Monday, August 1, 2011

Viale dei Tremonti - 1 agosto 2011



Testo:

Buongiorno a tutti, siccome è un po’ difficile orientarsi nel cosiddetto caso Casa Tremonti, oggi ci occupiamo di questo guazzabuglio per cercare di mettere un po’ d’ordine e di capire anche cosa può succedere, perché sapete che siamo talmente malridotti che a Tremonti paiono essere appese le residue speranze di salvarci dalla tempesta finanziaria che secondo voci sempre più insistente starebbe per abbattersi anche sul nostro paese, poco prima di ferragosto.

Affitti e subaffitti di Tremonti
Intanto mi scuso con le teste di cazzo che la scorsa settimana si sono meravigliate se mi sono scansato per evitare di prendermi il lampadario in testa durante il terremoto e soprattutto mi scuso per il fatto che a casa mia porto i pantaloni corti, prometto di non farlo più anche perché evidentemente questa è diventata una delle notizie più importanti della settimana, visto che nel nostro paese non succede niente, ma torniamo a Tremonti.
Tutto comincia quando circa un mese e mezzo fa, la Procura di Napoli chiede e ottiene dal G.I.P. di Napoli la custodia cautelare per Marco Milanese che è un ex finanziere che per anni da svolto incarichi di ufficiale, prima sott’ufficiale e poi ufficiale della Guardia di Finanza ha fatto un sacco di verifiche fiscali e poi come ogni tanto avviene, ha lasciato la guardia di Finanza per diventare, nel giro di poco tempo, il principale e più stretto collaboratore di Tremonti che non è soltanto ogni tanto il Ministro delle Finanze dell’economia, ma è soprattutto il titolare di uno dei primissimi studi di tributaristi e commercialisti d’Italia che assiste i maggiori gruppi finanziari e imprenditoriali d’Italia che, come natura vuole, spesso subiscono ispezioni e verifiche fiscali della Guardia di Finanza. Molti capitani di industrie e finanzieri si avvalgono dei servigi di ex ufficiali della Guardia di Finanza e molto spesso cominciano a avvalersene proprio quando questi ufficiali o sott’ufficiali si sono occupati delle loro aziende, si sa come vanno le cose, il finanziere guadagna poco, l’imprenditore guadagna molto, spesso il finanziere rimane, non spesso per fortuna raramente, ma ogni tanto capita, rimane abbacinato dai soldi, dal lusso, dalla rutilante opulenza dei luoghi che è costretto a visitare per ragioni d’ufficio e quindi se ne lascia conquistare, abbandona la divisa e va a guadagnare meglio, spesso le ispezioni che sta facendo finiscono nel nulla, accadde così per esempio con il Finanziere Massimo Maria Berruti che nel 1979 visitò i cantieri di Milano 2, ci trovò un nanerottolo spelacchiato che fingeva di tracciate delle linee su un foglio, chiese se era il proprietario o se non lo conosceva, quello disse, no, no, sono soltanto il progettista, era Berlusconi che era naturalmente il proprietario, ma tanto per cambiare si nascondeva e l’ispezione nonostante che avesse evidenziato alcuni profili interessanti dal punto di vista tributario e dal punto di vista di certe operazioni che si facevano con società estere, fu frettolosamente chiusa e poi si scoprì che uno dei finanzieri, un certo Gallo risultava nelle liste della P2 che uscirono due anni dopo e l’altro Berruti aveva smesso di fare il finanziere, aveva cominciato a fare l’Avvocato e a lavorare proprio per la finanza estera del gruppo del nanerottolo, dopodichè gli successe qualcos'altro, fu arrestato a metà degli anni 80 per lo scandalo Icom da cui poi uscì pulito, non uscì pulito invece poi dallo scandalo della corruzione della Guardia di Finanza, dove lui si prestò a un’operazione di depistaggio per silenziare i finanzieri che venivano corrotti dalla Fininvest e dopo essere stato condannato 8 mesi definitivi per favoreggiamento, approdò mestosamente in Parlamento dove tutt’ora risiede a spese nostre, il caso di Berruti non è isolato, Milanese che per il momento non ha condanne, ha soltanto imputazioni per corruzione ha comunque anche un mandato di cattura che risale, a un mese fa, ma essendo parlamentare, per eseguire il mandato di cattura i giudici hanno dovuto chiedere il permesso alla Camera che, con vari artifizi e raggiri è riuscita a rinviare il voto all’autunno e quindi su Milanese pende una meravigliosa spada di Damocle a forma di manette, vedremo in autunno se il Parlamento, come è già accaduto con l’On. Papa, autorizzerà il suo arresto, oppure se vieterà ai giudici di mettergli le manette!
