Monday, January 31, 2011

Democrazya - 2009

Marco Travaglio presenta il DVD "Democrazya" e affronta svariati argomenti, dalle accuse che gli sono state mosse in seguito al cosiddetto "attentato" di Piazza Duomo a Berlusconi, al ruolo del Capo dello Stato, allo stato attuale dell'informazione in Italia.


L'Italia è una repubblica fondata sulla mafia - 31 gennaio 2011

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi usciamo dai Bunga Bunga, tanto ormai quello che c’era da capire l’abbiamo capito fin troppo bene, gli stessi berlusconiani ormai sono rassegnati al fatto che gli italiani hanno capito, tant’è che l’unica cosa che riescono a dire è che la competenza non è del Tribunale ordinario di Milano, ma del Tribunale dei Ministri, naturalmente Berlusconi mentendo dice che lui si presenterà al suo giudice naturale che è il Tribunale dei Ministri, a parte che l’abbiamo già spiegato la settimana scorsa, la competenza è del Tribunale ordinario in quanto il reato di concussione e tanto più quello di favoreggiamento della prostituzione minorile, non può certamente essere stato commesso nell’esercizio delle funzioni di Presidente del Consiglio, anche perché il Presidente del Consiglio non ha tra le sue funzioni quello di chiamare le questure per dire chi deve uscire, chi deve entrare né tanto meno ha il compito di pagare minorenni perché vadano a Arcore a fare quello che sappiamo.

Anni '80, la crisi tra mafia e Democrazia Cristiana
Ma in ogni caso Berlusconi mentre sul fatto che non vede l’ora di presentarsi al Tribunale dei Ministri perché lui non vuole presentarsi neanche al Tribunale dei Ministri, perché non è un Tribunale composto da Ministri, è un Tribunale composto da magistrati del Tribunale ordinario di Milano estratti a sorte in una sezione che si forma quando c’è da giudicare un reato ministeriale, perché allora vuole il Tribunale dei Ministri?
Semplice, perché se il reato è di natura ministeriale, prima di approdare al Tribunale dei Ministri, il caso deve andare in Parlamento per la necessaria autorizzazione a procedere e lui sa in questo momento di avere la maggioranza e quindi sa che quando si voterà pro o contro l’autorizzazione a procedere, la sua maggioranza voterà contro e quindi lui non finirà mai davanti al Tribunale dei Ministri, questa è la ragione per cui chiede il Tribunale dei Ministri, per non andare davanti al Tribunale dei Ministri e a nessun altro Tribunale, come sempre.
Ma lasciamo da parte questa vicenda perché ormai i fatti sono sufficientemente chiari, ne ritorneremo a parlare quando tra breve la Procura di Milano chiederà al G.I.P. il rito immediato per poter processare subito Berlusconi, la Minetti, Fede, Lele Mora e gli altri eventuali indagati di cui ancora non si sa.
Parliamo invece di una questione che abbiamo seguito e che ogni tanto dobbiamo riacciuffare per fare un po’ di riepilogo, la questione delle trattative tra Stato e mafia negli anni delle stragi durante la crisi della Prima Repubblica e la nascita della cosiddetta Seconda Repubblica.
Ormai c’è un mosaico di fatti accertati, accertati grazie alle rivelazioni di Ciancimino che hanno innescato, l’abbiamo detto anche questo più volte un recupero di memoria da parte di persone che per 20 anni avevano taciuto, si sono scoperte tutta una serie di cose che ormai compongono queste puzzle che vanno messi nelle per formare il mosaico, il modo migliore per capire quello che si è accertato fino adesso e fare un po’ di cronologia in modo da avere tutti i fatti in successione diretta e si possa capirne la concatenazione e la collocazione temporale per poi vedere che razza di processo potrà venire fuori perché è chiaro che se questi fatti configureranno dei reati, reati commessi al tempo o reati commessi oggi da persone che magari rendono testimonianze false o soltanto parzialmente veridiche, può diventare una specie di processo di Norimberga sul passaggio tra la prima e la seconda repubblica e quindi è una vicenda che è destinata a occupare per molti mesi futuri, le cronache dei giornali.
La cronologia delle trattative, allora voi sapete, almeno chi si occupa di queste cose che a metà degli anni 80, ben prima di Tangentopoli il rapporto tra la mafia e la politica entra in crisi e entra in crisi quando Falcone e Borsellino, il pool di Falcone e Borsellino alza il tiro e dal maxiprocesso ai capi della cupola, comincia a occuparsi anche di politici Vito Ciancimino e i cugini Salvo, da quel momento si capisce che la politica che aveva garantito impunità, non solo alla mafia militare ma anche alla mafia dei colletti bianchi, sta perdendo colpi di fronte all’offensiva della Magistratura che finalmente sta dando una ripulita ai piani alti del potere e quindi c’è la crisi 85/86/87 tra la mafia e la Democrazia Cristiana, tant’è che nel 1987 alle elezioni la mafia vota per i socialisti e per agganciare i socialisti c’è il famoso attentato alla Villa di Berlusconi in Via Rovani proprio per cercare di agganciare Craxi o qualcuno dei suoi tramite Berlusconi e Dell’Utri che hanno rapporti con loro e anche con i mafiosi.
Berlusconi quindi per la prima volta si tenta di utilizzarlo da parte della mafia come cavallo di Troia per entrare direttamente in rapporto con la politica, non solo con Andreotti che già aveva rapporti con la politica fin dagli anni 70, ma anche con i nuovi, con i socialisti, c’è tutta una serie di vicende che dimostrano lo stop and go nei rapporti tra Stato e mafia, una volta si usano i socialisti, poi si torna un po’ ai democristiani, finché si arriva al 1991 quando la mafia alle elezioni regionali appoggia di nuovo la Democrazia Cristiana, fa eleggere un candidato andreottiano Gianmarinaro all’assemblea regionale, ma nel 1992 con la sentenza del maxiprocesso il rapporto tra la mafia e la DC entra definitivamente in crisi perché la Cassazione per la nota vicenda per cui Carnevale non presiede il collegio nella prima sezione che segue quel processo, la Cassazione conferma a sorpresa le condanne del maxiprocesso e lascia in galera tutti i capi mafia che speravano invece di uscire in base a un impegno preciso che Salvo Lima sappiamo, aveva preso con le cosche, c’è la reazione di Totò Riina naturalmente che uccide Salvo Lima, poi ucciderà anche Ignazio Salvi, intanto lo scandalo Tangentopoli sta demolendo dalle fondamenta quella classe politica che non ha più le forze per mantenere neanche i rapporti con la mafia, ci sono ipotesi secessioniste, c’è Riina che addirittura parla di Lega Nord perché ci sono alcuni leghisti che hanno rapporti con persone che in quel momento stanno dando vita a leghe meridionali in varie regioni del sud legate ai boss, l’ipotesi secessionista approda alla nascita un anno dopo del partito Sicilia Libera come vedremo tra un attimo, c’è il progetto stragista che comincia dopo Lima a alzare il tiro fino a Andreotti, la strage di Capaci elimina Giovanni Falcone proprio il giorno prima che Andreotti sia eletto Capo dello Stato.
Andreotti si mette da parte e come sappiamo viene eletto Scalfaro, quest’ultimo appena arriva al Quirinale nomina Presidente del Consiglio Giuliano Amato perché Craxi ormai è alla vigilia del suo primo avviso di garanzia e negli stessi giorni Marcello Dell’Utri avvia il progetto Botticelli incaricando un consulente di Publitalia, Cartotto di studiare un partito della Fininvest, quindi mafia e Dell’Utri si occupano entrambi di trovare un qualcuno, un qualcosa che sostituisca la classe politica che ormai è data per morta.
A giugno del 1992 il Capitano De Donno del Ros aggancia il figlio di Ciancimino durante un viaggio aereo e poi a De Donno subentra il Generale Mori, suo superiore, vicecomandante del Ros in quel periodo, mentre il figlio di Ciancimino naturalmente porta i Ros dal padre Don Vito e si avvia così la trattativa tra la strage di Capaci e quella di Via D’Amelio, Riina è tutto contento, Brusca riferisce che in quel periodo Riina ripete “si sono fatti sotto, gli abbiamo fatto un papello così” Riina mette giù il papello con le richieste della mafia allo Stato. L’arma di scambio naturalmente è la fine delle stragi in cambio del soddisfacimento delle richieste contenute nel papello. A giugno si insedia il nuovo governo, il nuovo Governo Amato, Scotti e Martelli che sono la coppia dei Ministri che hanno fatto molto contro Cosa Nostra, Scotti Ministro dell’Interno e Martelli Ministro della Giustizia devono, secondo gli ordini dei rispettivi partiti, saltare, Martelli resiste e riesce a farsi confermare invece Ministro della Giustizia, salta Scotti e gli viene preferito Nicola Mancino che diventa il nuovo Ministro dell’Interno.
Tra il 17 e il 19 giugno 1992 tramite una sua collaboratrice al Ministero, Liliana Ferraro Magistrato, il Ministro Martelli fa avvertire Paolo Borsellino del fatto che sono iniziati questi contatti, questi colloqui, questa trattativa tra i Ros e Vito Ciancimino e pochi giorni dopo verso la fine di giugno c’è questo famoso incontro tra il Generale Mori e Borsellino in una caserma dei Carabinieri, la caserma di Via Carini, nella quale secondo Mori non si parlò della trattativa, è abbastanza improbabile che non se ne sia parlato anche perché Borsellino aveva appena saputo da Liliana Ferraro che c’era questo contatto tra Mori e Ciancimino, quindi immaginatevi se Borsellino non aveva la curiosità di saperne di più del diretto interessato.

Craxi beato, Berlusconi salvato
Il primo luglio Borsellino è a Roma per interrogare uno dei primissimi pentiti che hanno deciso di parlare di mafia, politica e istituzioni, Gaspare Mutolo e è il famoso incontro durante il quale mentre Borsellino sta facendo l’interrogatorio, Mutolo lo sta preannunciando di cosa intende parlare e tra questi obiettivi di cui intende parlare ci sono Bruno Contrada, c’è un giudice ritenuto colluso, il Giudice Signorino e altri, Borsellino viene convocato al Viminale dove sicuramente incontra il capo della Polizia Parisi, dove quasi sicuramente ha incontrato Bruno Contrada, del quale Mutolo gli stava parlando fino a pochi minuti prima e dove risulta assolutamente accertato che è arrivato fin dentro l’ufficio del nuovo Ministro dell’Interno Mancino, il quale poi sapete dice che non se lo ricorda.E’ la fase questa nella quale Riina, che si era illuso sul fatto che lo Stato fosse già pronto a venire a patti, adesso si è reso conto che la trattativa batte un po’ in testa, forse a causa del cambio del Ministro, c’è stato uno stallo, per cui Riina dice, riferisce Brusca in quei giorni: dobbiamo dare un altro colpettino, il colpettino è proprio l’uccisione di Paolo Borsellino che, evidentemente, informato della trattativa, la stava ostacolando e chissà che non l’abbia fatto sapere proprio quel giorno in cui è stato convocato al Viminale, ci vuole una nuova prova di forza di Cosa Nostra e il 19 luglio c’è la strage di Via D’Amelio con tutto il depistaggio che poi è oggi oggetto del procedimento per la revisione del processo di Via D’Amelio perché naturalmente Via D’Amelio viene immediatamente addossata a alcuni quaquaraqua abbastanza improbabili a cominciare da Vicenzo Scarantino che si assumono la responsabilità diretta di Via D’Amelio mentre poi invece Spatuzza ci spiegherà che loro non c’entrano niente, si sono fatti condannare ingiustamente per coprire lui e evidentemente qualcun altro.
Il primo agosto, 12 giorni dopo la strage di Via D’Amelio viene convertito in legge il Decreto Martelli che dopo la strage di Capaci era stato barato dal Governo, ma imboscato dal Parlamento che non l’aveva convertito in legge e la strage di Via D’Amelio invece, a furor di popolo costringe il Parlamento a rifare i conti con quel decreto e a approvarlo, è il Decreto che praticamente consacra il 41 bis, il carcere duro per i mafiosi nelle isole, proprio davvero perché dopo la strage di Via D’Amelio vengono prelevati nella notte decine e decine di boss e portati a Pianosa e Asinara.
L’estate – autunno del 1992 continuano le trattative che hanno come tramite il figlio di Ciancimino e come protagonisti il padre di Ciancimino che riferisce a Riina e a Provenzano e dall’altra parte Mori e De Donno, Riina però comincia a essere considerato poco affidabile perché la sua strategia stragista sta continuando e quindi evidentemente lo Stato, quelli che rappresentano lo Stato e che stanno dietro al Ros e dietro a Ciancimino cercano altri referenti più affidabili per trattare e infatti viene individuato, ci sono varie trattative in quel momento, c’è anche la trattativa fatta da un certo Bellini che utilizza come assaggio una nuova collaborazione la possibilità di restituire opere d’arte che sono state rubate, ma il referente più affidabile di Riina viene individuata in Bernardo Provenzano e nello stesso periodo infatti è Provenzano che di fatto secondo le ipotesi di accusa sempre più accreditate si vende Totò Riina, consegnando ai Carabinieri del Ros le mappe dei vari nascondigli nei quali Riina trascorreva la latitanza, in uno dei quali poi è quello dove di lì a poche settimane Riina verrà arrestato.
A metà dicembre c’è l’arresto di Ciancimino il quale ha immediatamente la sensazione di essere diventato inutile, ormai la trattativa ha portato all’individuazione del covo di Riina e quindi lui può essere impacchettato, infatti gli arriva un bel mandato di cattura, derivante dal fatto che si dice che lui potrebbe scappare all’estero perché ha chiesto il passaporto, in realtà da quello che si è scoperto recentemente, pare che quel passaporto siano stati i Carabinieri a dirgli di chiederlo e naturalmente la richiesta del passaporto allerta il Ministro Martelli che fa sapere al Procuratore Generale di Palermo che bisogna negare il passaporto a Ciancimino e così i magistrati sollecitati dal Ministero della Giustizia per questa storia del passaporto, mettono in galera Vito Ciancimino che quindi esce di scena come referente della trattativa tra Stato e mafia e siamo al 1993.
Il 15 gennaio 1993 arriva Caselli a Palermo come nuovo Procuratore e lo stesso giorno gli fanno trovare impacchettato Totò Riina arrestato dagli uomini del Ros poco distante dal covo di Via Bernini, c’è la storia della mancata perquisizione che naturalmente resta un buco nero ma che diventa molto significativa, anche questa mancata perquisizione potrebbe far parte di una trattativa, ci consegnate Riina ma noi vi lasciamo le carte di Riina, la possibile cassaforte sicuramente se conteneva prove del papello o della trattativa i Carabinieri non la toccano perché non entrano neanche nel covo, prima ci entrano i mafiosi, gli uomini di Pagarella a portare via tutto.
A febbraio c’è l’esplosione finale, il salto di qualità ultimo di tangentopoli con la consegna di Silvano Larini l’uomo che inguaia Craxi definitivamente, c’è Licio Gelli che inguaia Claudio Martelli nello scandalo del conto protezione, Martelli viene indagato e si dimette da Ministro della Giustizia il 10 febbraio e al suo posto dentro al governo Amato come Ministro della Giustizia subentra il Prof. Giovanni Conso.
Il 12 febbraio 1993 c’è una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e qui racconterà Nicolò Amato che è il capo del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria), il direttore delle carceri, pare che il Capo della Polizia Vincenzo Parisi abbia detto che bisogna alleggerire il 41 bis perché lui ha delle riserve sull’eccessiva durezza del trattamento carcerario inflitto ai mafiosi nelle carceri di Pianosa e Asinara dopo le stragi, in realtà nei verbali di questo comitato che Parisi abbia detto questo cosa non risulta, risulta invece che è stato Nicolò Amato, socialista, Avvocato di Craxi a sollecitare un alleggerimento del 41 bis, sta di fatto che le lor versioni divergono e Nicolò Amato è vivo, può parlare ancora, Parisi è morto e quindi non si può difendere, ma in quella sede per la prima volta viene ventilata l’ipotesi di alleggerire il 41 bis che era proprio uno dei punti del papello, l’alleggerimento del trattamento carcerario per i boss, soprattutto dopo naturalmente la strage di Via D’Amelio quando, come abbiamo detto, tutti i mafiosi detenuti vengono portati via dalle carceri in giro per l’Italia e concentrati nelle isole lontano dai parenti, dagli Avvocati e dalle possibilità di comunicare.
Nel frattempo Tangentopoli ormai sta radendo al suolo tutti i partiti, escluso il Caso Greganti, ci sono le tangenti rosse in prima fila, c’è il tentativo disperato del Governo Amato tramite il Ministro Conso con il Decreto Conso – Amato di depenalizzare il finanziamento illecito per cancellato il reato più diffuso dello scandalo di Tangentopoli e salvare la classe politica, Decreto che Scalfaro non firma e quindi non entra in vigore, il governo è delegittimato, anche perché oltre a Martelli ci sono molti altri Ministri indagati e infatti a aprile arrivano le dimissioni del Governo Amato, subito dopo il referendum di Segni contro il finanziamento pubblico dei partiti e sulla nuova legge elettorale, il finanziamento pubblico dei partiti viene cancellato dal voto popolare con una maggioranza, se non erro, del 90%, la Legge elettorale è quella che spinge in senso maggioritario un sistema che invece era sempre stato proporzionale, è una cesura tra il sistema della Prima Repubblica e quello che verrà dopo.

