Wednesday, September 28, 2011

Lavitola e le domande di Travaglio ("Bersaglio mobile", 28Set2011)

La Vespa Regina

Il Fatto Quotidiano, 28 settembre 2011

L’altro giorno Palazzo Grazioli ha dovuto precipitosamente smentire la visita dell’Ape Regina, al secolo Sabina Began (che naturalmente ha confermato tutto). Nessuna smentita invece per la visita al premier di un altro insetto: Bruno Vespa, posatosi sul suo miele prediletto per raccoglierne il nettare in vista del suo prossimo libro-panettone natalizio, dal titolo Quale amore (ma che domande: quello!). Nell’attesa, bisogna accontentarsi di Porta a Porta, che lunedì è andato così bene da farsi scavalcare persino dal film horror di Italia1 Saw-L’enigmista. Orrore per orrore, la gente ha preferito qualcosa di nuovo.

Infatti il salottino vespiano pareva un pezzo di modernariato portaportese, dedicato sorprendentemente a un tema inedito: le intercettazioni. Non allo scandalo del loro contenuto, si capisce, ma a quello dei pm che le fanno, dei giornali che le pubblicano e soprattutto dei cittadini che le vengono a sapere. Persino i vescovi le hanno lette e sono inorriditi. Ma Vespa, da buon insetto, ha sorvolato, dedicando all’anatema di Bagnasco tre nanosecondi sui titoli di coda, quando anche l’ultimo telespettatore era stramazzato al suolo. Per il resto, insulti al giudice Palamara (“Ma lei ci capisce o non ci capisce?”). Beatificazione di Vittorio Emanuele di Savoia (chiamato financo “principe”). Panzane a volontà sui “100 mila italiani intercettati ogni anno” (sono 6 mila). Alcune flatulenze di Gasparri il cui senso sfuggiva ai più. E molte congratulazioni alle leggi bavaglio Mastella & Alfano. Leggi, entrambe, a cura della signora Augusta Iannini, dal 2001 alto dirigente del ministero della Giustizia e incidentalmente moglie di Vespa.

Il bello della puntata è che galleggiava in un assoluto vuoto spazio-temporale: pareva registrata 10-15 anni fa e forse lo era. Per dare un tocco vintage al tutto, c’era persino Mastella, pallido ed emaciato, dipinto come un perseguitato politico, illegalmente intercettato e perquisito con tutta la sua famiglia, poi sempre prosciolto: il fatto che l’intera sua famiglia sia stata imputata (Clemente, la signora Sandra, il consuocero Carlo) o indagata (i figli Elio e Pellegrino) non risultava a nessuno dei presenti. Il che aumentava la sensazione di un programma registrato nella notte dei tempi.

Siccome ormai in tv è proibito discutere di giustizia, e dunque di B., senza la presenza di un suo impiegato, pontificava in studio Giorgio Mulè, direttore di Panorama. Anche lui, parlando dalla preistoria, ignorava i due processi in corso a Napoli contro Mastella per quattro concussioni, tre abusi, una truffa, una malversazione e un’appropriazione indebita. Infatti sosteneva che “le sue intercettazioni non hanno avuto riscontro giudiziario: è stato massacrato e assolto”. Evidentemente la puntata risaliva a quando Berta filava, Mastella non era ancora imputato e Mulè non dirigeva ancora Panorama. Già, perché nel 2007, con una fuga di notizie illecita, Panorama rivelò che Prodi era stato iscritto nel registro degli indagati a Catanzaro per Why Not; e nel 2008, con un’altra fuga di notizie illecita, Panorama pubblicò intercettazioni prive di rilevanza penale fra Prodi e alcuni imprenditori, racchiuse in un fascicolo senza indagati trasmesso dalla Procura di Trento a quella di Roma e poi archiviata. Un mese fa Panorama, diretto da Mulè, fece un’altra fuga di notizie illecita ai limiti del favoreggiamento, pubblicando la richiesta d’arresto per Tarantini e Lavitola (il quale, avvertito da Panorama e consultatosi col premier-editore-complice, scappò).

Tutte notizie segrete, ma vere, che era giusto pubblicare. Ma è altamente improbabile che chi dirige un giornale specializzato nelle fughe di notizie illecite denunci le fughe di notizie illecite dei giornali, auspicando pene esemplari per chi le fa. Dunque è sicuro: Porta a Porta era roba di repertorio. A meno di pensare che il Mulè soffra di sdoppiamento della personalità. O di autolesionismo acuto: non vorrà mica essere arrestato con le fonti del suo giornale?

Monday, September 26, 2011

Lega di mafia e di governo - 26 settembre 2011



Testo:

Buongiorno a tutti, abbiamo e lo sappiamo, un Ministro imputato di mafia, Ministri incarica imputati di mafia non ne avevamo mai avuti, di solito processi ai politici per mafia, avvenivano quando avevano già lasciato l’incarico, invece questo è diventato Ministero quando era indagato per mafia e poi come spesso avviene, dopo essere diventato Ministro, è stato addirittura imputato, cioè la Procura di Palermo ha chiesto il suo rinvio a giudizio.

Il ministro imputato
Inizialmente la Procura di Palermo aveva chiesto la sua archiviazione ritenendo dimostrati, ultradimostrati i suoi rapporti con mafiosi, ma non sufficienti a far scattare quel reato che è scritto a posta per i politici mafiosi, il concorso esterno in associazione mafiosa, che è un’interpretazione dell’associazione mafiosa e che scatta soltanto quando si dimostrano non i rapporti tra il politico e il mafioso, ma lo scambio tra il politico e il mafioso.
Bisogna dimostrare cosa ha dato il politico al mafioso di utile per rafforzare l’intera organizzazione mafiosa e cosa ha dato il mafioso al politico per rafforzarlo nella sua carriera politica, la stessa cosa naturalmente vale per tutti quelli che non fanno parte organicamente della mafia, associazione interna alla mafia, ma che dall’esterno, dalle loro professioni spalleggiano e aiutano la mafia non occasionalmente una o due volte, quello è favoreggiamento, ma stabilmente mettendo al servizio la loro funzione pubblica o privata per rafforzare la mafia e del resto la mafia non esisterebbe se non avesse aiuti nella politica, nelle forze dell’ ordine, nella magistratura, nel mondo della finanza, nel mercato degli appalti, nella Chiesa e in tanti altri ambiti come quelli delle professioni, come quelli degli ospedali etc..
Chiunque, architetto, prete, poliziotto, Carabiniere, Magistrato, politico, banchiere, finanziere, spione dei servizi segreti etc., mette al servizio di Cosa Nostra il suo lavoro, il suo ruolo nella società, commette concorso esterno in associazione mafiosa, sempre che si riesca a dimostrare quello che ha dato per contribuire al rafforzamento della mafia e quello che ne ha ricevuto in cambio. Se non si dimostra sia il do sia il des, il reato non scatta, anche se ci sono magari le prove persino fotografiche o telefoniche del fatto che il mafioso e l’esterno si incontrano, vanno a cena, si abbracciano, fanno affari insieme, si danno del tu, fanno l’uno il testimone di nozze dell’altro, il padrino di battesimo dei figli dell’altro etc..
Quindi la Procura di Palermo aveva ritenuto che Francesco Saverio Romano fosse sì un amico dei mafiosi, ma che non ci fossero sufficienti elementi per dimostrare quel patto, quello scambio, quel do ut des e quindi aveva chiesto l’archiviazione, cosa vuole dire? Vuole dire che sei innocente? No, l’archiviazione vuole dire che l’indagine con quello che è riuscita a trovare, non fa ben sperare di poter dimostrare l’accusa al processo, quindi al processo sì che se l’indagine non ha dimostrato le cose che tu pensi che siano avvenute, dà luogo a un’assoluzione che poi diventa tombale, se uno assolve una persona per dei fatti, quella persona non può poi essere condannata un’altra volta per gli stessi fatti, per un principio giuridico che si chiama ne bis in idem, non due volte sulla stessa cosa , molto meglio quando un’indagine si ritiene ancora incompleta, ancora suscettibile di raccogliere nuovi dati, archiviarla, così poi se arrivano queste nuove carte, questi nuovi dati, questi nuovi elementi, queste nuove testimonianze, queste nuove prove, queste nuove confessioni, riapri, archiviare vuole dire mettere in freezer per poter scongelare al momento opportuno.
Se invece tu mandi a processo con degli elementi un po’ carenti e l’imputato ti viene assolto, poi per quegli stessi fatti non lo puoi più riprocessare, neanche se hai degli elementi più importanti.
Caso clamoroso è quello della strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza Fontana furono assolti, a suo tempo nel processo che da Milano era stato trasferito a Catanzaro per legittimo sospetto, erano stati assolti Freda, Ventura, Giannetini etc..
Qualche anno fa in Cassazione il nuovo processo ha stabilito che tra i colpevoli della strage di Piazza Fontana, c’erano proprio Freda e Ventura ma non potevano più essere condannati perché erano già stati assolti in un altro processo, per questo la Procura di Palermo, conoscendo anche le maglie strettissime dell’aggiudicante palermitana quando ci sono di mezzo dei politici e dei potenti ha detto: abbiamo elementi per dire che Saverio Romano è amico dei mafiosi, ma forse non siamo ancora in grado di assicurarci che venga in un processo condannato per concorso esterno, archiviamo e aspettiamo di trovare nuovi elementi.
Il G.I.P. invece ha deciso diversamente ha detto: no, secondo me quegli elementi ci sono e ha disposto una serie di nuove indagini, al termine delle quali la Procura ha di nuovo detto: non siamo così sicuri di avere elementi in grado di convincere un Tribunale a condannare un parlamentare, non un passante, per concorso esterno, archiviamo, il G.I.P. per la seconda volta gli ha detto: no, quando succede la seconda volta il G.I.P., se non è d’accordo con la richiesta di archiviazione della Procura, ordina alla Procura l’imputazione coatta, cosa vuole dire? Ordina alla Procura di chiedere il rinvio a giudizio, rinvio a giudizio che poi verrà accolto o respinto, non più dal G.I.P. che seguiva le indagini, ma dal Gup, quindi da un altro giudice, il giudice dell’udienza preliminare e questo è accaduto, la Procura ha formulato l’imputazione cioè ha chiesto al Gup nuovo, giudice il rinvio a giudizio di Francesco Saverio Romano, ed il 25 ottobre il Gup si pronuncerà e quindi il 25 ottobre sapremo se Romano che è già imputato nel momento in cui la Procura chiede il suo rinvio a giudizio, cioè esercita l’azione penale, sarà anche davanti al Tribunale o se invece verrà prosciolto.
Se verrà prosciolto per quei fatti per i quali era indagato, non potrà più essere riprocessato neanche se emergeranno nuovi atti e questa è la vicenda giudiziaria, dopo vedremo quali sono gli elementi a carico di Romano, perché dopo che la Procura ha chiesto le due archiviazioni e il G.I.P. le ha respinte tutte e due, sono saltati fuori già dei nuovi elementi, per fortuna ci sono un paio di nuovi pentiti del giro Provenzano che chiamano in causa vari politici, tra i quali anche Saverio Romano e vedrete che ce ne saranno degli altri di nuovi pentiti, io non so niente perché certamente i nuovi pentiti non vengono da me, ma credo che il clima politico favorisca l’emersione di nuovi collaboratori di giustizia, i collaboratori di giustizia sono persone umane, sono dei criminali, sono dei mafiosi che ogni giorno, quando si svegliano valutano se sia il caso di collaborare per ottenere qualche sconto di pena e un trattamento carcerario più umano o se invece convenga tacere, in questo momento con la politica sottoterra per quanto riguarda il suo prestigio e la sua influenza nella società, tirare in ballo un politico legato alla mafia, è molto meno pericoloso che farlo quando i politici spadroneggiavano, quindi è abbastanza possibile che la situazione politica favorisca l’affiorare di nuovi collaboratori di giustizia, per intanto sappiamo che ce ne sono due nuovi che tirano in ballo Romano oltre a altri 3 collaboratori storici, lo vediamo tra un attimo.
Il versante politico di tutta questa faccenda è che Romano diventa Ministro, questa primavera, Ministro delle risorse agricole, al posto di Ronchi, Ronchi era Ministro… ho sbagliato tutto, al posto di Galan che è passato ai beni culturali al posto di Bondi dimissionario. L’agricoltura è ovviamente un Ministero molto clientelare, per esempio rientrano sotto la sua competenza tutta la faccenda delle quote latte comunitarie e rientrano ovviamente sotto la sua competenza gli aiuti all’agricoltura che sono molto importanti in una Regione come la Sicilia. Cuffaro ha fatto l’Assessore all’agricoltura prima di andare a fare il Governatore della Sicilia e poi il parlamentare e attualmente il detenuto, quindi l’agricoltura è importante e Romano è andato lì. Ricorderete la pantomima del Capo dello Stato che da un lato nominava Romano, non dimentichiamolo mai, i Ministri li nomina il Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio li può indicare, ma poi è il Capo dello Stato che decide se diventano Ministri oppure no, infatti il Capo dello Stato, dopo avere nominato e dopo avere fatto giurare Romano nelle proprie mani sulla Costituzione, mentre Romano usciva dal Quirinale, emise un comunicato in cui diceva che aveva chiesto notizie dell’indagine per mafia a carico di Romano che era indagato per mafia, in quel momento c’era la richiesta di archiviazione della Procura che di lì a poco sarebbe stata respinta.
Chiese informazioni perché stava nominando un indagato per mafia Ministro dell’agricoltura, non è mai successo nella storia, pur disgrazia del nostro paese, che una persona indagata per mafia, diventasse Ministro, di solito era il contrario, prima diventavano Ministri e poi venivano indagati per mafia, oppure venivano indagati per mafia dopo che avevano lasciato il governo e la politica (vedi Andreotti). Cosa succede? Succede che poi le cose vanno avanti, quindi Napolitano dopo avere saputo che la Procura aveva chiesto l’archiviazione, avrà formalmente letto i giornali e avrà scoperto che l’archiviazione era stata respinta e che la seconda volta c’era stata l’imputazione coatta e che la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio del Ministero che lui ha nominato, rinvio a giudizio per associazione mafiosa in concorso esterno, però da allora non si è più sentito. Chiedeva informazioni e se ne dichiarava evidentemente soddisfatto perché nominava quel Ministro lì quando era solo indagato per giunta con una richiesta di archiviazione sul capo e adesso che è imputato con una richiesta di rinvio a giudizio sul capo, non fa altri comunicati, non dice niente, non prende le distanze? L’ha nominato lui quel Ministro, domani in Parlamento, alla Camera si vota, voto segreto, la mozione di sfiducia individuale al Ministro Romano presentata dai partiti di opposizione, vuole dire che il Parlamento, se su quella mozione si raggiungerà una maggioranza, sfiducerà non il governo, ma il Ministro delle risorse agricole che dovrebbe quindi immediatamente dopo dimettersi, correva voce che Berlusconi volesse far dimettere Romano un attimo prima della votazione, perché? Perché con il voto segreto ovviamente non si sa mai come vanno a finire le cose, avete visto che con il voto segreto l’On. Papa è finito in galera, “tradito” dalla sua stessa maggioranza, mentre invece Marco Milanese si è salvato per pochissimi voti, per 6 voti dall’arresto, qui non si vota contro o contro l’arresto, pro o contro un’autorizzazione ai magistrati, qui si vota un fatto politico, se questo signore debba fare ancora il Ministro oppure no, quindi non si vota per togliergli la libertà, per intercettarlo, per mettergli le manette, semplicemente se un imputato di mafia possa fare il Ministro delle risorse agricole oppure no.