Nel mandato di cattura inoltrato al Parlamento per l’autorizzazione all’arresto, si legge che Marco Milanese ospita in un appartamento sontuoso in Via Campo Marzio, 24 200 metri quadrati con salone affrescato, il Ministro dell’economia Giulio Tremonti, di cui lui è fedelissimo e risulta che per questo appartamento Milanese paghi un affitto di 8500 Euro al mese, chi ci vive? Tremonti e basta in questo enorme spazio di 200 metri quadrati vive Tremonti che ha famiglia, credo abbia una moglie e un figlio a Pavia, ma a Roma non ha un appartamento suo, quel giorno, quando sui siti comincia a rimbalzare il contenuto di questo mandato di cattura, Tremonti emette un comunicato, un comunicato in cui dice, è il 7 luglio, l’ha detto un mese e mezzo fa, mi sembrava passato più tempo, il 7 luglio “la mia unica abitazione è a in Pavia, non ho avuto altre case a Roma, per 3 sere la settimana che normalmente da più di 15 anni trascorro a Roma, ho sempre avuto soluzioni temporanee - non si capisce come possa il Ministro dell’economia trascorrere soltanto 3 giorni della settimana a Roma, dovremmo averne uno a tempo pieno, invece apprendiamo da lui che ce l’abbiamo a tempo parziale, 3 giorni soltanto va al Ministero, evidentemente – prevalentemente in albergo e come Ministro in Caserma, poi ho accettato l’offerta fattami da Milanese per l’utilizzo temporaneo da parte dell’immobile nella sua piena disponibilità e utilizzo, apprese oggi le notizie giudiziarie relative all’immobile, già da stasera per ovvi motivi di opportunità, cambierò sistemazione”. “Apprese oggi” no “apprese oggi” non è vero, si scopre subito che Tremonti era stato interrogato dai PM di Napoli in gran segreto nel dicembre dell’anno scorso, e lì i magistrati di Napoli gli avevano chiesto conto e ragione di una serie di comportamenti gravissimi di cui accusavano il suo fedelissimo Milanese per chiedergli se lui ne sapesse qualcosa, se li avallasse o se quel tizio approfittasse del suo nome per farsi dare soldi, Ferrari, regali, gioielli, tangenti, Tremonti dunque sa da dicembre che il suo braccio destro è accusato di fatti gravissimi, ma lascia passare dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, fino al 7 luglio, 7 mesi e un pezzo, prima di andarsene dalla casa in cui era ospite e di cui risulta pagare l’affitto Milanese e di prendere le distanze dal suo fedelissimo che ha continuato a essere il suo fedelissimo anche se Tremonti, dall’inizio di dicembre sapeva di quali comportamenti era accusato dalla Procura di Napoli e anche se fin dal 15 dicembre, i giornali avevano dato notizia delle indagini di Napoli su Milanese per corruzione, quindi non lo sapeva soltanto Tremonti, lo sapevamo poi anche tutti noi dopo qualche giorno dal suo interrogatorio, perché se lo è tenuto al fianco? Perché gli ha consentito di continuare a fregiarsi nel titolo di consigliere privilegiato del Ministro dell’economia? Perché è rimasto a casa sua fino al 7 luglio? Mistero!
Imprudenza, leggerezza, menefreghismo, senso di impunità, “io sono io, voi non siete un cazzo!”, può essere tutto, sta di fatto che questo è!
