non riesco ad appassionarmi al dibattito sull’intelligenza di Ferrara. D’accordo, è intelligente ma è un’aggravante, viste le cose che scrive. Come per D’Alema, altro "intelligente a prescindere". Non ne ha azzeccata una, ha perso tutte le elezioni. Quante ne deve perdere ancora perché smettano di considerarlo intelligente?».

Vediamo allora a sinistra di D’Alema, i comunisti: Bertinotti? Santoro? Gino Strada?
«Bertinotti mi pare il più lontano di tutti dal comunismo. Di Strada non condivido molte analisi tipo "Bush uguale Saddam", un’equazione assurda. Ma capisco che possa venire in mente a un chirurgo che riattacca le braccia staccate dalle bombe. Difficile distinguere quelle staccate da una bomba di Bush o di Saddam. Santoro mi piace perché non obbedisce. Quando sbaglia, per esempio su Israele o sul Kosovo, non lo fa per compiacere qualcuno. Sbaglia di suo. Avrebbe fatto meglio a non andare a Mediaset però poi a Mediaset ha fatto una puntata su Dell’Utri e la mafia. Non credo che il padrone abbia gradito».

Tu sei uno di quelli che ritengono che c’è regime oggi in Italia?
«Sì. È un regime nuovo, inedito, mediatico. Basato sulla ripetizione continua di balle a reti unificate, tutte o quasi nelle mani di Berlusconi».

Ma che regime è se fa uscire tranquillamente i tuoi libri?
«È un rischio calcolato. Tutto purché non in televisione. Che qualche decina di migliaia di italiani leggano un mio libro non fa paura. Emilio Fede, con il tg più sfigato, raggiunge ogni sera il doppio dei lettori del quotidiano più letto».

Però l’informazione libera c’è.
«C’è, ma bisogna andarla a cercare. Dalla tv non passa più nulla. Giornali liberi ce ne sono, ma quanti leggono in Italia? I nostri libri escono da un piccolo editore molto povero: non sono mica capolavori, ma vendono. La Mondadori pubblica i libri di D’Alema, non mi pare che la gente se li strappi di mano».

Però si strappa di mano quelli di Bruno Vespa.
«Vespa è uno dei pochi giornalisti televisivi in grado di scrivere libri interessanti, stuzzicanti, pieni di indiscrezioni e di pettegolezzi politici. E poi fa il giro delle trasmissioni per presentarli, da A come agricoltura al Meteo. Gli manca solo la Messa della domenica mattina».

Quando accusi i colleghi di Mediaset di minimizzare i guai di Berlusconi, non ti viene in mente che anche tu hai un padrone?
«Certo, ma nei miei libri si parla ampiamente delle tangenti di Carlo De Benedetti. Devo dire che, al contrario di altri, non ha addossato colpe ai suoi uomini, si è assunto le sue responsabilità ed è pure finito in prigione».

Questa è una sviolinata.
«Quando diventerà premier mi porrò altri problemi».

Sul Foglio ti hanno preso tanto in giro. Dicevano che nemmeno sulla Repubblica ti facevano scrivere.
«Scrivevo molto sulle pagine torinesi, visto che lavoro a Torino».

Non è che anche a Repubblica ti considerano un bieco giustizialista?
«Forse qualcuno, chissà. Adriano Sofri mi ha attaccato un paio di volte. È un giornale aperto».

Quanto guadagni con i libri?
«Pochissimo. La casa editrice è poverissima, non può pagare i diritti d’autore tutti insieme. Mi dà un tanto quando può».

Quantifichiamo.
«L’odore dei soldi ha venduto 300 mila copie. A mille lire a copia mi spetterebbero 300 milioni. Finora ne ho presi sì e no 50».

Tu sei molto citato nelle mie interviste. Bondi…
«James Bondi, ovvero il pallore gonfiato».

James Bondi dice che hai una perversione, vorresti condannare tutti.
«Non sono un pervertito. Lo è lui, innamorato cotto di Berlusconi».

Maria Laura Rodotà ha detto che non sei simpatico perché hai i capelli lunghi dietro.
«Guarda, li ho tagliati per farla contenta».