Maroni e la lotta alla mafia col ministro imputato di mafia
Maroni, il Ministro dell’Interno, quello che si vanta sempre di avere fatto tante catture di mafiosi, Maroni e i maroniani sono quelli che avevano affondato e mandato in carcere Papa, hanno già detto che voteranno contro la mozione di sfiducia e quindi per mantenere Romano dentro allo stesso governo che dice di combattere la mafia anche se ha un Ministro imputato per mafia.Bossi non parliamone, Bossi ha salvato addirittura Milanese per salvare le poltrone sua e soprattutto dei suoi anche familiari, Bossi ormai sarebbe capace di salvare dal carcere anche Al Capone se glielo chiedessero.
Il Pdl sappiamo bene cos’è, Romano ha già fatto sapere con un pizzino dei suoi “se cado io, cadono tutti, io sono un leader di partito” e già, lui è il leader dei responsabili insieme a Scilipoti e a altri eletti con l’opposizione, Romano è entrato in questo Parlamento nelle file dell’opposizione, nel Partito dell’Udc e poi a un certo punto ha cambiato posizione insieme a Cuffaro si è schierato con il governo Berlusconi votando contro la mozione di sfiducia del dicembre scorso e facendosi imbarcare nella maggioranza e poi con il rimpasto, venendo remunerato con un Ministero, quindi uno dei leader siciliani dei responsabili, fa sapere che i responsabili sono fondamentali per la sopravvivenza della maggioranza, se la maggioranza non vuole diventare minoranza, non ha che da respingere tutta quanta la mozione di sfiducia, Romano sa che i responsabili, se lui finisce in galera, fanno cadere il governo.
Quindi è molto probabile che domani la mozione di sfiducia venga respinta, anche da quelli che dicono di avercela con i mafiosi, anche da quelli che dicono di avercela con il peggiore meridione malavitoso, dai leghisti che saranno decisivi per salvare questi bei soggetti. L’ultima domanda che ci si deve porre è: ma siamo sicuri che uno soltanto perché ha una richiesta di rinvio a giudizio, si debba dimettere da Ministro? E se poi viene prosciolto? E se poi non viene accolto il rinvio a giudizio chiesto dalla Procura? Chi lo risarcirà della perdita della poltrona? Quante volte sentiamo ripetere questa storia: chi lo risarcirà etc., etc…. penso che anche se verrà prosciolto, Romano non solo non dovrebbe fare il Ministro, non dovrebbe fare neanche il parlamentare, non dovrebbe fare neanche il consigliere di circoscrizione, non dovrebbe fare neanche il bidello di una scuola professionale, per le frequentazioni che ha, non per i reati che ha fatto o non fatto, se ha fatto dei reati giudicheranno i magistrati, sulle frequentazioni possiamo giudicare noi, se conosciamo i fatti.
La tragedia sapete qual è? Che domani il Parlamento voterà pro o contro Romano in un paese dove nessuno, a parte pochi intimi, sa chi è Romano. Come la settimana scorsa si è votato contro o contro l’arresto di Milanese in un paese dove quasi nessuno sa chi è Milanese, a parte Tremonti e pochi intimi e quando è finito in carcere Papa, nessuno sapeva chi era Papa, neanche gli elettori del centro-destra visto che era stato traghettato in Parlamento sulla base della legge elettorale vigente, a proposito c’è ancora qualche giorno per firmare il referendum, quindi se si sapesse chi è Romano, se in Padania si sapesse chi è Romano, non per i reati o non reati che spettano alla Magistratura, ma per le frequentazioni e per la sua biografia, io credo che la Lega sarebbe costretta dai suoi elettori a votare la mozione di sfiducia che è molto meno impegnativa dell’autorizzazione all’arresto, si tratta semplicemente di dire a questo signore “tornatene in Parlamento da peone semplice e non fare il Ministro almeno finché non è chiusa la tua vicenda giudiziaria” ma dato che a noi dell’esito delle vicende giudiziarie importa fino a un certo punto, importa sapere chi ha fatto che cosa, credo che comunque vada a finire la vicenda giudiziaria di Romano, lui non dovrebbe poter fare il Ministro.
Chi è Romano? Facciamo una breve biografia per capire di cosa si va a decidere domani alla Camera dei Deputati, Romano è nato a Palermo il 24 dicembre 1964, quindi ha 47 anni, laureato in giurisprudenza, avvocato, è stato sottosegretario al Welfare sotto Maroni che ne era Ministro nel Governo Berlusconi 2, dal 2001 al 2006, è stato Segretario regionale dell’Udc in Sicilia e è in Parlamento dal 2001, quindi esattamente da 10 anni, è alla terza legislatura.
Il 17 dicembre 2002 si è espresso pubblicamente contro la norma che rendeva definitivo il 41 bis, il carcere duro per i boss mafiosi e al momento dell’approvazione di quella legge si è astenuto. Il Sisde lo ha indicato tra i 6 avvocati del sud che Cosa Nostra voleva eliminare per dare un segnale a chi non aveva rispettato certi impegni e certi patti con la mafia, anche lui come la maggior parte dei suoi colleghi ritenuti minacciati, per non avere rispettato i patti o perché il loro schieramento non aveva rispettato i patti, ha avuto l’offerta della scorta ma l’ha rifiutata. E’ stato indagato per mafia la prima volta insieme a Totò Cuffaro che è il suo mentore, il suo gemello siamese, il suo dioscuro, perché? Perché era accusato di avere accompagnato Cuffaro a incontrare alcuni esponenti di Cosa Nostra, inchiesta Guttadauro, quest’ultima ha portato Cuffaro alla condanna definitiva per favoreggiamento mafioso e è attualmente in galera, Romano invece fu archiviato, archiviato vi ho spiegato cosa vuole dire, preso il suo fascicolo, messo in freezer per non bastava per giustificare un giudizio, una condanna, quello che si era scoperto sui suoi rapporti con la mafia, ok?
Ma nel 2006 è stato di nuovo indagato per concorso esterno dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella a proposito di presunti summit con altri mafiosi.
Cosa racconta Campanella? Lo vediamo adesso e così capiamo perché c’è questa indagine, perché c’è questa richiesta di rinvio a giudizio, perché un G.I.P. ha già stabilito che bisogna processare Romano e perché domani tutte le persone per bene dovrebbero augurarsi che venga approvata la mozione di sfiducia. A accusare Romano sono 5 collaboratori di giustizia. Intanto il primo è Nino Giuffrè, quest’ultimo era uno dei principali collaboratori di Bernardo Provenzano, era il capo mafia delle Madonie che ha raccontato che Romano era molto chiacchierato e se ne sentiva parlare nell’entourage di Provenzano già quando era Presidente dell’Irca (Istituto regionale per il credito alla cooperazione) gestiva soldi pubblici e se ne sentiva parlare nell’entourage di Provenzano, è un sentito dire, mettiamolo lì.
Angelo Siino vecchio capo del tavolino degli appalti in Sicilia, l’uomo che Riina ha messo a capotavola nel tavolino degli appalti fin dall’inizio degli anni 90, detto Bronson perché somiglia a Charles Bronson, appassionato di macchine, di belle donne, fu addirittura l’autista di Papa Wojtyla che naturalmente non sapeva niente durante il viaggio del Papa in Sicilia, Angelo Siino Ministro dei lavori pubblici di Totò Riina, dice che nel 1991 Francesco Saverio Romano gli portò a casa Toto Cuffaro, che era candidato in quel momento alla Regione Sicilia, non alla Presidenza a diventare consigliere, era all’inizio della carriera, era 20 anni fa, Romano aveva 26 anni e gli portò a casa a Siino Totò Cuffaro per presentargli questo giovane candidato cicciotello che iniziava la sua carriera all’ombra di Calogero Mannino, che era il papà di Cuffaro, ma anche di Totò Cardinale e di Romano.
Terzo pentito, quindi già un fatto, Siino incontra a casa propria, tutti sanno chi è Siino in Sicilia, il giovane Cuffaro accompagnatogli da Francesco Saverio Romano.
Terzo pentito, Salvatore Insalaco, altro Ras degli appalti mafiosi, racconta un altro episodio, dice: Romano e Cuffaro in tandem procuravano a vari imprenditori, dietro il pagamento di tangenti, finanziamenti pubblici per lavori di vario genere.
Quarto pentito, Francesco Campanella, chi è quest’ultimo? L’enfant prodige della Democrazia Cristiana che poi morta la Democrazia Cristiana passa rapidamente all’Udeur, fino a diventare il coordinatore nazionale dei giovani mastelliani perché pare che esistano dei giovani mastelliani, credo i figli di Mastella o giù di lì. I giovani mastelliani, i giovani Udeur sono coordinati da Campanella che fa carriera, diventa Presidente del Consiglio Comunale di Villabate, un comune a ridosso di Palermo a alta densità mafiosa, dove regna la famiglia mafiosa dei Mandalà e infatti Campanella è il braccio destro del boss Mandalà per cui mezza giornata la passe al servizio di Mandalà e l’altra mezza giornata la passa nel Consiglio Comunale di Villabate, è il Consiglio Comunale che verrà sciolto due volte per mafia, anche per la presenza di Campanella e per la presenza di un Sindaco imparentato con il boss Mandalà e in quella Giunta farà da consulente urbanistico Renato Schifani.
Villabate è molto nota a Schifani e Schifani è molto noto a Villabate. Campanella a un certo punto si dedica alla protezione della latitanza di Bernardo Provenzano quando addirittura gli vengono procurati i documenti falsi per la trasferta a Marsiglia, dove Provenzano andò a operarsi alla prostata con un nome di fantasia e con documenti fasulli. Campanella racconta un paio di episodi che gli sono venuti in mente in tempi diversi: 1) molto noto, è un pranzo a Roma in Campo dei Fiori, Romano dice agli altri commensali: Francesco, Campanella che era particolare a quel pranzo, quindi sono tutti intorno al tavolo, Romano indicando Campanella dice: Francesco mi voterà, siamo della stessa famiglia e aggiunge Campanella, la famiglia naturalmente è la famiglia di Villa, capeggiata da Nino Mandalà, fu proprio Mandalà, spiega Campanella a volere la candidatura di Giuseppe Acanto alle regionali del 2001 nella lista del Bianco Fiore che aveva fondato Romano, Romano lo sapeva e accettò e infatti la Procura sostiene che Romano si è dato da fare per candidare non solo sé stesso, ma anche un altro politico gradito alla mafia, questo Acanto in una lista che aveva fatto lui e che si chiamava Bianco Fiore.
Ultimo pentito Stefano Loverso, quest’ultimo chi è? E’ stato per due anni l’autista di Bernardo Provenzano e anche lui lo ha ospitato a casa propria e ne ha curato un pezzo di latitanza prima dell’arresto nel 2006, dice Loverso: Nicola Mandalà - (il figlio di Nino Mandalà), anche lui mafioso, condannato in via definitiva all’ergastolo – mi disse abbiamo nelle mani un paesano di un mio parrino Ciccio Pastoia (che era uno degli uomini di Provenzano che poi si è suicidato in carcere poco dopo l’arresto), Saverio Romano, mio parrino è a conoscenza e consenziente, quindi Ciccio Pastoia, mafioso di Belmonte Mezzagno, che è il paese di Francesco Saverio Romano, fedelissimo di Provenzano era il parrino del compaesano Saverio Romano, garantiva per lui, dice Loverso.


