Tuesday, May 31, 2011

Vilipendio di cadavere - 27 maggio 2011

Le ultime apparizioni del Cainano a Porta a Porta avevano riscosso ascolti miserrimi, così come le finte interviste a tg unificati. L’altroieri, invece, lo share ha toccato il 20 per cento, roba che neanche il delitto di Cogne o di Erba o di Garlasco o di Perugia. È vero che anche mercoledì sera in studio c’era puzza di cadavere, ma questo non basta a giustificare l’ascolto record. Per spiegarlo è necessario citare la presenza di un oggetto per quei luoghi misterioso: la domanda. Al posto delle consuete sagome di cartone che solitamente arredano lo studio per meglio assecondare i soliloqui del padrone, l’altra sera c’erano tre giornalisti in carne e ossa dotati financo di favella: Franco del Corriere, Folli del Sole 24 Ore e Cusenza direttore del Mattino. I quali, horribile dictu, si permettevano addirittura di interrompere il One Nan Show.

A un certo punto, contagiato da cotanta baldanza, persino l’insetto ha proferito alcuni monosillabi, osando financo interrogarlo sullo scandalo Ruby. Nulla di eccezionale o eversivo, intendiamoci. Per l’intera serata il pover’ometto ha potuto mentire spudoratamente su tutto, specialmente sui suoi processi che risultavano ora 24 ora 26 (variano col tasso di umidità). Ma quando lui parlava di 24 (o 26) “assoluzioni”, Vespa si permetteva nientemeno di correggerlo: “E le prescrizioni?”. Al che il giurista di Arcore spiegava: “Prescrizione vuol dire che il pm non è riuscito a dimostrare le accuse”. Invece, nel suo caso, vuol dire che le accuse erano fondatissime, ma lui l’ha fatta franca tirando in lungo il processo o accorciandone i termini per legge. E lì nessuno ha osato contraddirlo. Ma già il fatto che la prescrizione facesse la sua comparsa a Porta a Porta, dove per 17 anni è stata chiamata assoluzione, segna un punto di svolta storico. Tant’è che l’insetto, atterrito dal suo stesso coraggio, faceva subito retromarcia: “È vero, i processi principali sono finiti in assoluzione” (come se la corruzione giudiziaria Mondadori, prescritta, o i falsi in bilancio Fininvest da 1.550 miliardi, prescritti, fossero roba secondaria).

Poi però Vespa tornava a martoriarlo su Ruby e la telefonata in questura, ridacchiando all’ennesima replica della farsa “La nipote di Mubarak” e suggerendo che i reati è meglio farli commettere da qualcun altro: “Cavaliere, ma perché non ha fatto telefonare dal capo della polizia?” (così ora gli imputati per concussione sarebbero due: B. e Manganelli). Cusenza, ottimo cronista ma pur sempre nipote di Dell’Utri, osava rammentare al premier che “anche lui è un cittadino”, dunque è soggetto alla legge come gli altri. Pure il pompiere capo Franco prendeva improvvisamente coraggio trasformandosi, al confronto dei suoi standard abituali, in un bohémien zuzzurellone e persino un po’ scapigliato. E con grave sprezzo del pericolo domandava: “Presidente, non pensa che attaccando i pm politicizzati si rischi di indebolire l’intera magistratura, compresa la più moderata, e di aggravare lo scontro fra giustizia e politica?”. E poi quel Folli, ah quel Folli, che spericolato! Semiriparato sotto un riporto a nido di cinciallegra, azzardava: “A 17 anni dalla discesa in campo, lei non può incolpare gli errori della Prima Repubblica: lei è stato eletto proprio per correggerli”. E, quando B. attaccava la lagna sui crimini del comunismo, quello alzava gli occhi al cielo, come a dire “che palle”. Rammentare che il raddoppio del debito pubblico negli anni ‘80 non fu “colpa dei comunisti” (sempre all’opposizione), ma di Craxi & C., pareva troppo persino a Folli. Ma già le sue faccine annoiate e insofferenti erano un esercizio di rara temerarietà. Alla fine l’inerme corpicino del Cainano, azzannato alla giugulare da quel branco di dobermann dell’ultim’ora, muoveva a sentimenti di umana pietà. I quattro giornalisti non più bocconi, ma ritti sulla schiena per infierire su quei miseri resti richiamavano alla mente il Grand Guignol di piazzale Loreto. No, non era questa la fine che sognavamo per lui. Una prece, almeno una prece.

Grazie Silvio

Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2011


Nel momento della prova suprema, il nostro pensiero va a Silvio.

A furia di evocare il cadavere del comunismo, ha finalmente portato un comunista a sindaco della sua città.

A furia di chiedere un voto contro i magistrati, è riuscito a far eleggere un magistrato a sindaco di Napoli.

Grazie Silvio, avanti così.

Berlusconi, ergastolo alla carriera - 29 maggio 2011



Testo:


Buongiorno a tutti, avete visto l’altro giorno, ovviamente non parliamo delle elezioni perché in questo momento manca poco ai risultati, ma è inutile avventurarsi in oroscopi, parliamo invece dell’ultimo figurone del Presidente del Consiglio al G8 di Francia, anzi il G7,5 7 sono gli altri e mezzo è lui, dove il nostro Presidente del Consiglio ha molestato con un vero e proprio stalking, quasi tutti i capi di stato e di governo esteri per menargliela con i suoi processi che sono da 17 anni l’unica cosa che gli interessa.

Stalker internazionale
Ha arpionato Obama per raccontare al Presidente americano interessatissimo al tema la persecuzione giudiziaria, la dittatura delle toghe rosse e la riforma epocale della giustizia che fortunatamente non vedrà mai la luce e il giorno dopo ha attaccato un bottone memorabile a Medvedev, il russo Medvedev per spiegargli di avere subito 24 accuse infondate e adesso minaccia addirittura di rivolgersi alla Corte Europea di giustizia per, non si sa bene, avere cosa da quella corte.
Mi auguro sempre che si rivolga a queste corti europee perché di solito sono ancora più severe delle corti italiane, non stiamo qui a fare la contabilità, l’abbiamo fatta tante volte, dei processi che lui dice di avere avuto, ogni tanto dice 109, ogni tanto 100, ogni tanto 30, ogni tanto 24, l’ultima sparata è che 24 accuse si sono già rivelate infondate, più naturalmente i processi in corso che a suo dire si riveleranno infondati pure quelli, in realtà i procedimenti penali che ha subito il Cavaliere, sono finora 22, 6 sono in corso e sono il caso Mills, il caso Mediaset, il caso Mediatrade, il caso Ruby, il caso Annozero AgCom scoperto a Trani e poi trasferito a Roma e l’indagine a Firenze sulle stragi del 1993, poi ci sono 5 procedimenti archiviati, di cui 4 a Roma e uno per mafia a Palermo anche se formalmente i provvedimenti di archiviazione furono 6, ma tutti praticamente per lo stesso procedimento, le assoluzioni sono state solo 3, 2 per insufficienza di prove e una sola con formula ampia e restano 8 procedimenti nei quali una volta l’ha fatta franca per amnistia, due volte l’ha fatta franca per la prescrizione abbreviata delle attenuanti generiche, due volte perché ha depenalizzato il suo reato di falso in bilancio, e 3 volte perché con quella porcata di legge sul falso in bilancio ha ridotto le pene e quindi i termini di prescrizione quindi si è accorciata la prescrizione e questo riguarda i procedimenti dopo il 1994, in più ne ebbe due prima del 1994, uno che è quello per antenne abusive che fu gestito dal Giudice Squillante e naturalmente archiviato, si seppe poi che il Giudice Squillante era a libro paga del Gruppo Fininvest e che Previti lo pacava di tanto in tanto e l’altro è il famoso processo per falsa testimonianza sull’Ap2 nel 1989 e poi nel 1990 il suo reato fu dichiarato accertato, ma prescritto dalla Corte d’Appelli o di Venezia.
Quindi da quando è in politica ha avuto 22 procedimenti penali, due li aveva avuti prima e quindi sono 24 in tutto.
Stiamo parlando di procedimenti penali chiusi, perché poi come vi ho detto ce ne sono 6 aperti, interessa invece il termine “accuse infondate” accuse infondate, un paio di palle, nel senso che erano quasi tutte fondate e tutti quei procedimenti penali, non sono nati dalla fantasia malata di un magistrato, sono nati sempre dall’esistenza di fatti documentali che obbligavano il magistrato, fosse esso di Milano, Palermo, Roma, Napoli, Venezia, come abbiamo visto, a aprire un procedimento penale, un’indagine per accertare questi fatti che sono sempre il punto di partenza delle indagini, sono fatti che il Magistrato non va mai a cercare, ci si imbatte sempre indagando su altro e quindi mi vorrei concentrare su questi fatti, proprio per fare in modo che questo video, possa servire come vademecum per fare memoria di come sono nate le indagini sul Cavaliere e soprattutto di come si sono concluse, sono nate per l’esistenza di tutti, si sono conclusi quasi sempre con l’accertamento di quei fatti, anche se poi le conseguenze penali per il Cavaliere sono sempre state minime, a dimostrazione del fatto che se c’è una prevenzione da parte della Magistratura giudicante è una prevenzione favorevole nei confronti di Berlusconi, sono prevenuti a suo favore e non a suo torto, probabilmente se gli stessi fatti avessero avuto come protagonista un cittadino comune, quel cittadino comune sarebbe già da un pezzo in galera.
Proviamo, lasciando perdere i numeri, a vedere un po’ di questi fatti, il processo per falsa domenica testimonianza sull’Ap2 come nasce? Nasce quando alcuni giornali recensiscono il libro – inchiesta sul Signor PV Scritto da un anziano e molto bravo giornalista, Ruggeri e poi rieditato in tandem con Mario Guarino, queste recensioni vengono denunciate da Berlusconi che quindi si presenta dove il libro è stato stampato, al Tribunale, davanti al Pretore di Verona come parte lesa, in quella veste viene interrogato, gli vengono fatte delle domande a proposito della sua iscrizione all’Ap2 e dice di non avere neanche pagato la quota, avanza negli anni la data di iscrizione, si scopre invece che si è iscritto fin dal 1978 e recentemente Gelli ha detto che addirittura era iscritto da prima e che la quota di iscrizione l’ha regolarmente pagata su Internet trovate addirittura il cedolino di pagamento di quella quota di iscrizione, a questo punto Berlusconi ha dichiarato il falso in veste di testimone, parte civile e quindi viene incriminato per falsa testimonianza.
La Corte d’Appello di Venezia, giudicando il secondo grado ritiene che lui il reato l’abbia commesso, ma che sia estinto dall’amnistia del 1990, amnistia che Berlusconi si era impegnato a rifiutare per essere assolto nel merito, invece quando gliela danno la prende e la porta a casa, quindi il processo è nato da un fatto, lui ha dichiarato il falso in Tribunale e dichiarare il falso in Tribunale in Italia è vietato almeno quando si è testimoni come nel suo caso, quindi nessuna accusa infondata, accusa fondata e provata, reato commesso.
Secondo, corruzione della Guardia di Finanza è il primo processo che gli capita quando entra in politica, come fanno i magistrati a arrivare a lui? In maniera assolutamente casuale, un sott’ufficiale della Guardia di Finanza dichiara ai suoi superiori che il suo caposquadra gli ha offerto dei soldi dopo una verifica fiscale, si scopre che queste verifiche fiscali sono truccate, che il suo capo squadra prende tangenti per addomesticare le verifiche fiscali, parte un’indagine del pool Mani Pulite, si scoprono 500 aziende milanesi che corrompono la Guardia di Finanza durante le verifiche fiscali, tra queste ce ne sono 4 che appartengono al gruppo Fininvest e sono: Mondadori, Mediolanum, Video Time che era la società che controllava le televisioni Fininvest e Tele + che in quel momento avrebbe dovuto non appartenere più al Cavaliere, ma tramite prestanomi ancora gli apparteneva.
Il pagatore per conto della Fininvest era Salvatore Sciascia di queste tangenti, i Marescialli pagati sono 3 o 4, vengono tutti condannati, sia il pagatore Sciascia sia i marescialli, Berlusconi viene condannato in primo grado, prescritto in appello, in Cassazione viene assolto per insufficienza di prove perché non c’è la prova, ci fosse un interesse suo nella corruzione della Guardia di Finanza, si scoprirà poi che in quel processo l’Avvocato Mills ha testimoniato il falso dopo avere ricevuto dei soldi dal gruppo Berlusconi, se non avesse ricevuto quei soldi e avesse dichiarato tutto quello che sapeva già allora, Berlusconi sarebbe stato probabilmente condannato perché Mills sapeva che per esempio la tangente per allontanare i finanzieri nella verifica fiscale di Tele + disposta dal garante dell’editoria Santaniello per accertare eventuali violazioni della Legge Mammì con quel controllo di Tele + da parte di prestanomi di Berlusconi che non poteva su avere Pay Tv se voleva conservare le altre televisioni, furono corrotti per allontanare l’attenzione della Guardia di Finanza da questo trucchetto che se scoperto all’epoca avrebbe comportato la sanzione prevista dalla Legge Mammì e cioè la revoca delle concessioni per Canale 5, Rete 4 e Italia 1, quindi hai voglia se Berlusconi aveva interesse a corrompere la Guardia di Finanza.
Mills non lo disse, non disse con quali architetture di società estere si era inventato quel modo di far controllare Tele + da prestanomi e quindi le reti Fininvest continuarono a restare accese anche se avrebbero dovuto essere spente conseguentemente della Legge Mammì, in più Berlusconi e questo era l’unico elemento di prova a suo carico in quel momento, aveva ricevuto l’ex ufficiale della finanza Berruti, poi divenuto Avvocato della Fininvest a Palazzo Chigi un minuto prima che Berruti organizzasse il depistaggio delle indagini sulla Guardia di Finanza, questa prova su ritenuta insufficiente dalla Cassazione per condannare anche Berlusconi o almeno per dichiararlo prescritto come aveva fatto la Corte d’Appello, se naturalmente ci fosse stato tutto ciò che sapeva Mills sulla schermatura della proprietà di Tele +, con ogni probabilità ce ne sarebbe stato a sufficienza per condannare Berlusconi e non prescriverlo perché il fatto di Tele + era talmente recente che non era ancora prescritto quando il processo approdò in Cassazione, quindi fatti accettati, accuse fondate, processo finito com’è finito, grazie a una falsa testimonianza prezzolata dell’Avvocato Mills.
Terzo, i fondi neri sui terreni di Macherio, i magistrati indagando sulla contabilità della Fininvest si imbattono in un pagamento in nero fatto per conto di Berlusconi nell’acquisto dei terreni che circondano Villa Belvedere a Macherio, dove ora vive Veronica Lario con i figli di secondo letto, 4 miliardi e 400 milioni di lire pagati in nero all’ex proprietario di questi terreni, ne vengono fuori delle accuse di appropriazione indebita, di frode fiscale e due falsi in bilancio per le due società immobiliari di Berlusconi impegnate in questa trattativa, dopodiché viene dichiarata l’assoluta per quanto riguarda le accuse di appropriazione indebita e frode fiscale e uno dei due falsi in bilancio, per l’altro falso in bilancio invece viene dichiarata l’amnistia alla quale Berlusconi avrebbe potuto rinunciare per essere assolto nel merito, invece ha preso l’amnistia senza problemi, quindi anche in questo caso fatti documentati e un’accusa almeno parzialmente accertata e tutt’altro che infondata.
Quarto, i fondi neri sull’acquisto di Medusa, sempre indagando sulla contabilità del gruppo i magistrati di Milano si accorgono che su 5 libretti al portatore di cui è titolare Berlusconi Silvio, il manager fedelissimo e quasi omonimo Carlo Bernasconi, aveva dirottato 10 miliardi di lire e rotti in nero, frutto dell’acquisto di Medusa Cinema dai precedenti proprietari, com’è finito il processo, Bernasconi condannato in primo grado e in appello, Berlusconi assolto in appello dai giudici molto spiritosi, i quali sostengono che è talmente ricco che non c’è la prova certa che si sia accorto che sui suoi libretti al portatore personali, erano arrivati 10.200.000.000 di lire, quindi incassata 10 miliardi a sua insaputa, o almeno non è dimostrato che li abbia incassati sapendolo, assoluzione per insufficienza di prove, ma il fatto c’è, tant’è che Bernasconi è condannato e i soldi vanno a finire sui libretti al portatore di Silvio Berlusconi in persona, accusa quindi assolutamente accertata, partiva da un fatto reale, da una gigantesca operazione di nero.