Lodovico Festa dice: «Salvo Travaglio perché essendo stupido è giustificato».
«Lui che è così intelligente ci spieghi come mai la Fininvest dava miliardi di pubblicità a un piccolo giornale comunista riformista come il suo, il Moderno, che non vendeva una copia».

Gioco della torre. Gruber o Lasorella?
«Butto Lasorella. Spero che la Gruber prima o poi si alzi in pieno tg e sbotti: "Ma perché devo leggere questa sbobba?"».

Mimun o Mentana?
«Butto Mentana perché fa finta di essere equidistante, l’altro è un maggiordomo dichiarato».

Santoro o Floris?
«Butto Floris».

Santoro ti invita e Floris no.
«No, Floris con tutti i meriti che ha, ha accettato certi limiti della Rai di regime. Se lui è in Rai e Biagi, Luttazzi e Santoro no, una ragione c’è».

Socci o Veneziani?
«Socci non è portato per la tv».

Studia. Dagli tempo.
«L’esercizio lo peggiora. Veneziani lo ricordo quando disse in tv: ma figuriamoci se verranno epurati Biagi e Santoro, se per assurdo accadesse scenderemo tutti in piazza. "Figuriamoci" lui, "figuriamoci" Mentana. Era la compagnia del "figuriamoci". Li hai poi visti in piazza? Si attendono girotondi».

Il Foglio o il Riformista?
«Butto quello più berlusconiano, il Riformista».

Li leggi?
«Il Foglio sempre per capire dove va la banda. Leggi Ferrara e sai quello che sta per dire Berlusconi».

Di Pietro o Violante?
«Butto Violante. Ha ballato troppi valzer. Non mi piaceva quando lasciava credere di essere il capo del partito dei giudici. Né quando difendeva i ragazzi di Salò: si vedeva che non ci credeva».

Fini o Bossi?
«Salvo Bossi. Nel ’94 ci ha liberati da Berlusconi. L’ho perfino votato nel ’96 per premiarlo del cosiddetto ribaltone. Quel giorno mi ha fatto godere».

Ma allora è vero che hai l’ossessione di Berlusconi. Se Berlusconi si ritira dalla politica tu che fai?
«Facevo il giornalista prima, lo farò anche dopo».

Ma prima non eri così famoso e visibile.
«Ho venduto moltissime copie dello Stupidario del calcio. Potrei tornare a occuparmi di qualcosa di meno trucido e di più divertente».

Previti o Dell’Utri?
«Salvo Previti. Lo considero uno di famiglia. Dopo la mia condanna vive con un quinto del mio stipendio. Gli passo gli alimenti».

Le bande dei mona - 27 dicembre 2010

Oggi va in onda un'edizione registrata di Passaparola.

Buone feste, Marco! Meno male che ci sei tu!

Testo:

Buongiorno a tutti, questo è uno dei due passaparola che abbiamo registrato prima di Natale e quindi mentre vi sto parlando non so quale sarà la situazione nel lunedì in cui questo passaparola va in onda, vorrei però approfittarne per fare memoria, su un fatto tragicomico.