I pentiti tornano a parlare (di Saverio Romano)
Altra rivelazione di Campanella, il quarto pentito più recente, dice: nel 2001 Romano mi chiamò a casa sua e mi disse che aveva intenzione di candidarsi anche come punto di riferimento delle famiglie di Villabate e di Belmonte Mezzagno, la città controllata dai Mandalà e la città controllata da Pastoia, due uomini di Provenzano e mi rappresentò che sapeva della mia vicinanza alla Famiglia di Villa, quindi sapendo che Campanella è l’uomo di Mandalà, Romano lo chiama a casa e gli dice: guarda che mi candido al Parlamento, la prima volta quando fu eletto la prima volta alla Camera, come punto di riferimento delle famiglie di Villabate e di Belmonte Mezzagno.Campanella apre anche l’album delle fotografie del proprio matrimonio, Campanella si sposa, mi pare nel 1999, se non erro, e chi ti spuntano a quel matrimonio? Due persone le conosciamo già sono: Cuffaro e Mastella che partecipano alle nozze di Campanella, mafioso di Villa, Cuffaro e Mastella, ma c’era pure Saverio Romano, questa è la sorpresa! Fotografato dietro gli sposi all’altare mentre si sposano Campanella e la sua sposina, Romano dietro, Cuffaro e Mastella ai lati.
Pensate che bel presepietto, si dirà: va beh, ma queste sono soltanto accuse di pentiti, no, la foto al matrimonio indica che quando Campanella parla di Romano, parla di una persona molto conosciuta, ha partecipato al suo matrimonio, è un bel riscontro! Ma attenzione, perché ci sono anche alcuni elementi a carico di Romano che non sono parola di pentito e neanche parola di testimone, sono documenti.
Solo la foto al matrimonio di Campanella, la anche le intercettazioni telefoniche tra Ciancimino Massimo e il Rag. Gianni Lapis che era il prestanome del vecchio Ciancimino, quello che custodiva il tesoro di Don Vito Ciancimino, soprattutto per quanto riguardava gli investimenti del vecchio Ciancimino in società Enel business del gas, a un certo punto morto Ciancimino, questo Lapis e il figlio di Ciancimino parlano di restituire, come se fossero delle quote azionarie occulte a certi politici che evidentemente erano soci occulti del vecchio Vito Ciancimino in questi affari, tant’è che vengono date delle quote e questo risulta dalle intercettazioni, dai documenti, dei soldi da questo Lapis di intesa con Massimo Ciancimino a alcuni politici siciliani: Cuffaro, un altro paio di parlamentari siciliani che non sto qui a nominare perché ci porterebbero lontano e Francesco Saverio Romano che infatti è indagato per corruzione insieme a Lapis, poi c’è Vizzini e poi c’è un parlamentare defunto, poi c’è Cuffaro e poi c’è Romano, tutti secondo l’accusa destinatari di queste somme che sarebbero una sorta di restituzione di quote societarie che avevano occultamente insieme a Ciancimino.
Per vedere se si processerà Romano per corruzione, bisognerà attendere che la Camera autorizzi o meno la Procura di Palermo a usare quelle intercettazioni, perché? Riguardano indirettamente un parlamentare che sta parlando con Lapis.
Terzo elemento di fatto e non di parola di pentiti, un’intercettazione, un’intercettazione che era sfuggita a tutti nell’inchiesta del 2003, quella delle cimici ambientali nascoste nel salotto di casa di Giuseppe Guttadauro, il boss di Brancaccio, il medico mafioso, capo famiglia di Brancaccio, uomo dei Graviano che riceveva medici e killer e estorsori del pizzo nello stesso salotto, pilotando la sanità e pilotando il racket delle estorsioni e occupandosi di candidature. Finora sembrava che fosse stato Mimmo Miceli, altro pupillo di Cuffaro a proporre a Guttadauro di incontrare Romano nel 2001, quando Romano fu letto in Parlamento e quindi sembrava un’iniziativa di questo Miceli, invece da un’intercettazione che ha scoperto proprio il G.I.P. che si è andato a rileggere tutte le carte del processo Cuffaro, si scopre che fu Romano in persona a far sapere a Guttadauro, tramite un intermediario che lo voleva incontrare, quindi non era un’iniziativa di Miceli mettere in contatto Guttadauro e Romano, era Romano che si proponeva di incontrare un capo mafia che indiscutibilmente era noto come un capo mafia, perché Guttadauro era già stato condannato per associazione mafiosa e scontata la pena era rientrato a casa e si era rimesso in attività, ma era già stato condannato, si sapeva già che era un capo mafia!
E voi capite che cambiano le cose, perché? Perché se tu vuoi incontrare un capo mafia e mandi avanti un tuo intermediario che non è stato individuato per annunciarti e fare da tramite, capite che non è mica un incontro occasionale al bar o al circolo, ecco perché la Procura scrive che Romano ha messo a disposizione di Cosa Nostra il proprio ruolo contribuendo alla realizzazione del programma criminoso dell’organizzazione e poi c’è un pizzino, altro elemento fattuale, un pizzino l’ha pubblicato l’altro Repubblica, il capo mafia di Agrigento Alberto Provenzano, omonimo e collega di Bernardo, quando è stato arrestato nel 2002 quindi 9 anni fa, aveva nel portafoglio dei bigliettini, dei pizzini, uno per esempio era un bigliettino del servizio “pronto pizza” quello che recapita a domicilio le pizze, dietro, sul resto aveva annotato due numeri di telefono, uno fisso e l’altro di cellulare, mobile che corrispondono entrambi ai numeri di Romano, Romano quando è stato sentito ha detto: beh l’avevo conosciuto all’università nel 1984 e poi non l’avevo più visto, studiavamo entrambi l’attuale Ministro e il capo mafia giurisprudenza, capita, se non ché nel 1984 facevano l’università e nel 2002 il capo mafia ha il suo numero fisso e di cellulare e nel 1984 i cellulari non esistevano, quindi è evidente che il numero di cellulare l’aveva avuto più recentemente e come faceva a averlo avuto se Romano dice di non averlo più incontrato? Gliel’avrà dato qualcun altro e cosa se ne faceva di quei numeri nel 2002? Quando Romano non era più uno studente universitario ma era un parlamentare della Repubblica in Parlamento al fianco di Cuffaro?
Voi capite che questo mosaico a incastro fa un certo effetto, anche perché il pentito Loverso di cui vi ho parlato prima ha aggiunto un altro particolare, quando c’erano problemi burocratici con il Comune di Villabate, lui andò a parlare con Nicola Mandalà, il figlio del boss e questo mi promise – dice Loverso – che si sarebbe attivato poi allargò il discorso e iniziò a parlare di argomenti politici e mi disse che non c’erano problemi neanche a livello regionale e nazionale, noi non abbiamo nessun problema neanche con i partiti di centro, cioè con l’Udc , abbiamo nelle mani Saverio Romano e Totò Cuffaro.
Poi Loverso aggiunge che Michele Aiello il re delle cliniche private e degli appalti stradali condannato anche lui per mafia, forse non ancora in via definitiva, ma sicuramente in secondo grado, aveva fatto sapere anche lui che Romano spingeva per candidare l’uomo dei Mandalà e cioè Piero Acanto di cui avevamo parlato prima nella lista Bianco Fiore e un altro uomo di Provenzano Vincenzo Paparopoli commentando le dichiarazioni di Campanella disse che era tutto vero, erano confabulazioni che facevano tra mafiosi e che i contatti tra la famiglia di Villabate e l’On. Romano erano intermediati da Nino Bruno, personaggio noto nell’inchiesta Cuffaro, per questo nel capo di imputazione per Romano ora al vaglio del G.I.P. c’è scritto che Romano Ministro dell’agricoltura, ha consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno e al rafforzamento dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, mettendo a disposizione il proprio ruolo e così contribuendo alla realizzazione del programma criminoso dell’organizzazione, tendente all’acquisizione di poteri di influenza sull’operato di organismi politici e amministrativi.


Se la Lega salverà questo signore, sappiate che non è soltanto per salvare il governo, ma è anche perché Romano è proprio Ministro dell’agricoltura e voi sapete che Bossi continua a difendere poche centinaia di allevatori che hanno fatto i furbi con le quote latte, fregando le migliaia di allevatori del nord onesti che hanno sempre rispettato le quote latte e hanno pagato eventuali multe per infrazioni e Romano sta perseguitando un leghista per bene come Dario Fruscio, Presidente dell’agenzia per l’erogazione dei fondi europei, che sta cercando di far pagare le multe a chi le deve pagare e di far rispettare le norme europee a chi le viola, Romano ha commissariato questa agenzia che stava tagliando i costi e stava dando una mano un’agenzia delle entrate a recuperare il mal tolto, quindi Romano è diventato complice di Bossi in questa operazione a premio dell’illegalità e a svantaggio di quelli che invece praticano la legalità e così probabilmente si è politicamente comprato l’appoggio della Lega, lo segnalo a tutti i cosiddetti padani che guardano a Roma ladrona senza accorgersi che i ladroni ce li hanno in casa, passate parola!