La mafia si fa un partito, poi arriva Forza Italia
Nello stesso periodo, aprile, sappiamo da Cartotto il consulente di Dell’Utri che da quasi un anno sta lavorando al nuovo partito di Berlusconi, che c’è ai primi di aprile la riunione a Arcore tra lui, Cartotto, Berlusconi e a un certo punto arriva anche Craxi in cui Berlusconi scioglie le riserve e decide di entrare in politica con un suo movimento che non si sa ancora se sarà capeggiato direttamente da lui, oppure se sarà sponsorizzato da lui ma capeggiato da qualcun altro. Intanto il Governo Ciampi si insedia al posto del Governo Amato e per quanto ci riguarda conferma al Ministero dell’Interno Mancino e al Ministero della Giustizia Giovanni Conso, il governo tecnico è un tentativo disperato di dare un po’ di prestigio alle istituzioni sputtanate a causa dello scandalo di Tangentopoli e la mafia decide di screditare immediatamente questo governo tecnico e di dare un altro colpetto, come avrebbe detto Riina se non fosse in carcere, ma c’è comunque a sostituirlo un suo parente stretto, Luca Pagarella che insieme ai fratelli Graviano concepisce il 14 maggio l’attentato di Via Fauro contro Maurizio Costanzo e vengono pianificate le stragi poi dell’estate.
Intanto subito nei giorni di Via Fauro c’è la revoca di 140 provvedimenti del 41 bis, perché Nicolò Amato oggi dice che gliel’aveva chiesto Parisi, ma il 6 marzo, mentre stava morendo il Governo Amato ha ufficialmente chiesto di revocare il 41 bis che erano stati disposti dopo le stragi in nome dell’uscita dall’emergenza antimafia e subito dopo viene esaudito dal Ministro Conso che non rinnova 140 decreti di 41 bis sono tutti o quasi personaggi minori quelli che non stanno più nel 41 bis ma tornano al trattamento carcerario normale, a firmare il provvedimento è il vice del Direttore delle Carceri Amato, un certo Fazione.
Alla fine di maggio, dopo il celebre avvertimento di proiettile di mortaio fatto ritrovare nel giardino di Boboli a Firenze con una telefonata che annuncia questo avviso di attentato, telefonata che non viene capita o non la si vuole capire, c’è la strage di Via dei Georgofili nella torre dei Pulci che è attigua al Museo degli Uffizi, ci sono i morti, i feriti, naturalmente a differenza di Via Fauro, purtroppo, il 2 giugno c’è un’altra bomba inesplosa in Via dei Sabini a Roma, rivendicata dalla sigla della falange armata che è una sigla che compare spesso in quei e è un’emanazione dei servizi segreti deviati, nel mese di giugno Nicolò Amato viene rimosso dalla direzione delle carceri, lui dice che fu per ordine di Parisi, tramite l’allora Presidente della Repubblica Scalfaro e il suo braccio destro il consigliere del Quirinale Giffuni e Conso al suo posto viene nominato un certo Capriotti, il cui vice che ha molto più peso specifico è il Giudice Francesco Di Maggio.
Sembra ci sia un segnale in controtendenza da questo avvicendamento, quando Nicolò Amato va via dal Dap, a metà luglio vengono prorogati 240 provvedimenti di 41 bis, ma alla fine di luglio ci sono le stragi, nella notte del 27/28 luglio le stragi di Milano in Via Palestro e Roma alle basiliche del velabro e del laterano, c’è il black out a Palazzo Chigi che fa pensare un golpe al Presidente del Consiglio Ciampi perché i telefoni non funzionano nella notte, il giorno dopo c’è il suicidio di un personaggio chiave delle stragi del 92 Gioè che si uccide o viene suicidato, non si è mai capito, in carcere e l’11 agosto Sandokan, il boss della camorra, Francesco Schiavone detto Sandokan scrive a Scalfaro una lettera per chiedere la revoca del suo 41 bis, a dimostrazione del fatto che mafia, camorra e ‘ndrangheta stanno continuamente mandando messaggi sempre su questo 41 bis, che sembra essere non il punto più importante, ma il più urgente tra i punti contenuti nel papello.
Il 21 settembre c’è la bomba dimostrativa sul treno della freccia dell’Etna e nel mese di ottobre c’è la nascita ufficiale di Sicilia Libera, Tullio Cannella fonda a Palermo questo partito secessionista che è l’ultimo venuto di una lunga serie di leghe meridionali nate in quel periodo da soggetti strani, legati in parte ai servizi, legati in parte all’eversione nera, in parte alla mafia e ci sono anche alcuni personaggi che si interessano a questo in vista di un gemellaggio, che arrivano dal nord come emissari della Lega Nord, è una delle opzioni della mafia, quella di portare alle elezioni che sono ormai alle porte, saranno all’inizio del 1994, queste leghe meridionali per ricattare con i voti la politica nazionale.
Il 17 ottobre la Corte d’Appello di Napoli toglie il 41 bis a Sandokan, proprio come aveva chiesto lui, Francesco Schiavone in quella lettera al Capo dello Stato, alla fine di ottobre c’è lo scandalo del Sisde, si indaga su vari funzionari e dirigenti del Sisde perché si sono messi in tasca miliardi di fondi riservati e questi gentili signori, ritengono bene, nella logica del muoia Sansone con tutti i filistei di tirarsi dietro tutti i Ministri dell’interno degli ultimi 20 anni, dicono che a parte Fanfani, tutti i Ministri dell’Interno hanno intascato ogni mese una busta con 100 milioni, non giustificati di spese riservate che insinuano poi i Ministri spesso si mettevano in tasca, naturalmente uno dei Ministri dell’Interno è l’attuale in quel periodo Ministro dell’Interno Mancino e un altro è addirittura il Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro che quando scopre la manovra di questi signori ladri che si sono messi in tasca i soldi che vogliono tirarsi dietro le massime cariche dello Stato, fa il famoso discorso dove dice “non ci sto”, non dice non ci sto non voglio essere processato, dice non ci sto a consentire a questi ladri di polli, di dire ce io ho fatto queste cose e infatti poi finito il suo settennato la Procura di Roma indagherà sulla sua posizione e la archivierà come peraltro erano archiviate le posizioni di tutti gli altri Ministri perché è vero che ricevevano i fondi riservati, ma non è vero che se li mettevano in tasca, sono i fondi riservati che vengono usati dal Viminale per pagare i confidenti, le spese non giustificabili in quanto bisogna tenere coperte alcune fonti e alcune spie.
Scalfaro però in quel “non ci sto” fa un accenno e dice: prima hanno provato con le bombe e ora con lo scandalo, cosa vuole dire? Che c’è una strategia complessiva, golpista da parte di strane forze alleate con chi ha messo le bombe per destabilizzare le istituzioni e lasciare un vuoto enorme che poi qualcuno arriverà a riempire, è il 3 novembre 1993 e mancano 4 mesi alle elezioni politiche anticipate, la legislatura finirà con lo scioglimento delle Camere a capodanno.
Il 5 novembre scadono altri 340 provvedimenti di 41 bis che devono essere rinnovati dal Ministero della Giustizia, altrimenti i relativi destinatari, 340 mafiosi usciranno dal 41 bis e verranno trattati come dei detenuti normali, il Ministro Conso non li rinnova questi 340 provvedimenti del 41 bis, quindi dopo che ne sono già decaduti 140, ne vengono meno altri 340, ma mentre quelli non rinnovati a maggio erano personaggini, mezze tacche, quaquaraqua, questi sono in parte riguardanti personaggi molto importanti.

Fine della trattativa, fine delle stragi, Seconda Repubblica (espandi | comprimi)
Ora sappiamo, l’ha scritto Il Corriere della Sera l’altro giorno che prima di rinnovarli o di revocarli questi 340 41 bis, il Dap, la direzione delle carceri, il direttore nuovo Capriotti aveva chiesto un parere alla Procura di Palermo e quest’ultima aveva risposto che era inopportuno modificare l’attuale regime carcerario e quindi esprimeva parere favorevole alla sua proroga, firmato i procuratori aggiunti di Caselli, Vittorio Aliquò e Luigi Croce, perché il Dap e il Ministero ignorano questo parere che loro stessi hanno chiesto e anzi fanno il contrario di quello che dice la Procura di Palermo? Questo è il mistero, sta di fatto che prima il Dap chiede che fare alla Procura di Palermo, quest’ultima dice: prorogate tutti i 41 bis e il Ministero diretto da Giovanni Conso contravviene a questa indicazione che lui stesso, il suo Ministero ha sollecitato e annulla di fatto i 41 bis.
Evidentemente questo Capriotti, Direttore del Dap era in buonafede, qualcun altro al Dap o Ministero aveva ricevuto input diversi, anche se Conso continua ostinatamente a dire che ha deciso tutto lui e che nessuno gli ha detto niente, che strano, prima Amato Nicolò, poi Conso e intanto questa manovra per depotenziare il 41 bis ha i suoi effetti a novembre e guarda caso da novembre in avanti non ci sono più stragi.
Non ci sono più stragi perché poi viene annullata quella di gennaio del 1994 prevista allo Stadio Olimpico di Roma come forse qualcuno di voi ricorderà, naturalmente nel papello non c’era solo il 41 bis, quindi non è che la mafia si può accontentare che siano saldati i 41 bis per dire: adesso ci va bene chiunque vinca le elezioni, la mafia deve ancora ottenere tutto il resto, la ciccia vera, ma con la revoca dei 41 bis, intanto è riuscita a far stare meglio i suoi detenuti in carcere e fin qui Berlusconi non c’entra, perché in quel periodo al governo c’era il vecchio centro-sinistra che attenzione non ha niente a che fare con il nuovo centro-sinistra, era poi sostanzialmente il pentapartito o il quadripartito, la sinistra non c’era, si chiamava centro-sinistra perché c’erano pure i socialisti, ma il Pds in quel momento non era al governo, avrebbe dovuto appoggiare il governo Ciampi, poi invece aveva rifiutato di appoggiarlo quando a aprile il Parlamento aveva negato alcune autorizzazioni a procedere contro Craxi.
Per arrivare alla conclusione qui finisce la trattativa dell’ultimo governo della Prima Repubblica con la revoca dei 41 bis, quello è il massimo che riescono a dare, la mafia però sta aspettando il resto, via l’ergastolo, via i pentiti, via il sequestro dei beni, revisione delle condanne del maxiprocesso , le leggi che poi abbiamo visto approvare o proporre negli anni successivi, quasi tutte per iniziativa del centro-destra, anche se poi colpevolmente quelle che sono state votate, sono spesso state votate anche da gente del centro-sinistra e quindi qui c’è la saldatura con l’altra trattativa, proprio nel novembre del 1993, mentre vengono revocati i 41 bis dal governo Ciampi tramite il Ministro Conso, ci sono quei famosi due appuntamenti tra Mangano e Dell’Utri che solo la Corte d’Appello di Palermo ha potuto ritenere che si riferiscano a un altro Mangano, a un caso di omonimia, dopo che neanche Dell’Utri fino all’ultimo periodo, si era mai sognato di negare che quel Mangano fosse davvero il Vittorio Mangano, abbiamo le confessioni di Giuffrè che dicono che proprio in quel periodo, fine 1993 Provenzano rassicurò i clan e garantì che si poteva tranquillamente scaricare il partito di Sicilia Libera un paio di mesi dopo che era nato, perché Dell’Utri dava grandi garanzie e quindi abbiamo la mobilitazione di Cosa Nostra per votare Forza Italia.
Il figlio di Ciancimino ricorda che suo padre era convinto che dal momento in cui lui fu arrestato alla fine del 1992, di lì a poco si preparavano mafia e Stato a nominare un nuovo mediatore per le loro trattative e questo mediatore secondo Massimo Ciancimino Don Vito lo indicò nella persona di Dell’Utri, tant’è che Ciancimino era furibondo perché diceva: ma Berlusconi e Dell’Utri cosa hanno fatto di diverso rispetto a me? Allora io perché sono finito in galera e loro invece sono finiti nelle istituzioni? Ma su questa parte di trattativa siamo ancora abbastanza indietro, almeno sappiamo ancora poco di quello che stanno scoprendo i magistrati, sulla prima parte invece con gli interrogatori dei vari Ciampi, Scalfaro, Nicolò Amato e di funzionari del Dap, sappiamo già molto, voi capite che se le cose verranno confermate si farà un processo perché si scoprirà che ci sono reati e ci sono già molti indagati o per falsa testimonianza o addirittura per avere favorito la mafia e quindi per concorso esterno oppure addirittura per una sorta di attentato alle istituzioni con le tresche segrete con Cosa Nostra.