La sicurezza della Lega
Sappiamo benissimo tutte le polemiche che sono state fatte sulla sicurezza, violenze di piazza, proposte più o meno repressive per arginare il ritorno agli anni di piombo etc., è una buona cosa che si sappia che questo governo ha, un paio di mesi fa, depenalizzato il reato di associazione militare con finalità politiche, la cosiddetta banda armata, direte: sono impazziti?
No, non sono impazziti, c’è un processo a Verona per questo reato contro una trentina di attivisti e dirigenti leghisti che coinvolgeva inizialmente i massimi vertici della Lega per avere fondato 14 anni fa le Camice verdi, un’organizzazione paramilitare, con finalità politiche, completamente illegale visto che non si possono creare bande armate a sostegno di questo o quel partito, milizie private a sostegno di questo o quel partito e quindi l’allora Procuratore Papalia avviò questo processo, processo che ne ha viste di tutti i colori per cercare di salvare i leghisti beccati con il sorcio in bocca in intercettazioni etc. a parlare di armi e di organizzazione militare, gli eventi di contrasto contro lo Stato che pretendeva addirittura di tutelare la propria unità contro la secessione vaneggiata da questi squilibrati!
Non sapendo più come salvare i loro attivisti dalle conseguenze penali di questa milizia, la Lega ha costretto il Governo a depenalizzare il reato di cui questi signori erano accusati e lo ha fatto con la frode, ragione per cui, si spera, che presto il Parlamento voterà la mozione di sfiducia che è stata sollevata dall’Italia dei valori, contro il Ministro Calderoli che si è segnalato per un notevole attivismo in questo senso, quindi dobbiamo sapere che questo governo che a parole dice da contrastare la violenza, ha depenalizzato uno dei reati chiave per punire la violenza di chi si organizza in armi per fare violenza a scopo politico.
Per salvare sé stessi hanno disarmato lo Stato di uno strumento giuridico, penale fondamentale per reprimere eventuali fenomeni di questo genere.
Partiamo dall’inizio, il 9 ottobre è entrato in vigore il Decreto Omnibus (perché dentro c’era di tutto) che contiene il nuovo codice dell’ordinamento militare, è il Decreto Legge 15 marzo 2010 N. 66 che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio, con il titolo “Codice dell’ordinamento militare, in questo decreto ci sono 2272 articoli, più sono meno i parlamentari quando devono approvarli in due minuti possono verificare cosa stanno facendo, come si fa a leggere e a capire 2272 articoli? Uno degli ultimi, l’articolo 2268 ha centinaia di commi, il comma 297 dell’Art. 2268 di questo decreto, abolisce un altro decreto che era stato varato nel febbraio 1948 alla vigilia delle famose elezioni del 1948, fronte popolare contro Democrazia Cristiana e i suoi alleati, momento di altissima tensione, erano le prime elezioni politiche dopo la Costituente. Il Decreto quindi che viene abolito è il Decreto 14 febbraio 1948 N. 43 e era il Decreto che puniva con il carcere da 1 a 10 anni chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono anche indirettamente scopi politici e si organizzano per compiere azioni di violenza o minaccia.
Il trucco l’avete capito, si fa un provvedimento che abroga una miriade di vecchie norme, anche spesso inutili, e che viene usato per nascondere, camuffare la depenalizzazione di un grave reato che è purtroppo attualissimo, il Capo dello Stato ha regolarmente firmato questo Decreto e di chi è l’idea? Ufficialmente il nuovo codice dell’ordinamento militare, è responsabilità del Ministro della Difesa, La Russa, ma può La Russa pensare di depenalizzare il reato di banda armata di fatto? No, non è stato lui, a attivarsi in questo senso è il Ministro della semplificazione normativa leghista Roberto Calderoli, cosa gli è venuto in mente a questi che sollevano sempre allarmi sulla rinascita del terrorismo, di depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo politico? Quello che vi dicevo prima, l’esistenza di questo processo che è in corso di 14 anni a Verona, a carico di politici, dirigenti e attivisti della Lega del Piemonte, della Liguria, della Lombardia e del Veneto e dal 1996 sono accusati di avere organizzato una formazione paramilitare, la guardia nazionale padana, quella che si vestiva con le camice verdi, i guardiani della secessione, nelle intercettazioni si sentono questi signori, compreso Bossi, parlare di armi. Il processo fino a qualche mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio, Speroni, tutti parlamentari italiani o europei e 5 alti dirigenti della Lega in aggiunta a quelli che ho citato che nel 1996 erano parlamentari, tra questi Calderoli.