Cosa succede a quel punto? Succede che il Parlamento va avanti nell’esame del mandato di cattura, si scoprono altre cose e ci si domanda com’è possibile che Milanese disponga di 8500 Euro al mese per pagare l’affitto di una casa dove non abita, visto che poi deve anche occuparsi della casa dove abita, visto che ha una prima moglie da cui si è separato e poi ne ha una seconda, avrebbe un certo numero di spese per quanto i parlamentari guadagnino bene, come fa Milanese a permettersi di poter offrire a Tremonti un appartamento per il quale paga 8500 Euro? Niente paura che i magistrati di Napoli vanno avanti con le indagini e scoprono che in realtà quell’appartamento dove abita Tremonti in Via Campo Marzio di 200 metri quadrati con gli affreschi e altri ammennicoli, sì sembra pagarlo, quanto all’affitto Milanese, ma in realtà i soldi a Milanese per quell’appartamento glieli dà qualcun altro, così almeno sostiene un costruttore edile che si chiama Tommaso Di Lernia nel giro è noto come “er cowboy” è un ex muratore che ha messo in piedi un’aziendina, un’impresa edile e che fa lavori, ovviamente e fa lavori che intersecano varie indagini che in questo momento sono aperte a Roma e a Napoli: Finmeccanica, Enav e cosa dice questo Di Lernia? Questo Di Lernia dice in un memoriale, che l’affitto della casa abitata dal Ministro Tremonti in Via Campo Marzio non lo paga Milanese, ma lo paga un altro imprenditore che si chiama Angelo Proietti, perché Proietti dovrebbe pagare quei soldi per l’affitto di una casa abitata da Tremonti? Lo fa così perché gli è simpatico Tremonti o gli è simpatico Milanese? No, dice Di Lernia che in cambio questo proietti riceve subappalti nelle opere appaltate dall’Enav, l’Enav è un ente pubblico che si occupa del controllo sui voli, sugli aerei.
Chi è il controllore dell’Enav? Il Ministero dell’Economia, cioè Tremonti e Milanese, non solo, ma questo proietti pare abbia ristrutturato quell’appartamento gratis e in cambio, secondo l’accusa avrebbe avuto degli appalti anche da un’altra società pubblica, la Sogei che è partecipata al 100% sempre dal Ministero dell’economia, quindi il sospetto, Milanese ha querelato Di Lernia per calunnia, quindi dobbiamo parlare semplicemente di sospetto che nasce dal memoriale di Di Lernia è Proietti ristruttura gratuitamente l’appartamento a Milanese dove poi abita Tremonti, Proietti paga l’affitto a Milanese al posto di Milanese di Tremonti e in cambio ottiene subappalti dall’Enav e appalti dalla Sogei che sono società l’una che ha come supervisione il Ministero rappresentato da Tremonti e l’altra che ha addirittura come socio unico il Ministero rappresentato da Tremonti. Dice poi Di Lernia che ci sono dietro a Tremonti brutte storie di ricatti, perché dice Di Lernia, Tremonti è stato ricattato da Lorenzo Cola, quest’ultimo è un faccendiere che è stato in carcere a lungo, forse lo è ancora, altrimenti è stato appena liberato, in quanto era il consulente di Guarguaglini che è il N. 1 della Finmeccanica, per cosa veniva ricattato Tremonti? 1) Veniva ricattato per il fatto che l’affitto della casa non lo pagavano né lui né Milanese, dice Di Lernia; 2) perché Di Lernia era stato costretto, sempre in cambio poi di favori, di appalti a comprare sopracosto uno yacht, una barca di Milanese e poi aggiunge Di Lernia, veniva ricattato Tremonti anche per le sue altre porcate che non sappiamo quali siano.


Chi ricatta il ministro delle Finanze?
Perché veniva ricattato con queste notizie compromettenti da Cola? Perché Cola si sarebbe speso per fare in modo che il suo referente in Finmeccanica, il capo di Finmeccanica Guarguaglini non venisse sostituito, a un certo punto pareva che Tremonti volesse sostituire Guarguaglini con Flavio Cattaneo, l’ex Direttore generale della RAI che ora è amministratore di Terna, per salvare Guarguaglini dall’avvicendamento ci sarebbe stato un ricatto a Tremonti.Se togli Guarguaglini e metti Flavio Cattaneo noi facciamo uscire le tue porcate: affitto, barca e altre, non sappiamo se è vero o non è vero che le cose sono andate così, sappiamo però che Guarguaglini è stato riconfermato a Finmeccanica e così avremmo, se fosse vero, un uso privato di gruppi pubblici, come: Sogei, Enav e Finmeccanica, dove le nomine non si decidono in base al merito, ma si decidono in base a ricatti, scambi di favori, oppure raccomandazioni di Milanese che era attivissimo nel nominare e nello snominare negli ambienti delle aziende statali e parastatali, questo Di Lernia non è che sia un giglio di campo, Di Lernia è un costruttore accusato a sua volta di corruzione e frode fiscale perché la sua società ha avuto degli appalti dall’Enav.