Ce n'è abbastanza per promuovere una specie di processo di Norimberga e forse non è casuale che lo si possa celebrare in un periodo che sembra segnare la fine della Seconda Repubblica, alla fine della Seconda Repubblica avremo finalmente le forze, gli elementi e le informazioni per processare quelli che sono all’origine della nascita della Seconda Repubblica, passate parola e buona settimana!

Friday, January 28, 2011

Tutti in piazza a Milano il 13 febbraio!




Da "Il Fatto Quotidiano" del 28 gennaio 2011:

Il giornalista in una conferenza stampa annuncia una manifestazione davanti al tribunale di Milano per il giorno 13 febbraio. “E’ un appello che lanciamo insieme a Barbara Spinelli e Marco Travaglio – dice il giornalista – saremo lì senza bandiere e simboli di partito per difendere l’indipendenza dei magistrati e la libertà d’espressione ed in difesa dei valori della Costituzione“.

Signornò - 28 gennaio 2011

Quattro anni fa, 12 febbraio 2007, il pm Ilda Boccassini fece arrestare dal gip Guido Salvini 15 presunti brigatisti del “Partito comunista politico-militare” e ne indagò altri quattro: progettavano attentati al giuslavorista Pietro Ichino, a una della residenze di Berlusconi (quella in via Rovani a Milano), alla sede milanese di Forza Italia, al palazzo di Mediaset a Cologno Monzese e alla redazione di Libero. Indagati e arrestati gridarono all’“operazione politica volta a spegnere le voci di dissenso” e si dichiararono “perseguitati politici”. Infatti due di loro, i fratelli Toschi, erano assistiti dall’avvocato Piero Longo, lo stesso di Berlusconi. Un documento su Internet accusò di “furia anticomunista” la Boccassini, che commentò divertita: “Mi vien da ridere, perchè spesso mi sono sentita dire tutt'altro”. Negli ultimi dieci anni il Cavaliere e i suoi killer l’avevano accusata di tutto: toga rossa, golpista, falsificatrice di prove, subornatrice di testi e così via. Nel 2007 invece, dopo lo scampato pericolo, il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, disse “grazie a magistrati e polizia”. Lo stesso Feltri che nel marzo ‘96 scriveva sul Giornale: “Ilda Boccassini è troppo per il mio grado di tenuta nervosa. Non giudicatemi male: con lei non salirei neppure in ascensore” e giù insinuazioni sul movente politico dell’inchiesta su Berlusconi, Previti e le toghe sporche romane: “Tra poco vi saranno le elezioni, difficile credere che sia solo una coincidenza. Dati i personaggi, più che scandalo, questo sarà archiviato come un impiastro. Alla puttanesca”. Undici anni dopo, all’indomani del blitz anti-Br, Feltri esaltò su Libero “i meriti della magistratura (nelle persone della dottoressa Boccassini e del dottor Salvini) che, grazie al suo intervento, permette un brindisi al posto di qualche funerale”. Il suo condirettore Renato Farina, che aveva vomitato insulti e accuse a Ilda quando si occupava del Cavaliere, turibolò elogi alla “rete tesa da Ilda Boccassini (bravissima)”. Insomma, per qualche giorno, Libero divenne l’house organ della Procura di Milano. E sapete chi era, all’epoca, il direttore responsabile? Alessandro Sallusti. Il quale oggi, direttore del Giornale, accusa la Boccassini di “soccorso alla sinistra”, “agguato al premier con violenza fisica e psicologica”, “giustizia politicizzata per abbattere il governo”, di tenere “Berlusconi nel mirino da 16 anni con odio malcelato”, di “spiarlo nella sua vita privata”, “minacciare lo Stato italiano”, di essere “un pm fuori controllo”, di “montare un processo da Inquisizione”, di “violare leggi e regole”. E Feltri? Di nuovo direttore editoriale di Libero, la accusa di aver ordito “una persecuzione per fare secco il premier”. E il suo giornale aggiunge che è “arcinemica del Cavaliere”, è “come la Fiom”, “ammazza il segreto istruttorio” e “conduce abusivamente l’inchiesta”. Ma non era bravissima? Appunto. Infatti ha messo d’accordo le brigate rosse e quelle azzurre.

Milano, 25 gennaio 2011

Marco Travaglio presenta a Milano il suo ultimo libro: "Colti sul Fatto".

In occasione di questa presentazione, parla anche del "Rubygate", tra le altre cose.



Monday, January 24, 2011

Muzio Scevola Casini - 24 gennaio 2011



Testo:

Buongiorno a tutti intanto partiamo dalle buone notizie, Salvatore Cuffaro, già governatore della Sicilia, parlamentare della Repubblica eletto con l’Udc , poi passato con Berlusconi in una delle liste fiancheggiatrici nate negli ultimi mesi è il carcere da sabato per una condanna definitiva a 7 anni per favoreggiamento aggravato dall’intenzione di favorire Cosa Nostra per avere informato un mafioso conclamato, condannato in via definitiva già una volta, come Giuseppe Guttadauro boss di Brancaccio e un imprenditore considerato mafioso e condannato insieme a lui e che è Aiello, delle indagini a loro carico e delle intercettazioni a loro carico e quindi per averli favoriti nel cercare di sfuggire alle indagini che a suo tempo erano condotte dalla Procura di Palermo.

Cuffaro in galera
Un reato gravissimo naturalmente, il Governatore, il Presidente della Regione Sicilia che aiuta un mafioso già all’epoca condannato e un altro che sarà poi condannato a sfuggire o a tentare di sfuggire alle indagini, li informa del fatto che sono indagati e che sono intercettati… chi gli abbia dato la notizia non si è mai saputo, sta di fatto che è accertato dall’altro giorno che lui, tramite intermediari, ha passato quella notizia ai due mafiosi.
Uno già conclamato, l’altro lo sarebbe stato in futuro, questi sono i fatti, ha destato molta sorpresa, molta emozione il fatto di vedere entrare un parlamentare in carica nel carcere di Rebibbia perché a memoria d’uomo negli ultimi anni, pure gli decenni si era visto qualcosa del genere soltanto a proposito di Previti che andò a Rebibbia a scontare i 7,5 anni delle sue due condanne per corruzione giudiziaria, caso Mondadori e Caso Mills ma poi, grazie all’indulto e grazie a una lettera che si era fatta fare da Berlusconi la ex Cirielli trascorse solo 3 comuni di quei 7 anni e mezzo in carcere, mentre il resto andò a farlo prima ai domiciliari e poi addirittura in affidamento al servizio sociale, cioè in assoluta libertà.
Cuffaro invece ha un problema rispetto a Previti, la condanna è più o meno uguale, Previti 7,5 anni, Cuffaro 7 ma il reato per via dell’Art. 7, dell’aggravamento mafiosa non è soggetto a indulto e quindi non c’è lo sconto dei 3 anni e quindi Cuffaro non può sperare che scenda il totale a 4 anni, che poi con vari benefici etc., rapidamente scenderebbe a 3, a quella soglia sotto la quale si possono scontare le condanne in affidamento al servizio sociale e quindi i primi 4 dei 7 anni, se non cambieranno le leggi, li sconterà in carcere, carriera ovviamente finita, tanto più che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare dal Gup del Tribunale di Palermo, l’altra sentenza per l’altro processo che la Procura gli ha intentato per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere proprio non fatto dei favoreggiamenti così episodici, ma per essere stato proprio stabilmente come politico al servizio di Cosa Nostra.
E il suo vecchio maestro Mannino non gli ha fatto un gran favore ieri quando in un’intervista a un quotidiano, ha ricordato come si incazzò moltissimo quando Cuffaro andò a chiedere i voti per lui, per Mannino a Angelo Siino che era il rappresentante della mafia nel tavolino degli appalti e che quindi ovviamente gestiva un sacco di voti.
Non è naturalmente una buona notizia il fatto di vedere una persona che va in galera, non è mai un bello spettacolo vedere una persona andare in galera, è una buona notizia il fatto che su 70 mila, ormai siamo a 70 mila, detenuti delle patrie galere, ci sia almeno un rappresentante della classe politica, classe politica che invece meriterebbe di dare ben altro tributo alla popolazione carceraria, almeno uno è finito dentro, a scontare una pena definitiva e è abbastanza triste vedere che molti, anche in buonafede fanno i complimenti a Cuffaro per il contegno, perché non si è messo a strillare contro i magistrati e perché si è consegnato alla giustizia, altri 70 mila detenuti attualmente in questo momento delle patrie galere hanno fatto nella stragrande maggioranza dei casi la stessa cosa e non hanno ricevuto nessun complimento, una volta condannati sono finiti dentro e non si sono messi a strillare contro il complotto giudiziario, la giustizia politicizzata e cazzate del genere.
Sarebbe interessante, ma questo è un quesito che lasciamo a quelli del centro-sinistra che non vedono l’ora di allearsi con Casini, sapere se Casini leader dell’Udc ha qualcosa da dire in merito, perché qualcuno di voi ricorderà, gira su You Tube il filmato, anzi magari lo potete cercare e linkare sotto il nostro Passaparola, quando andò a Anno Zero a fare una sceneggiata con la coppola in testa, ma il filmato a cui mi riferisco è un altro, qualche tempo dopo Casini andò a Anno Zero e Michele Santoro gli fece una domanda, gli disse: ma lei è pronto a giurare sull’innocenza di Cuffaro? Casini disse: sì, tant’è che aggiunse anche che lui alle elezioni non avrebbe candidato nessun inquisito o imputato, tranne Cuffaro sul quale metteva la mano sul fuoco, si impegnava lui e non essendo stato ancora condannato in via definitiva fu una posizione comprensibile, il leader del partito dice: gli altri non li candido, su questo garantisco io, attenzione però, se uno garantisce su Cuffaro e mette la mano sul fuoco, se poi Cuffaro viene condannato definitamente, quello la mano che ha messo sul fuoco se la brucia, quindi pagherà mai Casini qualche pedaggio per avere garantito con la mano sul fuoco sull’onestà di una persona che oggi è in galera per favoreggiamento della mafia?
Ci vorrebbe naturalmente un’informazione che fa queste domande a Casini e invece non c’è, speriamo che torni a Anno Zero e così Santoro o chi per esso potrà chiedergliene conto: si ricorda quando garantita per Cuffaro? Adesso quella mano? Faccia vedere le mani! E invece naturalmente Casini potrà addirittura farsi bello del fatto che Cuffaro non stava più con lui nel momento in cui è entrato in Carcere perché lui l’ha portato in Parlamento e poi Cuffaro naturalmente è passato con Berlusconi, anche perché sapete che Berlusconi è un collezionista di condannati, quando ne vede uno in un altro partito si ingelosisce e lo vuole assolutamente per sé!
Altra buona notizia, quello che è successo l’altro giorno a Lissone, vicino Monza, il Sindaco del Pdl, insieme a Stefania Craxi hanno inaugurato una piazza, Piazza Bettino Craxi nell’11° anniversario della morte, per fortuna queste cose non si possono più fare di nascosto, perché la rete è impietosa, la rete ha questo di bello, se vai a cercare trovi tutto e quindi Piero Ricca, cittadini comuni, attivisti dell’Italia dei Valori si sono dati appuntamento per partecipare anche loro all’inaugurazione della piazza e hanno cominciato a gridare così forte chi era Craxi, cioè un ladro, corrotto, latitante, che praticamente la cerimonia che si doveva tenere in piazza, ha dovuto tenersi in un teatro perché la Signora Craxi e i suoi compari sono stati costretti alla fuga, a nascondersi in un teatro dove giustamente sono andati a nascondersi e intanto in piazza, la targa con scritto “Piazza Craxi” veniva sostituta da un cartello di cartone con scritto “Piazza Sandro Pertini Presidente di tutti gli italiani” socialista anche lui, guarda caso con lo ricorda mai nessuno, forse perché era onesto e quindi non è di buon esempio, mentre invece tra i socialisti morti quello che viene sempre più ricordato è quello che ha distrutto il partito socialista e cioè Craxi, meno male che c’è la rete che certe porcherie non possono più avvenire impunemente, c’è sempre qualcuno che va a disturbare e che segnala, marca il territorio, il fatto che c’è qualcuno che non ci sta, c’è qualcuno che dice no, invece ci sarà anche uno solo che dice no, c’è speranza per tutti gli altri.
Sempre a proposito di Craxi qualcuno di voi avrà visto, spero pochi per il vostro stomaco e fegato, un’orrenda pompa funebre andata in onda ieri sera a Tv7, che è il settimanale del Tg1 diretto da Augusto “Minzolingua” un orrendo sedicente documentario condotto da un regista ex socialista che è stato appena nominato Direttore del Teatro Mercadante di Napoli dal nuovo governatore socialista pure lui e berlusconiano Caldoro, questo regista che credo si chiami De Fusco ha fatto un’operazione che era talmente encomiastica che credo abbia imbarazzato anche i craxiani, perché Craxi è stato paragonato nell’ordine a Gesù Cristo, all’adultera lapidata, a Edipo a Colonno, a Antigone, a Prometeo, una roba dell’altro mondo in un’ora e più non sono mai riusciti a pronunciare, sono riusciti a mai pronunciare la parola “tangenti” naturalmente c’era la collaborazione di alcuni noti pregiudicati che disquisivano sulla grandezza di Craxi ho calcolato che facevano una decina di anni di galera insieme c’erano Martelli, Carra, De Michelis, Di Donato, Pomicino, 10 anni di galera in totale, più 10 anni che aveva totalizzato Craxi e poi c’erano ancora incensurati anche così per cambiare un po’ che aggiungevano, due dei quali vengono dal PC, avrebbero dovuto essere orgogliosi della diversità berlingueriana rispetto al craxismo , invece no, erano molto pentiti del fatto che il loro partito avesse contrastato Craxi, uno è Ranieri che sta tentando di diventare vicinissimo a Napolitano e sta tentando di diventare Sindaco di Napoli e l’altro è Petruccioli, l’ex Presidente della RAI dormiente, comunque per dirvi quanta distanza c’è tra il paese reale che per fortuna esprime i contestatori di Piazza Craxi a Lissone e il paese partitico, il bunker come l’abbiamo chiamato su Il Fatto e si chiude sempre più in sé stesso perché tutto intorno sta franando quasi la fine del mondo, sicuramente la fine della seconda Repubblica.


