Sunday, December 26, 2010

Intervista a MT di Booksblog (2007)

Intervista tratta da Booksblog

“Chi ha paura di Marco Travaglio?” è il titolo della collana di libri del giornalista torinese ripubblicati - già da qualche settimana - dal quotidiano l’Unità. Fino a ora sono usciti in edicola “L’odore dei soldi”, “Montanelli e il Cavaliere”, “Bananas”, “Regime” e “Le mille balle blu”.

Marco, visto che ti ri-pubblica l’Unità è evidente che loro non hanno paura di te. E allora mi spieghi “chi ha paura di Marco Travaglio?”
(Ride) A giudicare da quanti si arrabbiano per le cose che faccio, tanti.

Fuori i nomi.
Diciamo che deve avere paura di me - come di tutti giornalisti che fanno davvero i giornalisti - chi ha qualcosa da nascondere.

Perché ripubblicare la tua opera omnia?
Primo, perché alcuni lettori non possono spendere 15 euro per un libro, ma la metà magari sì. Secondo, perché è giusto far circolare di nuovo dei libri che ricordino il pericolo che si corre quando Berlusconi va al potere. È passato solo un anno e mezzo, ma già ce lo stiamo dimenticando.

Sono un pensionato con la minima, o uno studente fuorisede, o un lavoratore di call center e posso spendere solo 15 euro per comprare due libri di Marco Travaglio. Quali piglio?
Direi “Montanelli e il Cavaliere” e “La scomparsa dei fatti”.

Qual è la differenza tra un cronista come te e uno storico (come anche tu sei)?
Io non sono uno storico!

Hai fatto studi storici.
Infatti sono un laureato in storia che fa il cronista. Comunque sono molto contento che i libri di storia italiana contemporanea, con riguardo agli ultimi 15 anni, citino i miei lavori. Insomma, facendo il cronista, fornisco materiale ai libri di storia.

Visto che hai lavorato come pochi sulla figura di Silvio Berlusconi, hai mai pensato di raccogliere tutto in una biografia organica, tipo Renzo De Felice o Joachim Fest?
(Ride) No. Anzi spero di disinteressarmi al più presto di Berlusconi, quando lui si disinteresserà alla politica. Ma con la sinistra del cazzo che ci troviamo, temo che riescano a resuscitarlo anche stavolta.

La riforma elettorale ti sembra la replica della bicamerale?
Ma sì.

Tieni un sacco di rubriche su un sacco di giornali. Quanto tempo passi a scrivere?
Di solito scrivo due articoli al giorno. Quello per l’Unità e poi quello per A, o per l’Espresso, o per il blog. Nel pomeriggio, quando presento i libri in giro, parlo per qualche ora davanti a un pubblico.
Ai libri lavoro nelle ore notturne.

Per scrivere usi un pc o un Mac?
Un pc.

E che software?
Come ‘che software’?

Che programma usi per scrivere?
Windows qualcosa…

Sai che molti grandi giornalisti hanno scritto anche racconti o sceneggiature. Montanelli ebbe persino una nomination all’Oscar per “Il generale Della Rovere”. Tu hai mai pensato di scrivere per il cinema?
E chi mi dovrebbe produrre i film o le fiction? Berlusconi? O Agostino Saccà? Lasciamo perdere.

E narrativa?
Ma no… Secondo me non sono portato.

In chiusura: qual è l’ultimo libro che hai letto e ti è piaciuto?
“Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento”, di Abbate e Gomez (Fazi, 352 pagg)

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