Saturday, September 24, 2011

Mafiacitorio

Il Fatto Quotidiano, 24 settembre 2011


Legalizzare la mafia sarà la regola del Duemila”, cantava De Gregori nel 1989. Finalmente ci siamo. I politici di governo parlano come i mafiosi. Altro che casta, questa è una cosca. L’altro giorno abbiamo segnalato il contributo del molto intelligente Ferrara alla mafiosizzazione del linguaggio politico, quando il tenutario di Radio Londra ha fatto un uso criminoso della tv pagata coi soldi di tutti per spiegare che B., versando centinaia di migliaia di euro a Tarantini e Lavitola, non ha pagato il pizzo al racket: si è solo garantito “la protezione”. Gli ha subito fatto eco il suo padrone con tutta la corte, fulminando il ministro Tremonti, reo di non aver votato per salvare dal carcere il fido Milanese, accusato solo di associazione a delinquere e altre robette. Ma come: la cosca si presenta compatta alla Camera per strappare un compare dalle grinfie degli sbirri, e uno dei boss se ne va all’estero? E dire che lo stesso Milanese, secondo il Corriere (mai smentito), l’aveva avvertito: “Se vado in galera, non ci andrò da solo”. Paniz era stato ancora più chiaro: “Se arrestano lui, domani potrebbe toccare a chiunque di noi”.

È tutto un incrociarsi di ricatti
, avvertimenti, minacce, messaggi trasversali. E non nelle intercettazioni, che al confronto sono roba da educande. Ma nelle dichiarazioni pubbliche. Del resto l’aveva detto il molto intelligente Ferrara a Micromega nel 2002: “Se non sei ricattabile, non puoi fare politica, perché non sei disposto a fare fronte comune”. Dunque il compito del ministro dell’Economia non è salvare il salvabile (ammesso che ci sia ancora qualcosa di salvabile) al Fmi, al G20 e in altri consessi internazionali: è fare il palo e tenere il sacco al compare di turno. “Meglio uno sbirro amico che un amico sbirro”, diceva Provenzano ai suoi picciotti secondo l’ultimo pentito di mafia. Infatti ora Tremonti è visto con sospetto, come il padrino che diserta i summit e qualcuno insinua che stia diventando “sbirro”, che stia trescando con la polizia. “Tremonti è immorale”, schiuma il boss del Consiglio: “Non essere venuto a votare per il suo amico, mentre noi ci mettevamo la faccia, è una cosa indegna”. Milanese: “Mi ha nauseato, io sono qui sulla graticola al posto suo e lui scappa”. La Santanchè: “Dobbiamo essere uniti nella buona e nella cattiva sorte”.

Gli house organ della banda esultano nella migliore tradizione mafiosa perché un altro l’ha fatta franca. Libero: “Manettari scornati”. Il Giornale: “La maggioranza tiene, niente carcere per Milanese”. Poi mitragliano il traditore. “Tremonti scappa”, titola don Olindo. E Giordano, degno allievo: “Il coniglio dei ministri va in fuga. Mentre la maggioranza fa quadrato per salvare il suo collaboratore, lui taglia la corda”. Anche la scelta dei vocaboli è illuminante. Sono i manigoldi di tutte le risme che dicono “tagliare la corda”. Del resto sono 17 anni che il Parlamento condivide le stesse preoccupazioni delle bande criminali: come fuggire alle manette, alle intercettazioni, ai magistrati, ai processi, alle indagini, alle perquisizioni, agli interrogatori, ai pentiti, ai testimoni. E legifera di conseguenza. B. a Lavitola: “Te l’avevo detto che ci intercettavano”. B. al suo domestico Alfredo venuto a portagli tre telefonini peruviani appena omaggiati da Lavitola: “Ma guarda un po’, queste cose le fanno i mafiosi” (infatti cominciò subito a usarli). Lavitola a Tarantini: “Lo mettiamo in ginocchio… con le spalle al muro… alle corde… e lui ci dà tutti i soldi che vogliamo”. La D’Addario alla Montereale: “Mo’ voglio fare uscire fuori un po’ di cose”. E l’altra: “Sì, puoi fargli il culo come ha fatto Noemi, quella puttana”. A furia di frequentarle, il presidente del Consiglio ha rovinato anche le mignotte. Alla prossima festa della Polizia, i membri del governo si daranno alla fuga di massa. “Arriva la Madama”. “Ci hanno beccati”. “Oddio, la Pula”, “Metti in moto”. “Passami il piede di porco”. “Tagliamo la corda”.

Wednesday, September 21, 2011

La malavitola

Il Fatto Quotidiano, 21 settembre 2011

L’altra sera Giuliano Ferrara ha riattaccato i suoi comizietti serali su Rai1 con una lode sperticata al suo padrone: “eroe popolare”, “anomalia felice della Storia”, “uomo umile e sorridente”. Ma anche bello, elegante, slanciato. E fin qui nessuna novità: la voluttà con cui questo fenomeno da baraccone, scambiato per “molto intelligente” a destra e a sinistra, slinguazza chiunque comandi e gli passi uno stipendio è ormai leggenda.

Semmai ci sarebbe da obiettare sul titolo Radio Londra, che evoca un che di scomodo, pericoloso, catacombale, come gli appelli dall’esilio del generale De Gaulle dopo l’occupazione nazista della Francia. Invece è la voce del regime che parla dal primo canale della Rai di regime sciogliendo inni al capo del regime. Ma neppure questa è una novità: sono trent’anni che noi cittadini stipendiamo questo giullare di tutte le corti: prima come consigliere comunale Pci, poi come europarlamentare Psi, poi come trombettiere garofaniero su Rai2, poi come ministro e portavoce del primo governo Banana, poi come direttore del Foglio clandestino coi sussidi della Presidenza del Consiglio, ora come primo trombone del Cavalier Patonza su Rai1.

L’altra sera il noto campione d’indipendenza raccontava agli italiani sfortunatamente capitati alla visione e all’ascolto che del suo padrone non possiamo fare a meno perchè “ha introdotto in Italia alcune cose importanti”: 1) “la possibilità di scegliere chi va a Palazzo Chigi” (forse non sa che il premier lo sceglie il capo dello Stato, non gli elettori, visto che siamo e restiamo una Repubblica parlamentare); 2) “un nuovo modo di guardare l’economia” (poche ore dopo ha provveduto Standard & Poor’s a guardare la nostra economia in un nuovo modo: declassandola); 3) “un nuovo linguaggio della politica”. E almeno questo è vero. Un tempo, per quanto malavitosi, i politici italiani si sforzavano di parlare una lingua diversa da quella della malavita. Ora i linguaggi coincidono, e Ferrara modestamente è all’avanguardia.

Commentando l’indagine di “questi ragazzotti in cerca di protagonismo” (i pm di Napoli) sul ricatto a B. di Lavitola & Tarantini ha dichiarato: “Che c’entra col ricatto il fatto che degli amici sono un po’ insistenti e alla fine ti spillano dei quattrini? Io li proteggo, embè? È un ricatto questo? No, è protezione di un amico. Io sono molto ricco e generoso, gli ho dato dei soldi. È reato questo?”. Provate ora a rileggere queste parole con un lieve accento siciliano, meglio se con inflessione corleonese: “Minchia, signor commerciante, scusasse se sono tanticchia insistente, ma vossia è motto ricco, c’ha i piccioli pure int’u culu e abbiamo saputo puro che c’ha delle bedde criaturi che vanno alla scola in cima alla strata, ma bisogna starci attenti a ‘sti picciriddi, quacchiduno potrebbe facci del male, e noi li vogliamo sempre in salute, infatti siamo qui a offrirci la protezione, che costa puro poco… E me lo chiama pizzu chistu? Ma quali pizzu, quali riato! Chista protezione è! Generosità è! Ci siamo capiti, ah? Che facciamo, ripassamo domani?”.

Basta tradurre in corleonese le ultime esternazioni del premier e dei suoi turiferari per coglierne il senso profondo. “Valter, rimani all’estero”. “Te l’avevo detto che ci intercettavano”. “Non vado a testimoniare per non darla vinta ai pm”. “I magistrati hanno ridotto in miseria Tarantini”. “L’indagine deve passare a Roma”. E anche la chicca di Ferrara sui pm “ragazzotti”. Viene in mente il giudice Rosario Livatino che, appena osò indagare su mafia, politica e massoneria nell’Agrigentino, fu subito insultato dal presidente Cossiga: “Possiamo continuare con questo tabù, che ogni ragazzino che ha vinto il concorso ritiene di dover esercitare l’azione penale a diritto e a rovescio, come gli pare e gli piace, senza rispondere a nessuno?”. La mafia risolse il problema ammazzando il giudice ragazzino il 21 settembre 1990. Trentun anni a oggi. Ferrara, commosso, l’ha voluto commemorare da par suo.

Monday, September 19, 2011

"Più merda c'è meglio è" - 19 settembre 2011




Testo:

Buongiorno a tutti, cos’è questo in soldoni, in sintesi questo grande guazzabuglio che riempie le pagine dei giornali, meno dei telegiornali che stanno censurando inverecondamente le intercettazioni degli ultimi giorni?