Craxi beato, Berlusconi salvato
Il fatto che si beatifichi Craxi invece di lasciarlo riposare in pace a 11 anni di distanza, fa pensare perché questa insistenza nel tentare di ribaltare le sentenze definitive, questa insistenza nel tentare di beatificare un politico, l’unico politico morto latitante nella storia d’Italia, evidentemente non lo fanno per Craxi del quale non frega niente a nessuno, a parte naturalmente i parenti stretti, lo fanno per i vivi, beatificano Craxi per legittimare gli stessi comportamenti commessi dai vivi, quindi se Craxi è un santo, allora anche Berlusconi!In fondo si dice nei bar entrambi amanti delle donne, entrambi un po’ disinvolti con il denaro, grossi personaggi, guardate la piega che ha preso la gestione mediatica dell’inchiesta sul cosiddetto caso Ruby e vi renderete conto che si va esattamente nella stessa direzione, avevo detto la scorsa settimana “non ce ne frega niente di quello che fa Berlusconi tra le lenzuola di casa sua, a patto che tra le lenzuola non si commettano reati e che per coprire quei reati non se ne commettano degli altri anche fuori dalle lenzuola, nel qual caso naturalmente si va a processo”. Cosa hanno fatto, si sono anche riuniti a Arcore i giornalisti lecca culo della scuderia e hanno stabilito la linea, la linea la dà Alfonso Signorini che è il più intelligente di loro, del resto gli altri sono Sallusti etc., quindi anche Signorini svetta con una mente eccelsa, Signorini è abile nella gestione, nel maneggiare questo materiale, gli dice Chi, un rotocalco letto da centinaia di migliaia di persone poco attrezzate dal punto di vista dei fatti perché? Perché leggono Chi, dall’altra parte conduce un programma televisivo su Canale 5 e lì giostra la fidanzata di Berlusconi, la fidanzata poi non si è trovata, sapete che la stanno ancora cercando, bisogna trovarne una che sia disposta a dire: sono la fidanzata di Berlusconi e a pronunciare tutte queste parole senza che le venga da ridere, quindi ancora non l’hanno trovata, fanno dei provini ma non si riesce a trovarne una che riesca a dire: sono la fidanzata di Berlusconi, senza che le scappi da ridere!
Poi naturalmente non può essere una escort, altrimenti sarebbe inutile, immaginate una escort che dice: sono la fidanzata di Berlusconi, partecipo alle feste, giuro che non ci sono escort, se è una escort non ci crede nessuno, quindi infatti ultimamente stavano cercandola tra alcune bulgare e alcune russe che tra l’altro costano meno, non l’hanno trovata neanche lì, le ricerche stanno proseguendo, ma la fidanzata di Berlusconi è stata un’ottima arma di distrazione di massa perché immediatamente quella parte del popolo italiano beota che vive tutto questo come un romanzo rosa e che non ha capito qual è il senso, qual è la gravità, quali sono i punti gravi di questa storia, immediatamente tutti dietro la bufala della fidanzata di Berlusconi… titoli a caratteri cubitali su Libero, su Il Giornale che poi vengono rilanciati delle rassegne stampa, è così che si porta l’attenzione della gente fuori dal nucleo dello scandalo per farla pascolare intorno a fidanzate, gossip, quelli che dicono: se ne fa 20 o 30 alla volta, è grande, l’ha detto anche Belpietro l’altra sera, a questo proposito credo che sappiate perché alcune ragazze raccontano queste tristi file davanti alla camera del Cavaliere “avanti un’altra” ogni 5 minuti come alla mutua con il numeretto, come all’ufficio postale, stiamo parlando naturalmente non di un grande amatore, stiamo parlando di un signore che ha avuto dei problemi, un’operazione, una ricostruzione e che 5 minuti, più 5 minuti, più 5 minuti, ovviamente indicano un problema, indicano un caso patologico, non indicano virtù amatorie da vantare in televisione, eppure anche lì: hai visto se ne fa 20, 30, grande! Gli altri sono invidiosi, pensate a che livello è arrivata l’informazione in Italia!
Depistaggi soprattutto per concentrare l’attenzione sull’aspetto che interessa meno, l’aspetto del sesso a Arcore che interessa soltanto per un particolare, cioè se c’è stato sesso con una minorenne e se questo sesso è stato retribuito, nel qual caso scatta il reato di prostituzione minorile, su tutto il resto quante se ne fa, ammesso che se le faccia e per usare naturalmente la terminologia che usano questi elegantoni dei suoi servi, tutto questo riguarda esclusivamente lui, hanno il seno nudo, non hanno il seno nudo, si spogliano, la gonna corta, stretta, la mutanda, lo slip, il tanga, il reggiseno, non ce ne frega niente, l’unico punto fondamentale è: c’erano minorenni? Sì o no, ha fatto sesso con minorenni? Sì o no, le ha pagate per fare sesso? Sì o no, se non c’è questo il reato non c’è e quindi quello che succede a casa sua, ha ragione lui, è affare suo, sempre che quello che fa a casa sua anche se non fosse reato e non fosse poi dimostrato il sesso con minorenni a pagamento, non lo costringa a commettere dei reati per coprire quello che ha fatto in casa sua, nel qual caso ci interessa anche quello che ha fatto in casa sua, ma meno, perché? Perché qui il reato più grave sul quale guardate un po’ il caso, si glissa sempre nei titoli dei grandi giornali e delle grandi trasmissioni, a parte Anno Zero che infatti è di nuovo nel mirino, è la concussione e cioè quello che è accaduto in Questura la notte del 27 maggio, lì si glissa, perché? Perché lì non c’è niente da fare, lì quello che è successo è documentato, non c’è testimonianza di questa o quella mignotta che possa, più o meno prezzolata, smentirlo, Berlusconi sta pagandole tutte queste ragazze, tant’è che non si riesce più a capire se le paga ancora per quello che hanno fatto insieme a lui in casa sua o se le paga già per le testimonianze false che rilasciano in Procura!
Abbiamo documentato su Il Fatto quotidiano grazie a quel segugio memorabile che è Marco Lillo, bonifici fino a lunedì scorso, fino a una settimana fa, quando lo scandalo era già su tutti i giornali, a una certa Sorcinelli e negli stessi giorni testimoniava sullo scandalo davanti agli inquirenti, bonifici che per mesi si sono susseguiti che ammontano a un totale di 115 mila Euro in meno di un anno, stiamo parlando di uno stipendio di un manager, l’ultimo bonifico lunedì scorso, 10 mila Euro dopo che aveva parlato con gli inquirenti, è un caso Mills o sono ancora retribuzioni per i Bunga Bunga? Chi lo sa, certamente è curioso che l’indagato paghi la testimone, mentre e dopo che ha testimoniato, ma su quello che è successo in Questura non c’è verso, perché? Perché le telefonate alla Questura vengono tutte registrate e poi dopo le registrazioni ci sono i verbali, dove i poliziotti raccontano quello che è successo e allora, mi aiuto con un articolo di Piero Colaprico che fa il punto su quello che è successo in Questura, per dimostrarvi cos’è che preoccupa veramente, mediaticamente a livello internazionale a preoccupare è ovviamente la prostituzione minorile, ma giudiziariamente a preoccupare è la concussione, perché la prostituzione minorile credo sia punita con una pena massima di 4 anni, mentre la concussione è punita con una pena massima di 12 anni.
Corso Buenos Aires, scrive Piero Colaprico, ore 19,13 Hermes C. (poliziotto) cerca attraverso il 113 che registra ogni chiamata, il PM di turno dei minori, Anna Maria Fiorillo, il poliziotto è alle prese con Ruby che è stata appena fermata per una denuncia di furto e accusata di avere derubato qualche migliaia di Euro a una sua amica.
In attesa che gli passino la Fiorillo, il poliziotto dice a Ruby “poi ti spacco le gambe appena ti vedo per la strada” Ruby in sottoscritto dice “vengo con te a fare l’amore allora” il poliziotto dice “no te con me non vieni da nessuna parte” nel frattempo arriva la PM di turno, la Fiorillo, l’agente spiega la situazione, minorenne marocchina, fuggita da una comunità, accusata di furto a Milano, senza fissa dimora, senza documenti , la Fiorillo dice “potrebbe chiedere alla ragazza come faceva a pagare l’affitto?” per capire che lavoro fa, se ha almeno un lavoro fisso, il poliziotto sì “come facevi a guadagnare i soldi per l’affitto?” poi riferisce alla Fiorillo “dice che fa la ballerina di danza del ventre presso alcuni locali di Milano” la Fiorillo dice “ah ecco, la ballerina di danza del ventre, noi non siamo abituati a fare andare in giro i minorenni sì, dica a questa ragazza che non credo proprio che resterà in Italia, tra poco è maggiorenne e se va avanti così ci sarà l’ordine di espulsione, salvo che la signorina non accetti di inserirsi in un progetto educativo” quindi praticamente la smetta di scappare e di prenderci in giro.
Poliziotto “dai terminali risulta un vecchio precedente per furto” Fiorillo “vede, è una sbandata, quindi la metta in una comunità sperando che sia aperta, se non dovesse accoglierla – ormai 19,30 – se c’è una comunità ancora aperta a quell’ora che può ricevere etc., mettetela lì dice” “se non dovesse accoglierla, l’autorizzo a trattenerla fino a domani mattina, finché il pronto intervento, c’è un servizio comunale a posta che cerca le comunità per ragazzi minorenni in difficoltà, non si metterà in moto per trovarle un posto o per vedere dove è finito il padre”, le procedure fino a questo momento sono perfette e vanno avanti sì, si fa sempre così in questi casi naturalmente, nessuno sa di Berlusconi dietro a questa ragazza, quindi la trattano ovviamente come trattano tutti i casi di minorenni fermate senza fissa dimora, senza un documento di identità, senza un lavoro o comunità o trattenuta in Questura.
Le procedure sono perfette e vanno avanti così, sempre attraverso il 113 il poliziotto alle 20,43 avvisa il commissario Capo di turno in questura, Dott. Ssa Giorgia Iafrate che già sa “la teniamo qui e domani mattina eventualmente trovano la comunità” dice la Iafrate allora il poliziotto dice “consideri che la signorina è un modellino molto sole, Ruby fa un battibecco con il poliziotto perché non accetta di essere chiamata “un modellino” il poliziotto dice “no, non ho detto volgare, ho detto da sole stai calma “la Iafrate interviene “ma perché, come è vestita questa ragazzina?” il poliziotto “con un toppino tipo prendisole e dei jeans ma non ha altro addosso”, era piuttosto succinta Ruby, i poliziotti hanno il permesso di farle cercare gli abiti a casa dell’amica che la ospitava Micelle Consesao, anche lei prostituta brasiliana, ma nel frattempo Michelle è in fibrillazione, cosa fa? Chiama Giuseppe Spinelli, il ragioniere, il contabile di Berlusconi, chiama Silvino Berlusconi, la prostituta brasiliana che abita nei paraggi di Corso Buenos Aires ha il cellulare privato di Berlusconi che si trova a Parigi in missione di Stato, naturalmente Berlusconi non risponde perché è a cena con altri ospiti.


