Wednesday, February 2, 2011

Se non ora, quando?

Quest'Italia non è un Pease per donne. Solo che l'Italia è costituita per metà da donne, ragazze e bambine, il cui sguardo, sul mondo e sulla vita, diverso da quello di uomini, ragazzi e bambini, è il fondamento di un Paese civile.
Questo sguardo è una necessità a cui nè donne nè uomini possono più rinunciare. Solamente chi è fuori dalla Storia può continuare a pensare che le donne corrispondano all'immaginario di vitelloni che non sono capaci nè di fare l'amore nè di confrontarsi nè di lavorare al fianco e alla pari con le donne.
Uomini, per favore, volete dire che non volete stare in un Paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta?
E donne, usciamo tutte insieme dalle nostre case e mostriamo nude le nostre facce.
Vi aspettiamo il 13 per dire:

l'Italia è un Paese per donne.




Accorriamo numerosi!

Tratto da: "Il Fatto Quotidiano"


Legittima Difesa

Cari amici,


il presidente del Consiglio è stato costretto a cancellare la manifestazione annunciata per il 13 febbraio contro i magistrati di Milano. Una vasta opinione pubblica, che ha nella rete il suo punto di forza, gli ha fatto intendere con determinazione che non gli sarà più consentito di aggredire le istituzioni della nostra Repubblica nata dalla Resistenza.

Noi non chiediamo altro se non che tutti, dai magistrati ai giornalisti, possano svolgere il proprio lavoro senza subire ingerenze da parte del governo.

Vogliamo vivere in un Paese civile dove sia bandita qualunque impunità per i potenti e la giustizia sia eguale per tutti.

Vogliamo debellare il conflitto d’interessi perché è una epidemia che paralizza l’Italia, corrode la democrazia, promuove le cricche, altera i valori del libero mercato e ci allontana dai paesi più evoluti e competitivi; e perché l’attuale centrosinistra, su questa battaglia cruciale, ha sistematicamente alzato bandiera bianca, dunque non è in grado di rappresentarci.

Vogliamo una classe dirigente rinnovata, per rompere il blocco che impedisce ai giovani di prendere in mano le redini della Politica, di accedere alla ricerca e all’università, di avere il lavoro e il futuro che meritano in una società fondata sulle capacità e le pari opportunità.

E’ ora che in Italia sorga e si organizzi un movimento di Legittima Difesa dei princìpi che sono alla base della nostra Costituzione: un movimento che reagisca con tutte le forze disponibili a ogni tentativo di mutilare ulteriormente i poteri di controllo, a cominciare dalla magistratura e dall’informazione.

Ora, siccome Berlusconi ha annullato la marcia contro i giudici del 13 febbraio, e siccome quel giorno in tutte le piazze d’Italia migliaia di donne manifesteranno contro l’umiliante modello femminile sbandierato dal premier, ci pare giusto che la loro protesta abbia la precedenza su tutte le altre, evitando inutili sovrapposizioni.

Invitiamo dunque tutti i cittadini, soprattutto quelli che avevano accolto con entusiasmo il nostro appello a presidiare il Palazzo di giustizia di Milano, a confluire, quel giorno, nella grande manifestazione delle donne.

Quanto a noi, la nostra iniziativa è soltanto spostata di qualche settimana: a fine febbraio-inizio marzo daremo vita a un evento della società civile in vista delle elezioni più drammatiche dell’ultimo quindicennio.

Ma se il presidente del Consiglio dovesse tornare sui suoi passi, riproponendo iniziative che calpestano princìpi costituzionalmente garantiti, risponderemo con tutte le nostre forze. Per Legittima Difesa.

Michele Santoro, Barbara Spinelli, Marco Travaglio

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