Papponi e Berlusconi
Il rischio è che troppo casino crei poi troppa confusione e quindi non si riesca poi a enucleare quali sono gli elementi importanti e quindi cerchiamo oggi di scremare tutto il contorno e di concentrarci sul nocciolo della questione. Ci sono 4 indagini che riguardano direttamente o indirettamente un giro di prostituzione organizzato per conto di Berlusconi, utilizzatore finale della medesima, da una serie di personaggi che vanno da Tarantini a alcune ragazze, a alcune signore che poi sono state variamente promosse in incarichi istituzionali, quel giro di prostituzione emerge a Bari quando parla Patrizia D'Addario, perché?
Perché naturalmente è stata intercettata insieme al ruffiano capo, a Giampaolo Tarantini che portava prostitute a Berlusconi ma non soltanto anche al Vicepresidente della prima Giunta Vendola in Puglia Sandro Frisullo, l’inchiesta di Bari riguarda questa associazione a delinquere che ha organizzato, favoreggiato, sfruttato la prostituzione anche a vantaggio di Berlusconi, Berlusconi non è indagato, che si sappia a Bari, sono indagati invece Giampaolo Tarantini, il ruffiano, già condannato in primo grado per detenzione di cocaina finalizzata allo spaccio, cocainomane e spacciatore prima di tutta quest’altra vicenda.
Vizi privati che poi hanno ripercussioni, come vedremo, sulle pubbliche istituzioni. Tarantini più 7 persone tra cui alcuni suoi collaboratori e tra cui Sabina Began l’attricetta, amica di Berlusconi, fan di Berlusconi, innamorata, dice lei, di Berlusconi che avrebbe messo in contatto Berlusconi e Tarantini e poi avrebbe partecipato sia prima e sia dopo a organizzare feste e a procacciare ragazze disponibili, Bari. Questa indagine la conduceva un valoroso magistrato, Giuseppe Scelzi, magistrato dell’antimafia, magistrato che si è occupato anche di Sacra Corona Unita, Scelzi viene a un certo punto come esautorato dal suo nuovo capo che si chiama Antonio Laudati, si fa mandare personalmente le informative della Guardia di Finanza, da allora quell’inchiesta si inabissa e per un anno e mezzo non se ne sa nulla. Nel frattempo visto che l’inchiesta si è inabissata, diciamo pure che c’è il sospetto che sia stata rallentata rispetto a quello che dice Tarantini nelle telefonate intercettate con Lavitola e con altri, si sviluppa ai danni di Berlusconi un ricatto, perché? Perché in quell’inchiesta ci sono cose che se escono danneggeranno Berlusconi, quindi Tarantini e Lavitola che è colui che fa da tramite per i pagamenti di Berlusconi a Tarantini, Tarantini viene foraggiato da Berlusconi affinché stia zitto, perché stia sempre tranquillo, perché non gli venga in mente di tirarlo in ballo o dicendo la verità o dicendo falsità, è poco importante naturalmente, Berlusconi con tutte le cose che ha fatto insieme a Tarantini e con tutte le cose che ha fatto Tarantini per conto di Berlusconi, evidentemente ha paura che Tarantini si arrabbi con lui e quindi fa di tutto perché sia contento e quindi lo riempie di soldi.
A un certo punto tra i due si intromette questo Lavitola che riesce a proporsi come il gestore di Tarantini, dipingendolo come un uomo dalle mani bucate e quindi Lavitola dice: lo gestisco io, faccio in modo che i soldi che Berlusconi gli dà non vengano subito sperperati da lui e dalla moglie. Ricattano Berlusconi, Berlusconi li paga e questa indagine sul ricatto, che nasce in qualche modo dal rallentamento dell’inchiesta, perché se l’inchiesta fosse stata chiusa subito quando doveva essere chiusa e le intercettazioni fossero state rese note subito alla chiusura delle indagini, nessuno su quelle intercettazioni avrebbe potuto imbastire un ricatto.
Su questo ricatto indaga la Procura di Napoli, perché? Perché ha scoperto lei questi pagamenti e questi ricatti e adesso poi si vedrà nel prosieguo dell’inchiesta se potrà tenersela o se dovrà cederla per competenza a Roma dove pare che siano avvenuti materialmente almeno alcuni di questi pagamenti. Intanto però dalle intercettazioni di Napoli tra Lavitola e Tarantini viene fuori che forse l’inchiesta è stata rallentata da quando è arrivato il nuovo Procuratore capo, Laudati e quindi ecco che per indagare sul Procuratore di Bari non può essere la Procura di Bari, la legge stabilisce che sia la Procura più vicina e cioè la Procura di Lecce, quindi c’è la Procura di Lecce che sta indagando su eventuali rallentamenti impressi all’inchiesta di Bari, rallentamenti che hanno consentito a Lavitola e a Tarantini di ricattare Berlusconi, inchiesta a Napoli e poi la quarta inchiesta è quella di Milano che riguarda i fatti successivi, cioè i fatti di prostituzione che seguono all’arresto di Tarantini di due anni fa, Berlusconi perde il suo fornitore ufficiale di ragazze, di prostitute e quindi si rivolge a un altro, anzi a altri, secondo la Procura di Milano questi sono: Lele Mora attualmente in carcere per la bancarotta del suo gruppo, Nicole Minetti consigliera regionale, partecipante ai festini di Arcore e Emilio Fede, queste sono le 4 indagini, in queste 4 indagini Berlusconi non è mai indagato, se non in quella milanese e solo perché una di queste ragazze, Ruby era minorenne, altrimenti sarebbe utilizzatore finale anche lì non penalmente perseguibile.
La presenza di una minorenne e la telefonata disperata in Questura per farla liberare, secondo la Procura di Milano costituiscono il reato di prostituzione minorile e di estorsione ai danni dei funzionari della Questura per fare in modo che i funzionari della Questura venissero meno al loro dovere di trattenere, di affidare a una comunità la ragazza e invece la liberassero subito consegnandola nelle mani della Minetti che poi la ributtò nel giro della prostituzione riconsegnandola alla sua ospitante e cioè la famosa brasiliana ?Michelle Conceçao?, quindi Berlusconi è imputato non rito immediato a Milano per prostituzione minorile e per estorsione alla Questura, per il resto del giro milanese è utilizzatore finale e è esattamente questa la sua posizione al momento anche a Bari, mentre a Napoli è addirittura vittima di un’estorsione da parte di Tarantini e Lavitola che lui pagava, secondo la Procura, perché stessero zitti e perché Tarantini patteggiasse la pena in fase di indagini in modo che non uscissero le intercettazioni all’udienza, al deposito degli atti e all’udienza preliminare o al dibattito venissero fatte addirittura ascoltare pubblicamente, questo è il quadro, qualcuno, i soliti, stasera credo che lo farà Giuliano Ferrara, dirà che sì ci sono dei comportamenti inopportuni, che Berlusconi si deve scusare perché non sta bene fare quelle cose lì, però dopodiché non c’è niente di sostanziale e quindi può restare al suo posto perché comunque non c’è nessuno meglio di lui e perché in fondo rispetto a peccatucci veniali di sesso o di satiriasi, comunque c’è una sproporzione enorme con questa valanga di 100 mila intercettazioni che i magistrati cattivi gli hanno buttato addosso.
Intanto i magistrati sono talmente cattivi che queste intercettazioni le potevano buttare addosso a Berlusconi già due anni fa quando l’inchiesta era praticamente chiusa e se le sono tenute per un anno e mezzo, ragion per cui c’è addirittura un’indagine per i ritardi di queste indagini, quindi i magistrati hanno fatto di tutto per tenersele il più possibile grazie alla nuova gestione della Procura di Bari, quindi non c’è nessuna cattiveria, nessun accanimento e poi non è vero che sono 100 mila intercettazioni, 100 mila intercettazioni vuole dire che ci sono 100 mila persone intercettate o 100 mila provvedimenti di giudici per intercettare decine di migliaia di persone, qui naturalmente le persone intercettate sono poche decine, chi sono? Sono gli 8 indagati e cioè Tarantini e i suoi presunti complici e sono le prostitute che Tarantini utilizzava, come in tutte le indagini contro lo sfruttamento della prostituzione si intercetta il pappone, i complici del pappone e si intercettano le ragazze per dimostrare che il pappone le fa prostituire perché non è reato prostituirsi, ma è reato indurre o favorire o sfruttare chi si prostituisce.
Quindi le intercettazioni, le 100 mila intercettazioni di questa indagine sono pura routine in un’indagine di prostituzione, ci sono decine e decine di indagini di prostituzione, quelle applaudite dal governo, quelle applaudite dalla Lega per ripulire le strade dalle prostitute che si fanno esattamente con lo stesso sistema, mettendo sotto controllo i telefoni cellulari e eventualmente fissi, ma sono soprattutto cellulari, delle ragazze e dei loro sfruttatori, naturalmente le ragazze parlano anche con i clienti e quindi nelle indagini di prostituzione vengono fuori anche nomi di clienti che quando sono dei privati cittadini sconosciuti non fregano niente a nessuno e ogni tanto quando invece c’è qualche cliente illustre, viene fuori nelle indagini di prostituzione, qui siamo alla prima indagine di prostituzione in cui viene fuori il nome di Berlusconi, poi c’è quella di Milano dove si indaga ancora una volta su un giro di prostituzione e ancora una volta viene fuori Berlusconi, Berlusconi non è mai stato intercettato, non c’è nessun telefono di Berlusconi che sia stato mai messo sotto controllo, perché Berlusconi è un parlamentare e poi perché si è arrivati a lui, indagando su un giro di prostituzione, non indagando su di lui per cercare qualcosa, come invece ci raccontano.
Quindi poche decine di ragazze e di papponi intercettati dando origine a 100 mila tra telefonate e sms, queste sono le 100 mila intercettazioni, voi immaginate qualche decina di persone messe sotto controllo per un anno, un anno e mezzo, pensate a quante volte ognuno di noi parla al giorno, pensate una prostituzione quante volte parla al giorno, quanti clienti ha, quanti contatti ha per organizzare, sto arrivando, sono arrivata, aprimi la porta etc., moltiplicate per il numero dei giorni e è evidente che viene fuori un numero che apparentemente è enorme, in realtà è assolutamente normale.


Chi controlla il Presidente del Consiglio?
Ecco perché il Presidente del Consiglio continua a cambiare le schede, prende le schede peruviane etc. e continua a essere ascoltato, non perché stanno intercettando lui, ma perché parla con le persone sbagliate e quelle sì vengono intercettate. Perché ci interessa questa cosa?Capisco che molti dicano: basta parlare di quello, sappiamo che è un puttaniere, lo sappiamo etc., attenzione, questo è fare il gioco di Berlusconi e anche un po’ di tutti quelli che vogliono lasciarlo lì, che trovano comodo lasciarlo lì o per quieto vivere come il Capo dello Stato che l’altro giorno ha detto: ciascuno si prenda le sue responsabilità, pensate gliele ha cantate chiare! Poi all’opposizione, l’opposizione che non avendo nulla da proporre, se non i suoi litigi permanenti e la sua inesistenza permanente, trova ben comodo che Berlusconi resti lì per un anno e mezzo, per un anno e mezzo loro ogni giorno diranno: si deve dimettere, vergogna, lui continuerà a non dimettersi perché ci mancherebbe altro, si è comprato pure la maggioranza e dopo che se l’è comprata una cosa è tua, è ovvio che la usi, è tua te la sei comprata, è roba tua il maggioranza, il Parlamento etc., quindi trovano comodo per nascondere la loro vuotezza gridare ogni giorno “si deve dimettere, si deve dimettere” non avendo nulla da proporre né un leader credibile, né un programma che manco hanno perso tempo a scrivere.
Già è faticoso farsi fotografare insieme per i leader del centro-sinistra, figuratevi organizzare qualcosa insieme, quindi per la convenienza generale che i giornali non parliamo nei giornali dei banchieri, dei palazzinari, politici, costruttori, FIAT, figuratevi sono tutti lì appesi alla mammella di Palazzo Chigi e quindi balbettano, pigolano qualche frasetta così di circostanza senza avere il coraggio di dire le cose come stanno e quindi è comodo a tutti dire che in fondo più grave o meno grave, però sono vizi privati etc., in realtà invece tutto questo ci riguarda e ci danneggia e non per una questione morale o di moralismo o di etica pubblica o di senso di vergogna, quelli li diamo per scontato che li abbiamo estinti proprio il senso della vergogna, l’arrossire, il chiedere scusa, meno che meno l’immagine internazionale, figuriamoci, lasciamole perdere queste questioni, veniamo al sodo, vediamo al sodo e quindi al soldo, stiamo pagando una manovra finanziaria da decine di miliardi che segue a ruota un’altra manovra finanziaria di luglio da decine di miliardi, il totale è ormai una novantina di miliardi che ci hanno chiesto in 3 mesi e che ci vengono a prelevare in 3 mesi e prima di dicembre ce ne sarà una terza e forse in primavera ce ne sarà una quarta, fino a arrivare a quello spaventoso totale che un banchiere che evidentemente è molto bene informato Profumo che adesso vuole pure fare politica, ha quantificato in 400 miliardi di Euro nei prossimi due o tre anni, secondo noi a chi li fanno pagare? A noi!
Noi dovremmo concentrarci sugli aspetti soldi di questa vicenda, perché purtroppo ci sono anche se i giornali, non dico le televisioni, fanno a gara a nasconderli. Intanto: 1) il Presidente del Consiglio è amico, fino a diventare ostaggio di un signore Tarantini che è un cocainomane, spacciatore di cocaina, che diventa ruffiano e organizzatore di prostitute apposta per lui, perché? Perché stufo di corrompere i funzionari della sanità pugliese per piazzare le sue protesi ortopediche perché questa era la sua attività fino a qualche anno fa, decide di mettersi in grande, di allargarsi e cosa fa? Con le prostitute e la cocaina volevo realizzare una rete di connivenze nella pubblica amministrazione, in questi anni ho pensato che le ragazze e la cocaina fossero una chiave per il successo dice Tarantini a verbale, quindi non è un pappone per sua natura o per sua professione, diventa pappone per fare qualcos’altro, per fare soldi a spese nostre, come? Entrando nei grandi business, naturalmente se entrasse, che ne so, nelle gare d’appalto per la costruzione di questa o quell’opera pubblica, dovrebbe presentare una proposta, un’offerta, partecipare a una gara e come fa a partecipare a una gara uno che ha problemi di droga, indagini per spaccio, indagini per corruzione, c’è un limite anche in Italia e poi quale background ha uno che si occupava di protesi sanitarie per entrare nelle grandi opere di costruzioni? Ecco perché sceglie due settori in cui gli appalti si danno senza gara, segretamente per ragioni di sicurezza nazionale protezione civile, Finmeccanica, ok?
Questo ci interessa, Berlusconi chiama Tarantini mentre è in auto con Bertolaso e glielo passo e Bertolaso, lui presente, gli dà appuntamento e Tarantini accompagnato da un imprenditore di area dalemiana, un certo Intini si presenta a Bertolaso e quest’ultimo gli dà retta e poi lo dirotta sulla Finmeccanica, si progettano in quei mesi varie commesse, vari contratti nei quali su pressioni continue di Berlusconi, prima su Bertolaso e poi soprattutto su Pierfrancesco Guarguaglini, il padrone praticamente di Finmeccanica, soldi nostri naturalmente, può entrare Tarantini in questi affari, Tarantini si mette insieme a un plotone di personaggi trasversali che vanno da Paolo Berlusconi per coprirsi da una parte a Intini e De Santis che sono invece di area dalemiana, De Santis è quello che va in barca con D’Alema, in ferie con D’Alema.
Cosa vogliono arraffare? Si parla per esempio di partecipazione societarie nella ?Sel Proc?, che è una consortile a capitale pubblico con un business con la protezione civile e Finmeccanica dove il governo ha già destinato 280 milioni di Euro, opere per la protezione civile e il territorio e poi volevano l’affidamento delle controllate di Finmeccanica di 12 appalti da 51 milioni di Euro, posa di cavi di fibra ottica nelle Marche, ampliamento della rete Isoradio, fornitura di apparecchiature per il monitoraggio dei terremoti, pensate in quali mano, infatti Tarantini esultava per il terremoto un po’ come quegli altri imprenditori, componenti di ponte Radio alla protezione civile, beni e servizi al vertice del G8 de L’Aquila.
A questo puntavano e poi puntavano a un gasdotto tra l’Albania e l’Italia e poi a un progetto, ancora molto fumoso di sorveglianza elettronica dell’intero paese dell’Italia, questo era il menù che si erano predisposti e del quale si parlava e che sarebbe andato in porto , come sempre vanno in porto questi mal affari in Italia, se i magistrati non fossero intervenuti due anni fa a arrestare Tarantini la prima volta, quando fu arrestato per corruzione e prostituzione, non adesso che è stato arrestato di nuovo a Napoli per il ricatto. Questi erano i soldi nostri che dovevano finire in quelle tasche, naturalmente coperto a sinistra, coperto a destra, perché? Perché Tarantini è trasversale e del resto le prostitute le portava a Berlusconi, ma le portava anche a Frisullo, uomo di D’Alema dentro la giunta Vendola, c’è sempre D’Alema quando c’è uno scandalo di Berlusconi, è proprio una garanzia assoluta, il primo giorno viene fuori Berlusconi, il secondo giorno viene fuori Dell’Utri, il terzo giorno viene fuori D’Alema, questa è una costante di molti scandali di questi anni.
Tarantini, scrivono i magistrati, promuove e organizza l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione per consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi, per ottenere, per suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della protezione civile, di Finmeccanica Spa, di società a quest’ultima collegate, per esempio la Sel Proc, per esempio la Sel Ex Sitemi integrati, per esempio la Saeicos, Spa, la Infratel Italia, tutta roba pagata con soldi nostri, dopo questi scandali si sono già dovuti dimettere il Direttore commerciale della Finmeccanica Paolo ?Pozzesserio?, perché nell’inchiesta di Napoli si sente parlare di corruzione internazionale per assicurarsi commesse estere e poi un altro dirigente di società del gruppo Finmeccanica, un certo ?Metrangolo? che risulterebbe addirittura utilizzatore finale di alcune ragazze dell’harem di Tarantini, soldi nostri.
Dimenticavo che si è scoperto da questa inchiesta che era, Tarantini, diventato consulente di Finmeccanica, soldi nostri e era consulente di Finmeccanica per l’estero, per il centro e sud America, anche Lavitola, il Direttore dell’Avanti, il giornale inesistente che ci è costato negli ultimi anni 15 milioni di Euro e poi una certa Debbi Castaneda, Miss Colombia, amica di Berlusconi, consulente di Finmeccanica anche lei e anche l’Avvocato Castellaneta, un noto professionista barese nella cui masseria ogni tanto va a trascorrere un po’ di relax Massimo D’Alema, tutti consulenti di Finmeccanica, protezione civile Finmeccanica un bell’ambientino: droga, prostituzione, corruzione e poi uso sistematico di beni e soldi pubblici per pagare la prostituzione o per pagare il silenzio su questo giro di prostituzione, l’abbiamo detto mille volte ma lo dobbiamo ripetere, a noi quello che fa Berlusconi a letto non interessa, ci interessa però quello che fa subito dopo di giorno per coprire quello che ha fatto la notte, pagando gente, ricattatori per conto nostro, oppure pagando semplicemente sempre con soldi nostri e le prostitute e i papponi per ricompensarli, se si pagasse tutto da solo e non ci fossero conseguenze pubbliche anche una vagonata al minuto potrebbe portarsi a casa, il problema è che subito dopo i suoi fatti privati diventano fatti pubblici perché di riffa o di raffa poi alla fine le donne le fa sempre pagare a noi.
Per esempio per allettare la Arcuri a andare da Berlusconi, come se ce ne fosse bisogno tra l’altro di incentivarla, Tarantini le promette il ruolo di presentatrice del Festival di Sanremo, qualcuno dirà: chi se ne frega, il Festival di Sanremo è un evento pubblico pagato con i nostri soldi della RAI e quindi la RAI ci guadagna o ci perde a seconda della buona riuscita delle trasmissioni, che paghiamo con il nostro canone e se a presentare Sanremo ci va qualcuno bravo, magari il nostro canone è ben investito, se invece ci va qualcuno scelto per altri motivi, tipo questo è un problema.