Però parla, consegna questo memoriale e quindi questo memoriale viene depositato agli atti. Raccontando queste cose nel suo memoriale Di Lernia racconta che l’affitto di Tremonti in realtà non lo pagava Milanese ma lo pagava Proietti in cambio di appalti dall’Enav e dalla Sogei.
A questo punto seconda comunicazione di Tremonti, il quale dice “è vero che lo pagava Proietti”, Milanese pure dice che non è vero che l’affitto lo pagava Proietti, Milanese dice “lo pagavo io e poi Tremonti mi dava circa la metà” Tremonti conferma “davo 4000 Euro al mese a Milanese per il disturbo di occupare un appartamento affittato da lui” 4 mila Euro, i magistrati controllato, non risulta nessun contratto di sublocazione, tra l’affittuario ufficiale, Milanese e il subaffittuario Tremonti, quindi evidentemente gli dava i soldi così, brevi manu, in contanti, non risultano neanche bonifici o assegni se non un assegno che può non riguarda questa faccenda, ma un’altra transazione tra Tremonti e Milanese.
Tremonti comunica tutto ciò e dice: “ho fatto una leggerezza, ho fatto una stupidata, è stato un errore, ma l’ho fatta per ragioni di privacy – perché dice – convenuto lo specifico conteggio di una somma a titolo di contributo, pagata via, via per ciascuna settimana, calcolata in base alla mia tariffa giornaliera di ospitalità alberghiera, nessun nero e nessuna irregolarità, all’inizio avevo pensato a un diverso contratto che poi ho subito escluso per ragioni personali. Trattandosi di questo tipo di rapporto tra privati e cittadini non era dovuto all’emissione di fattura o vietata la forma di pagamento, come facevo a disporre ogni settimana del contante? Dal 2001 prima e poi dal 2008, cioè da quando è diventato Ministro la prima e la seconda volta, la prima volta dal 2001 al 2004 poi fu cacciato e sostituito da Siniscalco, questa volta dal 2008 a oggi, ricevo in contanti in modo perfettamente lecito e ufficialmente registrato il mio compenso da Ministero pari a circa 2390 Euro al mese” quindi dove prende gli altri 1600 Euro al mese per pagare cash il subaffitto informale a Milanese? Dice nel 2008 sul 2007 ho dichiarato tanto al fisco, quanto in Parlamento, un reddito annuale molto elevato come nei tanti anni precedenti e così pur avendo interrotto l’attività professionale, ho o accumulato titolarità di altri redditi, è tutto tracciato e tracciabile, ho fatto errori? Sì, certamente in primo luogo che qualcosa posso rimproverarmi, via il fatto di non avere lasciato prima l’immobile, l’ho fatto in buonafede ma sarebbe stato senza dubbio più opportuno, dato che proprio questo è ora causa di speculazioni che avrebbe potuto e dovuto evitare, però non ho commesso illeciti” questo dice lui, illeciti penali non si sa, vedrà la magistratura.
Illeciti nel senso che ha violato una legge? Quello sì, abbiamo scoperto noi de Il Fatto Quotidiano, che nella legge finanziaria del 2005, nell’ambito della “lotta” all’evasione fiscale, Tremonti aveva fatto infilare una norma che rende nulli i contratti di sublocazione se non vengono registrati, perché? Per evitare gli affitti in nero, se ho degli appartamenti e li affitto a degli extracomunitari e mi faccio dare i soldi fuori busta e poi dico: va beh, ma sono amici miei, li sto ospitando, facciamo tutto tra di noi, è evidente che sto sfuggendo al fisco, qualcuno sta sfuggendo al fisco, qualcosa sta sfuggendo al fisco, ecco perché nel 2005 opportunamente la legge finanziaria che ovviamente era stata fatta l’anno prima, prevedeva che dal primo gennaio 2005 i contratti di locazione o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento di unità immobiliari o di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli se ricorrendone i presupposti non sono registrati, inoltre la registrazione del contratto deve essere effettuata entro 30 giorni dalla stipula.