Il tangentaro a sua insaputa
Quinto All Iberian, processo N. 1, ce ne sono due di processi All Iberian, il processo All Iberian N. 1 riguarda cosa? Riguarda le indagini all’estero per rogatoria sui conti esteri di Craxi, dove Craxi riceveva tangenti da vari imprenditori e costruttori in cambio di appalti, uno dei gruppi che pagavano illegalmente finanziamenti non registrati e quindi illegali secondo la legge italiana era il Gruppo Fininvest, tramite la società All Iberian che ha sede nelle isole del canale e è stata istituita negli anni 80 da David Mills per conto del gruppo Berlusconi e che sfuggiva ai bilanci consolidati, Fininvest di Silvio Berlusconi ha fatto avere per conto di Silvio Berlusconi la bellezza di 23 miliardi.Tanti se ne sono ricostruiti a Bettino Craxi estero su estero, questo reato si chiama illecito finanziamento dei partiti e quindi sia Craxi, sia Berlusconi vengono condannati in primo grado, in appello l’accusa cade in prescrizione, la Cassazione conferma la prescrizione. Berlusconi avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione, invece se l’è portato a casa, perché è tutto documentato, Berlusconi ha pagato in nero Bettino Craxi che gli faceva le leggi à la carte, quindi fatti documentati accusa accertata oltre ogni dubbio.
Sesto, il secondo processo All Iberian e cioè il riverbero di questi fondi neri della All Iberian sui bilanci della Fininvest, visto che all Iberian non risultava nei bilanci consolidati della Fininvest, pur appartenendo in toto alla Fininvest, Berlusconi ha negato per anni di sapere anche cosa fosse All Iberian, si è scoperto che era completamente sua e del suo gruppo. Falsi in bilancio sono molto più alti ovviamente di quelli che scoperti a Craxi, perché All Iberian dirottava i soldi da tutte le parti, anche per comprarsi i giudici fin dagli anni 80, era il polmone del nero per le varie corruzioni del gruppo Berlusconi e i finanziamenti illeciti ai politici, tant’è che nel processo All Iberian 2 per falso in bilancio, vengono contestati giri di fondi neri per 1.200.000.000.000 di lire all’estero, sapete com’è finita? Berlusconi è assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, cosa vuole dire? Che quando l’ha commesso era reato, ma nel frattempo è diventato Presidente del Consiglio, ha cambiato la legge e ha depenalizzato il suo reato di falso in bilancio, quindi l’accusa è totalmente fondata, basata su fatti documentati, lui ha cancellato il suo reato, non è più previsto dalla legge come reato, perché? Perché l’ha depenalizzato lui, l’imputato.
Settimo caso Lentini, cosa succede? Che alla fine degli anni 80 il Milan compra un bravissimo fantasista del Torino Calcio, Gianluigi Lentini, lo paga una 20 miliardi di lire in chiaro, ufficiali, in più versa al Presidente del Torino Gianmauro Borsano, socialista, poi parlamentare craxiano 10 miliardi di lire in nero, perché Borsano era in difficoltà e voleva anche un nero per mettersi da parte i soldi.
Falso in bilancio dunque, falso in bilancio del Milan, a cui collabora personalmente insieme al Vicepresidente Galliani, il Presidente Berlusconi che segue personalmente la trattativa mandando addirittura l’elicottero per prelevare Lentini e firmare il contratto dopo un lungo tira e molla durato un’intera estate, sapete com’è finito il processo? Il falso in bilancio accertato peraltro e confessato da Gianmauro Borsano è prescritto grazie alle attenuanti generiche e alla prescrizione che la riforma del falso in bilancio fatta da Berlusconi ha tagliato, la prescrizione prima era più lunga, poi diventa più breve, talmente breve che non si riesce a fare il processo in tempo, prescrizione di un reato accertato, accusa fondata su fatti documentati.
Ottavo, uno dei tanti processi sui falsi in bilancio della Fininvest, il primo riguarda il periodo tra il 1988 e il 1992, qui si parla di falso in bilancio e appropriazione indebita nell’acquisto di diritti televisivi all’estero, sempre tramite le società offshore , come va a finire questo processo? Prescrizione del reato grazie alle attenuanti generiche e alla riforma del falso in bilancio firmata da Berlusconi che ha tagliato i termini di prescrizione, quindi anche qua accuse più che fondate.
Nove, secondo processo per i bilanci del gruppo Fininvest, bilancio consolidato, questo riguarda il periodo successivo secondo la società di revisione Kpmg negli anni 80/90 il gruppo aveva accumulato ben 1.550.000.000.000 di fondi neri su 64 società offshore costituite da David Mills, la cui capofila era la All Iberian, poi ce ne erano altre 63 sparse tra le isole Vergini, le isole del Canale e altri paradisi fiscali, processo enorme, mostruoso per le accuse che contiene, si parla di un comparto B della Fininvest, completamente occulto, occultato ai soci e occultato al mercato e occultato ai bilanci, sapete com’è finita? Prescrizione grazie alle attenuanti generiche e ai termini di prescrizione abbreviati, tagliati dalla riforma fatta dall’imputato medesimo e cioè Berlusconi, anche in questo caso accusa più che fondata, c’è il referto della Kpmg che fa testo, non si è potuto punirlo perché ha cambiato le regole in corso di partita.
Decimo, veniamo ai processi per la corruzione giudiziaria che a carico di Previti sono 3 e a carico di Berlusconi sono 2, il primo riguarda il Caso Mondadori, nel 1990 il Giudice Vittoria Metta annulla il Lodo Mondadori che aveva dato ragione a De Benedetti sulla proprietà del gruppo editoriale N. 1 d’Italia, rovesciato questo lodo il giudice Vittorio Metta della Corte d’Appello di Roma consegna la Mondadori a Berlusconi togliendola a De Benedetti, si scopre che è stato corrotto dagli Avvocati di Berlusconi con soldi della Fininvest, estero su estero, provenienti dal comparto All Iberian, 420 milioni in contanti, senza quella sentenza la Mondadori sarebbe rimasta a De Benedetti, grazie a quella sentenza da 21 anni a questa parte Berlusconi controlla una casa editrice che non è sua, è di un altro e ci guadagna in termini di immagine, di vendite, di influenza sull’opinione pubblica e in termini di soldi, di introiti.
Bene, per questa sentenza comprata gli Avvocati Previti, Pacifico e Acampora che lavoravano per Berlusconi e la Fininvest vengono condannati per corruzione giudiziaria, il Giudice Metta viene condannato per corruzione giudiziaria tutti in via definitiva, vanno in galera, Berlusconi che è il mandante, i giudici lo chiamano il privato corruttore nel cui interesse veniva fatta questa corruzione, se la cava grazie alla prescrizione in seguito alla generosissima concessione del attenuanti generiche, cosa vuole dire? Vuole dire che l’accusa è completamente fondata, non solo è completamente dimostrata, ha rinunciato alla prescrizione Berlusconi? No, l’ha intascata anche perché sapeva che se non gliela davano lo condannavano come tutti gli altri, infatti tutti gli altri che non hanno avuto la prescrizione sono stati tutti condannati, i fatti sono simili, quella è una sentenza comprata, la Mondadori non dovrebbe essere sua e vedremo, a breve ci dovrebbe essere il processo di appello in sede civile per il risarcimento che Berlusconi deve a De Benedetti per restituire almeno parte del mal tolto dopo 21 anni dallo scippo.
Secondo processo per corruzione giudiziaria, Sme – Ariosto qui le accuse erano due: una nasceva dal processo Sme, Sme era la privatizzazione dell’industria alimentare pubblica dell’IRI, che praticamente doveva essere acquistata in quanto era l’unico offerente in quel momento da De Benedetti, Craxi si mise di traverso, ordinò a Berlusconi di organizzare in fretta e furia una cordata alternativa a quella di De Benedetti, Berlusconi che era completamente disinteressato all’industria alimentare si mise insieme a Barile e Ferrero, organizzò questa cordata alternativa, i politici ne approfittarono, Craxi soprattutto per dire: c’è una cordata alternativa, blocchiamo tutto, risultato poi la Sme con la comprò né De Benedetti, né questa cordata alternativa, restò sul groppone dello Stato, perdendo miliardi su miliardi a spese di noi contribuenti per altri anni.
Per questa sentenza che diede ragione alla cordata Berlusconi – Barilla – Ferrero e torto a De Benedetti che aveva firmato un preaccordo con l’IRI di Prodi, si disse che il Giudice Squillante e un altro magistrato erano stati pagati e risulta dalle carte che furono pagati nel 1988, ma dato che la prima sentenza era del 1986 e nel 1988 c’era stata quella di Cassazione, i giudici hanno stabilito che non è dimostrato che quei pagamenti fossero proprio in cambio delle sentenze compiacenti dell’affare Sme e quindi anche in questo caso i fatti sono assolutamente accertati, quei giudici erano pagati da parte della Fininvest, ma dato che sono stati pagati dopo aver fatto quelle sentenze, c’è la prova che siano stati pagati proprio per quelle sentenze, il processo comunque è nato da fatti documentati, bonifici bancari da Avvocati della Fininvest a giudici.
Avvocati con soldi addirittura in parte non della Fininvest, ma di altri alleati dalla cordata Fininvest - Barilla – Ferrero.
Seconda accusa, l’accusa dell’Ariosto che diceva di avere visto con i suoi occhi l’Avvocato Previti pagare il Giudice Squillante con buste una volta in casa Previti, una volta al Circolo Canottieri Lazio con denaro di Berlusconi, mentre poi risultava pure un bonifico bancario in Svizzera da Previti a Squillante con denaro che a Previti era stato appena bonificato da un conto riferibile a Berlusconi, sempre del comparto All Iberian, il famoso bonifico da 500 milioni del 4 marzo 1991. Bene per questa seconda parte del processo Sme – Ariosto, questa è la parte Ariosto che tendeva a dimostrare che il Giudice Squillante era sul libro paga in permanenza del gruppo Fininvest, Previti e il giudice sono stati condannati in primo grado e in appello e poi la Cassazione ha incredibilmente stabilito che la competenza del caso era di Perugia, per cui dopo aver fatto tutti i processi si è dovuti andare a Perugia, quando ormai era scattata la prescrizione e se la sono presa tutti e due la prescrizione, sia Previti, sia Squillante, mentre invece nel processo a Berlusconi, separato, Berlusconi è stato dichiarato prescritto in primo grado e si è preso la prescrizione, mentre in appello si è stabilito incredibilmente che è innocente perché è vero che c’è quel bonifico da un conto riferibile a lui al conto di Previti, al conto di Squillante il tutto in pochi minuti, ma è più probabile che una persona accorta come Berlusconi, anziché un bonifico faccia pagamenti cash , quanto invece a ciò che l’Ariosto dice di avere visto, cioè Previti che rincorre il Giudice Squillante e gli dà i soldi cash, i giudici con dissociazione psichiatrica hanno stabilito che sì l’Ariosto dice di avere visto questo, ma è altamente improbabile perché gente accorta come Previti e Squillante non farebbero pagamenti cash , ma farebbero pagamenti con bonifico bancario, quindi quando si dimostra il bonifico, il bonifico è accertato ma è improbabile perché è più probabile il cash, quando il testimone dice: ho visto il cash, i giudici dicono: sì hai visto il cash però è improbabile perché è più probabile che uno faccia il pagamento per bonifico e con questa incredibile motivazione, viene assolto anche laddove risulta per certo che da un conto alimentato da soldi suoi, Previti aveva preso i soldi per girarli al Giudice Squillante, il i fatti sono assolutamente accertati dalle contabili bancarie e sono assolutamente sufficienti per giustificare l’apertura di un processo, secondo me sono anche assolutamente sufficienti per giustificare una condanna, ma come avete visto quando c’è di mezzo Berlusconi si trovano dei giudici che pur di salvarlo si arrampicano sugli specchi a costo di precipitare oppure di strapparsi le unghie, il processo Sme – Ariosto 2 riguardava il riverbero di questi pagamenti ai giudici sui bilanci del gruppo Berlusconi, del gruppo Fininvest, anche in questo caso fatti assolutamente documentati, pagamenti estero su estero tutto in nero, sapete com’è finita? Assolto Berlusconi che il fatto non è più previsto dalla legge come reato, perché? Perché l’ha depenalizzato lui, l’imputato, secondo caso in cui l’imputato depenalizza il suo reato, falso in bilancio.