All’inizio i capi di imputazione formulati dal Procuratore Guido Papalia erano 3: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e integrità dello Stato, costituzione di una struttura paramilitare fuori legge in virtù di quel Decreto.
Ma i primi due reati con un’altra legge ad legam, sono già stati di fatto depenalizzati nel 2005, sono stati modificati e quindi l’attentato alla Costituzione e l’attentato all’unità e integrità dello Stato sono reati soltanto quando concretamente viene usata la violenza, mentre quando uno si propone di fare queste cose, ma non ha ancora messo in campo comportamenti violenti, non è più reato e quindi i due reati, il primo e il secondo contestati da Papalia sono stati cancellati dal Parlamento per salvare gli imputati di questo processo nel 2005, uno degli ultimi atti del Governo Berlusconi 2.
Restava in piedi il terzo, quello di costituzione di una formazione paramilitare con scopi politici fuori legge e è proprio il reato che viene depenalizzato con il decreto di maggio che è entrato in vigore a ottobre, il Decreto La Russa – Calderoli. I leader leghisti rinviati a giudizio, i Bossi, i Maroni etc. erano già stati salvati dal processo perché il Parlamento li aveva protetti con insindacabilità parlamentare, sostenendo che persino il reato di banda armata, attentato alla Costituzione, all’integrità e un’unità dello Stato, fossero coperti dal diritto dei parlamentari di esprimere le loro opinioni, come se l’organizzazione di una banda paramilitare fosse un’opinione.
E’ un reato che salva le opinioni dei parlamentari e che in realtà l’istituto dell’insindacabilità nasce per difendere le opinioni dei parlamentari e invece è stato applicato, abusandone, per salvarsi dalle conseguenze di avere fondato o cofondato una banda armata, ok? Quindi improcessabili per grazia ricevuta del Parlamento.
Papalia è ricorso alla Corte Costituzionale facendo due conflitti di attribuzione contro il Parlamento che aveva impedito che venissero processati questi parlamentari, ma non è riuscito a ottenere ragione, a quel punto sono rimasti gli altri imputati, quelli che non avevano avuto la prontezza di rifugiarsi in Parlamento per farsi proteggere dai loro colleghi che erano comunque 36, tra i quali anche Giampaolo Gobbo, segretario della Lega Veneta e Sindaco di Treviso e il Deputato Matteo Bragantini che era arrivato dopo in Parlamento e che quindi quando i reati secondo i PM erano stati commessi, non era ancora parlamentare.
Ma a ottobre nella prima udienza del processo davanti al Tribunale di Verona, dopo tutto quell’andirivieni di conflitti, attribuzioni etc., gli avvocati dei leghisti si sono alzati e hanno detto ai giudici: ma lo sapete che il reato non c’è più? Anche il reato di formazione paramilitare fuori legge è stato appena cancellato dal Decreto voluto da Calderoli, da uno degli ex imputati di questo processo, i giudici allibiti non se ne erano neanche accorti che era passato dal decreto con tutte quelle norme, quindi sono andati a verificare e hanno scoperto che era vero e quindi ne hanno preso atto e hanno rinviato il dibattimento in attesa di dichiarare praticamente chiuso perché è sparito il reato, l’ultimo anche dopo gli altri due, grazie all’ennesima legge ad legam.
Esce un pezzo su Il Fatto Quotidiano, lo scrivo io a ottobre, panico, il governo si accorge di avere depenalizzato un reato così grave, La Russa tramite gli uffici del suo Ministero fa sapere che è stato un errore materiale, sapete che quando c’è un errore materiale in un decreto può essere corretto con una procedura breve, non è che bisogna rifare tutto l’iter parlamentare, ma dal Ministero della semplificazione normativa arriva l’alto là, si dice: no, non è stato un errore, era voluto, naturalmente Calderoli non dice: l’ho voluto io, altrimenti si capirebbe perché l’hanno fatto, dice: questo suggerimento di cancellare questo decreto e quindi questo reato, ci è arrivato da una Commissione ministeriale che era stata istituita a suo tempo per riformare il Codice dell’ordinamento militare dal governo Prodi, è il solito discorso, è colpa del governo precedente, sono loro che ci hanno detto: cancellate quella norma e noi l’abbiamo cancellata, ma i responsabili di quella Commissione, tra cui un generale fanno sapere che non è vero niente, loro non avevano affatto detto di cancellare quella norma, sono stati gli uffici di Calderoli a aggiungerla, quindi non si provassero a dare la colpa alla Commissione istituita dal Governo Prodi perché l’hanno fatto loro surrettiziamente, cercando poi di attribuirlo a quella Commissione.