C’è già una sentenza del Tribunale di Roma del 30 settembre 2010 e ribadisce la sanzione della nullità nel contratto di locazione in caso di mancata registrazione entro 30 giorni dalla stipula, questo dice la sentenza, perché? Qual è la ratio di questa norma? Perché l’evasione fiscale nasce spesso da contratti d’affitto informali, in nero, tant’è che già nel 1998 la legge 431 prevedeva la nullità del contratto di locazione a uso abitativo non registrato, è nulla ogni pattuazione ogni volta, volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, ma quella norma riguardava soltanto i contratti di locazione a uso abitativo.
Così questa norma è stata integrata con quella che vi ho letto prima del 2005. Tremonti dice: parzialmente occupavo quell’alloggio e quindi pagavo la metà” ma nessuno dei vicini ha mai visto altri se non lui occupare quell’appartamento e quindi perché se lo occupava tutto, pagava soltanto la metà? Tenete presente che se per caso avesse pagato cash a Milanese più di 5000 Euro, sarebbe incappato nella legge antiriciclaggio che prevede che contanti e senza fattura non si possa pagare più di 5 mila Euro, se uno supera i 5 mila Euro, incappa nella sospetta operazione di riciclaggio e quindi il pagamento deve essere tracciabile sopra quella soglia, speriamo che sia vero che pagava soltanto 4 mila Euro, non possiamo verificarlo perché ovviamente se lo faceva per contanti, non esistono bonifici, non esistono assegni e quindi non esistono documenti che dimostrino che dava veramente solo 4 mila Euro a Milanese che pur non mettendo piede in quella casa, di Euro ne pagava 8500, poco importa se poi se li faceva dare da Proietti come dice Di Lernia, oppure se li metteva di tasca sua, prendendoli non si sa bene da quale reddito, visto che poi ha anche due famiglie da mantenere e ha anche la sua di casa, almeno una, credo che ne abbia anche un’altra poi nel napoletano, visto che è originario di quelle parti.
napoletano, visto che è originario di quelle parti. casa, almeno una, credo che ne abbia anche un'le reddito, visto che poi h
Non basta, perché Tremonti ha detto: ho lasciato la caserma della Guardia di Finanza per andare a abitare o in albergo o meglio ancora a casa di Milanese per ragioni di privacy, non si capisce che differenza ci sia tra l’albergo e la casa di Milanese ai fini della privacy, perché? Perché Tremonti dice che in quella caserma della Guardia di Finanza si sentiva controllato, spiato e talvolta addirittura pedinato.
In caserma, come fanno a pedinarti in albergo? Se riescono a pedinarti in albergo, riescono anche a pedinarti a casa di Milanese, se invece non riescono a pedinarti a casa di Milanese non riescono a pedinarti neanche in albergo e quindi perché non vai in albergo? Tra l’altro in albergo, ha spiegato lo stesso Tremonti, abitava senza spenderci una lira, perché? Perché ovviamente essendo a Roma per motivi di ufficio, era Ministro, l’albergo glielo pagava lo Stato, glielo pagavamo noi, allora perché lasciare l’albergo dove non spendeva una lira per andare a abitare da Milanese dove spendeva, dice lui, 4 mila Euro al mese cash, per non farsi pedinare? Ma lo potevano pedinare anche in albergo! Poi chi lo pedinava? Ovviamente uomini della Guardia di Finanza, Tremonti come scorta ha uomini della Guardia di Finanza perché è il Ministro delle finanze, ci mancherebbe altro! Ma se uno ha il sospetto che la finanza lo faccia pedinare, può chiedere una scorta dei Carabinieri o della Polizia, perché ha continuato a farsi scortare dalla Guardia di Finanza se aveva quei sospetti? Poi ci sono le date, le date che non tornano, lui dice: quando ho cominciato a temere che mi pedinassero ho lasciato la caserma e sono andato o in albergo o a casa di Milanese, ma l’ultima volta che nella caserma che c’è dietro al Ministero delle Finanze hanno visto Tremonti è il 2004, quando lasciò il Ministero perché nell’estate del 2004 fu cacciato dal governo Berlusconi perché Fini e Casini chiesero la sua testa, accusandolo addirittura di presentare i conti falsi all’Europa e misero al suo posto Siniscalco.