Pubblici servizietti
Tredici, corruzione di Agostino Saccà, da cosa nasce il processo? Da una fantasia? Da una persecuzione?No da un’intercettazione in un processo di Napoli, dove si parla di tutt’altro, in cui si sente Saccà che è intercettato parlare con Berlusconi e Berlusconi chiedergli di sistemare i RAI Fiction delle sue amiche che altrimenti poi parlano, oppure lo scocciano perché evidentemente lui deve loro molto e soprattutto deve tappare loro la bocca, perché evidentemente sanno parecchie cose sui loro rapporti con lui e Saccà si dichiara assolutamente disponibile e Berlusconi gli dice: bene, allora poi ti sarò riconoscente nella sua attività privata, perché Saccà stava per lasciare la RAI e mettere in piedi un’azienda di produzione di fiction a Taoria Nuova, dalle sue parti e quindi è la telefonata nella quale c’è la prova che Saccà fa un favore indebito al Presidente del Consiglio e Saccà è un incaricato di pubblico servizio, visto che è un dirigente del servizio pubblico radio televisivo, RAI Fiction che movimenta un sacco di soldi, ha un sacco di appalti e c’è il contraccambio, la prova del contraccambio perché Berlusconi gli promette aiuti alla sua impresa di produzione delle fiction, essendo lui il principale editore televisivo d’Italia.
Come hanno fatto a non condannarli in questo processo soltanto i santi protettori del porto delle nebbie lo possono spiegare, ma sta di fatto che sono riusciti a proscioglierli con la motivazione che non è provato il do ut des, anche se la telefonata è chiarissima, tu mi sistemi le ragazze, io ti sarò riconoscente e ti aiuterò nella tua attività privata, cancellano addirittura le intercettazioni, fingono di non averle sentite pur di dire che manca il do ut des, ma soprattutto si superano dicendo che Saccà, dirigente del servizio pubblico, non è un incaricato di pubblico servizio e quindi non ricade nella fattispecie della corruzione o della tentata corruzione.
In ogni caso quello che ci interessa non è rimettere in discussione le sentenze, è affermare che anche nel caso Saccà i fatti sono assolutamente accertati e le accuse sono assolutamente fondate, basta ascoltare su Internet la famosa telefonata nella quale Berlusconi promette il contraccambio e si capisce perfettamente che era doveroso aprire l’indagine, meno doveroso assolverli.
Quattordici, la compravendita dei senatori, nella stessa indagine si sentono vari soggetti vicini a Berlusconi, compreso Saccà, parlare di operazioni, siamo nell’autunno del 2007, operazioni disperate, fatte dal Cavaliere che all’epoca era all’opposizione, non era Capo del Governo per convincere senatori dell’Unione del centro-sinistra a mollare Prodi e a rovesciarlo, ne stava facendo di tutti i colori in quel momento il Cavaliere per far cadere Prodi, bene uno degli strumenti utilizzati era quello di sistemare ragazze o mogli di senatori dell’Unione presso RAI Fiction, oppure fare avere loro contratti televisivi etc., in cambio del voto contrario a Prodi da parte dei rispettivi mariti e poi si sente anche che c’è un senatore, un certo Randazzo che poi lo testimonierà ai giornali andrà a raccontarlo anche ai magistrati che è stato avvicinato prima da un emissario del giro Pdl che in galleria Alberto Sordi a Roma gli ha offerto dei soldi per cambiare casacca e poi è stato convocato a Palazzo Grazioli che gli ha offerto l’incredibile, addirittura gli ha proposto di fare il sottosegretario all’Oceania, quando è noto che non esiste il sottosegretariato all’Oceania, ma lui l’avrebbe inventato, gli prometteva aiuti anche finanziari per la successiva campagna elettorale, la riconferma al Parlamento, posti di sottogoverno, purché facesse cadere Prodi.
In questo caso mi sento di condividere le conclusioni della Procura che ha detto: questo è mal costume ma non è corruzione, non c’era proprio la mazzetta cash e quindi promettere posti in cambio di una voltata di gabbana, forse può essere rubricato sotto il trasformismo, il mal costume, ma ancora una volta, è quello che interessa a noi, è che i fatti sono assolutamente accertati e del resto sono soltanto il primo di una lunga serie di fatti di compravendita che abbiamo visto avvenire sotto i nostri occhi e che oggi chiamiamo “capitolo responsabili” quindi l’indagine anche in quel caso era doverosa e poi secondo me era doverosa anche l’archiviazione e è l’unico caso in tutta questa lunga teoria e elenco di accuse fondate su fatti.
L’ultimo, quindicesimo caso è quello della Virginia Saintjust, è una povera ragazza molto bella, figlia di Antonellina Interlenghi, che faceva l’annunciatrice alla RAI, la Signorina Buonasera che a un certo punto fu corteggiata e ebbe una relazione con Berlusconi dopo avere avuto rapporti conflittuali con il marito, il marito era un agente del Sisde, quando lei entrò in conflitto con il marito per l’affidamento del figlio, incredibilmente Palazzo Chigi trasferì dal Sisde a un altro posto dove guadagnava molto meno e aveva molta meno influenza e importanza il marito dalla Saintjust e quindi ci fu un’indagine perché il marito della Saintjust denunciò questi fatti, sostenendo di essere stato mobbizzato per ordine di Berlusconi dal Sisde che fa capo alla Presidenza del Consiglio nel momento in cui era Presidente del Consiglio Berlusconi e che fu trasferito per ordine di Palazzo Chigi proprio perché aveva in quel momento rapporti burrascosi con la moglie che aveva una relazione con Berlusconi, parte dunque un’indagine ancora una volta fondata su fatti accertati e documentati, per mobbing e maltrattamenti nei confronti di questo signore e per abuso d’ufficio da parte di chi trasferisce uno soltanto perché, questo era il sospetto, è il marito della sua amante.
Questo signore è stato poi riportato ai servizi segreti dopo avere minacciato di rivelare tutto ai giornali in campagna elettorale alla vigilia delle elezioni del 2006 vinte poi da Prodi di un’incollatura, anche in questo caso c’è stata un’archiviazione, secondo me un’archiviazione molto discutibile perché il motivo per cui è stata archiviata la posizione di Berlusconi è che la decisione sì di trasferire questo tizio dal Sisde l’aveva presa Palazzo Chigi, ma potrebbero averla presa Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sui servizi segreti e il Gen. Mori allora Direttore del Sisde, senza dirlo a Berlusconi che guarda caso stava però con la moglie di questo poveretto, quindi ancora una volta sarebbe avvenuto tutto a sua insaputa, alla maniera di Scaiola, secondo me si tratta di un provvedimento molto discutibile, ai limiti dello scandaloso, in ogni caso ancora una volta quello che ci interessa è che questa indagine è nata dalle denunce di questo signore, marito della Saintjust e i fatti che lui denunciava e cioè il suo trasferimento in certi momenti topici e poi il suo ritorno ai servizi segreti sono stati assolutamente dimostrati e documentati, come avete visto delle 24 accuse infondate non c’è ombra, sono tutte accuse fondate su tutti, l’esito dei processi non deve mai farci perdere di vista il punto di partenza e cioè che se Berlusconi nella sua vita avesse sempre rispettato le leggi, non avrebbe avuto neanche un processo, perché neanche la più sfegatata delle toghe rosse, avrebbe potuto inventare fatti che invece nessuno ha avuto bisogno di inventare, se vuole non avere più processi, rispetti la legge, la smetta di volare le leggi e vedrà che i magistrati la smetteranno di processarlo.

Passate parola, buona settimana e ci vediamo tutti quanti nel week end alla festa di Gattatico al fuori orario de Il Fatto Quotidiano per chi lo può fare e segnatevi un altro appuntamento, il 12/13 giugno non prendete impegni, l’unico impegno per quei giorni è andate a votare per il referendum, ci saranno novità, iniziative, stiamo organizzando qualcosa di importante che faremo sapere nei prossimi giorni e non ci mancherà il sistema per raggiungervi e per coinvolgervi, grazie e buona settimana!

Tuesday, May 24, 2011

Dell'Utri a canestro - 23/5/2011




Testo:

Buongiorno a tutti, questa settimana ci sarebbero tante belle notizie di cui parlare, ma noi vogliamo farci del male, quindi parlare di una pessima notizia, le nuove notizie naturalmente sono i flop televisivi che il cosiddetto grande comunicatore sta raccogliendo direttamente tramite i suoi sgherri, disseminati insieme con lui su tutte le reti televisive per tentare il recupero alla disperata su Milano, su Napoli e sui ballottaggi in generale.