La concussione di Berlusconi (espandi | comprimi)
Allora manda un sms e così arriviamo alle 23,49, mentre il poliziotto Landolfi cerca una comunità per Ruby, arriva la telefonata di Berlusconi, ora sappiamo, scrive Colaprico, che Ruby in Questura a Milano per cui è una notizia destabilizzante, ora lo sappiamo, pensate la confusione in Questura, telefona Berlusconi da Parigi, deve essere successo il finimondo!Tutti possono pensare a tutto, tranne che stia telefonando per Ruby, dal verbale del Capo di gabinetto della Questura Pietro Ostuni “il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in Questura una ragazza di origine nord – africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere parlamentare, la Signora Minetti si sarebbe fatta carico di questa ragazza” la Minetti in realtà è un ex soubrette, consigliere regionale che Berlusconi ha nominato su due piedi consigliere parlamentare per fare andare a prendere la ragazza, la Signora Minetti si sarebbe fatta carico di questa ragazza, la telefonata finì così, a questo punto è chiaro che Berlusconi sa che la ragazza è minorenne, altrimenti non si preoccuperebbe di mandare qualcuno che la prenda in carico, perché se fosse maggiorenne e decidessero di rilasciarla potrebbe andarsene con le sue gambe, visto che i maggiorenni, non hanno bisogno di affidatari.
Una grande di telefonate di Ostini si abbatte in seguito sulla neo poliziotta Iafratti Ostuni comincia a perseguire questa Iafratti. Dal verbale del Questore Vincenzo Indolfi “mi sono preoccupato che la gestione della minorenne fosse stata lineare, il fatto che la Presidenza del Consiglio avesse raccontato una balla per me era poco importante” il Questore di Milano mette a verbale che il Presidente del Consiglio ha raccontato una balla, che è la nipote di Mubarak e quindi ha fatto capire che si rischia un incidente diplomatico, ha messo in agitazione la Questura inducendola a fare cose che non avrebbe dovuto fare e che non avrebbe mai fatto senza quella telefonata, perché? Perché tutto stava procedendo come sempre si fa in questi casi o in una comunità o resta in Questura fino a quando non si trova una comunità.
Dice Indolfi “il fatto che Berlusconi ci ha raccontato una balla per me era ininfluente, io volevo comunque che le cose andassero regolarmente” e in realtà le cose da quel momento non vanno più regolarmente, un fax viene mandato in Sicilia alla comunità, una delle comunità dove lei era stata, una relazione delle volanti smentiscono la correttezza delle procedure, Ruby esce alle 2, accompagnata dalla Minetti che invece di prendersene carico, come ha detto Berlusconi, la sbologna a Michelle Consesao, la rimette nelle mani di un’altra prostituta e Berlusconi dice “sono intervenuto per salvare questa ragazza” lui per salvarla dai poliziotti, la fa consegnare dalla Minetti a una prostituta, è un salvataggio meraviglioso, la ributtano sul marciapiede! Per salvarla dalla polizia, non dalla prostituzione, la rimettono a fare la prostituta, il Presidente del Consiglio e una consigliere regionale delegata, consigliere parlamentare!
Mentre Ruby esce alle 2 con la Minetti in Questura continuano a fare degli accertamenti che avrebbero dovuto fare prima di lasciarla uscire, alle 4 finalmente si riescono a rintracciare i genitori che abitano a ?Letojanni? in Provincia di Messina se non erro, vengono buttati giù dal letto, dichiarano di non avere i documenti della figlia e naturalmente negano qualunque parentela con Mubarak , visto che sono marocchini e Mubarak è il Presidente egiziano.
Altro dettaglio, poco noto, la Bocassini e gli altri PM quando interrogano Ostuni gli chiedono “come mai in questa relazione non vi è traccia della telefonata ricevuta dal Presidente del Consiglio e della bugia raccontata ai poliziotti?” Ostuni non lo sa, non sa rispondere il dato di fatto, osserva Colaprico è che le relazioni sono omissive, ma se chiunque di noi avesse inventato una simile balla, cosa gli sarebbe successo dopo da parte della polizia? E’ stato o no l’abuso della sua qualità di Capo del Governo a far ottenere a Berlusconi qualcosa di impossibile per i cittadini normali?
Questo è il problema, naturalmente i fatti sono questi, l’abbiamo capito, la Questura fa una cosa che mai avrebbe fatto se non avesse telefonato Berlusconi, Belpietro che non capisce niente di diritto, l’altra sera in televisione ha detto: ma se ci fosse concussione la Procura dovrebbe incriminare quei funzionari della Questura che hanno rilasciato Ruby prima di averla identificata, contravvenendo tra l’altro agli ordini del PM di turno, se non li hanno incriminati vuole dire che tutto è avvenuto regolarmente e se tutto è avvenuto regolarmente allora vuole dire che non c’è stata nessuna concussione da parte di Berlusconi, che la concussione è quando qualcuno minaccia qualcun altro per costringerlo a fare, per indurlo a fare una cosa indebita, se la cosa non è indebita non c’è reato di conclusione.
Il problema è che la concussione non la commette chi la fa e chi la subisce, la commette chi la fa, chi la subisce è vittima di concussione, quindi se è indotto, sotto costrizione a fare qualcosa che non dovrebbe fare è vittima e quindi non può essere incriminato, è la stessa cosa di chi paga il pizzo alla mafia, la conclusione è l’estorsione commessa dal Pubblico ufficiale, Berlusconi in questo caso, se invece è un privato cittadino si chiama estorsione, se io mafioso costringo il commerciante a pagarmi il pizzo, il commerciante mi dà dei soldi, finanzia un mafioso, cos’è? Aiuto alla mafia, eppure non viene punito, perché? Perché ha agito sotto estorsione, quindi è vittima per questo i poliziotti concussi non vengono indagati per avere rilasciato Ruby.
Questi sono i fatti, fatti di un gigantesco abuso di potere che se è reato o non è reato lo deciderà il giudice, ma noi possiamo già dire che è un abuso di potere perché abbiamo tutti gli elementi per stabilire minuto per minuto quello che è successo quella notte, questo abuso di potere giustifica il fatto che la Procura di Milano se ne occupi, adesso c’è la domanda: ma è reato ministeriale o non è reato ministeriale? State molto attenti perché qui si gioca sulle parole, ma la cosa è molto chiara, il reato ministeriale è diverso dal reato ordinario perché? Perché se il reato è di tipo ministeriale, per fare il processo a chi lo ha commesso, ci vuole l’autorizzazione preventiva del Parlamento, perché i membri del governo Premier e Ministri, per essere processati per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, richiedono l'autorizzazione a procedere al Parlamento e il Parlamento già sappiamo in quali mani è, quindi se fosse così non ci sarebbe il processo perché il Parlamento negherebbe al Tribunale dei Ministri il permesso di processare Berlusconi, nell’esercizio delle sue funzioni secondo la Costituzione.
L’esercizio delle funzioni cos’è? E’ l’esercizio delle funzioni, il Presidente del Consiglio c’è tra le funzioni del Presidente del Consiglio telefonare alle questure per dire cosa devono fare delle ragazze fermate per furto senza documenti, senza fissa dimora straniere etc.? Non è tra le funzioni del Presidente del Consiglio, non so se sia tra le funzioni del Ministro dell’Interno, credo neanche ma non certamente del Presidente del Consiglio, però lui è Presidente del Consiglio quando fa quella telefonata e è ovvio che non dice “sono un passante” dice “sono il Presidente del Consiglio” quindi lui telefona in quanto Presidente del Consiglio, ma non per esercitare le funzioni di Presidente del Consiglio, perché non è tra le funzioni del Presidente del Consiglio fare quelle telefonate e allora? Allora non si chiama abuso di funzioni perché non è tra le sue funzioni fare quella telefonata, si chiama abuso di qualità, abusa della qualità di Presidente del Consiglio, se abusasse delle sue funzioni sarebbe reato ministeriale sottoposto all’autorizzazione a procedere e quindi sarebbe salvo perché negherebbe l'autorizzazione invece lì cosa ha fatto? Ha abusato della qualità di Presidente del Consiglio per fare una cosa che non rientra tra le sue funzioni, ma l’ha fatta come Presidente del Consiglio, altrimenti non si spaventava nessuno se non diceva “sono il Presidente del Consiglio” avete capito? Se io magistrato o poliziotto entro in un ristorante e dico: dammi da mangiare gratis altrimenti ti arresto , è nelle tue funzioni arrestare qualcuno, stai abusando delle tue funzioni.
Se invece entri in quello stesso ristorante e dici: sono un poliziotto, dammi dei soldi altrimenti ti do due ceffoni, dare due ceffoni non è nell’esercizio delle funzioni di poliziotto, anche se qualcuno abusandone li rifila pure i ceffoni, quindi capite la differenza tra abusare di una funzione propria e l’abusare della semplicemente qualità propria.
Quindi non c’è dubbio che non è reato ministeriale, è reato comune, ordinario, va giudicato dal Tribunale di Milano senza alcun voto della Camera.
Ultimo punto, cosa succede adesso? La curiosità è: ma lo processano, non lo processano? Come può farla franca? Come può svicolare? Cos’è questa storia del rito immediato, cosa può succedere? Concludo cercando di spiegare cosa può succedere adesso.
La Procura di Milano ha chiesto il rito immediato, ha fatto sapere che chiederà il rito immediato, la legge, Art. 453 del Codice di Procedura prevede il rito immediato per fare presto, quando si può si fa presto e si fa presto quando si può e quando è che si può? Quando si ha proprio un’evidenza della prova tale per cui non c’è bisogno di tutti i passaggi: udienza preliminare etc., si va subito a giudizio con le carte che si hanno trovato, hai trovato tutte le carte, è inutile stare lì a discutere prima, andiamo subito nel merito davanti al giudice.


Giudizio immediato per Berlusconi
Quando la prova appare evidente, si può chiedere il giudizio immediato se la persona sottoposta alle indagini è stata interrogata sui fatti da cui emerge l’evidenza della prova, ovvero a seguito di invito a presentarsi, la stessa abbia omesso di comparire, sempre che non sia stato adottato un legittimo impedimento e che non si tratti di persona irreperibile, cosa ha fatto la Procura?Ha mandato l’invito a comparire a Berlusconi, gli ha detto: presentatati in una data tra venerdì, sabato e domenica, stiamo parlando di 21/22/23 gennaio a tua scelta, lui ha disertato in tutte e tre le date, compresa la domenica, legittimi impedimenti non ne risultavano, l’hanno invitato a questo punto, non vuole farsi interrogare e quindi l’adempimento è stato fatto, la prova loro ritengono che è evidente, lui invitato a farsi interrogare non si è fatto interrogare, terzo e ultimo requisito, la richiesta del PM deve essere formulata entro 90 dall’iscrizione della notizia di reato, Berlusconi è stato iscritto sul registro degli indagati il 21 dicembre, entro il 21 marzo la Procura deve depositare davanti al G.I.P. la richiesta di rito immediato, quindi è passato un mese, la Procura ha tempo due mesi ancora per chiedere al G.I.P. di procedere al rito immediato, nel qual caso il G.I.P. se ravvisa che ci siano gli estremi, può accogliere questa richiesta e mandare subito Berlusconi a processo.
Il giudice entro 5 giorni dalla richiesta emette il Decreto con il quale dispone il giudizio immediato, ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero, se invece ritiene che la prova non è vedente, allora dice: no, facciamo il processo ordinario e quindi si fissa l’udienza preliminare e poi naturalmente si arriva eventualmente al rinvio a giudizio o al proscioglimento, il Decreto emesso dal giudice deve contenere l’avviso che l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato, oppure il patteggiamento, all’interno del rito immediato lui può chiedere l’abbreviato, abbreviato vuole dire che si fa tutto in Camera di Consiglio, porte chiuse, senza telecamere, senza giornalisti, senza pubblico, senza nessuno e si ottiene, sulle carte si fa il processo, non c’è grande dibattimento, oppure addirittura patteggiare la pena, ma dubito che Berlusconi patteggerà la pena, ci mancherebbe altro!
Quando l’immediato è stato disposto il processo si svolge davanti al Tribunale secondo le regole di un normale processo, si fa subito semplicemente, saltando l’udienza preliminare e il deposito degli atti, a questo punto loro dicono: non è competente Milano, perché Arcore sta a Monza, ma a parte il fatto che il Tribunale di Monza non è competente per reati come prostituzione minorile che invece è competente nella Procura distrettuale, quella di Milano, mentre i fatti successi alla Questura di Milano ovviamente ricadono sotto la competenza della Procura di Milano, l’unica loro speranza è quella di cercare di battersi per mandare la cosa al Tribunale dei Ministri, ma non c’è un modo per mandarla al Tribunale dei Ministri, perché? Perché non la può mandare al Tribunale dei Ministri Berlusconi o l’Avvocato Ghedini, al Tribunale dei Ministri può rivolgersi la Procura che ha già detto che non ritiene che il reato sia ministeriale, oltretutto mi sono dimenticato di dirvi che, perché il reato sia ministeriale, la legge costituzionale N. 1/1991, prevede che il reato sia stato compiuto per la tutela di un interesse dello stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo, questo dice la legge costituzionale che regola i reati ministeriali 16 gennaio 1989 N. 1, immaginatevi mai se andare a prostitute minorenni o telefonare alle questure per farle rilasciare contro le procedure normali, è un gesto compiuto per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico, qui l’interesse è pubico, non è pubblico!
Quindi non c’è alcun motivo, ma non c’è neanche alcun modo per cui Berlusconi riesca a far arrivare il suo processo al Tribunale dei Ministri, cosa può fare? E l’ha già minacciato, può sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale contro i giudici di Milano che gli negano il Tribunale dei Ministri, si dirà: ma se Berlusconi o i suoi avvocati con la loro maggioranza votano un conflitto di attribuzioni tra la Camera dei Deputati e i giudici di Milano davanti alla consulta accusandoli di avere calpestato il potere legislativo e esecutivo, processandolo ordinariamente anziché chiedendo l’autorizzazione a procedere per poi andare davanti al Tribunale dei Ministri, il processo si blocca o no? Perché che la Corte Costituzionale gli possa dare ragione su una cazzata del genere è assolutamente evidente no, ma la Corte Costituzionale sapete che ha i suoi tempi e allora in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci su questo conflitto di attribuzioni, dando ragione alla Camera o dando ragione ai giudici di Milano, cosa succede del processo immediato? Continua a farsi oppure si sospende? Perché se Berlusconi con il conflitto di attribuzioni riesce a sospendere per due anni il processo immediato, il processo non è più immediato e quindi se ne riparla, campa cavallo!
Bene, per fortuna il conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale non sospendo il processo in corso, che potrebbe andare avanti comunque, è già successo quando ci furono dei vari conflitti di attribuzioni contro i giudici di Milano nel processo a Abu Omar, il processo continuò a andare avanti, mentre la Corte aspettava di pronunciarsi, solo al momento della sentenza, ovviamente, il Tribunale si deve fermare in attesa che si pronunci la Corte, quindi il processo a Berlusconi immediato andrà avanti anche se verrà sollevato il conflitto di attribuzioni per il mancato investimento del Tribunale dei Ministri e solo al momento della sentenza i giudici si dovranno fermare attendendo il pronunciamento della Corte.


Spero di essere stato chiaro, quindi diciamo che stavolta, salvo naturalmente che si inventino qualcosa che ancora non abbiamo in mente noi ma non ce l’hanno in mente probabilmente neanche loro, Berlusconi finirà alla sbarra e dovrà difendersi non dai teoremi, dovrà difendersi da sé stesso, dalle cose che ha fatto, a cominciare da ciò che ha fatto quella notte in Questura, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano, passate parola e ci vediamo lunedì prossimo!

Sunday, January 23, 2011

Pubiche funzioni

Tratto da "Il Fatto Quotidiano" - 23 gennaio 2011

Sostengono alcuni barzellettieri del Pdl, tipo
Quagliariello, che “bisogna ripristinare l’equilibrio costituzionale spezzato con la riforma dell’art. 68 per restituire al popolo la sovranità e alla giustizia l’autonomia”. Tradotto in italiano: tornare all’immunità parlamentare. Anzi all’impunità, visto che mai l’articolo 68 della Costituzione, nemmeno nella versione originaria abrogata nel ’93, ha stabilito che non si potesse indagare sui parlamentari. Semplicemente prevedeva che il Parlamento potesse negare l’autorizzazione a indagarli in casi eccezionalissimi (quelli di fumus persecutionis).

Il fatto che il Parlamento la negasse quasi sempre era un abuso, che ora i quagliarielli vogliono ripristinare: “Consentiamo alle Camere la sospensione di un processo a carico dei rappresentanti del popolo rinviandone il decorso al momento in cui sia cessato il mandato democratico”. Il tutto nel disperato tentativo di arrestare la macchina infernale del giudizio immediato a B. Il fatto è che in questi anni l’immunità non solo non si è ridotta, ma è mostruosamente cresciuta, almeno per B. e chiunque gli stia vicino. Il rag. Giuseppe Spinelli è un dipendente Fininvest, gestore delle holding e delle immobiliari private di B. e famiglia. Un privato cittadino. Eppure i pm non han potuto perquisirgli l’ufficio perché sulla sua porta c’è una targhetta: “Segreteria on. Silvio Berlusconi”. Appena è arrivata la polizia, lui ha chiamato l’on. avv. Ghedini, il quale – annotano i pm – “ha riferito che l’immobile è coperto da immunità perché pertinente al Presidente del Consiglio”.

Dunque non si entra senz’autorizzazione del Parlamento. Che diavolo c’entra la Presidenza del Consiglio con un contabile privato, mai eletto e nemmeno candidato? Roba da matti. Non basta: è immune pure la villa di Arcore, come tutte le ville di B. sparse per il mondo, perché – dice lui nell’ultimo video porno – “nella mia casa svolgo funzioni di governo e di parlamentare, avendolo comunicato alla Camera dei deputati sin dal 2004, e la violazione compiuta è particolarmente grave perché va contro i più elementari principi costituzionali”. Quale violazione, visto che nessun pm né poliziotto è mai entrato in casa sua (a parte gli agenti di scorta e di piantone, costretti a fare da autisti e da guardiani alle mignotte)? “I pm hanno ordinato una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene… Una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione”.