Dall’estate dal 2004 all’estate dal 2008 Tremonti non è stato più Ministro, quindi non ha avuto più alcun titolo per vivere nella caserma della Guardia di Finanza, dove comunque non è tornato mai quando è rientrato al Ministero dell’economia, quindi se aveva paura che lo pedinassero ce l’aveva prima del 2004 in caserma, allora che c’entra il pedinamento eventuale nel 2004 con la scelta di andare a vivere da Milanese? Lo dico perché l’affitto Milanese per l’appartamento in Via Campo Marzio ha incominciato a pagarlo nel 2008, quando Tremonti è tornato al governo, quindi Tremonti per 4 anni non ha avuto cariche, quindi se andava a Roma andava per fatti suoi, immagino in albergo, quando è tornato a essere Ministro, invece di tornare in caserma, visto che aveva paura di essere pedinato, è andato a casa di Milanese, ma allora vogliamo pensare che lo pedinavano nel 2004? E perché?


Se il ministro delle finanze non si fida della Finanza
Nel 2004 Tremonti non aveva alcuno scazzo con Berlusconi, mentre invece nell’intervista – colloquio con Repubblica lui sembra far risalire questi pedinamenti alla sua recente guerra con Berlusconi che lo considera un rivale interno, un potenziale nemico, uno che gli monta contro Bossi, è un anno circa che i giornali di Berlusconi hanno cominciato a massacrare Tremonti, prima mai!Quindi Tremonti collega le campagne di stampa de Il Giornale, di Libero e di Panorama contro di lui, le paragona al metodo Boffo, dice di aver detto a Berlusconi “non accetterò che usiate con me il metodo Boffo” addirittura fa cenno alle voci che in Parlamento giravano su una cordata della Guardia di Finanze fedele a Berlusconi, rappresentata dal Gen. Adinolfi, Capo di Stato maggiore della Finanza, oggi indagato a Napoli per rivelazione di segreti che avrebbe avuto un rapporto molto stretto con Berlusconi, rapporto che Berlusconi non può avere con un Generale della Guardia di Finanza perché non sta a lui, la Guardia di Finanza è sotto l’egida del Ministero dell’economia, non del Presidente del Consiglio.
Allora se collega questa guerra per bande che si fronteggia nell’ultimo anno tra ufficiali tremontiani e ufficiali berlusconiani ai vertici della Guardia di Finanza con i pedinamenti e i pedinamenti come abbiamo visto in caserma non possono essere avvenuti dopo il 2004, c’è qualcosa che non quadra, perché questa guerra per bande ai vertici della finanza, ammesso che ci sia, risale al 2010/2011 e lui ha cominciato a vivere a casa di Milanese nel 2008, allora quando è che temeva di essere pedinato? Quando non era neanche al governo, quando non aveva ancora litigato con Berlusconi? Misteri su misteri, infine c’è un profilo istituzionale in tutto questo, cioè il Ministro dell’economia che esercita il controllo sulla Guardia di Finanza che dipende gerarchicamente da lui e nomina i vertici della Guardia di Finanza, pensa che i vertici della Guardia di Finanza lo facciano spiare, perché dico questo? Perché a nessun finanziere, soldato semplice, a nessuno della manovalanza potrebbe mai venire in mente di spiare il Ministro delle Finanze che sta sopra in cima alla piramide gerarchica, se qualcuno dei sottoposti lo fa, vuole dire che gliel’ha chiesto un superiore, un superiore molto importante che ti deve convincere a spiare uno che è addirittura superiore a lui, quindi è evidente che se ci sono stati spionaggi e pedinamenti, sono stati ordinati dagli altissimi vertici, evidentemente non dai vertici fedeli a Tremonti, ma da quelli Fedeli a Berlusconi, quindi è chiaro che Tremonti quando accusa i misteriosi pedinatori e spioni, sta puntando il dito contro la cordata di generali fedeli a Berlusconi e sta puntando dunque il dito contro Berlusconi, contro il suo Presidente del Consiglio, ora può uno fare il Ministro delle finanze in un governo presieduto da un signore che lui sospetta che lo faccia spiare dalla Guardia di Finanza? Può il Ministro delle Finanze limitarsi a sospettare tutto ciò e a pensare di risolvere il problema dei pedinamenti cambiando casa o andando a dormire da un’altra parte? Come se fosse una faccenda sua privata, ma se la Guardia di Finanza spia il Ministro delle Finanze, forse per ordine del Presidente del Consiglio, quello è una specie di colpo di Stato, sicuramente è un reato, perché non l’ha denunciato? Dice non ho le prove, benissimo, ma se tu non ti fidi più di certi ufficiali della Guardia di Finanza, di cui ci sono i nomi e cognomi nei suoi verbali davanti ai magistrati di Napoli, a cominciare da Adinolfi è può potere cacciarli, nel 2007 il Ministro delle finanze Tommaso Padoa Schioppa, un grande Ministro delle finanze, purtroppo scomparso, una persona corretta e irreprensibile, per bene, andò in Parlamento e fece una durissima requisitoria contro il Generale speciale Capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza dell’epoca e lo cacciò e ebbe ragione perché di lì a poco Speciale fu condannato in appello per peculato, per l’uso privato che faceva di mezzi aerei del corpo, per farsi portare addirittura le spigole in alta montagna durante le vacanze a lui e ai suoi amici.