Estorsione mafiosa senza reato
Avete visto la fine miseranda che ha fatto il programma di Sgarbi fortunatamente fermatosi alla prima puntata, forse anche mandando in onda il monoscopio si sarebbe ottenuto qualcosa in più degli 8 punti di share che ha totalizzato Sgarbi, sapete che il programma di Ferrara precipita di settimana in settimana, riuscendo addirittura a fare peggio del Tg1 che lo precede.
Sapete forse anche se leggete Il Fatto che la serata a reti unificate con la televendita per Tg1, tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto del Cavaliere è stata un bagno di sangue sempre dal punto di vista degli ascolti, visto che i telegiornali hanno perso un punto rispetto al venerdì precedente, ora che c’era lui e appena è andato via lui hanno aumentato gli ascolti, segno che la gente aspettava con ansia la sua scomparsa, non potendosene più di sentire sempre le solite scemenze, è stato molto divertente sentirlo parlare di falce e martello che nel 2011 credo sia un’espressione in grado di appassionare alcuni reduci delle Guerre Puniche, forse della guerra del Peloponneso o forse della Battaglia di Canne, ma di queste belle notizie non parliamo perché oggi è l’anniversario della strage di Capaci in cui perirono Falcone, la moglie Francesca e gli uomini della scorta e naturalmente chi ha solennizzato questa ricorrenza che è la 19° ricorrenza, l’anno prossimo ci sarà il ventennale, l’ha celebrata Renato Schifani, Renato Schifani con quello che sappiamo di lui ha rappresentato lo Stato e le istituzioni nella commemorazione di Giovanni Falcone, il quale poveretto non può più rifiutare certi apparentamento per il fatto di essere morto 19 anni fa e quindi si può fare di tutto, anche mandare Schifani a commemorare la morte di Falcone per mano della mafia, ma non voglio parlarvi neanche della commemorazione di Falcone perché purtroppo nonostante i tentativi di molte brave persone, che ancora ci credono, queste commemorazioni sono diventate delle sfilate, dei defilé, delle passerelle, Schifani se volesse commemorare degnamente la morte di Falcone dovrebbe tirare fuori dai cassetti la legge di iniziativa popolare, presentata da Grillo al V-day e sostenuta dalle firme di centinaia di migliaia di persone per cacciare dal Parlamento almeno i condannati o almeno personaggi vicini a Cosa Nostra, mentre invece commemorare è facile, agire poi è molto difficile naturalmente.
Non vi parlo neanche di questo, ma vi parlo di una pessima sentenza, pessima per l’esito, vedremo quali saranno le motivazioni quando usciranno, emessa dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti di Marcello Dell’Utri, qua gira voce che noi difensori dell’indipendenza della magistratura, saremo sempre d’accordo con i magistrati o prenderemo per oro colato le loro decisioni, questo non è assolutamente vero, io personalmente sono stato denunciato da diversi magistrati per averli criticati, ho sempre vinto le cause nei loro confronti naturalmente, l’ultima l’ho vista contro l’ex Presidente dell’Associazione Magistrati Gennaro, magistrato catanese che aveva fatto causa a me e a Giusto Lisi per un articolo su Micromega, altre ne ho ricevute da magistrati romani, non me ne importa niente, se una sentenza non mi convince mi studio gli atti, i fatti, la sentenza e poi lo dico.
Qui non ci sono ancora le motivazioni della sentenza che è stata emessa venerdì dalla Corte d’Appello di Milano è una sentenza sconcertante già per l’esito che ha stabilito che il fatto non sussiste nei confronti di Marcello Dell’Utri e del boss Vincenzo Virga che erano imputati entrambi da molti anni, per avere tentato un’estorsione ai danni di un ex parlamentare repubblicano, un trapanese, si chiama Vincenzo Garraffa era il Presidente della Pallacanestro Trapani, era imprenditore, è anche un medico dell’ospedale di Trapani e i due erano accusati di avere tentato di estorcerli dei soldi in nero, come ristorno della metà dell’importo di una sponsorizzazione che Publitalia aveva intermediato per la Pallacanestro Trapani, sapete come funzionava, non so oggi, Publitalia quando il capo era Dell’Utri, quest’ultimo è stato già condannato a Torino anche in Via definitiva proprio per questo, perché a Publitalia procurava sponsorizzazioni a team sportivo e poi si faceva dare in nero una parte dell’incasso per quella sponsorizzazione dai team sportivi con fatture false o gonfiate, Garraffa aveva raccontato di essersi rifiutato di restituire in nero 700 milioni di lire a fronte di una sponsorizzazione di un miliardo e mezzo di lire, la metà e allora di avere ricevuto prima le pressioni personalmente di Dell’Utri perché pagasse e poi una visitina al pronto soccorso dove lavorava di prima mattina da parte del boss di Trapani Vincenzo Virga, oggi in carcere perché condannato per mafia e omicidi che andò a sollecitare il pagamento per conto di Dell’Utri, questo denunciò Garraffa e per questa ragione Dell’Utri e Virga furono condannati in primo e secondo grado, poi la Cassazione annullò, si fece un nuovo appello e la Corte d’Appello nel secondo processo d’Appello derubricò il reato da tentata estorsione in minaccia grave e dichiarò quindi il reato prescritto. La Cassazione annullò pure questa sentenza dicendo che non c’era nessun reato di minaccia grave, se reato c’era stato era reato di estorsione, anzi di tentata estorsione, aggravata dalla mafiosità dell’atto, quindi praticamente la Cassazione aveva scritto la sentenza a cui la Corte d’Appello nel terzo processo di appello avrebbe dovuto attenersi, invece venerdì inopinatamente vedremo con quali motivazioni, la Corte d’Appello ha stabilito che non c’è stato né il reato di minaccia grave, né il reato di tentata estorsione mafiosa, infatti ha detto che il fatto non sussiste. Conoscete l’ignoranza dei giornali in materia di processi e quindi un po’ così per sciatteria e un po’ per interesse i giornali hanno scritto “Il fatto non sussiste” cioè non è vero che un mafioso è andato a chiedere a Garraffa i soldi per conto di Dell’Utri, quindi cade il teorema di Dell’Utri mafioso, in realtà nessun giudice potrà mai cancellare un fatto, che il boss Virga sia andato dal Dott. Garraffa a chiedere dei soldi in nero per conto di Publitalia dopo che Dell’Utri li aveva personalmente chiesti allo stesso Garraffa e quest’ultimo non glieli aveva dati, è un fatto assodato che nessuna sentenza potrà mai cancellare, si è verificato quel fatto e che sia una vergogna che Dell’Utri sieda in Parlamento con tutto quello che c’è scritto in altre sentenze e anche in questa, è un altro fatto, è un’altra cosa acclarata che nessuno potrà mai cancellare e nessuno potrà mai impedirci di dire, visto che avviene alla nostra libertà di pensiero, di opinione e di critica.
Cosa vuole dire che il fatto non sussiste? Non vuole dire che il fatto non c’è stato, altrimenti la motivazione sarebbe: non aver commesso il fatto, il fatto non sussiste vuole dire che non c’è il reato in quel comportamento, evidentemente ma sono curiosissimo di leggere come motiveranno i giudici questa loro conclusione, sembra di capire che reato mandare un mafioso a fare un recupero crediti, crediti tra l’altro non legittimi, non dovuti, perché non sta scritto da nessuna parte che se io società intermediatrice di pubblicità ti procuro una sponsorizzazione, tu mi debba ridare la metà in nero o indietro, se c’è una provvigione la fatturi, se c’è una provvigione, qua invece oltre alla provvigione si pretendeva addirittura la metà dell’importo dell’affare in nero, quindi non è un credito legittimo, è un credito illegittimo, illegale, in violazione delle norme fiscali, che produce ovviamente riverberi sui bilanci aziendali e che avrebbe costretto Garraffa a fare false fatturazioni per accumulare fondi neri, solo che Garraffa rispose “non pago perché non ho fondi neri o mi fare una ricevuta e mi fatturate questa prestazione o io non vi posso pagare”, questo è il fatto che nessuna sentenza potrà mai cancellare, questa sentenza stabilisce che questo fatto non è reato e quindi se avanzate qualcosa da qualcuno, mandategli un mafioso in casa o sul lavoro a chiedergli i soldi e poi tirate fuori la sentenza della Corte d’Appello di Milano.
C’è naturalmente un’altra possibilità e cioè che i giudici della Corte d’Appello abbiano stabilito e questo pare desumersi dal dispositivo della sentenza dell’altro giorno, l’insufficienza di prove, l’Art. 530 secondo comma dove si annida la vecchia insufficienza di prove, la formula oggi è quando la prova è insufficiente o contraddittoria o manca, in questo caso potrebbero avere optato per la prova insufficiente, ma anche qua sarà interessante vedere come motiveranno l’insufficienza della prova, visto che tutti, i magistrati che si erano occupati di questo caso, avevano ritenuto questi fatti assolutamente assodati e assolutamente illegali, tutti! Questi fatti sono stati esaminati dalla Procura di Palermo, dal Tribunale di Palermo, dalla Corte d’Appello di Palermo che hanno condannato Dell’Utri prima a 9, in primo grado e poi a 6, in secondo grado, anni per concorso esterno in associazione mafiosa, citando anche questo episodio come una pietra miliare che dimostra i rapporti organici di Dell’Utri con Cosa Nostra anche fino all’inizio degli anni 90, quando questi fatti si verificarono, idem per quanto riguarda il processo specifico a Garraffa che si è tenuto a Milano, Procura di Milano, Tribunale di Milano condanna, Corte d’Appello di Milano condanna, Cassazione annulla, ma non per dire che i fatti non c’erano, ma per dire che la motivazione era scritta male, secondo processo d’appello i giudici di nuovo ritengono che i fatti ci siano e siano illegali, anche se cambiano il reato e dicono che è minaccia grave e danno la prescrizione, la Cassazione ancora una volta dice: questi sono fatti illeciti ma non sono minacce, sono estorsione, se sono andati come dite, li rimandano indietro e per la prima volta si trovano dei giudici che dicono che non c’è la prova che ci sia il reato.


Dell'Utri, Mangano e il Maurizio Costanzo Show
Leggeremo le motivazioni, ma è già molto curioso che si dica che non c’è il reato, molto curioso perché decine di magistrati prima avevano sempre ritenuto che i fatti sono accertati e che il reato pure è accertato, anche se c’era quella discrepanza tra Corte d’Appello e Corte di Cassazione che poi la Cassazione aveva sanato dicendo: guardate che quei fatti sono estorsione e non sono minaccia grave e quindi niente prescrizione!Naturalmente si gioca sull’equivoco, uno sente: il fatto non sussiste e dice: ah, allora non è mai successo che Virga sia andato a chiedere i soldi a Garraffa per conto di Dell’Utri, tant’è che gli avvocati di Dell’Utri vanno subito i furbi e dicono: la Cassazione non potrà che tenere conto di questa sentenza, Gasparri dice: questa assoluzione dimostra la fragilità dei teoremi, Cicchito dice: è stato smontato uno degli attacchi giudiziari di cui Dell’Utri è stato vittima, il povero Garraffa che è l’unica vera vittima in questa storia, dichiara: questa assoluzione è una vergogna, ma come cittadino e ex parlamentare devo avere fiducia nella giustizia e infatti i suoi avvocati appelleranno in qualità di parte civile, questa assoluzione davanti alla Cassazione.
Cosa racconta Garraffa? Racconta che alla fine del 1991, 20 anni fa, Dell’Utri negli uffici di Publitalia l’aveva ricevuto e gli aveva detto: i siciliani prima pagano e poi discutono, quando gli aveva chiesto i soldi, poi aveva aggiunto: ci pensi, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare e subito dopo si era materializzato uno degli uomini in grado di farlo pagare, Vincenzo Virga, il capo della mafia di Trapani, ma Garraffa non aveva ceduto.
Al racconto dell’imprenditore, Garraffa, si era aggiunto quello di un pentito ritenuto sempre attendibile, Vincenzo Sinacori, il quale racconta al processo: fu Matteo Messina Denaro a dirmi che ci dovevamo interessare di parlare con questo Garraffa, perché doveva dare dei soldi a dei palermitani, mi disse pure che il discorso era arrivato tramite Vittorio Mangano, certo Vittorio Mangano nel 1991 era vivo e vegeto, Vittorio Mangano era appena uscito o stava per uscire di galera e si preparava a quei bei incontri a Milano di cui c’è traccia nelle agende di Dell’Utri e che oggi Dell’Utri con una piroetta meravigliosa nega che si siano mai svolti perché sostiene che il Mangano segnato nelle sue agende nel 1993 era un altro, era un omonimo.
Ma insomma, vedete che questo era un processo solidissimo, era un processo solidissimo che adesso improvvisamente scopriamo essere un teorema, resta da capire per quale motivo questo Garraffa avrebbe dovuto, subito dopo il verificarsi di questi fatti, inventarsi di sana pianta la visita del boss al pronto soccorso, le richieste di Dell’Utri e soprattutto perché molti di questi fatti sono stati ammessi da alcuni protagonisti di questi fatti, è interessante, sempre per distinguere il nostro vecchio discorso, i fatti dai reati, i fatti li possiamo ricostruire noi, i reati li deve accertare la Magistratura, vedere come è nata questa storia che è molto istruttiva e che molto ci spiega su chi è Dell’Utri, su come opera e sul perché continua a tenerselo sul groppone Berlusconi, perché non l’ha ancora scaricato.
Siamo dunque nell’estate del 1990, la Pallacanestro Trapani viene promossa dalla serie B alla serie A2 e il titolare della squadra, Garraffa, si interessa per trovarle uno sponsor che finanzi la società per consentirle di mettere in piedi una squadra degna della serie maggiore e si rivolge a Publitalia, quest’ultima mette in contatto Garraffa con la multinazionale della birra Dreher, il Heineken che ha in Sicilia il marchio Birra Messina e così a agosto Alleanza Nazionale 1990 Garraffa firma il contratto con la Birra Messina per 1,5 miliardo di lire, il denaro gli viene versato in due rate e lui come diritto di agenzia a Publitalia, come provvigione, gira prima 70 e poi 100 milioni in contanti, 170 milioni su 1,5 miliardo, più del 10% di provvigione a Publitalia e così pensa di avere sistemato le sue cose, ma a questo punto denuncia subito dopo Garraffa ai magistrati di Palermo che poi gireranno il caso a Milano per competenza, si fanno vivi due dirigenti di Publitalia, Piovella e Biraghi che battono cassa e chiedono altri 530 milioni, oltre ai 170, totale 700, in contanti e in nero per avere un’altra provvigione, Garraffa dice: o mi fate fattura o non ho soldi in nero.
Così tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992 Garraffa viene convocato a Milano o comunque va a Milano per incontrare Dell’Utri, guardate che questi sono fatti che racconta lui, ma che non vengono negati, gli incontri, le richieste e tutto quanto non vengono negate.
Dell’Utri gli conferma che Publitalia non rilascerà alcuna fattura e gli ricorda che i siciliani prima pagano e poi discutono, lui ribadisce di non avere fondi neri e chiede ancora una volta fattura, fuori busta non può pagare, allora Dell’Utri scrivono i giudici che lo hanno condannato nel primo e secondo grado, gli dice minacciosamente “ci pensi perché abbiamo uomini e mezzi per convincerla a pagare” dopo qualche mese Garraffa riceve la visita presso il nosocomio di Trapani, dove era primario di due individui: Virga Vincenzo e Buffa Michele, chi è Virga Vincenzo? Il capo della mafia di Trapani, braccio destro di Bernardo Provenzano che verrà arrestato nel 2011 e condannato all’ergastolo per mafia e vari omicidi.
Buffa è il guarda spalle di Virga e lo accompagna, sono le 7 del mattino quando Buffa e Virga si presentano all’ospedale da Garraffa, Virga pronuncia poche parole ma indimenticabili “sono stato incaricato da Marcello Dell’Utri e da altri amici di vedere com’è possibile risolvere il problema della Publitalia” Garraffa risponde “senza fattura non intendo pagare” Virga non si scompone e dice “capisco, riferirò, se ci sono delle novità la verrò a trovare, altrimenti il discorso è chiuso” Garraffa conosce Virga, l’ha già incontrato qualche anno prima perché ha curato il figlio di Virga in ospedale che era finito in fin di vita per un incidente con un trattore, appena i due mafiosi lasciano l’ospedale, Garraffa racconta quella visita inquietante a due suoi collaboratori che naturalmente hanno confermato al processo il suo racconto, quindi anche questo fatto è assolutamente certo.
I due collaboratori si chiamano Renzi e Vento, a Vento Garraffa racconta “se mi succederà qualcosa dovete trovare la spiegazione nel fatto che sono stato avvicinato da personaggi di primo livello” quindi gli dice: se mi succede qualcosa sappi che quel qualcosa è legato a quello che mi è appena successo, dopodiché interrompe i rapporti con Publitalia e si rivolge a un’altra agenzia per la sponsorizzazione della sua squadra, la Image Building di una certa Giuliana Paoletti, la quale però non riesce a trovare uno sponsor , anche se la Pallacanestro Trapani è in serie A, perché? Perché sostiene Garraffa Publitalia aveva messo in giro la voce che non bisognava aiutare o dare sponsorizzazioni alla squadra di Garraffa che gli aveva fatto quello sgarro, sia come sia non trova uno sponsor e alla fine si inventa un'auto-sponsorizzazione, si sponsorizza un po’ da solo Garraffa, mettendo sulla divisa dei giocatori lo slogan pubblicitario “L’altra Sicilia” la Pallacanestro Trapani viene addirittura promossa in serie A, dalla A2 alla A e viene invitata alla Maurizio Costanzo Show su Canale 5, ma mentre stanno facendo i preparativi per andare a Roma al Teatro Parioli, all’ultimo momento l’invito viene annullato da Costanzo, Garraffa sostiene che ciò è avvenuto dietro l'intervento di Dell'Utri, naturalmente Dell'Utri e Costanzo hanno detto che non è vero, è un fatto però che la Pallacanestro Trapani era stata invitata al Maurizio Costanzo e all’ultimo momento gli è stato detto: non venite, l’invito è annullato, strano no?
L’imprenditore Garraffa scrive tutta la sua amarezza in una lettera a Maurizio Costanzo e secondo i giudici di Palermo che hanno condannato in primo grado Dell’Utri, la versione dei fatti fornita da Garraffa ha trovato sostanziale conferma nel risultato delle indagini, il Tribunale ha ascoltato vari testimoni, tra cui la moglie di Alberto Dell’Utri, il gemello di Marcello che è molto amica di Garraffa e la signora che si chiama Maria Pia Lamalfa, ha confermato che Garraffa incontrò Marcello Dell’Utri a Milano, accompagnato dal suo gemellaggio Alberto per parlare della sponsorizzazione, ma non raggiunse alcun accordo e al ritornò si lamentò con lei e con il marito perché fu sbattuto fuori dall’ufficio, scrivono i giudici: le dichiarazioni rese dalla Lamalfa offrono obiettivo riscontro alla versione dei fatti fornita da Garraffa e smentiscono quella di Dell’Utri, il quale ha sostenuto che i suoi incontri con Garraffa erano dovuti a motivi del tutto diversi.
Dell’Utri ha fornito, del resto su questa vicenda, versioni diverse e contrastanti, la prima volta ne parlò a Moby Dick, il programma di Michele Santoro sulle reti Mediaset nel 1999, cosa disse? Disse seraficamente: Publitalia aveva intermediato con la sponsorizzazione alla squadra di basket, a Publitalia era stata corrisposta una giusta provvigione, i 170 milioni iniziali, Publitalia era interessata alla risoluzione della vertenza Pallacanestro Trapani e Birra Messina perché questa ditta era un cliente importante. Dopodiché al processo, l’anno dopo Dell’Utri fa retromarcia e dice: il signor Garraffa ha detto una serie di menzogne e di falsità, non ho mai conosciuto Virga e Buffa, né direttamente né indirettamente, ricordo che Garraffa è venuto a Milano, mi ha parlato, aveva annunciato anche alla segreteria che non doveva parlare se non di un fatto molto importante che riguardava la sua veste di Vicepresidente della Lega Basket,la cessione dei diritti televisivi del campionato di basket e io gli dissi: guardi che a noi come Tv il basket non interessa e quindi lo invitai a trattare con la RAI, questo fu il mio primo incontro con Garraffa dice Dell’Utri, poi ne avemmo un secondo neanche nel mio ufficio ma nel pianerottolo a Publitalia molto fugace, mi disse che era venuto per parlare di problemi che riguardavano la sua azienda e la sua società di basket con l’amministratore delegato di Publitalia di allora, il Dott. Perricone, quindi praticamente lo incontrò di passaggio, questo è stato tutto l’incontro, escludo che abbia potuto vederlo in casa della Signora Maria Pia Lamalfa, quest’ultima sarebbe la moglie di suo fratello, la cognata di Dell’Utri, dice: non la frequento da 15 anni.
Perché mio fratello sta con lei ma non sta con lei… non ho mai potuto né voluto intervenire con Costanzo per raccomandargli il non invito della squadra di basket del Signor Garraffa perché anche questo è un fatto notorio, non sono mai intervenuto con nessuno per fatti del genere, Costanzo è uno che fa quello che vuole, ci mancherebbe altro che ascolti chiunque, ma neanche Berlusconi ascolta su quello che deve fare o non deve fare, ma scriveva il Tribunale, le dichiarazioni spontanee di Dell’Utri contrastano in modo stridente con le affermazioni fatte dallo stesso Dell’Utri a Moby Dick e appaiono manifestamente mendaci.