In Cina ci rappresenta Tarantini
Sanremo, appalti alla protezione civile, contratti, commesse, consulenze con Finmeccanica, poi c’è un viaggio ufficiale di Berlusconi in Cina, una volta ci fu la polemica e Grillo se la ricorda perché fu cacciato dalla RAI per avere fatto una battuta, per il viaggio in Cina di Craxi con al seguito nani, ballerine, fidanzate, amanti di questo e di quell’altro papavero socialista. Questa volta nel viaggio di Berlusconi in Cina, sull’aereo presidenziale vola, con visto diplomatico ottenuto in 4 ore, Giampy Tarantini, noi in quel viaggio siamo stati rappresentati da Berlusconi che già è un problema, e da Tarantini con il visto diplomatico, uno spacciatore di cocaina, organizzatore di prostituzione che rappresenta diplomaticamente l’Italia durante una missione ufficiale in Cina.Ci sono poi al seguito del cavaliere di questi viaggi ufficiali due ragazze senza aggiungere aggettivi, disponibili, che vengono spacciate per segretarie e così possono viaggiare con lui e chi paga? Poi ci sono voli di Stato sui quali presente Berlusconi o assente Berlusconi ci sono però questi harem semoventi che vanno e vengono e i voli di Stato li paghiamo noi! C’è poi, a questi festini, un’idea di Berlusconi, dice: invitiamo Del Noce e Rossella Presidente di RAI Fiction, Rossella Presidente di Medusa la casa cinematografica di Mediaset, quindi Del Noce lo paghiamo noi, Rossella lo paga Berlusconi, li invitiamo tutti e due, così le ragazze capiscono che poi possono lavorare, perché Rossella e Del Noce possono far lavorare chiunque nel mondo dello spettacolo, del cinema e della fiction e quindi quelle vengono più volentieri.
Del Noce, dirigente RAI, da quello che risulta dalle intercettazioni viene usato come esca per lanciare l’amo e prendere più ragazze, perché? Perché noi abbiamo il potere di farle lavorare, solo che se le fa lavorare Rossella le paga Berlusconi, se le fa lavorare Del Noce le paghiamo noi e sono attrici selezionate nel lettone del Presidente del Consiglio, non in un normale provino. Poi Berlusconi dice: c’è anche una giornalista RAI e una giornalista Mediaset dello sport che vengono, bene, la giornalista RAI penso che la paghiamo noi, poi ci sono dei malavitosi che vengono a sapere di queste cose, perché? Perché ?Maristel Polanko?, una delle frequentatrici di Arcore e dell’olgettina, un giorno riceve in prestito da Nicole Minetti consigliera regionale anche lei partecipante a quelle feste, la macchina della Minetti, credo fosse una Mini o forse un Suv, non ricordo, su quella macchina il fidanzato della Polanko brasiliana si fa beccare con 13 chili e passa di coca che vengono sequestrati e lui viene arrestato e dalle intercettazioni risulta che Berlusconi dice alla Minetti di denunciare il furto dell’auto, per fare finta che l’auto gliel’hanno rubata e che quindi quello sorpreso con la coca in macchina non è il fidanzato della sua amica, che frequenta Arcore, ma è un ladro di auto. Adesso questo è stato arrestato ovviamente, credo che si beccherà anche una discreta condanna, perché andare in giro con 13 chili di coca nel bagagliaio di una macchina prestata da una consigliera regionale, è un problemino, ma è un problemino pubblico, perché quando si viene in contatto con quegli ambienti della prostituzione e della droga è evidente che poi le notizie girano e la Polanko al suo fidanzato glielo raccontava quello che andava a fare a casa di Berlusconi e quindi anche nel giro nella malavita del traffico di droga, si sa cosa fa il Presidente del Consiglio e se qualcuno decidesse di approfittarne per chiedergli qualcosa in cambio del silenzio come hanno fatto Lavitola e Tarantini? Noi avremo il Presidente del Consiglio non più come un tempo amico della criminalità organizzata, ma addirittura sotto scacco della criminalità organizzata, esattamente come avviene per una delle ragazze che frequentavano Palazzo Grazioli, barese anche lei, una di quelle che andarono con la D'Addario che, poveretta, era fidanzata con un malavitoso e evidentemente parlava e gli avrà raccontato di quello che ha fatto e di quello che avveniva a Palazzo Grazioli, un malavitoso barese, anche la malavita barese sapeva quello che avveniva nel dorato mondo di Palazzo Grazioli e poi c’è un complice di Tarantini che a un certo punto, persino lui schifato da quello che vedeva, disse: non ne posso più di questo vecchio rincoglionito, io uno di questi giorni filmo tutto e mando i filmati a Santoro, perché Santoro? Perché ovviamente era la trasmissione più odiata da Berlusconi, quindi si vedeva che voleva fare un dispetto a Berlusconi, voleva mandare dei filmati, questo poi non è avvenuto naturalmente, nessun filmato è arrivato a Santoro, ma pensate se per caso questo signore ha deciso di filmare e poi di chiedere qualcosa per non mandare a nessuna trasmissione o per non mettere semplicemente in rete il filmato? Ecco altre potenzialità di ricatto, ecco altri condizionamenti che poi alla fine si riverberano sulla ricattabilità e sulla libertà di movimento del nostro Presidente del Consiglio.
Pensate poi al ruolo di Lavitola nel sistemare non dei marescialli della Guardia di Finanza amici suoi, dei generali di massimo livello, ottobre 2009, Lavitola chiama con le solite schede sue americane Berlusconi, Berlusconi dice “pronto Walter” e lui “Presidente come sta?” “eh come sto – lui comincia con la solita pippa, ho tutti contro, una cosa che pende sulla testa di 750 milioni (la cosa della Mondadori) dall’altra parte ho dei giudici che mi odiano, che sono dei criminali del Palazzo di Giustizia di Milano, hanno già ricominciato a muoversi con la Corte Costituzionale che gli ha dato il via libera per tornare alla caccia all’uomo – gli hanno bocciato il Lodo Alfano” ottobre 2009 era appena stato bocciato il Lodo Alfano, Lavitola dice “senta le volevo dire io guardi che di quella questione di cui le venni a parlare, siccome lei mi autorizzò a parlarne con l’interessato, si ricorda la faccenda di quel Generale?” Berlusconi a cui non potrebbe fregargliene di meno dice “sì, sì che lui si proponeva no?” e Lavitola “ma non per fare il N. 1 della Guardia di Finanza, per fare una mediazione e lui fare il N. 2” cioè il Capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza, la mediazione la sta facendo il Ministro – Tremonti lo aggiungo io – e è quasi fatta, lei mi autorizzò a parlargliele, lui mi ha detto (il Generale Emilio Spaziante e è oggi il comandante della Guardia di Finanza per l’Italia Centrale, Lavitola lo sta raccomandando, Berlusconi non sa neanche chi sia, Lavitola sta raccomandando per fare il N. 2 della Guardia di Finanza il Gen. Spaziante al Presidente del Consiglio, Lavitola! Direttore dell’Avanti, giornale inesistente pagato con i soldi di tutti noi, indegno erede dell’Avanti di Pertini, del Partito Socialista quando era una cosa seria) lui mi ha detto che teneva tutto fermo fino a quando lei non si muoveva” stanno parlando di un’indagine che questo Generale starebbe tenendo ferma, continua Lavitola “si rischia il caso che da persone amiche, amiche e amiche, rischiamo che quantomeno che gli diventiamo antipatici” e già perché la Guardia di Finanza fa delle indagini su evasione fiscale, ci sarà mica qualche indagine su qualche amico di Berlusconi o qualche società di Berlusconi, ce ne è un’infinità, però quella dice Lavitola la tengono ferma, però certo che se poi da amici, amici, amici, diventiamo antipatici, magari quelli poi la concludono questa inchiesta, no? Berlusconi “mmm allora devo...” ecco che si interessa subito e Lavitola “lo deve chiamare subito, perché altrimenti i problemi non li risolviamo alla base” e Berlusconi “allora gli fissiamo un appuntamento” Lavitola “sì a breve giro” Berlusconi “lui si chiama? Spaziante” e Lavitola “sì, sì a tutto Marinella – la segretaria - se lei se lo facesse chiamare subito, sto andando adesso a un appuntamento, sto cercando di tenerli per i capelli, sono tornato ieri dal Brasile” Berlusconi “va bene” Lavitola “ci posso contare Dottore” Berlusconi “sì, sì va bene”.
Capite come vengono nominati i capi della Guardia di Finanza? Lavitola telefona al Presidente del Consiglio che gli dice “come si chiama? Ah c’è un’indagine, là dobbiamo bloccare? Ah ok, allora lo convochiamo, Spaziante? Perfetto, zac!” e questa è stata beccata, pensate quante altre non sono state beccate! Pensate al tempo perso, se volete divertirvi, si fa per dire, trovate su Internet un articolo di Carlo Tecce e Paola Zanca che hanno incrociato le date delle feste di Berlusconi con quello che stava facendo lui quel giorno, ci sono giorni in cui non va a all’O.N.U. perché dice che sta gestendo la crisi all’Italia e in realtà sta con 3 ragazze e Tarantini. C’è la sera in cui dice che Eluana Englaro deve restare attaccata alle macchine perché potrebbe procreare, uno dei punti più bassi mai toccati dal Cavaliere, mentre diceva questa orrenda stronzata, quella sera Berlusconi era a Palazzo Grazioli con Carlo Rossella, Barbara Guerra e una certa ?Feduà Sebar?. Un’altra volta non si trovava, poi lui ricomparve dicendo: sono stato a Arcore per lavoro, in realtà aveva portato il giorno prima Tarantini e Maristel Polanko a Milano con l’aereo di Stato e un’altra volta in piena crisi finanziaria mondiale, dopo un Consiglio dei Ministri straordinario, non aveva fatto di meglio che andarsene al Bagaglino e poi a Palazzo Grazioli con Barbara Guerra e una certa Ioana Visan e un’altra volta risultava febbricitante, mentre in realtà non lo era, stiamo parlando di un signore che scherzando di sé stesso con una ragazza dice: io faccio il Premier a tempo perso e effettivamente fa il Premier a tempo perso perché questo impegno nell’organizzare le feste, nel fare le feste e nel parlare con tutte queste ragazze che sono decine che hanno tutte il suo numero e continuamente lo chiamano per chiedere favori, soldi o per fargli annusare qualcosa, come fa a governare? Soldi nostri.
Ci sono deputate e Euro deputate accusate di avere aiutato Tarantini a organizzare queste feste anche se non sono indagate, una si chiama Elvira Savino alle cui nozze pare che Berlusconi abbia incontrato Tarantini, l’altra Euro deputata Licia Ronzulli che era quella che smistava il traffico delle ragazze a Villa Certosa, la loro sistemazione dei vari bungalow, i viaggi sugli aerei blu, poi ci sono gli affari trasversali di cui abbiamo parlato con alcuni amici di D’Alema e altri di Berlusconi, poi ci sono le confidenze a cui si abbandona questo signore scriteriato dopo i vertici internazionali, per il momento pare che la telefonata in cui dà della culona inchiavabile alla Merkel sia stata coperta da omissis, il Corriere scrive che c’è il sospetto che questo sia avvenuto dopo un vertice a Parigi con Sarkozy, la Merkel e Brown il 28 ottobre 2009, credo, poi c’è un imitatore del Bagaglino che viene portato a queste feste per fare Sarkozy, è chiaro che se io privato cittadino vogliono fare l’imitazione di Sarkozy sono liberissimo di farla, ma un Presidente del Consiglio che passa il suo tempo a prendere in giro gli altri capi di governo e di Stato e a insultarli telefonicamente, beh è evidente che espone non solo sé stesso, ma il suo paese a conseguenze, non sono più i tempi in cui per un insulto del genere la Germania assembrava truppe teutoniche al Brennero o in Tirolo, però sono i tempi in cui dipendiamo finanziariamente da questi signori che potrebbero anche incazzarsi e sappiamo bene che se si incazzano la nostra fallimentare economia viene dichiarata definitivamente fallita.
Poi ci sono i ricatti, poi ci sono le bugie per coprire i ricatti, poi ci sono le fughe all’estero per non andare agli interrogatori, poi ci sono le fughe dall’estero, perché? Perché doveva andare all'ONU oggi, non c’è andato perché ha paura di incontrare qualcuno dei capi di Stato che non lo vogliono più incontrare, addirittura Erdogan, il Premier turco non lo vuole incontrare, risulta dalle intercettazioni anche questo, il turco si vergogna di noi, noi non ci vergogniamo di noi, come ha detto ieri sera la Littizzetto, ma il turco si vergogna di noi e se si vergogna il turco, pensate agli altri! Poi ci sono le leggi bavaglio per non fare uscire roba come questa, e poi ci sono le schede telefoniche straniere, un Presidente del Consiglio che usa una scheda peruviana intestata a un cittadino che si chiama ?Caceres?, poi? Poi ci sono le bugie e ormai ce lo siamo dimenticato, ma le bugie dei politici sono peggio dei reati dei politici che prendono in giro tutti, stampa internazionale e stampa italiana, se ricordate l’anno scorso a settembre alla conferenza stampa alla Maddalena con Zapatero al fianco, Berlusconi quando gli chiesero dei suoi rapporti con Tarantini rispose: non mi ricordo più che si chiama Tarantino o Tarantini, faceva finta di confonderlo con Quentin Tarantino, lo trattava come uno sconosciuto, davanti alla stampa di tutto il mondo, la quale adesso apprende che lui ha versato a Tarantini 800 mila Euro con uno stipendio mensile di 20 mila e un forfait di 500 mila e ci ha spiegato che era un amico talmente intimo e talmente in difficoltà economica per colpa di quei giudici maledetti che gli vogliono impedire sia di fare il trafficante di cocaina e sia il trafficante di prostitute, guardate che sono tremendi questi magistrati, lo perseguitano, gli vogliono impedire di fare lo spacciatore e pure di fare il pappone, ma guarda un po’, non ce l’avranno mica con lui?! Quindi ridotto in miseria dal fatto di non poter più esercitare onestamente il traffico di droga e di prostitute, minacciava il suicidio e piuttosto che mandarlo a lavorare, lo stipendiava lui oltre a avergli fatto avere i contatti con la protezione civile, con Finmeccanica e con la consulenza con Finmeccanica, pagava la casa su Via Veneto e poi ai Parioli, poi questa estate era a Cortina, il bisognoso Tarantini, ma non si ricordava neanche come si chiamava, 6 mesi fa davanti a Zapatero, adesso addirittura ci dice che era un amico che doveva aiutare perché temeva che facesse degli atti autolesionistici tipo suicidarsi? Ma figuratevi che Tarantini si suicida, ma non è mica scemo! Con tutti i soldi che gli ha dato questo e con tutti i soldi che potrà spillargli vita natural durante!
La menzogna sui soldi e Berlusconi nega addirittura di essere ricattato, dicendo a tutto il mondo: ho aiutato un signore in difficoltà, purtroppo la sua segretaria lo smentisce perché dice che Berlusconi le ordinava di pagare un altro peruviano, un certo *** che andava a prendere le buste a Palazzo Grazioli dalla segretaria del Presidente del Consiglio per portarli a Lavitola che poi doveva smistarli a Tarantini e Berlusconi era infastidito da questo Lavitola e da questo Tarantini, ma come infastidito? Non li voleva aiutare generosamente perché temeva il peggio? E perché l’Avvocato Ghedini e l’altro Avvocato Perroni dicono di avere sconsigliato Berlusconi di fare quei versamenti? E che Berlusconi tentò addirittura di riprenderseli indietro, ma se erano degli atti di liberalità perché sconsigliarlo? E se erano degli atti di liberalità perché non farli ufficialmente? Quando aiuti qualcuno perché ti dovresti vergognare? E perché avvenivano in nero? E da dove attinge lui quei fondi neri? E come è possibile che in questo paese sia vietato fare passaggi di denaro in contanti fino all’altro giorno era sopra i 5000, adesso è diventato la metà, mentre lui può fare passaggi di denaro in contanti e in nero per 700 mila Euro? Lui che vuole impedire a noi di farli sopra si 2500? Tutte queste ragioni è sempre bene tenerle in testa quando qualcuno vi dice che questo è gossip e che bisognerebbe rispettare la privacy del Presidente del Consiglio, infine ci sono le intercettazioni dove lui dice la verità, ce ne è una formidabile di Lavitola che spiega come funziona il loro sistema e che dice: più merda c’è meglio è!
Che per un ricattatore devo dire è un bello slogan “più merda c’è e meglio è” perché questi stercorari vivono di merda! Merda che arriva addosso a noi e poi c’è la telefonata di Berlusconi, il quale dice a Tarantini: vedi Giampy il guaio è che la mia più grossa opposizione non è la sinistra che non vale niente, ma è la magistratura! Sappiamo bene che la magistratura non è opposizione, la magistratura fa il suo dovere, c’è un giro di prostituzione, indaga, c’è un giro di droga indaga, c’è un giro di corruzione indaga, ci sono minorenni indaga, ci sono estorsioni alla Questura indaga, non è opposizione! Ma il giudizio sull’opposizione che dà Berlusconi, quello lo possiamo condividere, la sinistra non vale niente, altrimenti lui non sarebbe lì, se ne rende conto persino lui che non sarebbe lì se esisteste un’opposizione!