Calderoli mente al suo stesso governo
Noi siamo di fronte a un governo che è stato raggirato, se tutte le cose che ci siamo detti sono vere. E secondo l’Italia dei valori che ha sollecitato e ha aperto la richiesta di sfiducia individuale del Ministro Calderoli, quest’ultimo ha mentito al Parlamento e al suo governo, addirittura, impedendo che venisse corretto quello che era talmente assurdo da far pensare a un errore materiale.Sostenendo che invece non era un errore materiale ma era giusto fare così e che a fare così era stato indotto da una Commissione, mentre in realtà quella Commissione non l’aveva indotto, era stato lui a prendere l’iniziativa, e sappiamo con quali conseguenze il salvataggio dei 36 imputati a Verona. Adesso bisognerà vedere quando viene fissata la votazione e la discussione in Parlamento della sfiducia individuale a Calderoli, perché quest’ultimo ha già detto: se ci fossero le prove che ho mentito al Parlamento me ne andrei io per primo, la posta in gioco l’ha sintetizzata Massimo ?Donadi?, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera che ha fatto degli accertamenti sull’iter di questo strano codicillo che è stato aggiunto all’ultimo momento nel Decreto sull’ordinamento militare e che è molto interessante, soprattutto in questo periodo in cui il Governo fa la faccia feroce e finge di essere il tutore dell’ordine pubblico.
Donadi ha scritto una lettera al Presidente della Camera Fini che è stata pubblicata da Il Fatto Quotidiano che aveva tirato fuori per primo questa depenalizzazione di questo reato innescando poi tutto quello che è successo dopo, sono cose gravissime, non le avete mai sentite raccontare in televisione, sui giornali etc., ma sono cose gravissime, proprio per questo non ve le hanno raccontate! “Gentile Presidente fini – le è ben noto, scrive Donadi – che a ottobre è stata illegittimamente abrogato il reato di associazione militare con scopi politici e che di questo ritengo essere responsabile il Ministro per la semplificazione normativa – Calderoli – il Ministro che ci accusava di averlo attaccato ingiustamente, le ha scritto in una lettera che mentire al Parlamento è un fatto di tale gravità e se mai lo avesse fatto si sarebbe prontamente dimesso. Nel corso della discussione sulla mozione il Ministro ha mostrato il testo di uno schema di Decreto Legislativo, affermando che si trattava del “testo prodotto dal Comitato scientifico, la Commissione istituita da Prodi, inviato alle concertazioni interministeriali con lettera dell’aprile 2009 e che già riporta il Decreto Legislativo del 1948 tra quelli da abrogare, colpa del Comitato Prodi”. Ciò appare in netto e inconciliabile contrasto sia con la lettera inviata a me e allo stesso Ministro dal Magistrato che ha presieduto il Comitato scientifico - il quale dice: noi non abbiamo mai fatto niente di tutto questo – sia con un’altra lettera datata 6 ottobre inviata dallo stesso magistrato al Ministero per la semplificazione e al Ministero della difesa, in cui c’è scritto “il Comitato ha chiuso i lavori di collazione dell’intero corpus normativo, in vista della consegna al Signor Ministro della Difesa prevista per il successivo lunedì 30 marzo 2009, alla data di sabato 28 marzo, hanno chiuso i lavori di assemblaggio di queste norme che mandavano al Ministero perché fossero abrogate o modificate alle 21,30 del 28 marzo 2009, dopo avere scrupolosamente controllato quale ultimo adempimento l’elenco delle fonti abrogate e che a quella data l’abrogazione in questione non era presente in alcun modo negli schemi.
Già da queste due lettere emerge che o ha mentito il Ministero, o hanno mentito un magistrato del Consiglio di Stato che presiedeva quel Comitato scientifico e altri 4 magistrati di quel Comitato scientifico che non hanno mai smentito le affermazioni del Presidente della Commissione tecnica che dice “noi non abbiamo mai indicato quella norma tra quelle da abrogare”. Ci sono tuttavia altri documenti in grado di dimostrare che il testo dello schema di Decreto Legislativo che il Ministro Calderoli ha fornito ai deputati, è falso, la prova di ciò si trova nei 3 seguenti documenti protocollati presso il Ministero della difesa: 1) il verbale della riunione plenaria e del Comitato scientifico insieme con i tecnici del Ministero coinvolti, 18 febbraio 2009, nella quale si è deciso il calendario futuro delle riunioni del Comitato; 2) il verbale della riunione plenaria svoltasi dal 26 al 28 marzo 2009, nel corso della quale si è proceduto al controllo formale delle norme primarie abrogate e si è chiusa la bozza dello schema da consegnare al Ministero - non c’è l’abrogazione del decreto del 1948 -; 3) il file informatico sorgente contenente la bozza dello schema su cui ha lavorato il Comitato scientifico che è un file legale che conserva le tracce delle modifiche che si sono succedute, delle persone che le hanno apportate e dell’ora in cui sono state fatte, in questi documenti vi è la prova che il Ministro per la semplificazione normativa, Calderoli, ha mentito al Parlamento italiano e che sua è la responsabilità dell’illegittima abrogazione del reato di associazione militare con scopi politici. Ritengo che il Ministro per la semplificazione normativa debba mettere a disposizione del Parlamento i documenti che ho indicato per permettergli di valutare i fatti nella loro successione e completezza.
Le ho scritto questa lettera con grande rammarico per la gravità che i fatti accaduti hanno per le istituzioni democratiche e ho fiducia che questa vicenda, per l’importanza che riveste non venga ridotta a una mera polemica politica strumentale, mi auguro che in tutti sia forte il senso dello Stato e della difesa delle istituzioni”.
A questo punto o Donadi sta mentendo o i 5 magistrati del Comitato scientifico hanno mentito o gli uomini del Ministero della Difesa hanno mentito dicendo: noi non abbiamo proposto niente del genere, oppure noi non sapevamo niente del genere è stato un errore materiale e allora si devono dimettere il Ministro La Russa, Donadi, bisogna cacciare questi magistrati contabili che hanno formato la Commissione del Governo Prodi, oppure ha mentito Calderoli, nel qual caso se ne deve andare non dal governo, dalla politica, deve sparire perché un Ministro che mente al Parlamento presentando carte false, non può semplicemente lasciare il governo, deve lasciare la politica, secondo voi così a naso chi ha mentito? E perché l’informazione non parla di questo scandalo che se è possibile, è ancora più grave di tanti altri scandali che occupano le pagine dei giornali? Mistero ma noi di Passaparola, noi de Il Fatto, del blog di Beppe Grillo serviamo a questo, a dare le notizie che gli altri non danno e quindi sappiate che tutti quelli che pontificano, contro il ritorno agli anni 70 hanno abolito un reato fondamentale per punire eventuali comportamenti tipo anni 70, quelli che loro evocano continuamente, vogliono la galera per gli studenti e hanno abolito la galera per le bande paramilitari, per salvare dalla galera i loro amichetti della Guardia nazionale padana e questo è sicuro, chi ha mentito lo deciderà il Parlamento e speriamo che quando verrà scovato chi ha mentito, venga cacciato dal governo e dal Parlamento.