Ricapitolando: B. è immune perché è B., ma irradia pure la sua immunità alle sue case (e a quelle del suo ragioniere); queste, per contagio, immunizzano chiunque vi entri o sosti nelle vicinanze. A ciò si aggiunge l’ultimo abuso: quello di ricondurre al Tribunale dei ministri (previa autorizzazione del Parlamento, che le nega sempre) tutti i reati addebitati al premier. In barba all’art. 95 della Costituzione, che lo prevede solo “per i reati commessi nell’esercizio delle funzioni”. E, fra le funzioni del premier, non c’è quella di chiamare le questure per far rilasciare le amichette sue. Dunque la concussione ipotizzata dai pm non fu commessa abusando delle funzioni, ma della qualità di premier. Ergo è competente il Tribunale ordinario.

In ogni caso il Tribunale dei ministri non è composto da ministri, come pensa (o spera) qualcuno, ma da giudici, per giunta milanesi. Infatti il retropensiero è che il caso Ruby-B. a quel tribunale non arriverà mai perché la Camera negherà il permesso. Ma la legge costituzionale 16.1.1989 n. 1 che regola i reati ministeriali consente di “negare l’autorizzazione a procedere” solo se l’indagato “ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo”. E dove sarebbe, nella telefonata salva-Ruby, l’interesse pubblico? Ci dev’essere un equivoco: quello è interesse pubico.

Wednesday, January 19, 2011

Seminfermità mentale - 19/1/2011

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Per spiegare Tangentopoli, il pm più spiritoso di Mani Pulite ripete spesso: “In ogni economia il numero dei ladri non può mai superare il numero dei derubati. Quando i ladri arrivano al 51% cominciano a derubarsi fra loro e il sistema implode”. Ora ci risiamo. Umilio Fede che fa la cresta sui “prestiti” del Cainano a Lele Mora è l’emblema di una corte famelica e predona, dove tutti derubano tutti e alla fine chi paga il conto è sempre Lui, il povero B. Una certa Faggioli ha fretta, “mi restano solo mille euro, devo fare cassa per forza”, e aspetta speranzosa un nuovo Bunga bunga. Ma corre voce che Lui “voglia ridurre le cene” e soprattutto i dopocena, così una tale Iris medita: “È ora che iniziamo a rubare qualcosa in casa”. Un’altra erinni ipotizza la soluzione finale: “Che palle ‘sto vecchio, fra un po’ ci manda affanculo tutte quante… quella è la volta buona che lo uccido… vado io a tirargli la statua in faccia”. Cioè: lui s’illude di averle fulminate col suo charme, “volete mettere il piacere della conquista?”. E quelle, subornate dal partito dell’odio, lo chiamano “la nostra fonte di lucro”, “che schifo quell’uomo”, “l’ho visto out, ingrassato, imbruttito, più di là che di qua, è diventato pure brutto (prima invece era un figo pazzesco, ndr): deve solo sganciare. Spero sia più generoso, io non gli regalo un cazzo…”.

Uno sciame di cavallette assatanate e sanguisughe parassite, tutte addosso a quel pover’ometto, fra l’altro anziano e gravemente malato, a succhiargli il sangue (anche). A lui che ha già dovuto pagare Craxi, finanzieri, giudici, Mills, un migliaio di parlamentari (i “responsabili” due volte, comprati e ricomprati), servi, giornalisti, giornalisti servi, papponi, ruffiani, mezzane, mignotte (due volte, per i Bunga bunga e poi per il silenzio), e ora deve pure comprarsi una fidanzata. E cos’è, un bancomat? Un caso di circonvenzione di incapace, ma di massa. E dire che lui, a modo suo, tentava di comunicare la sua infermità: quando ne faceva travestire qualcuna da infermiera è perché aveva bisogno di cure, altro che giochini erotici. Solo che quelle non capivano, e nemmeno Lele Mora, che così erudiva una pupa: “Visto che sarai l’infermiera ufficiale, devi fargli uno scherzo… devi prenderti su… quello che misura la pressione finto e poi un camicione”. Roberta: “Quello da dottoressa… con sotto niente ovviamente…”. Lele: “Lo devi comprare oggi… poi ti metti lo stetoscopio sulla camicina da infermiera e sotto le autoreggenti bianche…”. Roberta: “Guarda Lele lo faccio, ti giuro… non mi manca il coraggio”. Lele: “Gli dici: ‘Sorpresa! Sono l’infermiera, la devo visitare…’”. Roberta: “Una visita privata per accertarmi il suo stato di salute…”. Lele: “Esatto… sai quanto si diverte lui… da ridere da morire”. Roberta: “Infatti per quel poco che l’ho conosciuto sta allo scherzo”. Lele: “Sì, sì, fa il finto malato”. Roberta: “Sì, l’ha già fatto proprio ieri sera”. Lele: “Comunque impressione ottima, meravigliosa. Si prevede un grande futuro per te, amore”.

Gente insensibile: quello sta male davvero e pensano che finga. Ora il povero infermo rischia grosso, anzi può dirsi fortunato: chiunque altro, al posto suo, sarebbe già in galera. Le richieste a Ruby “racconta cazzate, cerca di passare per pazza” in cambio di soldi sono un caso da manuale di inquinamento probatorio. Per molto meno c’è l’arresto in flagrante. Ma lui, volpino, ha l’asso nella manica. Dalla lettura delle carte già s’intravede l’arma segreta: basta coltivarla e tutto andrà per il meglio. Dia retta a noi, Cavaliere, che le vogliamo bene. Lasci perdere i cattivi consigliori che le rubano parcelle da favola e la mandano a sbattere con le solite leggi ad personam o le solite ricusazioni che non funzionano mai. Adotti la difesa di Michele Misseri modello Arcore. Si presenti in tribunale con un’infermiera armata di stetoscopio e pompetta per la pressione. Passare per pazzo, per lei, è più facile che per Ruby e per lo zio di Sarah: basta qualche cazzata di repertorio e il gioco è fatto. La seminfermità mentale non gliela leva nessuno.

Monday, January 17, 2011

Ruby per sempre - 17/1/2011



Testo:

Buongiorno a tutti, ieri il Presidente del Consiglio è apparso in televisione, sulla sua performance naturalmente ciascuno può dare il giudizio estetico e contenutistico che preferisce, l’abbiamo visto tutti e è disponibile comunque in rete, per comunicare, sostanzialmente 3 cose.

Il messaggio di Berlusconi
1) al telefono la gente, soprattutto ragazze giovani che l’hanno conosciuto può dire, millantare, raccontare, vantarsi, esagerare, favoleggiare, lavorare di fantasia quello che si dice al telefono non ha nessun valore; è una vergogna che chi va a casa sua poi venga intercettato, è una concezione un po’ estensiva dell’immunità, lui pretenderebbe l’immunità telefonica non soltanto per sé, ma anche per tutti quelli che lo conoscono, una forma di immunità contagiosa che purtroppo è ancora sconosciuta ai nostri codici, naturalmente il governo provvederà presto;
2) Lele Mora è un grande, è un grande professionista, non si sa bene in quale ramo, ma in parecchi rami pare, dal traffico di ragazze ai rapporti con l’‘ndrangheta, è un grosso professionista, ha anche una vecchia condanna per droga, anche lì era molto professionale, quindi il nostro Presidente del Consiglio vedendolo in difficoltà, Mora ha un processo per i disastri delle sue società, fallimenti, bancarotta e cose del genere, gli ha prestato un sacco di soldi che Mora quando si sarà rifatto e rimesso in piedi, gli restituirà; 3) il Presidente del Consiglio è fidanzato, sul nome della fortunata ancora regna il mistero, ma penso che prima o poi qualcuno dei suoi giornali, dei suoi rotocalchi, trasmissioni amiche ci presenterà quella che già i giornali compiacenti chiamano la “dama bianca”, a questo punto qualcuno potrebbe dire: ma a noi che ci frega di quello che fa il Presidente del Consiglio nella sua vita privata, ancora una volta si vuole spiare questo benedetto uomo, già così provato per ironizzare o per sfrugugliare i suoi affetti familiari, effettivamente se fosse così sarebbe riprovevole, ciascuno come ha detto il Presidente del Consiglio, tra le mura domestiche può fare quello che vuole , lui è un uomo libero, sappiamo benissimo che da anni il matrimonio con Veronica era finto, era tenuto in piedi così artificialmente per fare vetrina, in realtà i due erano già separati da diversi anni e quindi è libero di fare quello che gli pare, per quanto mi riguarda era libero di fare quello che gli pareva anche prima, le scappatelle di un Presidente del Consiglio anche sposato non dovrebbero costituire motivo né di scandalo, né tanto meno finire sui giornali.
C’è naturalmente un paio di paletti rispetto a tutto questo, quindi il Presidente del Consiglio è libero di avere tutte le amanti che vuole, tutte le ragazze che vuole, può andare a letto con chi vuole, può fare quello che gli pare a due condizioni: 1) naturalmente che non commetta reati, ma quello non vale solo per il Presidente del Consiglio, vale per tutti noi, i reati si possono commettere anche tra le mura domestiche, non è che se uno squarta la moglie tra le mura domestiche, poi può andare in televisione a dire: quello che avviene tra le mura domestiche sono fatti miei, hai squartato tua moglie… non c’è privacy sullo squartamento della moglie e su altri eventuali reati commessi tra le mura domestiche, pensate i topi di appartamento, questi ultimi per professione operano tra le mura domestiche altrui, naturalmente, almeno che non rapinino casa propria, e anche lì non possono invocare la privacy delle mura domestiche, quindi la prima condizione è che non si commettano reati, tanto più se si è capi del governo; 2) non mettersi in una situazione in cui ciò che si fa nella vita privata, influenzi poi quello che si fa nella vita pubblica, non soltanto perché ci si potrebbe rendere ricattabili, ma anche perché si potrebbe essere portati a fare delle scelte che non si farebbero se non si tenessero certi comportamenti, scelte quindi dettate dall’interesse personale, anziché dall’interesse collettivo.
Ci sarebbe poi un terzo profilo, un terzo paletto che è quello della coerenza, i politici possono essere bigotti, libertini, quello che gli pare, l’importante è che ce lo dicano, se un governo pretende di legiferare su quello che fanno i cittadini in camera da letto tra le lenzuola, non possono poi, naturalmente, tenere dei comportamenti diversi da quelli che pretendono, per legge, che i cittadini tengano, non si possono applicare a altri dei divieti che poi non si applicano anche a sé stessi, avendo il potere di fare leggi e decreti e non si possono ingannare gli elettori dicendosi difensori della famiglia tradizionale di Santa Romana Chiesa e poi fare il contrario! Questo non è soltanto predicare bene e razzolare male, questo è semplicemente ingannare la gente e chi ricopre cariche elettive, chiede di tanto in tanto la fiducia ai cittadini, deve essere chiaro, può dire “secondo noi e secondo il nostro programma ognuno è libero di fare quello che vuole” allora poi deve lasciar perdere naturalmente, deve lasciar campare serenamente coppie di fatto, i gay, deve riconoscere i diritti a tutti, non può togliere i diritti agli altri e riconoscerli soltanto a sé stesso, né tanto meno può fare leggi draconiane contro la prostituzione e poi frequentare ambienti vicini alla prostituzione, sappiamo benissimo quello che succede all’estero, sempre ci dicono che in America, in Inghilterra sono dei moralisti perché vanno a vedere cosa succede nella camera da letto dei politici, non è vero che sono moralisti, sono semplicemente dei popoli che hanno il culto della verità, un privato cittadino è liberissimo di non dire la verità, un politico se mente ai suoi elettori deve pagarne le conseguenze naturalmente, quindi a nessuno deve venire in mente di fare dei paragoni: ma chi non ha l’amante? Chi non ama le donne? Chi non ama il sesso? Perché non è questo il problema, Berlusconi liberissimo di amare le donne, di avere tutte le amanti che vuole, di amare il sesso, di fare il sesso nelle forme più spericolate che gli vengono in mente, ma quello che non dovrebbe fare è da un lato spacciarsi per il tutore di certi valori che poi lui è il primo a non rispettare e questo lo riguarda solo in quanto persona sottoposta al voto dei cittadini, se Berlusconi fosse un privato cittadino, potrebbe fare come tutti noi, quello che gli pare.
Ma i due principali punti sono naturalmente non commettere reati, e non mettersi in condizioni di farsi ricattare o condizionare con la sua vita privata nelle scelte della sua vita pubblica perché ogni scelta che fa il suo governo o la sua maggioranza si ripercuote su di noi e quindi noi dobbiamo avere la sicurezza che quello che sta facendo, lo sta facendo in condizioni di assoluta libertà e non in posizione condizionata, limitata o imprigionata.
Non ci deve essere nessuno che può dirgli: se non fai quella cosa, ne pagherai le conseguenze perché a quel punto non è più un Presidente del Consiglio libero, quindi non è più idoneo a svolgere le funzioni nell’interesse collettivo.
Berlusconi dunque ha fatto questo discorsetto, perché lo ha fatto? Perché sa che oggi mentre stiamo parlando sarebbero venute fuori le carte dell’inchiesta che una parte delle carte dell’inchiesta che lo riguarda per concussione e per sfruttamento e/o favoreggiamento della prostituzione minorile, le carte sono alla Camera, alla Giunta per le autorizzazioni, poi vedremo perché sono finite alla Camera e quindi non sono più segrete, perché? Perché sono nelle mani di decine di parlamentari che compongono quella Giunta, parlamentari che naturalmente non se le terranno, fortunatamente non se le terranno, pensate ci fossero pochi depositari di queste carte che possibilità di ricatto avrebbero, quindi è bene che si sappia subito tutto quello che c’è alla Camera perché la Camera, tra l’altro è la casa di tutti, dovrebbe essere la casa di vetro, tutto quello che c’è alla Camera deve essere pubblico, mai come le cose che ci sono alla Camera devono essere pubbliche, quindi Berlusconi sapeva che oggi sarebbero venuti fuori i risultati dell’inchiesta della Procura di Milano a suo carico, quindi ha anticipato facendoci sapere come dobbiamo valutare le intercettazioni tra le ragazze che hanno frequentato le sue ville, come dobbiamo interpretare i soldi che si è scoperto lui avere dato a Lele Mora, accusato dalla Procura di Milano insieme a Emilio Fede e a Nicole Minetti di essere uno dei procacciatori di prostitute per naturalmente il sollazzo del Presidente del Consiglio, gli indagati sono la consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, eletta nel maggio scorso nel listino di Formigoni, già soubrette di Colorado Cafè, detta l’igienista dentale di Berlusconi o forse anche mentale viste le condizioni in cui versa il Presidente del Consiglio, Lele Mora impresario di star e starlette, Emilio Fede Direttore del Tg4.
Quali sono… naturalmente perché ha tirato fuori la fidanzata? Perché certo se c’è una fidanzata, immediatamente si può dire, come ha detto lui, porto sempre la mia fidanzata a queste feste, immaginate se in queste feste può accadere qualcosa di meno che pulito e di meno che lecito, non sono mica scemo, se organizzo dei giri di mignotte non chiamo la mia fidanzata a partecipare, a meno che la fidanzata non sia una mignotta anche lei naturalmente ma possiamo forse immaginare che il Presidente del Consiglio si sia fidanzato con una mignotta, quindi essendo questa “dama bianca” la persona più pura di questo mondo, immaginate se avrebbe mai potuto sopportare scene come quelle che la stampa cattiva e la magistratura comunista, si sono inventate per queste innocenti feste rilassanti nella Villa di Arcore.
Quali sono i fatti? Come nasce questa inchiesta? Questa inchiesta è stata rivelata, quando era già in corso naturalmente da Il Fatto Quotidiano nel mese di ottobre, quando si scoprì che c’era una ragazza minorenne, la famosa Ruby che poi è un nomignolo di una povera ragazza marocchina, i cui genitori abitano in Sicilia, che ha rotto con la sua famiglia, che è una sbandata, è senza fissa dimora, va e viene, sogna ovviamente di entrare nel mondo dello spettacolo e della televisione, appena arriva a Milano viene subito avviata nel giro giusto, giro di Lele Mora e Emilio Fede che l’ha conosciuta durante un premio per miss nella Provincia di Messina, di cui lui era giurato, la ragazza è stata portata a Arcore e Berlusconi si è impietosito per la sua storia lacrimevole e essendo uomo di buon cuore l’ha aiutata dandole dei soldi e cercando di toglierla dalla strada e quando è finita in Questura è intervenuto immediatamente per farla affidare alla sua delegata del Presidente del Consiglio che sarebbe la Minetti, dicendo che se ne sarebbe presa cura, questo è quello che viene fuori a ottobre, c’è naturalmente un’indagine della magistratura, perché? Perché quello che è avvenuto in Questura, segnala la possibile anomalia delle procedure di affido di questa minorenne senza fissa dimora che non avendo ancora raggiunto la maggiore età, non poteva essere denunciata a piede libero per un furtarello di cui era accusata e essere rimandata fuori dalla Questura visto che non aveva un domicilio e era scappata dalla comunità, ma si richiedeva la presenza di qualcuno che garantisse per lei, di prenderla in carico e lì ci fu la telefona di Berlusconi.