A eccezione di quello che vi ho detto e con questo vi saluto, domani alla Conferenza dei Capigruppo del Senato Di Pietro ha portato la Legge Grillo sui condannati in Parlamento e sul massimo dei due mandati la legge V-day, la legge di iniziativa popolare, con un atto di diffida, per cui domani dovranno i capigruppo discutere quando metterla all’ordine del giorno, sappiamo bene che non c’è una maggioranza e neanche una minoranza in grado di approvare una legge del genere, però domani i capigruppo dei 6 gruppi in Parlamento e cioè Pdl, Lega, Udc, PD e Idv saranno chiamati a pronunciarsi sul quando si discute questa legge e quindi sapremo chi la vuole discutere, chi la vuole approvare, chi la vuole affossare, chi la vuole rimandare al 2020, quindi tenete gli occhi aperti perché domani sapremo ciascuno come si colloca e come si pronunciata, passate parola!

Thursday, September 15, 2011

Ego nos absolvo

Il Fatto Quotidiano, 15 settembre 2011


L’altra sera al Tg1 una minzolina bionda presentata come “nostra inviata” nel senso che la paghiamo noi, interrogava severamente il procuratore di Napoli, Lepore, come se fosse lui l’imputato. Il tono era quello del “come si permette di convocare il premier?”. L’alto magistrato tentava di difendersi come poteva, ma l’impressione che i telespettatori ne ricavavano era che fosse (lui) reticente. Non si batteva il petto, non si discolpava, non chiedeva scusa per aver osato tanto.

Intanto, dalle nuove intercettazioni, oltre alla conferma che aveva ragione l’Espresso sulla telefonata in cui B. istiga Lavitola alla latitanza, si scopre che gli ha pure garantito l’assoluzione: “Vi scagiono tutti”. Ecco, oltre all’imputato, al testimone e al pagatore dei medesimi, ora fa pure il giudice (a quando il cancelliere?). Tanto la cosiddetta informazione l’ha già assolto, dando per scontato che la legge è uguale per tutti fuorché per lui. Il caso ultimo è da manuale: non la solita indagine per uno dei tanti reati commessi da B., ma l’evenienza del tutto inedita di un’inchiesta su un reato commesso ai suoi danni. Dunque lui, com’è sempre avvenuto in tutto il mondo, dev’essere sentito come testimone-parte offesa: obbligato a presentarsi, a parlare e dire la verità. E, siccome non deve difendersi da nulla, senz’avvocato.