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AGGIORNAMENTO.
Dopo la registrazione del Passaparola, il 22 dicembre la Camera dei deputati ha votato la mozione di sfiducia proposta dall'Idv contro il ministro Calderoli per lo scandalo della depenalizzazione del reato di associazione paramilitare con finalità politiche. E l'ha respinta grazie ai voti di Pdl e Lega, alle astensioni di Fli, Udc e dei 6 radicali eletti col Pd, ma anche grazie alle abbondanti assenze tra le file del Pd.
Tutti presenti i deputati della Lega (100%) e dell’Idv (100%), quasi tutti quelli del PdL (91,4%), mentre il Pd schierava solo l’82,9%, con ben 35 assenti. Eccoli: Bersani, Bobba, Bossa, Bressa, Bucchino, Causi, Cavallaro, D'Alema, De Micheli, De Torre, Duilio, Fadda, Fedi (malato), Ferrari, Fioroni, Garavini, Garofani, Gentiloni, Ginoble, Grassi, Letta Enrico, Lulli, Marini Cesare, Marroccu, Mastromauro, Mecacci, Melandri, Merloni, Mogherini (ha appena partorito), Nicolais, Piccolo, Pizzetti, Rigoni, Sanga. Altri 5 del Pd, quelli provenienti dal Partito radicale, han fatto di peggio e si sono astenuti insieme al Terzo Polo: Beltrandi, Bernardini, Coscioni, Turco, Zamparutti.
Risultato finale: presenti 545, votanti 481, astenuti 64, maggioranza 241, favorevoli (alla sfiducia) 188, contrari 293. Mozione respinta, Calderoli salvo.