Dell'Utri "calunniato" ma non denuncia
Infatti a Moby Dick Dell’Utri diceva di avere intermediato la sponsorizzazione tra la Pallacanestro Trapani e la Birra Messina, che sapeva di avere avuto addirittura la giusta provvigione e che Publitalia era interessata a risolvere la vertenza tra la Pallacanestro Trapani e la Birra Messina, quindi non certamente incontri per parlare dei diritti televisivi del basket o fugaci in corridoio.Costanzo dice di non avere mai ricevuto né saputo della lettera di Garraffa che protestata per il mancato invito e comunque aggiunge che è normale cambiare la scaletta dei programmi e comunque dice che Dell’Utri non era mai intervenuto e altri Ferrara, Liguori, Fede vanno a testimoniare al processo dicendo che mai nei programmi sulla mafia ci furono interferenze di Dell’Utri o della Fininvest, proprio nella storia del gruppo. Santoro invece sentito come testimone al processo Dell’Utri, racconta che quando lui lavorava in Mediaset, altro che se ci furono lamentele, tant’è che lui subito dopo avere fatto una puntata con Dell’Utri sul processo per mafia in cui era stato sentito anche Garraffa, il suo rapporto con Confalonieri ebbe una brusca frenata, non si parlò più della rinegoziazione del suo contratto, non fu più invitato da Confalonieri al comitato in cui si decideva la linea editoriale dell’azienda e tutti sapevano in azienda che questo era in relazione a quella trasmissione in cui era stato invitato Dell’Utri a parlare dei fatti di mafia e subito dopo lui, visto come era cambiato il clima nei suoi confronti, se ne tornò in fretta e furia alla RAI.
La domanda è: ma per quale motivo Dell’Utri spinge il braccio di ferro con Garraffa fino al punto di mandargli in ospedale un boss mafioso? I giudici di Palermo nella sentenza di primo grado scrivono: la spiegazione dell’arcano a avviso del Collegio risiede nel forte e illecito interesse di Publitalia e conseguentemente di Dell’Utri nell’operazione di sponsorizzazione da parte di Dreher, Heineken, quale è stato reso palese dalle risultanze processuali che hanno riscontrato la denuncia del Garraffa e cioè quello di ricevere denaro in contanti e in nero al fine di costituire fondi occulti, attraverso la restituzione a Publitalia da parte della Pallacanestro Trapani della somma di 700 milioni, pari alla metà dell’intero importo della sponsorizzazione e che la costituzione di fondi occulti sia stata un’esercitazione di contabilità in nero, non inusuale in Publitalia è comprovato dal processo penale di Torino, dove Dell’Utri insieme a altri dirigenti è stato condannato in via definitiva.
E’ sorprendente il parallelismo tra il mancato rinvenimento della contabilità di Publitalia relativa al rapporto intervenuto con la Pallacanestro Trapani e la situazione richiamata dalla sentenza torinese, dove si legge che in relazione ai fatti contestati, Dell’Utri possa in essere consapevolmente, proprio come la vicenda Garraffa, condotto e finalizzato a creare fondi in nero. Infine secondo il Tribunale di Palermo sono provati i rapporti di Dell’Utri con la mafia trapanese, la mafia trapanese è quella di Virga ma anche di Messina Denaro, oltre che con quella catanese, interventi per far cessare gli attentati alla Standa di Catania e con quella di Palermo ovviamente da Mangano in giù.
La notizia appena de relato della vicinanza di Dell’Utri agli uomini d’onore del mandamento di Trapani, i quali lo avevano nelle mani, deve ritenersi attendibile perché proveniente da un uomo d’onore, Vito Parisi molto vicino a Vincenzo Virga, capo di quel mandamento e pertanto bene a conoscenza delle relative dinamiche interne dei rapporti con persone estranee a Cosa Nostra ma contigue alla stessa e è anche per questo, queste sono parole dei giudici di Palermo, che quelli di Milano, primo grado, avevano condannato sia Dell’Utri, sia Virga per estorsione tentata di ordine mafioso ai danni di Garraffa a due anni di carcere per ciascuno e scrivevano: nonostante la mastodontica opera di denigrazione e demolizione dell’individuo Garraffa compiuta dalla difesa Dell’Utri, il suo racconto di Garraffa è graniticamente riscontrato da elementi logici insormontabili e non di rado da prove dirette dei fatti penalmente rilevanti, mentre le dichiarazioni di Dell’Utri sono assolutamente e clamorosamente mendaci.
I fondi neri di Publitalia sono una prassi come dimostra il processo di Torino, bugie sono quelle di Costanzo sulla revoca dell’invito, per quale motivo ti invitano e poi ti dicono: non venire più? Al massimo ti dicono: vieni tra una settimana, come mai erano così vogliosi di invitare la Pallacanestro Trapani e poi dopo lo scazzo tra Garraffa e Dell’Utri improvvisamente decidono di non invitarla mai più, non di rinviarla? Allora chi sollecitò Virga a intervenire su Garraffa per conto di Dell’Utri? Il Tribunale di Palermo scrive “l’intervento del Virga non poteva che essere stato sollecitato da altri uomini d’onore" e cioè da influenti esponenti della Cosa Nostra trapanese proprio come riferito da Sinacori, il quale ottemperando all’incarico ricevuto da Messina Denaro, affidò al Virga l’incombenza di contattare Garraffa al fine di risolvere la questione che interessava Dell’Utri, il collaborante, Sinacori ha dichiarato di avere appreso da Messina De Naro che Garraffa doveva essere contattato per un discorso, relativo a somme di denaro, al quale era forse interessato Dell’Utri, ma che era tramite Mancano e ecco tornare in scena la figura di Mangano, il quale novello deu ex machina avvalendosi della sua posizione di influente membro di una delle più importanti famiglie mafiose Palermitane, Portanuova, e avvalendosi del prestigio goduto in seno a tutta Cosa Nostra siciliana, accorre in aiuto di Dell’Utri, incaricando della bisogna Messina De Naro, esponente di spicco della mafia trapanese, è di palmare evidenza che quando Dell’Utri ha fatto riferimento a uomini in grado di indurre alla ragione il ricalcitrante Garraffa, aveva già in animo di far intervenire il suo referente siciliano e cioè Mangano, mentre l’uso del verbo “abbiamo” accompagnato dal sostantivo “uomini” appare riferibile all’intervento su impulso del Mangano di uomini appartenenti a un’associazione per delinquere di tipo mafioso, sul cui potere di intimidazione, sul cui interessamento Dell’Utri era certo di poter contare.
Conclusione: anche in quell’episodio, scrivevano i giudici di Palermo nella sentenza di primo grado, Dell’Utri ha ancora una volta ingenerato e rafforzato nei componenti della famiglia mafiosa di Trapani ai quali era stato affidato il compito di contattare Garraffa, l’obiettiva convinzione di poter disporre nell’ottica degli interessi economici di tutta Cosa Nostra e di uno scambio di favori, del contributo consapevolmente fornito da Dell’Utri, influente e affermato uomo d’affari, operante in una piazza importante come quella di Milano e braccio destro di Silvio Berlusconi al mantenimento e al rafforzamento della societas sceleris, denominata Cosa Nostra.
Anche la vicenda Garraffa dunque, fornisce ulteriori elementi di prova della contiguità di Marcello Dell’Utri a esponenti importanti di Cosa Nostra e quindi della sua responsabilità in ordine ai reati contestati, che nel processo di Palermo erano il concorso esterno in associazione mafiosa, vedremo le motivazioni della sentenza milanese che non doveva occuparsi della mafiosità di Dell’Utri, ma doveva occuparsi della liceità o dell’illiceità di quella vicenda e cioè chiedere i soldi in nero a Garraffa e siccome non paga, mandargli o fargli mandare un capo mafia a battere cassa, questo dovevano dire.
Può darsi che nelle motivazioni se la cavino dicendo per qualche cavillo che non posso immaginare in questo momento, che non c’è la prova sufficiente per dire che quello fosse un reato, ma che invece è ultra provato come del resto risulta da tutte le carte, che quei fatti si sono verificati, in questo caso il danno di questa sentenza sarebbe militato al morire di quel processo, quello per estorsione, ma non andrebbe a intaccare quello di mafia che si serviva anche di quell’episodio per dimostrare che ancora nel 1991/1992 Dell’Utri aveva rapporti organici, non solo con la mafia palermitana ma anche con quella trapanese perché un conto è dire che c’è stata l’estorsione, un conto è dire che non è avvenuto nulla di tutto ciò che abbiamo raccontato e che è talmente dimostrato dalle testimonianze e anche dalle contraddizioni dello stesso Dell’Utri che non può essere negato, sia che sia un reato quello che è successo intorno al caso Garraffa e penso che lo sia, come lo pensava la Cassazione, come lo pensava il Tribunale di Milano, come lo pensava la Corte d’appello di Milano prima versione, seconda versione, come lo pensa il Tribunale di Palermo, come l’ha pensato la Corte d’Appello di Palermo oppure che non sia reato comunque è uno scandalo che chi ha fatto cose come queste e ha avuto rapporti come questi, resti ancora in Parlamento.
Concludo ricordando che la sentenza d’Appello Dell’Utri che andrà presto in Cassazione, quella di Palermo, quella in cui gli hanno ridotto la pena da 9 a 6 anni, ma lo hanno condannato per concorso esterno fino al 1992 compreso, dava, pure quella, per accertati i fatti del caso Garraffa – Dell’Utri – Virga, perfino la sentenza più benevola nei confronti di Dell’Utri, dava per assodato quello che era successo perché? Perché c’era già il pronunciamento della Cassazione che annullava e rinviata la prescrizione e diceva: guardate che quei fatti se sono quelli che descrivete voi non sono minacce gravi ma sono concorso esterno e scriveva la Cassazione in quella sentenza che ordinava il nuovo appello che si è concluso l’altro giorno con l’assoluzione per insufficienza di prove “O non c’è la minaccia o essa deve necessariamente realizzare l’efficacia estorsiva” questa è l’espressione chiave, quindi i giudici devono stabilire, diceva la Cassazione, se c’è stata la minaccia di Virga e prima di Dell’Utri a Garraffa o se c’è stata la minaccia il reato non si chiama minaccia ma si chiama estorsione, che non è una minaccia fatta così, è una minaccia per ottenere in cambio un vantaggio illecito, cioè 750 milioni di lire non dovuti, quindi il giudice della Cassazione diceva ai giudici d’appello: rifate il processo perché il reato di minacce non sta in piedi, quindi la prescrizione non può scattare perché bisogna passare al reato più grave, estorsione mafiosa, stabilite se hanno minacciato Garraffa si chiama estorsione, altrimenti dovete dire che non hanno minacciato Garraffa, evidentemente l’altro giorno i giudici hanno detto: non ci sono prove sufficienti che abbiano minacciato Garraffa, quindi allora può darsi che Garraffa si sia inventato tutto?