Poi ne faceva delle altre, infatti è stato subito premiato dopo la condanna con una candidatura sicura in Parlamento e oggi è parlamentare del Pdl, Tremonti avrebbe dovuto fare la stessa cosa con gli ufficiali che riteneva felloni e poi avrebbe dovuto dimettersi dal governo presieduto da colui che lui ritiene in qualche modo avesse a che fare con quello spionaggio ai suoi danni e poi avrebbe dovuto contemporaneamente andare dalla magistratura a denunciare tutti quanti, perché se il Ministro delle Finanze ha dei sospetti sulla Guardia di Finanza, non li deve risolvere cambiando letto o cambiando stanza o cambiando casa, li deve risolvere per via istituzionale, anche perché visto che sono tutti al loro posto il Presidente del Consiglio, Tremonti e i vertici della Guardia di Finanza e così en passant anche il sottosegretario Crosetto ha dichiarato che anche lui non si fida della finanza, che ha paura della Guardia di Finanza, che se qualcuno parla male della Guardia di Finanza, gli arriva la finanza in casa e che la Finanza rappresenterebbe, dice il sottosegretario alla difesa Crosetto, un potere senza controllo, al punto da invocare il controllo della magistratura, se questo pensano esponenti del governo della Guardia di Finanza, mettetevi nei panni di un imprenditore che si vede arrivare i finanzieri per fare una verifica fiscale, cosa deve fare? Deve farli entrare? O li deve cacciare a pedate dicendo: mi sento spiato, controllato, pedinato, c’è un complotto contro di me? C’è una cordata contro di me? Me la state facendo pagare? Se c’è un corpo dello Stato che deve essere assolutamente imparziale, cristallino e rispondere soltanto alle leggi e non, come lo stesso Tremonti dice: alle cordate e alle guerre per bande, è proprio la finanza, perché? Perché spetta alla Guardia di Finanza sorvegliare sulla correttezza del nostro capitalismo, della nostra impresa, della nostra finanza e far pagare le tasse a chi non le paga in un paese dove ci sono 130 miliardi di Euro all’anno di evasione fiscale e un buco colossale che non sappiamo come riempire e che forse ci potrebbe portare al baratro finanziario entro poco.


Se non è imparziale la Guardia di Finanza, se non è affidabile la Guardia di Finanza è evidente che viene meno lo Stato, l’economia, tutto! Il problema quindi non è la casa, l’affitto, quelli sono casi di malcostume che poi vedremo se hanno rilevanza penale etc., basta meno di ciò che è emerso su Tremonti per far dimettere un Ministro in qualunque altro paese del mondo, compreso l’Africa, Asia e il sud-America, ma qui vedete come è tutto collegato, il problema è che il Ministro Tremonti dovrebbe prima cacciare chi sospetta di averlo spiato e poi dimettersi perché non può rimanere in un governo in cui hai il sospetto che il capo del Governo l’abbia fatto spiare per usare nei suoi confronti il metodo Boffo, in anche per dare un segnale ai cittadini, perché se il Ministro delle Finanze non si fida della Guardia di Finanza, per quale motivo dovremmo fidarcene noi? Passate parola!

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