Bunga bunga con Ruby
Ma in realtà andando a vedere cosa è successo, cosa ha scoperto questa inchiesta, sappiamo che questa Ruby viene invitata per la prima volta a Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, poco meno di un anno fa per la festa di San Valentino, lo scoprono i magistrati quando tracciano i movimenti del suo cellulare.Sapete che da un cellulare anche senza intercettarlo, si può scoprire dove si trova minuto per minuto, è il lavoro che fanno i consulenti tecnici delle procure, il famoso Gioacchino Genchi, il cellulare attraversa quando chi lo porta in mano viaggia, varie celle territoriali e quindi si può tracciare il percorso che fa il cellulare, si può vedere dove si ferma, per quanto tempo si ferma, quando si muove, dato che i cellulari non camminano, è ovvio che i movimenti del cellulare corrispondono ai movimenti di chi lo porta in quel momento, nel nostro caso Ruby e quindi risulta che Ruby la sera di San Valentino dell’anno scorso sta a Milano fino alle 20,50, poi è a Arcore, poi non ci sono segnali perché viene spento fino alle 3,40 del mattino, poi dopo queste 6,50 ore a Arcore torna a essere localizzato a Milano.
Ruby torna a Arcore una settimana dopo, nella notte tra il 20 e il 21 febbraio, anche una settimana dopo nella notte tra il 27 e il 28, ancora 2 settimane dopo il 9 marzo, poi c’è una pausa, poi ritorna nella notte tra il 4 e il 5 aprile e poi ancora tra il 24 e il 25 aprile, cosa è successo tra il 24 e il 25 aprile? Che si è celebrata alla Scala di Milano la festa della Liberazione alla presenza del Capo dello Stato e naturalmente del Presidente del Consiglio, subito dopo è arrivato a Arcore Vladimir Putin, quindi quest’ultimo e Ruby si trovano entrambi a Arcore nello stesso posto, anche il 26 aprile torna Ruby, presente Putin e l’ultima volta viene segnalata la sua presenza nella notte tra il primo maggio e il 2 maggio.
Il 27 maggio, pare che Ruby si apprestasse a tornare a Arcore, quando invece fu fermata, accusata da un’amica di un furtarello e quindi portata in Questura, non poté andare a Arcore perché passò alcune ore in Questura e poi arrivò la Minetti a portarsela via, quindi stiamo parlando di 8 incontri tra il 14 febbraio e il 1° maggio dell’anno scorso , questi sono gli incontri con una certa frequenza.
Perché diventa un problema Ruby in Questura? Perché deve essere interrogata, deve essere identificata, non ha i documenti, è lei a dire come si chiama, che è minorenne, immaginate l’allarme che si crea presso Berlusconi conseguentemente al fatto che una ragazza minorenne è stata da lui per 8 notti nella sua casa privata, è ora nelle mani della polizia, si sa com’è la polizia, quando interroga, interroga, non è che lascia chiacchierare così, non è che offre il tè, la polizia quando interroga cerca di arrivare il punto, di capire chi sei, cosa fai, che ambienti frequenti, perché? Perché stiamo parlando di una minorenne senza fissa dimora, senza documenti, senza lavoro, straniera, allarme.
La brasiliana, prostituta anche essa che ha ospitato Ruby per qualche tempo, viene a sapere da Ruby stessa che Ruby è stata fermata e cosa fa questa brasiliana? Telefona a Berlusconi che in quel momento è a Parigi in visita di Stato, come fa una prostituta brasiliana a avere il numero di telefono privato del cellulare di Berlusconi? Dice di averlo conosciuto anche lei mesi prima e che lui le ha dato il suo cellulare privato raccomandando di usarlo in casi di emergenza, uno dice “terremoti, nubifragi” no, Ruby in Questura, emergenza! Perché emergenza? Perché chissà cosa può raccontare quella ragazza a dei poliziotti che la stanno interrogando, bisogna portarla via di lì al più presto!
Allora viene spedita in piena notte Nicole Minetti, consigliera regionale e tutto quello che sapete.
Arriva, non si sa bene se accompagnata dalla brasiliana o meno, dice: sono delegata del Presidente del Consiglio e intanto il Presidente del Consiglio ha annunciato il suo arrivo con una telefonata dal cellulare del capo scorta, in cui garantisce che la Minetti si prenderà cura della ragazza e che la ragazza è meglio liberarla senza fare tante sottigliezze sulla sua identità, perché è la nipote del Presidente del Mubarac, allarme in Questura, oddio abbiamo messo le mani sulla nipote di un capo di stato estero, qui si rischia l’incidente diplomatico, telefona il Presidente del Consiglio, dice: mettetela in mano a questa che è una consigliera regionale, mia delegata e come possiamo noi dire di no? Fanno in fretta e furia qualche pratica di identificazione, non fanno quello che dovrebbero fare e cioè o identificarla con certezza, cosa che non hanno avuto il tempo di fare, oppure nell’attesa di identificarla, affidarla a una comunità, in quella notte il Corriere della sera ha poi scoperto che c’erano 6, 7 comunità pronte a ospitarla, con dei posti liberi, mentre in Questura qualcuno mentendo a posteriori, dirà che hanno chiesto alle comunità di turno, ma che nessuna di queste aveva posto, non è vero!
Quindi vengono indotti a mentire e a fare cose che non avrebbero dovuto fare questi poliziotti e funzionari della Questura, perché? Perché c’è il Presidente del Consiglio che sta abusando dei suoi poteri, non sta esercitando i suoi poteri, non è tra i poteri del Presidente del Consiglio dire alle questure quello che devono fare quando fermano una ragazza marocchina minorenne senza fissa dimora, sta abusando del suo potere e loro intimiditi dalla figura di Berlusconi che chiama personalmente e intimiditi dal fatto che Berlusconi dice che la ragazza è la nipote di Mubarac, che si rischia un incidente diplomatico con l’Egitto a trattenerla lì dentro, fanno cose che non avrebbero dovuto fare, fregandosene delle raccomandazioni che collegata telefonicamente, la PM minorile Anna Maria Fiorillo continua a dire: tenetela lì, identificatela, se non riuscite a identificarla nella notte, la mandate in una comunità e domani vediamo, Ruby non deve stare lì, l’ha detto Berlusconi e quindi se ne impipano delle procedure, di quello che dice la PM minorile e la lasciano uscire con la Minetti, la quale Berlusconi ha garantito, se la prenderà in cura, in realtà non si prende in cura un bel niente, perché appena uscita, la Minetti molla la ragazza per la strada e la ragazza torna dalla prostituta brasiliana, quella che ha telefonato a Berlusconi.
A questo punto le indagini vanno avanti, Ruby viene interrogata più volte dalla Procura di Milano perché? Perché Ruby nei giorni successivi viene di nuovo identificata dalla Polizia, essendo di nuovo scappata da una comunità dove nel frattempo era stata mandata e dove denuncia di avere subito un furto lei, questa volta, le hanno rubato 7 mila Euro con cui andava in giro in contanti, quando la polizia è intervenuta, ha arrestato un ladro, un rumeno, il quale nel frattempo era già riuscito a far sparire 2 mila Euro, per cui restituiscono i 5 mila Euro a questa ragazza e come mai questa ragazza va in giro con questi soldi in contanti con banconote da 500 Euro? Interrogatori, etc., si scopre che naturalmente i soldi glieli ha dati Berlusconi, uomo di buon cuore, si fanno altre indagini, si scopre che Ruby non è la sola a frequentare Arcore in quel periodo, ci sono decine di ragazze che frequentano stabilmente Arcore al seguito o di Lele Mora o di Emilio Fede o della Minetti o di tutti e tre, arrivano addirittura spesso con auto scortate perché Fede ha la scorta perché Berlusconi ha la scorta, a volte passano il cancello principale a bordo del Suv di Lele Mora, c’è un filmato del settimanale Oggi, a volte passano da un ingresso secondario perché all’ingresso principale di Arcore ci sono i Carabinieri.
Si scopre un giro di prostituzione e vengono messi sotto controllo i telefoni di queste ragazze, le si sente raccontare quello che succede a Arcore, si sente parlare di questo Bunga Bunga che inizialmente non si sa cosa sia e poi è la stessa Ruby a dire: Berlusconi mi aveva detto che aveva preso questo rito sessuale del Bunga Bunga, frequentando Gheddafi e venendo a sapere che nell’harem di Gheddafi è in voga il Bunga Bunga, cos’è ? E’ un termine che evoca festosità, riti orgiastici agresti e bucolici, in realtà è una pratica piuttosto terribile che consiste in sodomizzazioni di ragazze che vengono premiate dopo essersi esibite seminude davanti al Presidente del Consiglio e poi restano nell’ansia per qualche minuto, perché poi c’è la cena, poi c’è il dopocena con questi balletti, esibizioni, travestimenti, naturalmente l’abbigliamento viene fornito dal Presidente del Consiglio in questa specie di discoteca molto triste che c’è nei sotterranei di Arcore, le esibizioni servono alle ragazze per segnalarsi e per auto promuoversi, perché solo alcune alla fine verranno prescelte per restare lì la notte e sono quelle che verranno poi pagate di più e naturalmente sono quelle che avranno più chance di fare carriera, pensano loro almeno, nel mondo dello spettacolo o perché no, anche nella politica e dello star system e quindi alla fine il premio è il Bunga Bunga.
Un rapido rapporto con il Presidente del Consiglio, questo è in sintesi il Bunga Bunga che raccontano alcune di loro, non Ruby, quest’ultima dice di avere assistito ma di non avere mai partecipato personalmente, anzi di non avere mai fatto sesso con il Presidente del Consiglio.
I magistrati a questo punto hanno nelle mani due reati, ecco perché indagano, non per andare a curiosare quello che fa il Presidente del Consiglio, ma perché hanno scoperto che il Presidente del Consiglio in casa sua commette reati e per coprire questi reati ha commesso un altro reato, la telefona alla Questura con le bugie e le intimidazioni.