Allora perché Dell’Utri non lo querela per calunnia? Perché i giudici stabilendo che non è provato quello che è successo, non trasmettono gli atti alla Procura perché proceda contro Garraffa per calunnia, sarebbe grave se Garraffa avesse calunniato Dell’Utri e Virga, non se ne esce, o condannano Garraffa per avere calunniato Dell’Utri e Virga, oppure ci spiegano com’è possibile che un capo mafia vada a battere cassa da Garraffa per conto di Dell’Utri, senza che l’abbia mandato o fatto mandare Dell’Utri, a meno che il boss Virga non andasse in giro a battere cassa per conto di Dell’Utri, all’insaputa di Dell’Utri, oppure per fare uno scherzo o un dispetto a Dell’Utri, passate parola!

Ps: Non è stato fissato nessun incontro nazionale del MoVimento 5 Stelle e non è stato dato incarico ad alcuno di organizzarlo. Alcuni gruppi in Rete utilizzano il simbolo del MoVimento 5 Stelle senza autorizzazione, sono diffidati a farlo.

Sunday, May 22, 2011

L’arma segreta

Il Fatto Quotidiano, 22 maggio 2011

Povero Cainano, bei tempi quando l’arma segreta era la televendita. Bastava occupare militarmente le tv per qualche sera calunniando gli avversari col consueto allarme rosso rilanciato dagli appositi Vespa, Ferrara, Sgarbi e Minzolingua, e milioni di tele-elettori abboccavano all’amo. Poi provvedevano i Battista e gli altri pompieri della sera a minimizzare sulle gazzette, col decisivo argomento che le tv non spostano voti. Ora basta che compaia in tv il suo volto, per non parlare di quelli di Vespa, Ferrara, Sgarbi e Minzolingua, perché i telespettatori se la diano a gambe. “2011: fuga da B.”.

Eppure, come il vecchio guitto che, a fine carriera, nei teatrini di provincia, prova a strappare l’ultima risata con la gag di repertorio, il pover’uomo batte e ribatte sempre sullo stesso tasto: né lui né i trombettieri di corte riescono più a inventarsi nulla di nuovo. Miseramente fallito il tentativo di gabellare Pisapia per un brigatista, lui evoca l’emergenza zingari e riesuma l’espressione “falce e martello”, in grado di appassionare alcuni reduci delle guerre puniche. Sul Giornale zio Tibia, caduto in disgrazia, tenta di risollevarsi con titoli come “Milano non diventerà la Stalingrado d’Italia”. Il sempre pacato Luigi Amicone, su Tempi, sostiene che Pisapia è “l’Anticristo”. Ma il meglio viene da Libero: “Pisapia farà di Milano la Mecca dei gay”, “Aborto e fine vita: allarme tra i cattolici”, “Il dj Red Ronnie: se vince la sinistra me ne vado via” (sai che perdita).

Belpietro, poi, annuncia la svolta: “L’arma segreta di Silvio. Su incarico di Berlusconi e Bossi, il ministro Calderoli sta preparando ‘una grossa sorpresa che cambierà l’atteggiamento dei milanesi sul ballottaggio’, ma si rifiuta di svelarla”. Si vede che fa ridere persino lui. Ecco, se mancava un ingrediente al crepuscolo degli dei, è arrivato: l’arma segreta. La vagheggiò per primo Napoleone a Sant’Elena, prima di mancare all’affetto dei suoi cari. E l’annunciò Adolf Hitler, che ne aveva incaricato il dottor Speer, poco prima di saltare in aria nel suo bunker. Ne parlano anche, tra alambicchi e cervelloni elettronici, “Totò e Peppino divisi a Berlino”, ma i loro discorsi suonano terribilmente seri al confronto di quelli di Calderoli e Belpietro. Se il dottor Speer del Cainano è Calderoli, in arte “Pota”, potete ben immaginare com’è ridotto il centrodestra.

Di armi segrete, il dentista di Bergamo Alta inopinatamente scambiato per ministro della Repubblica, è un vero esperto. Un giorno a Pontida, per sventare l’avvento dell’euro, s’inventò il tallero padano, detto anche “il calderolo”. Poi si inerpicò fino alla baita di Lorenzago del Cadore, in compagnia di altri costituzionalisti del suo calibro (D’Onofrio e Brancher), per riformare la Costituzione fra un grappino e una polenta taragna (la “devolution” fu poi spazzata via dagli elettori). Alla vigilia delle elezioni del 2006, il cavadenti lumbard sfornò la più indecente legge elettorale della storia dell’umanità, da lui stesso ribattezzata “porcata”, poi sfoderò un’altra formidabile arma segreta: al Tg1, dinanzi a uno sgomento Mimun, si aprì la camicia per mostrare al mondo una canotta con vignetta anti-Maometto, che nel giro di 48 ore provocò una strage al consolato di Bengasi e le sue immediate dimissioni da ministro delle Riforme. Un’altra volta, a riprova della sua virilità, si mise in giardino alcuni leoncini, che subito lo azzannarono agli arti inferiori, dimezzandogli il QI. Poi divenne ministro della Semplificazione legislativa e apparve con gli occhi spiritati a favore di telecamera mentre, armato di lanciafiamme, bruciava un cumulo di carte: “Sono 375 mila leggi inutili”, annunciò trionfante. Si scoprì poi che l’Italia, fra leggi utili e inutili, non supera quota 150 mila; ma, nella foga, il piromane semplificatore aveva mandato in fumo anche i decreti di annessione all’Italia del Veneto e del Granducato di Mantova.

Resta da capire quale nuova arma segreta abbia in mente, ma l’uso che ne farà è praticamente scontato: si sparerà sui piedi.

Friday, May 20, 2011

Sondino nanogastrico

Il Fatto Quotidiano, 18 maggio 2011


Le cose stavano andando benino, per B.
Si era comprato uno stock di Responsabili, scavallando la sfiducia. Intanto il Pd riusciva a perdere le sue primarie a Milano e a truccare e poi annullare quelle di Napoli per candidare un signor nessuno, dopodiché era riesplosa la solita guerra fra veltroniani e dalemiani. I tg di regime facevano la loro parte riservandogli 261 minuti in tre mesi contro gli 84 di Bersani. Insomma la mummia di Arcore stava riprendendo un po’ di colore, grazie anche all’apposito sondino nanogastrico.

Poi è rientrato in scena con la consueta grazia Giuliano Ferrara, che dopo anni di letargo ha deciso di riprendere in mano le sorti del Pdl. Ed è stata subito catastrofe. Non bastassero i contributi beneauguranti di Olindo Sallusti e Rosa Santanchè e i preziosi consigli di Belpietro, il Platinette Barbuto s’è paracadutato sul Cainano convalescente, disintegrandolo. L’idea – ammettiamolo – di trasformare le comunali in un referendum pro o contro la Boccassini e Ingroia, il bungabunga e Ciancimino aveva un che di geniale. Meglio ancora la trovata di tappezzare Milano di manifesti sulle “Br in Procura”. Addirittura strepitosa la campagna per fare del mite borghese Pisapia un terrorista rosso ladro di Ape Piaggio. Complimenti vivissimi a chi ha dato la linea.

Ora che si contano i morti e i feriti, la parola d’ordine è “incredulità”. B. non se l’aspettava. Bossi men che meno. La Padania parla di “voto anomalo”. E tutti a domandarsi: com’è che non votano più per noi? Forse non ci hanno capiti, chissà come mai. La Santanchè invece insiste che, con quel drogato di Pisapia, Milano diventerà un enorme Leonka tutto spinelli e spranghe. Il Giornale di Mastro Olindo trova che tira brutta aria e rivela che “non è andata bene”, ma “il Pdl tiene” (perde solo un terzo dei voti in un anno) e comunque non è colpa del padrone, figuriamoci: “Lo scivolone della Moratti è dovuto alla radicalizzazione dello scontro voluto da Berlusconi? Io credo di no, la linea dura ha preso più voti del sindaco moderato”. Infatti gli elettori hanno premiato la campagna sallustiana “Io voto Lassini”. Strepitoso successo: 872 preferenze, cioè tutti i lettori e quasi tutti i redattori del Giornale, più alcuni parenti stretti di Sallusti (quelli di Lassini no: lo conoscono). Insomma, secondo Olindo, B. “paga un anno di massacro mediatico”.

Vero: come l’ha massacrato il suo Giornale, non l’ha massacrato nessuno. Molto apprezzati dai fan di zio Tibia i titoli “Ciclone Berlusconi”, “Mandiamoli a casa, il voto è la grande occasione per liberarci di questa sinistra amica degli estremisti”. Decisive le profetiche prime pagine di Libero: “Via le Br dalle liste”, “Aria di festa”, “Silvio alla riscossa”, “La campagna in prima persona porta un recupero fenomenale di consensi. Il centrodestra vincerà ancora perché è l’unico ad avere un leader”, “E se il Pd perdesse Torino e Bologna?”. Fatto.

L’altra sera, in tv, la comica finale. Non contento di averlo sospinto giù dalla scarpata, Ferrara spiegava che B. ha sbagliato tutto. Infatti ha dato retta a lui. E pure la Moratti, che sinché riusciva a fingersi autonoma da B. vinceva, poi s’è ferrarizzata e berlusconizzata, e il risultato s’è visto. Povera donna. Anche lei, fino a due settimane fa, aveva la vittoria in pugno. Poi ha letto sul Giornale un editoriale-soffietto che le pronosticava “il secondo mandato” grazie alla “solita grinta e tranquillità”, al “lavoro ben fatto” di “questa signora” che “fa pochi scontenti”, “tiene in pugno una grande città europea e la proietta sulla scena del mondo, non si cura del chiacchiericcio, realizza quel che ha promesso”, insomma “la Moratti è un tipo di leadership femminile che persuade senza voler incantare e per questo è oggetto di attenzioni speciali da parte del mondo ideologico che odia le persone capaci, gli imprenditori in politica, la ricchezza familiare”. Mentre faceva i debiti scongiuri, ha letto la firma del leccatore: Giuliano Ferrara. E lì ha intuito che non c’era più niente da fare.

Fosse che fosse...

L'intervento di MT ad Annozero - 19/5/2011


Travaglio vs. Belpietro - Annozero 19/5/2011




Monday, May 16, 2011

Strauss-Kahn contagiato da Berlusconi



Testo:

Buongiorno a tutti, oggi non parliamo di elezioni perché ovviamente stanno per chiudere i seggi e non sappiamo come è andata a finire, potremo parlarne meglio la prossima settimana, invece parliamo di quello che sta succedendo in una delle più importanti e potenti organizzazioni mondiali, il fondo monetario, il cui direttore generale è in carcere da 3 giorni per stupro, violenza sessuale e reati collaterali, si chiama Dominique Strauss-Kahn, è un socialista molto borghese francese, lunga politica attiva alle spalle, era pronto a annunciare la sua candidatura per le presidenziali francesi dopo il disastro socialista degli ultimi anni, avrebbe dovuto essere lui l’uomo della riscossa per battere, tra un anno, Sarcozy e invece fine di tutto, fine della carriera al fondo monetario, l’hanno già impacchettato, mandato via e sostituito, fine di ogni velleità politica per sempre, comunque andrà a finire questo processo per stupro che si farà negli Stati Uniti a suo carico.

Bunga Bumga all'FMI
Cosa è successo? E’ successo che sabato alle ore 13 al Sofitel di Manhattan una cameriera credo portoricana di colore, trentaduenne entra in questa suite da 3 mila dollari occupata da qualche giorno da Strauss-Kahn credendo che fosse vuota, per ovviamente rigovernare e fare le pulizie, ma improvvisamente dal bagno, dice la polizia di Manhattan salta fuori il vecchio satiro nudo come mamma l’ha fatto, che tenta di aggredirla sessualmente e tenta di costringerla a prestazioni sessuali sulle quali non è neanche interessante addentrarsi.
Sta di fatto, molto più importante ai fini del processo quello che succede dopo naturalmente, il fatto che lei scappa e chiama il 911 che sarebbe il nostro 113, il centralino della polizia e la polizia piomba sul posto ma Strauss-Kahn è appena scappato, è appena scappato, si è dimenticato cellulare, abiti, un sacco di roba perché proprio ha raccolto quelle poche cose che gli venivano a tiro, le ha infilate in una valigia e si è precipitato in taxi all’aeroporto dove è balzato sul primo aereo dell’aeroporto J.F.K.¸Air France di linea per Parigi, è già a bordo dell’aereo ha già effettuato le operazioni di imbarco quando alle 16,45, cioè meno di 4 ore dopo dal fattaccio, i poliziotti salgono sull’aereo, lo pregano di scendere, lo portano con sé al commissariamento di Harlem, immaginatevi la scena al commissariato di Harlem, tutti di colore tranne Strauss-Kahn interrogato , gli chiedono subito cosa è successo, lui nega tutto, viene disposto il confronto all’americana, la cameriera dietro un vetro assiste alla sfilata di 4, 5, 6 persone, 4 o 5 sono comparse, uno è Strauss-Kahn lei immediatamente lo indica come quello che qualche ora prima l’ha costretta o ha tentato di costringerla a fare sesso orale e da quel momento la posizione di Strauss-Kahn si complica perché naturalmente il giudice gli farà, appena inizierà l’udienza, la domanda di rito che si fa sempre agli indagati imputati in America e cioè: come ti dichiari colpevole o innocente? Se ti dichiari colpevole puoi sperare di avere degli sconti di pena e di patteggiare, se invece ti dichiari innocente e poi si scopre che sei colpevole, praticamente non esci più di galera per i reati che gli sono imputati: stupro, violenza e sequestro di persona, nello Stato di New York la pena potrebbe essere tra i 30 e i 40 anni, circa 20 anni per la violenza sessuale e lo stupro, più un bel po’ di anni, chi dice 5, chi dice 10 per il sequestro di persona, poi i reati collaterali naturalmente c’è l’aggravante anche nel caso in cui venga accertata la sua colpevolezza di essersi dichiarato innocente e quindi di avere mentito alla giustizia, sapete che nei paesi anglosassoni il giurare il falso anche per difendersi è reato, oltre agli altri reati.
Silvia Baraldini fu condannata a 40 anni per terrorismo e a 2 o 3 anni per avere mentito sui reati che aveva commesso negandoli, soltanto in Italia è consentito all’imputato prendere in giro il Pubblico Ministero e la Corte e difendersi mentendo. Ci sarà questa udienza preliminare, si deciderà se convocare un gran giurì composto da una ventina di cittadini che naturalmente dovranno ascoltare le versioni della polizia e le versioni di Strauss-Kahn e dei suoi difensori e poi procedere con l’incriminazione o no, l’incriminazione corrisponde al nostro rinvio a giudizio.
La cosa interessante al di là del fatto in sé, non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima che un uomo molto potente tenta di abusare del suo potere con una ragazza debole sicuramente, magari convinto dai precedenti a potersene approfittare senza troppe difficoltà e senza troppe complicazioni, tra l’altro gli scandali sessuali che riguardano Strauss-Kahn sono numerosi, ne trovate precedenti e non sono ovviamente precedenti di un donnaiolo, non sono i precedenti di un libertino, non sono i precedenti di un tombeur de femme, di un Don Giovanni, sono i precedenti tentativi di aggredire delle donne per fare sesso con loro contro la loro volontà, questo è lo scandalo ripetuto, tant’è che adesso ce ne è una che convinta in giovane età dalla madre a non denunciarlo, ora che l’hanno arrestato ha preso coraggio e ha deciso di denunciarlo anche lei, oppure di approfittarsene, poi si vedrà!
Forse l’aspetto più interessante però non è la ricostruzione dei fatti che attiene alla Polizia, alla magistratura americane e ai difensori di Strauss-Kahn, forse l’aspetto più interessante non è neanche che la Francia perde il principale alter ego del Presidente Sarcozy che ancora una volta per motivi giudiziari si libera di un suo rivale, forse ricorderete che Sarcozy quando si candidò all’Eliseo 6 anni fa aveva un altro rivale, era un rivale interno, che si chiamava Dominique de Villepin, era stato Ministro nell’Interno, degli esteri nei governi Chirac insieme a Sarcozy e era preferito da Chirac, quest’ultimo amava de Villepin per il suo stile, per il suo charme, per la sua cultura e sospettava di questo Sarcozy così populista, volgare, ignorante, arrogante, ma de Villepin che è proprio anche fisicamente l’antitesi di Sarcozy: alto, bello, brizzolato, colto, circondato da scrittori, da intellettuali, gran parlatore, fascinatore, sostenitore del non intervento francese alla guerra in Iraq e in Afghanistan, rappresentante quindi di un’altra Francia, fu messo fuori gioco proprio alla vigilia delle presidenziali da uno scandalo, uno scandalo di presunto spionaggio, fu accusato da uomini fedeli a Sarcozy de Villepin, di aver fatto spiare un sacco di gente dai servizi segreti, tra cui anche Sarcozy , ci fu il processo, l’affaire si chiamava Clearstream, processo che de Villepin subì da imputato, si fece le sue udienze, nel frattempo aveva rinunciato completamente alla politica attiva, aveva rinunciato a candidarsi alle presidenziali, lasciando quindi campo libero a Sarcozy che l’aveva fatto denunciare, pensate se in Italia non ce ne sarebbe abbastanza per parlare di uso politico della giustizia, tu fai fuori il suo avversario facendolo incriminare per il reato di averti spiato.
Pensate cosa si sarebbe detto in Italia poi della conclusione di quel processo Clearstream contro de Villepin, quest’ultimo fu assolto completamente per non avere mai commesso nessuno dei fatti che gli venivano imputati, invece di tirarsela da perseguitato, invece di accusare Sarcozy di averlo fatto fuori, disse semplicemente: la mia carriera ricomincia e spero di poter essere ancora utile al popolo francese, ma intanto all’Eliseo c’era andato Sarcozy per 7 anni, adesso il più accreditato rivale non più nel suo partito gollista come era il caso di de Villepin, ma in campo avverso, nel partito socialista era Strauss-Kahn e quest’ultimo cade per uno scandalo sessuale.
In Italia naturalmente tutti sarebbero già pronti a strillare tutti gli amici di Strauss-Kahn, tutti i compagni di partito socialista di quest’ultimo sarebbero pronti a strillare alla cospirazione politica, al complotto politico, alla macchinazione e effettivamente se voi andate a controllare su Internet qualcuno che ipotizza una macchinazione a favore di Sarcozy ai danni di Strauss-Kahn c’è, nessuno però di quelli che dicono che c’è la macchinazione sostiene che Strauss-Kahn debba restare al suo posto, al Fmi, né tanto meno che debba mantenere comunque la sua candidatura all’Eliseo, in attesa degli sviluppi del processo delle sentenze e questa è la fondamentale differenza che c’è tra il nostro paese e tutti gli altri, è normale, è comprensibile che i parenti, la moglie, gli amici, i compagni di partito, i suoi fans, perché lui è un uomo molto popolare, sostengano che è innocente, sostengano che se l’hanno arrestato è perché l’hanno voluto incastrare, sostengono persino che la cameriera è stata infilata lì in quella stanza per provocarlo o che magari si è inventata tutto, o che magari conoscendo i suoi raptus sessuali gliel’hanno mandata a posta perché succedesse quello che è successo, qualcuno domanda addirittura su Internet che ci fa una cameriera nella camera di un uomo così potente? Di solito le cameriere aspettano che l’ospite esca prima di entrare per rifare la camera.
Insomma, vanno a cercare il pelo nell’uovo per non dover ammettere ciò che mai vorrebbero ammettere e cioè che si sono fidati della persona sbagliata e è comprensibile, umano, va bene, forse se fosse finito così uno dei nostri migliori amici, anche noi tenteremo di tutto pur di non arrenderci alla sua colpevolezza e per difenderlo.
Ma intanto, intanto che si chiarisce quello che è successo, lui non può più restare alla guida del Fmi che tra l’altro, per quanto istituzione criticabile, sappiamo benissimo quello che si dice sul Fmi e sulle sue responsabilità a proposito dell’affossare o del salvare i paesi, in questo momento è impegnato in una battaglia finanziaria mortale, quella che deve decidere della sopravvivenza della Grecia, quella che deve decidere se la Grecia esisterà ancora o non esisterà più dal punto di vista finanziario, quindi è evidente che non lo può fare da un carcere di Manhattan, di Harlem non lo può fare, da noi si sarebbe parlato di gogna mediatica, l’hanno esibito ammanettato tra due agenti per portarlo a fare degli accertamenti medici, non sulla sua salute, a fare degli accertamenti medici per vedere se ci sono tracce organiche della cameriera addosso a lui, ci siamo capiti? Per questo lo portano a fare degli accertamenti e intanto lo esibiscono in manette, non so se sia buono o cattivo questo comportamento, questo è un comportamento di prassi, di pragmatica negli Stati Uniti tutto avviene sotto i riflettori, tutto avviene alla luce del sole sia che tu sia un poveraccio preso per avere accoltellato un altro poveraccio dietro un angolo, sia che tu sia un banchiere o il più importante dei banchieri o dei dirigenti finanziari del mondo, per non parlare dei manager di Wall Street che sfilavano addirittura incolonnati quando li portavano via per lo scandalo dei mutui Surprime avviene tutto una luce del sole, sarà gogna mediatica? Può darsi, sarà giustizialismo? Può darsi, sono parole che in America non usano neanche perché trovano normale che se uno viene arrestato la gente lo veda, dopodiché se uno viene assolto, la gente lo vede!