Utilizzatore finale di prostituzione minorile
Qual è il reato che i magistrati ritengono che venga commesso nella Villa di Arcore in queste “feste”, in questi tristi festini ai quali pare partecipino anche di tanto in tanto Emilio Fede, Carlo il Rossella, sono persone anziane, potete immaginare questa scena triste di queste ragazze sui 16/18/20 anni che si esibiscono davanti a questi 70/80 enni, che sbavano, una cosa di una patologia che toglie qualsiasi aspetto di allegria, di festosità e di vitalità checché ci venga raccontano, il reato che i magistrati individuano essere stato commesso in casa Berlusconi è il reato di prostituzione minorile, leggo dall’articolo 600 bis del Codice Penale secondo comma “chiunque induce alla prostituzione una persona di età inferiore agli anni 18, ovvero ne favorisce o sfrutta la prostituzione, è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 15.493 a 154.937.000 Euro” questo è il reato contestato a Fede, Mora e Minetti, non a Berlusconi, questo è lo sfruttamento, il favoreggiamento della prostituzione minorile.Berlusconi risponde del reato meno grave, quello previsto dal secondo comma, dal punto di vista penale naturalmente e cioè quello dell’utilizzatore finale di prostituzione minorile, salvo il fatto “costituisca più grave reato chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in cambio di denaro o altra utilità economica, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la molta non inferiore a 5.164 Euro”. Quando Ghedini anno scorso, a proposito di un altro caso, due anni fa, a proposito del caso Daziario, disse al massimo che la Daddario è stata da Berlusconi, Berlusconi non avrebbe fatto nulla perché a pagarla era Tarantini, al massimo sarebbe l’utilizzatore finale, in questo caso l’utilizzatore finale di prostitute non può cavarsela dicendo “l’ha pagata un altro” anche qui c’è un utilizzatore finale, ma qui la prostituta è minorenne e a pagarla sarebbe stato lui, tramite il ragioniere Giuseppe Spinelli che è lo storico contabile di Berlusconi, pagata e pagate come queste ragazze che si prostituiscono? Pagate con appartamenti in un residence di Milano 2, in comodato gratuito, dove venivano pagate addirittura loro le bollette, pagate con buste piene di soldi, pagate con regali, vestiti importanti, gioielli etc., questa è l’accusa, la prima accusa, quella del reato commesso a Arcore.
Reato che potrebbe essere aggravato da un altro, il comma 3 dello stesso articolo 600 che dice: “chiunque utilizzando minori degli anni 18, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico, ovvero induce i minori di anni 18 a partecipare a esibizioni pornografiche, è punito con la reclusione da 6 a 12 anni e con la multa da 25 mila a 258 mila Euro” e quello che ci raccontano il ruolo di queste ragazze non è soltanto che dovevano prestarsi al rito sessuale del Bunga Bunga ma che prima, per essere selezionate, per avere la nomination a passare la notte lì e a prendere più soldi delle altre, fino a 5/7 mila Euro a notte, prima dovevano esibirsi nude o seminude ai bordi della piscina in balletti travestite da infermiere, poliziotte etc.. anche questo se la ragazza che fa questa esibizione è minorenne, chi gliela fa fare commette un reato, ecco perché la Procura di Milano indaga e del resto chiunque abbia una figlia, benedice il fatto che il Codice Penale punisca certi comportamenti, perché almeno si deve sapere che certe cose non si possono fare, non c’è nessuna privacy, non c’è nessuna intrusione nella vita privata, non c’è nessun voyeurismo, non ce ne frega niente di quello che fa Berlusconi con le donne, a patto che non commetta reato, secondo la Procura di Milano li ha commessi, cosa deve fare la Procura di Milano quando scopre questi reati, voltarsi dall’altra parte? Per fortuna in Italia c’è l’obbligatorietà dell’azione penale.
Abbiamo detto quindi perché il messaggio di ieri, quali sono i fatti, qual è il movente di tutto questo, il movente di Berlusconi finora nei suoi processi era stato sempre quello o di fare soldi o di acquistare potere o di coprire i reati che aveva commesso per fare soldi e acquistare potere, All Iberian, fondi neri, Guardia di finanza, Mills, falsi in bilancio, corruzione ai politici compreso Craxi, finanziamento illecito, adesso è un’altra cosa, è un vecchio malato, molto malato, malato di una patologia che ci fu segnalata due anni fa da Veronica Lario, la donna che lo conosce meglio, forse la donna che gli vuole più bene visto che disse “io non lo posso più fare” perché non ce l’ho più qua, perché chi gli sta vicino in questo momento lo aiuti perché non sta bene, perché frequenta minorenni!
Nessuno la volle ascoltare, anzi dissero che la Lario era diventata comunista, che era al servizio di non si sa bene quali centrali bolsceviche, in realtà la Lario segnalava il problema “questo signore non sta bene!”, questo signore meriterebbe qualche amico o qualche parente o magari qualche figlio che lo prenda, lo segua, gli dica: lascia perdere la politica, vai a farti curare, perché ti stai rovinando con le tue mani, questo è quello che sta succedendo, qui non ci sono scopi di lucro, qui c’è semplicemente una patologia evidente, per nascondere la quale Berlusconi sta completamente lasciando andare a ramengo il paese, perché la sua occupazione, altro che legittimo impedimento perché 24 su 24 lavora per governare l’Italia, questo passa il suo tempo a andare a mignotte e il tempo che gli rimane a nascondere il fatto di essere andato a mignotte! Perché se vai a mignotte una alla volta, ancora controlli la situazione, ma se ti fai arrivare 20/30/40 ragazze ogni notte, immaginatevi le centinaia di persone che sono in grado di chiedergli qualcosa in cambio del loro silenzio e immaginate quante ne scappano! Quante vanno a raccontare, poi può sempre capitare che uno finisca davanti a un poliziotto e cominci a dire, perché? Perché sono troppe! Non c’è harem mediorientale che abbia mai visto scene come quelle che abbiamo letto e che leggeremo nelle carte che stanno venendo fuori dalla Camera dei Deputati.
Le prove quali sono di questi reati secondo la Procura? La telefona alla Questura e tutto quello che succede subito dopo è registrato minuto per minuto dai verbali dei poliziotti e dalle testimonianze del Pubblico Ministero Fiorillo, le telefonate e i tabulati dei cellulari delle ragazze che spiegano cosa vanno a fare e poi risulta che sono andate a farlo, perché i cellulari finiscono tutti lì, nella stessa cella, Arcore, una telefonata che ancora non abbiamo letto, ma che Il Fatto Quotidiano ha già rivelato e cioè che Berlusconi in una telefonata alla Minetti dice: sapevo che Ruby era minorenne, ma i giudici non potranno mai dimostrarlo, il problema è che si è tradito un’altra volta, non solo perché l’ha detto al telefono alla Minetti e il telefono della Minetti era intercettato, ma anche perché se telefoni alla Questura per dire: la ragazza affidatela alla Minetti, vuole dire che lo sai benissimo che la ragazza è minorenne, altrimenti se non fosse stata minorenne non ci sarebbe stato il bisogno di affidarla a nessuno, le maggiorenni vanno dove gli pare, è la minorenne che deve essere affidata a qualcuno, a un affidatario e se Berlusconi trova l’affidatario per la ragazza, Minetti, vuole dire che sa che Ruby è minorenne, si è incastrato con le sue mani, gli interrogatori di due ragazze che hanno partecipato a queste feste insieme alla Minetti, ma purtroppo non essendo di bocca buona e di stomaco forte, sono uscite stomacate, vomitando da quello che hanno visto e sono state sentite dai magistrati e hanno raccontato quello che hanno visto.
Infine le buste dei soldi che sono state trovate, alcune buste avevano la scritta “Silvio B.” indovinate chi è? Con 1000/2000/5000 Euro nelle abitazioni di queste ragazze in questo villaggio messo a loro disposizione a Milano 2 da Berlusconi, come si difende Berlusconi? Come al solito dal processo, dice che non è competente Milano perché casa sua è a Arcore sotto la Procura di Monza, il problema è che il reato più grave e cioè la concussione, la telefonata del Pubblico Ufficiale per costringere sotto ricatto, sotto pressione i funzionari della Questura a rilasciare indebitamente Ruby è un reato avvenuto a Milano e essendo il più grave, la concussione è punita con pene credo fino a 12 anni, se non erro, essendo il reato più grave, attrae nella competenza territoriale il reato che lui voleva coprire e cioè quello di prostituzione minorile che è avvenuto a Monza, quindi non c’è dubbio che la competenza è a Milano, allora cosa dicono? Non è competente il Tribunale e la Procura normale, bisogna mandare tutto al Tribunale dei Ministri perché Berlusconi è Presidente del Consiglio e quindi la Costituzione dice che i reati commessi dal Presidente del Consiglio nell’esercizio delle sue funzioni, sono sottoposti all’autorizzazione a procedere del Parlamento e poi al Tribunale dei Ministri, ma la Procura ha già risposto: non ha fatto i reati nell’esercizio delle funzioni di Presidente del Consiglio, ha commesso il reato di concussione, esorbitando dalle funzioni di Presidente del Consiglio, perché se le avesse esercitate le funzioni di Presidente del Consiglio non avrebbe potuto fare una concussione.
Quindi un conto è bandire una gara d’appalto in forma irregolare, allora sì che tu hai commesso il reato di abuso d’ufficio con un atto che appartiene all’esercizio delle tue funzioni di Presidente del Consiglio, un conto è nominare tre segretarie perché sono le tue amanti e non perché sono brave o non con un concorso, allora quello è un abuso d’ufficio, perché? Perché nominare le tue segretarie è nelle tue funzioni, ma tu l’hai fatto con un delitto, no telefonare in Questura per far rilasciare una ragazza non è nell’esercizio delle funzioni di Presidente del Consiglio, perché quest’ultimo non ha tra le sue funzioni quello di telefonare alle questure per dire chi devono tenere e chi devono rilasciare, quello lo devono decidere le questure, dipendono dal Ministero dell’Interno, tra l’altro.


L'autogol di Mavalà Ghedini
Ecco perché non c’è nessun bisogno di autorizzazione a procedere del Parlamento per processare Berlusconi e verrà processato non dal Tribunale dei Ministri, deve essere processato dal Tribunale ordinario.Perché le carte allora sono finite alla Giunta per l’autorizzazione a procedere della Camera? Perché l’altro giorno la Procura ha tentato di perquisire il contabile, il Rag. Spinelli, di Berlusconi ma è intervenuto immediatamente l’Avvocato Ghedini a dire: non potete entrare nella casa e negli uffici di Spinelli, perché? Perché Spinelli è come Berlusconi e quindi perquisire Spinelli è come perquisire Berlusconi e Berlusconi non può essere perquisito senza l’autorizzazione a procedere del Parlamento, necessaria per perquisire Berlusconi e quindi Spinelli è una specie di prolungamento di Berlusconi, anche lì immunità contagiosa che si estende a Spinelli che non è mai stato parlamentare ovviamente, i giudici di Milano devo dire molto prudenti e garantisti avrebbero potuto ridere di questa interpretazione, che c’entra Spinelli con Berlusconi? E invece hanno detto: va bene, allora chiediamo al Parlamento l’autorizzazione a procedere per perquisire Berlusconi e quindi Spinelli, autogol di Ghedini, così le carte sono finite in Parlamento invece di restare segrete nella cassaforte della Procura da oggi vengono fuori.
Naturalmente cosa farà la Giunta dove è maggioranza il Pdl? Negherà l’autorizzazione a perquisire Berlusconi e quindi Spinelli, ma del resto cosa volete che trovino a casa di Spinelli? E’ da ottobre che si sa che la Procura di Milano indaga sul caso Ruby, figuratevi se Spinelli, siamo a gennaio, tiene ancora nei suoi uffici il materiale sui pagamenti delle ragazze, materiale che peraltro la Procura ha già provato per altra via perché ha trovato le buste e ha, soprattutto, i viaggi delle ragazze che vanno a prendere i soldi da Spinelli e poi tra l’altro gli telefonano pure perché si lamentano che la vicina ha avuto più soldi etc., quindi non c’è bisogno neanche di perquisirlo, era un atto sovrabbondante, l’autogol di Ghedini fa sì che le carte siano pubbliche.
Che succede ora? La Camera voterà, la Giunta per le autorizzazioni e poi l’aula voteranno, probabilmente contro l’autorizzazione a perquisire Spinelli e Berlusconi, in ogni caso i magistrati ritengono di avere già gli elementi sufficienti, talmente evidenti, ritengono che siano gli elementi a carico di Berlusconi che vogliono processarlo con rito immediato, cos’è il rito immediato? Il giudizio immediato è un procedimento speciale che si fa senza l’udienza preliminare, sapete che oggi si fanno le indagini preliminari, poi si depositano gli atti alla difesa, la difesa ha un po’ di giorni per chiedere al PM di fare supplementi di indagine o di sentire l’indagato se non l’hanno ancora sentito, quando il PM ha fatto tu, chiede se ritiene il rinvio a giudizio, il G.I.P. se ritiene lo dispone e in quel caso comincia il dibattito, il rito immediato invece è una cosa immediata, il Pubblico Ministero chiede al G.I.P. di mandare subito a processo l’imputato, senza fare l’udienza preliminare e senza il deposito degli atti, immediatamente, perché? Perché ciò che è stato raccolto è talmente evidente che non c’è bisogno di questi passaggi, è un rito alternativo a quello ordinario per fare alla svelta i processi dove proprio non c’è discussione, naturalmente nel processo poi l’imputato si può difendere etc., ma si fa subito e allora per questo hanno convocato Berlusconi per la prossima settimana, dandogli 3 date a scelta, visto che ha molti impegni, perché deve essere prima del rito immediato, interrogato l’indagato, se poi si rifiuta peggio per lui. I tempi sono interessanti, perché la prova deve essere evidente e il giudizio deve essere instaurato, il processo immediato deve aprirsi entro 90 giorni da quando Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati e Berlusconi è stato iscritto nel registro alla vigilia di Natale, il 21 dicembre, entro il 21 marzo deve partire il giudizio immediato, quindi adesso vedremo cosa si inventeranno Ghedini e gli altri per cercare di non farlo fare, stanno già annunciando ricorsi da tutte le parti, all’O.N.U., Amnesty International, chissà cosa si inventano, ma se le cose vanno come prevede la legge, entro il 21 marzo dovrebbe partire il processo a Berlusconi per prostituzione minorile, vedremo se aggravata o no da quelle esibizioni porno per minorenni e concussione, dove rischia parecchi anni di carcere.
Chiudo dicendo una cosa, come già ho accennato prima qui non si tratta più neanche del problema che Berlusconi è inquisito, il fatto che qui si è inquisito è soltanto una conseguenza del problema, non il problema in sé, quando uno è indagato per corruzione, per falso in bilancio, per frode fiscale, per finanziamento illecito, appropriazione indebita, addirittura mafia, Berlusconi in questo momento è indagato per strage a Firenze, si dice: beh, in quelle condizioni non può fare il Presidente del Consiglio. Qui il fatto che sia indagato per concussione e prostituzione minorile, non costituisce il problema, il problema è come è ridotto il Presidente del Consiglio se è portato a fare ciò che viene fuori da questa indagine, questo è un caso naturalmente penale anche perché la legge è uguale per tutti e perché anche lui deve essere sottoposto al giudizio, ma in questo caso l’aspetto penale è quasi secondario rispetto all’aspetto umano che non riguarda le sue personali e quindi privatissime condizioni di salute, ma riguarda noi che siamo governati da una persona in quelle preoccupanti condizioni di salute psico – fisica, in un altro paese un signore così, indipendentemente poi dal fatto che quello che avveniva a casa sua o in Questura sia o non sia reato, verrebbe avviato all’impeachment, che significa: tu non puoi più ricoprire quella carica, da noi l’impeachment non c’è, però pare che esista ancora un Capo dello Stato che forse potrebbe dirci qualcosa, potrebbe rispondere finalmente in uno nei suoi tanti moniti alla domanda che già nel 2001 pone l’Economist, ma che oggi a maggior ragione tutti si pongono, credo anche nel centro-destra: può un signore così malato, ridotto in quelle condizioni che vengono descritte da queste decine di ragazze e che lo portano a dare fuori di matto mentre è a Parigi a telefonare alla Questura per salvare, per coprire, per silenziare che distribuisce buste a destra e a sinistra a ragazze di cui non conosce neanche il nome, può uno così continuare a governare il paese per quanto derelitto come il nostro?


Più che avviarlo al carcere, bisognerebbe avviarlo in un reparto specialistico, curarlo e possibilmente toglierlo da Palazzo Chigi e in questo momento, visto che non abbiamo opposizione, gli unici che lo possono fare sono quelli che siedono sopra di lui e sopra di lui c’è solo il Capo dello Stato, chissà se è nelle condizioni di capire che noi non possiamo più andare avanti con un governo presieduto da uno così, passate parola!