Niente immunità per Strauss-Kahn
Soltanto da noi c’è questo razzismo, questo classismo per cui il poveraccio può essere mostrato con 60 manette e 60 schiavettoni e 60 catene, invece il ricco e il potente no, il ricco e il potente quando viene mostrato in manette è gogna mediatica.Quindi nessuno, neanche il più vicino degli uomini fedelissimi a Strauss-Kahn, sostiene che debba rimanere al suo posto e tutti lo danno per spacciato! Senza neanche voler aspettare come andrà il processo che in America è molto più rapido che non in Italia, praticamente compare davanti a un giudice già in giornata, già ci saranno le prime decisioni, poi è ovvio che si dovranno fare le indagini, se continua a proclamarsi innocente, se invece si proclama colpevole viene chiuso tutto con un patteggiamento e con un certo numero di anni di carcere.
C’è un altro problema: l’immunità, i dirigenti del Fmi sono equiparati a uomini di Stato e di governo e quindi godono dell’immunità, di certa immunità, troverete tutti i dettagli se andate a vedere su Internet qual è lo status degli alti dirigenti del Fmi, pare che nessuno abbia neanche preso in considerazione l’ipotesi di fare avvalere di questa immunità, di concedere a Strauss-Kahn la possibilità di avvalersi di questa immunità, perché? Perché le immunità, l’abbiamo ripetuto milioni di volte ma è sempre meglio insistere, le immunità servono per tutelare non le persone, ma le cariche, infatti di solito sono associate a comportamenti attinenti alle cariche che si ricoprono, perché in Italia c’era l’immunità parlamentare? L’autorizzazione a procedere per indagare e processare i parlamentari? Perché si temeva, appena usciti dal fascismo quando fu fatta la Costituzione che una magistratura che aveva indossato la stessa toga fino al giorno prima sotto il regime fascista e che si apprestava a indossarla dal giorno dopo sotto la Repubblica antifascista, si sentisse ancora figlia di quella cultura autoritaria per cui il Magistrato per ragioni politiche ma anche per ragioni sociali, appartiene comunque allo stesso giro, allo stesso ceto delle classi dirigenti e di governo? E che quindi fosse portata a una certa indulgenza nei confronti del potere politico e a una certa severità nei confronti di chi criticava anche pesantemente il potere politico e in quel periodo di vero scontro politico, siamo alla vigilia del 1948, ci sono prima gli scontri feroci tra repubblicani e monarchici al referendum del 1946 e poi nel 1948 c’è lo scontro feroce tra comunisti e anticomunisti, quindi chi vince rischiava di essere troppo tutelato dalla magistratura e chi perde e fa l’opposizione rischiava di essere magari colpito dai magistrati, non se veniva preso con i pantaloni in mano o con il pisello di fuori o in scandali sessuali, la chi veniva preso perché aveva organizzato uno sciopero, un blocco stradale, un blocco ferroviario, un’occupazione delle terre, un picchettaggio o aveva fatto un comizio troppo acceso, chi aveva in Parlamento denunciato troppo violentemente le responsabilità del governo.
Per questo tipo di reati nacque l’idea dell’immunità, proprio per tutelare la funzione del parlamentare che è innanzitutto un controllore del governo e quindi deve essere lasciato libero di esplicare la sua attività di controllo e di opposizione anche ringhiosa, anche feroce e pazienza se questa travalica i limiti della legge, questo era il pensiero dei costituenti che hanno inventato quel tipo di immunità che era affidata alla discrezionalità delle camere, le quali dovevano decidere se era il caso di lasciare processare un parlamentare o se non era meglio coprirlo, coprirlo non con l’impunità, ma con la possibilità che si riconoscesse la sua funzione di oppositore anche strenuo, anche estremista, anche eccessivo rispetto ai canoni normali, proprio perché comunque è bene avere un’opposizione viva, vivace, vitale, sveglia!
Non assopita, addormentata e supina come ai tempi del fascismo e allo stesso modo tutte le immunità che ci sono nel mondo, riguardano o per legge o per interpretazione i compiti, le funzioni ricoperte da chi ne gode, non per nulla sono i capi di Stato che spesso hanno l’immunità, non tutti, alcuni ce l’hanno vita natural durante, i re, altri ce l’hanno finché dura la carica i Presidenti della Repubblica, altri non ce l’hanno proprio!
Il Presidente della Repubblica tedesco, per esempio non ha nessuna immunità, il Presidente della Repubblica americano non ha nessuna immunità, il Presidente della Repubblica francese può essere processato dopo lo scadere del suo mandato, ma stiamo sempre parlando anche nei casi di immunità, di reati collegati con la funzione, il reato sessuale per esempio non può mai essere collegato con la funzione, perché? Perché tra le funzioni di un politico, di uno statista non c’è quello di andare a trombare in giro, possono naturalmente avere la loro vita sessuale ma senza commettere reati, senza violare la legge, quindi senza stuprare nessuno, senza molestare nessuno, senza violentare nessuno, senza intimorire o soggiogare nessuno, senza andare con minorenni, senza partecipare a giri di prostituzione, se lo fanno peggio per loro, non c’è nessuna immunità, non c’è nulla di politico o di istituzionale in questi comportamenti.
Se Strauss-Kahn avesse nominato al Fmi un suo amico come suo consulente o avesse dato incarico a un istituto di sondaggi o a un’agenzia di Pr di fare delle consulenze per il Fmi, avrebbe potuto essere sospettato di favorire qualcuno o di sfavorire qualcun altro, di avere esercitato male la discrezionalità del suo potere, probabilmente in quel caso sarebbe stato giusto che godesse dell’immunità, esattamente come se avesse detto, non so, chi ha governato la Grecia negli ultimi 10 anni è un deficiente, visto dove l’ha portata dal punto di vista finanziario e se il deficiente di turno l’avesse querelato, probabilmente sarebbe stato giusto proteggere Strauss-Kahn perché nell’esercizio delle sue funzioni aveva dato un giudizio anche magari eccessivo sulla capacità o l’incapacità di governare da parte dei greci, ma il fatto che abbia cercato di violentare una cameriera spiegatemi voi cosa c’entra con le funzioni, ecco perché non salta in mente a nessuno di tirare in ballo l’immunità anche se i dirigenti del Fmi ne possono godere, perché? Perché ne va di mezzo l’istituzione se viene coperto con l’immunità uno che inseguiva una cameriera portoricana per le camere di un albergo.
A questo punto qualcuno di voi dirà: ma ci hai presi per deficienti? Possibile che ci devi spiegare queste cose? Ma ci arriviamo perfettamente anche noi, e è verissimo, è verissimo che ci si può arrivare, non è verissimo che ci sia qualche deficiente in giro per definizione il Passaparola i deficienti non lo guardano, ma lo facevo notare per far notare quanto è diverso il modo di ragionare, quanto è facile ragionare nei paesi normali su vicende di cui ormai sappiamo quello che è necessario sapere, e quanto è difficile invece fare un ragionamento normale in Italia, è sufficiente che voi sostituiate Dominique Strauss-Kahn con Silvio Berlusconi o a caso un qualunque altro politico italiano finito nei guai in questi anni, per vedere che subito le cose facili diventano complicate, c’è chi lavora per complicarle, incasinarle, intricarle, per fare in modo che alla fine i fatti che sono molto chiari diventino confusi, nessuno capisca più niente di quello che è successo e a quel punto possono intervenire i soliti trombettieri del principe a ricamarci sopra e a spiegarci che in fondo dove è il problema se uno cerca di violentare o violenta una cameriera, che in fondo tutti nella loro vita violentano le cameriere, che in fondo come possiamo fidarci della parola di una cameriera rispetto alla parola di Dominique Strauss-Kahn e che in fondo, ma ve lo vedete Dominique Strauss-Kahn che tenta di violentare una cameriera portoricana quando può permettersi ben altro gratis?
Oppure qualcuno che ci dice che in fondo in fondo Strauss-Kahn non ha fatto niente di male perché l’uomo è uomo, il maschio è cacciatore! Oppure che beh, insomma ogni tanto uno si deve pur sfogare, oppure dove è il problema? Al massimo Strauss-Kahn è l’utilizzatore finale della cameriera, sono tutti argomenti che hanno cittadinanza soltanto in Italia, sono espressioni intraducibili in altri paesi, perché? Perché negli altri paesi, per quanto nessuno sia perfetto e per quanto gli scandali capitino anche all’estero, non esiste quella fauna di leccaculo che in Italia accompagna i potenti e li accompagna non solo per reggergli la borsa, per tenerli il pisello quando vanno a pisciare, per mettergli il trucco in faccia, per pettinargli, per scrivergli i discorsi, per ricordargli gli appuntamenti, per rispondere al telefono al posto loro, per aprirgli l’ombrello quando piove o quando fa troppo sole, per allontanare gli elettori che vogliono fare domande scomode, no quella corte di leccaculo serve anche a diffondere slogan e luoghi comuni per fare in modo che il maggior numero di persone possibile dia ragione a loro anche quando hanno torto, sono quelli che noi erroneamente chiamiamo i giornalisti di destra, se difendono un leader di destra o i giornalisti di sinistra se difendono i leader di sinistra, non sono né giornalisti né di destra né di sinistra, sono dei leccaculo! Sono dei leccaculo che passano la loro giornata a dare ragione al padrone che li paga e quindi si inventano il così fan tutti, l’embè, il che male c’è, il complotto, l’accanimento giudiziario, la persecuzione, la macchinazione, le toghe rosse, toghe guardone, le toghe sessuofobiche, per nascondere i fatti che di solito sono molto chiari, esattamente come sembrano molto chiari nel caso di Strauss-Kahn , noi abbiamo un Presidente del Consiglio che si intratteneva nottetempo con una minorenne, la pagava, la copriva d’oro, le faceva promesse, quando veniva beccata a rubare la faceva liberare dalla Questura spacciandola per la nipote di Mubarak e quando si è scoperto tutto questo lei ha cominciato a parlottare un po’ in giro e lui le ha detto che se fosse stata zitta o se avesse fatto la matta per rendersi un credibile, l’avrebbe coperta d’oro e lei si aspettava milioni, 5 milioni, le diceva: in parte sono già stati pagati, in parte non ancora, i fatti sono quelli, sono chiarissimi e intorno a lei c’era un giro di prostituzione, in cambio di soldi, di gioielli, di case gratuite, di promesse, di scritture per film, programmi televisivi, promesse di carriera politica, in alcuni casi già mantenute, giro di prostituzione che ruotava intorno a una di queste signorine, non a caso divenuta consigliera regionale e a due anziani signori di cui non vorrei fornire ulteriori qualifiche che si chiamano Lele Mora e Emilio Fede, questi sono i fatti che sono chiarissimi da quello che si legge che si è letto in questi mesi nelle intercettazioni e nel racconto dei protagonisti, soltanto un paese che ha perso di vista i fatti può attendere con ansia il processo per capire cosa è successo, cosa è successo? Lo sappiamo benissimo, lo sanno tutti, a Milano lo sanno anche i paracarri cosa succede di notte o la sera nella Villa di Arcore e a Roma lo sanno tutti, anche i paracarri cosa succede a Palazzo Grazioli e in Sardegna lo sanno tutti, anche i paracarri quello che succede a Villa Certosa.


All'estero ci si dimette, qui si fa carriera
Nel gruppo Berlusconi lo sanno da tempo immemorabile quale sia la concezione e il rapporto tra Berlusconi e la donna, che non è il rapporto del latin lover, non è il rapporto del Don Giovanni, non è il rapporto del conquistatore, non è il rapporto di quello che lui si dipinge, dell’uomo che va a caccia di belle donne, no è un rapporto da sempre mercenario, il problema è che in Italia organizzare, sfruttare, utilizzare, giri di prostituzione non è lecito, non è lecito per un cittadino comune, figuratevi per il Presidente del Consiglio!Invece sul caso Strauss-Kahn nessuno cerca di fare il furbo, si cercherà al massimo di interpretare quello che è potuto succedere, ma quello che è successo lo sappiamo benissimo, un signore che scappa con i pantaloni in mano praticamente da un albergo, mentre una cameriera sta telefonando alla polizia per dire “venitelo a prendere perché mi è saltato addosso!” e essendo uno degli uomini più potenti del mondo viene fatto scendere dalla scaletta dell’aereo dove si era appena rifugiato e dove sperava che entro qualche seconda di decollare, di tornare nel suo paese, è stato fatto riscendere e è stato portato in manette in una gabbietta che immagino piena di spacciatori e di prostitute portoricani.
E lì bivacca in attesa di giudizio senza che nessuno si permetta di dire che la polizia, tanto meno la magistratura americana, lo hanno voluto colpire politicamente, al massimo se qualcuno l’ha voluto colpire politicamente, tutto ciò è avvenuto prima, ma nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio le istituzioni e le autorità che sono preposte al controllo di legalità negli Stati Uniti, anche se quell’indagine ha ricadute politiche, molto più rilevanti di quelle che hanno avuto gli scandali di Berlusconi, anche perché in quei paesi prima di togli dalla vita politica o dalla vita imprenditoriale o dalla vita istituzionale e ti vai a difendere, poi eventualmente torni, nessuno se lo ricorda e pochi giornali l’hanno rammentato, ma Dominique Strauss-Kahn 15 anni fa quando era Ministro dell’economia del governo socialista Chirac fu sospettato di uno scandaletto piuttosto minuscolo, non di tangenti, lui prima di entrare in politica faceva l’avvocato e fu accusato di avere percepito una retribuzione fittizia da un ente pubblico, quando la cosa uscì sui giornali, non ci fu neanche il tempo di lasciarlo incriminare della Magistratura, si era già dimesso perché disse: voglio difendermi a mani libere, come avevano fatto altri 4 Ministri di precedenti governi francesi che indagati o sospettati se ne erano subito andati: Tapì, Carignon, Lunghen e Rossin.
Il Foglio di Ferrara quando Strauss-Kahn si dimise insorse, perché? Perché si dimostrava una volta di più che all’estero per il semplice sospetto se ne vanno, mentre in Italia sui sospetti per non dire sulle imputazioni, sulle condanne si costruiscono carriere politiche, infatti Il Foglio protestò e disse: i PM francesi vanno al governo, le dimissioni di Strauss-Kahn meritano un boato di disapprovazione, Strauss-Kahn è un eletto del popolo e ha ottenuto voti per governare la Francia, si temeva che l’insano gesto di Strauss-Kahn facesse vergognare qualcuno in Italia. Bene Strauss-Kahn naturalmente non legge il foglio, ha di meglio da fare come abbiamo visto, si dimise, in quel processo fu poi assolto e tornò dopo anni di quarantena alla vita politica, adesso probabilmente questa è la mazzata finale, ma è la seconda volta che incappa in un incidente e è la seconda volta che viene immediatamente messo da parte o si mette immediatamente da parte.
L’altro giorno il Capo dello Stato a una domanda sul Parlamento italiano, ha ricordato che in Inghilterra per molto meno rispetto agli scandali italiani, quelle vicenduole di rimborsetti spese da qualche migliaio di Euro ci sono cancellieri dello scacchiere, Ministri, sottosegretari e parlamentari che si sono dimessi e alcuni sono stati pure condannati a pene detentive senza la sospensione condizionale.


Per una volta tanto applausi al Capo dello Stato, ogni tanto fa bene aprire le finestre, dare un’occhiata a quello che succede nelle democrazie vere, sempre per non perdere il contatto con le democrazie vere, speriamo di avere un giorno una classe dirigente, non dico che non incappa in scandali, quelli sono purtroppo inevitabili entro certi limiti perché la natura umana è quella che è, ma almeno una classe politica che quando scoppiano gli scandali li risolte con le dimissioni dell’inquisito anziché con le dimissioni del Magistrato, passate parola, buona settimana!