La legge parla chiaro: se il testimone non si presenta la prima volta per un impedimento (che dev’essere legittimo, non una missione all’estero inventata apposta per l’occasione), può rinviare di qualche giorno. Ma poi, se continua a scappare, lo vanno a prendere i carabinieri. Siccome però è un parlamentare, per l’accompagnamento coatto occorre il permesso della Camera. E la maggioranza, essendo roba sua nel senso che se l’è mezza nominata e mezza comprata, lo negherà. A quel punto, ai giudici non resterà che rivolgersi alla Consulta per sollevare conflitto di attribuzione contro il Parlamento della (ultima) vergogna.

Intanto in carcere c’è un signore, Tarantini, che attende di sapere se i giudici che l’hanno arrestato sono competenti: per saperlo occorre sentire B. su modalità, ragioni e luoghi dei pagamenti. Ma questo, ai garantisti all’italiana, non interessa. Infatti, anziché chiamare le cose con il loro nome, si son messi a strologare sull’ennesimo “scontro fra giustizia e politica”. Come se un pm che convoca un teste per rispondere alle domande potesse esser messo sullo stesso piano di quel teste che, avendo la coscienza lurida, sfugge alla Giustizia al punto da piegare non solo il Parlamento, ma anche le massime istituzioni europee ai suoi porci comodi.

L’altroieri i siti del Corriere e di Repubblica titolavano sul presunto “scontro”. Ieri il Pompiere, per cambiare un po’, titolava a tutta prima pagina “Sfida tra i pm e Berlusconi”, mentre il pompierino Massimo Franco deplorava la “nuova guerra”. Sugli house organ, scontro e guerra diventavano comicamente “Silvio prigioniero politico”, “Il ricatto dei pm”, “L’ultima minaccia dei pm” (il Giornale), “Vogliono arrestare Silvio” (Libero). Secondo Belpietro, “i pm durante l’interrogatorio tenteranno di far scattare le manette per falsa testimonianza” (non sa, il pover’uomo, che l’arresto in flagranza per false dichiarazioni, voluto da Falcone contro l’omertà delle vittime di mafia, fu abolito da destra e sinistra nell’estate ‘95).

Il Corriere ipotizza addirittura che, per evitare l’inesistente “conflitto istituzionale”, il testimone B. venga sentito con la badante Ghedini al fianco. Unico caso al mondo di teste interrogato col difensore. Il cronista scrive giustamente che, “senza il sostegno del difensore”, l’interrogatorio avrebbe “conseguenze imprevedibili”. Oh bella, e quali? Forse il Corriere vuole comunicarci che un mentitore professionale non potrà che mentire ai pm? E allora perché non lo scrive in prima pagina, invece di farfugliare di “scontri”? Chi pensa che, caduto B., l’Italia tornerà alla normalità è un povero illuso: B. prima o poi passa. Ma questa informazione indecente resta.

Monday, September 12, 2011

Festa del Il Fatto Quotidiano 2011




Una cozza non è per sempre - 12 settembre 2011


Testo:

Buongiorno a tutti, anche oggi come sempre potremo parlare di moltissime cose, intanto mi scuso per il ritardo di un’ora ma sono appena rientrato dalla Toscana, dalla Versilia dove ieri sera si è conclusa molto tardi, tra l’altro, la festa dei 3 giorni de Il Fatto Quotidiano, è stato un weekend importante, c’è stato il Cozza Day di Beppe Grillo, naturalmente oscurato dai giornali tranne il nostro, tranne Il Fatto Quotidiano che gli ha dedicato due pagine e devo dire che l’immagine della cozza come ieri ha ricordato Santoro dal suo intervento alla festa de Il Fatto è piuttosto felice perché effettivamente la cozza rappresenta bene questo sistema chiuso, incrostato, incitato, la cozza attaccata ossessivamente allo scoglio, quella distesa di cozze che vediamo spesso appiccicate ai cordoni immersi nel mare.

Come tagliare i cordoni alle cozze
Il problema quindi non è staccare la cozza una dopo l’altra, è tagliare quei cordoni e spezzare quegli scogli, le armi della politica tradizionale non mi sembrano più in grado di tagliare quel cordone che esse stesse peraltro hanno contribuito a annodare e quindi è chiaro che ci vuole qualcosa che parta dal di fuori, dal basso, esterno comunque, indipendente rispetto alla politica.
Fini avrebbe dovuto ieri secondo le speranze di molti dei suoi elettori e dei suoi dirigenti, dimettersi da Presidente della Camera per lanciare la sfida a destra e evitare che i voti che stanno perdendo a rotta di collo, il Pdl, la Lega a causa del loro totale fallimento vadano a ingrossare le file del malcontento, dell’astensionismo o di qualora che viene chiamata l’antipolitica, parliamo di quella vera, veramente qualunquista non qui quello che viene spacciato come qualunquismo e è la nuova politica.
Invece Fini non ha avuto il coraggio di fare questo passo rimarrà lì imbalsamato alla Presidenza della Camera e probabilmente rinuncerà a fare da catalizzatore a quei tanti elettori di centro-destra che sicuramente non voteranno mai a sinistra, ma nello stesso tempo non vogliono più notare né per Berlusconi, né per Bossi essendone stati presi allegramente per i fondelli. A sinistra vedete l’impotenza totale dei maggiori esponenti del centro-sinistra, da un lato parlo del PD pesantemente sotto scacco a causa dello scandalo Penati che ormai dilaga di giorno in giorno e dall’altro lato incapaci se non di balbettare di fronte al tracollo del governo e purtroppo anche del nostro paese, credo che di fronte all’indecenza di un governo come questo, anche l’opposizione più stupida del mondo riuscirebbe a mettere in campo iniziative più forti e più visibili del nulla del balbettio, del cincischiare che noi vediamo dalle parti del PD per non parlare della cosiddetta sinistra radicale di Vendola che si è letteralmente estinto, sgonfiato nelle delle settimane non riuscendo evidentemente a trovare altre parole per descrivere quello che vuole fare, ammesso che glielo facciano fare.
Quindi in questo weekend per fortuna che da un lato il Movimento Cinque Stelle e Beppe Grillo hanno battuto un colpo, dall’altro lato per fortuna, parlo naturalmente per patriottismo di giornale che migliaia di persone sono venute a ascoltare una festa de Il Fatto Quotidiano che non era naturalmente a base di ballo liscio, spettacoli, frittelle e porchetta come le feste dei partiti, che pure sono semi deserte, ma era una festa a base esclusivamente di culturali, politici, economici, ho partecipato ieri pomeriggio a un meraviglioso incontro con Magistrati Davigo e Greco e l’ex Magistrato Tinti, moderato da Antonella Mascali e Marco Lillo in cui abbiamo parlato del vero cuore del problema che è la criminalità economica, l’evasione fiscale, che il Pubblico Ministero Greco ha definito la vera causa della crescita zero del nostro paese.
Se voi andate a vedervi i filmati degli intervolontari di Davigo, Greco e Tinti scoprirete che vengono proposte delle soluzioni, ma il problema purtroppo non è più trovare le soluzioni, perché le soluzioni sono di una semplicità disarmante, elementari, sono già scritte, sono naturali, sono ovvie in un paese come il nostro, cosa si deve fare contro l’evasione fiscale? Bisogna aumentare i controlli, bisogna alzare le pene, bisogna allungare i termini di prescrizione per quei reati, bisogna combattere chi porta i soldi nei paradisi fiscali e combattere i paradisi fiscali, non potendoli bombardare cosa si deve fare? Bisogna tassare fino al 100% questa è la proposta di Greco, le transazioni finanziarie verso i paesi delle black list dei paradisi fiscali, da Montecarlo alle Cayman a tutto il resto, anziché premiare queste transazioni e poi bisogna sanzionare duramente, magari con imposizioni supplementari, quelle banche e quelle aziende italiane che senza alcun motivo hanno filiali di copertura a Montecarlo, in Liechtenstein, in Irlanda e in altri paesi che hanno standard fiscali completamente diversi dai nostri, tutti più vantaggiosi ai limiti del paradiso fiscale senza trasparenza.
Questo bisognerebbe fare, perché? Perché come ha dimostrato Tinti citando calcoli che provengono dal Ministero delle Finanze, quindi calcoli ufficiali, se i contribuenti in Italia sono 41 milioni, circa 35 milioni di questi 41 milioni sono lavoratori dipendenti e contribuiscono a pagare il 92% del gettito fiscale, non potendo evadere perché gli vengono trattenute le tasse alla fonte in busta paga, non sono loro gli evasori, gli evasori sono quel restante 5/6% di contribuenti che contribuiscono solo per l’8% al gettito fiscale e che sono le categorie mediamente più ricche e cioè gli autonomi, le partite Iva, è triste dirlo, non bisogna affrettarsi, confondere e dire che le partite Iva sono tutti evasori fiscali, però possiamo dire tranquillamente che tutti gli evasori fiscali appartengono al popolo delle partite Iva, perché? Perché non possono appartenere al popolo dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, ecco perché il Procuratore Greco ha detto: in Italia, nel mondo la tendenza è questa, ma in Italia soprattutto, i poveri mantengono i ricchi, gli evasori governano e i contribuenti onesti pagano, sono pagano del Procuratore aggiunto di Milano, andatevi a vedere il filmato del dibattito non sono le parole di un tupamaro o di un populista o di un terrorista o di un eversore girotondino, sono le parole di un magistrato che si occupa da 30 anni di reati finanziari, di criminalità economica, il quale giustamente dice che il primo problema sono appunto i soldi che vengono sottratti alla collettività dagli evasori, dai corrotti e a proposito di corrotti, tanto per dirvi come sono semplici le soluzioni, solo che ci fosse una classe politica che potesse permettersi il lusso di adottarle, Davigo ha ricordato che in altri paesi per bonificare una classe politica corrotta si fa largo uso di agenti provocatori che sono incaricati di andare il test a sorpresa di onestà ai pubblici amministratori, cosa fa la gente provocatore? Appena uno viene eletto a un incarico pubblico, dopo qualche mese arriva un signore che spacciandosi per imprenditore interessato a un appalto, offre dei soldi a questo pubblico amministratore, se il pubblico amministratore lo caccia a pedate e lo denuncia, vuole dire che siamo in buone mani, è uno onesto, se il pubblico amministratore accetta l’offerta dei soldi, finisce in galera perché è un potenziale corrotto, è così che si combatte la corruzione a mali estremi, con estremi rimedi, gli agenti provocatori sono l’uovo di Colombo, andiamo a saggiare la corruttibilità delle persone che mettiamo in un pubblico incarico, ci sono anche altre soluzioni, Rudolph Giuliani quando diventò Sindaco di New York, New York era in preda al caos, perché era in preda alla violenza delle bande dei ghetti e lì inventò la tolleranza zero, ogni vetrina rotta porta a altre vetrine rotte, se sostituisco la vetrina rotta la gente ci penserà due volte a romperne altre, perché? Perché vivrà in un contesto di ordine, questo naturalmente con la repressione e la tolleranza zero nei confronti dei reati degli ultimi della società.
Parallelamente scatenò una guerra senza quartiere ai pubblici funzionari corrotti, per esempio si rubava a man bassa, tutto il mondo è paese, da parte degli amministratori dell’azienda municipalizzata per la raccolta differenziata, provate a immaginare la potenza finanziaria e il potere dei funzionari che si occupano di raccogliere i rifiuti in una città come New York, una delle più grandi del mondo! Bene, cosa ha fatto? Ha stabilito che quelli che vengono nominati dal comune per fare gli amministratori della raccolta differenziata, dovevano firmare in bianco una dichiarazione in cui accettavano, altrimenti non diventavano funzionari e dirigenti di quell’azienda municipalizzata, di farsi intercettare per tutta la durata del loro mandato le mail e i telefoni, chi firmava poteva accedere a quelle cariche, chi non firmava peggio per lui, se tu vuoi entrare nel mio club, io del mio club stabilisco le regole e tu se ci vuoi entrare le rispetti, se nel mio club si entra soltanto in giacca e cravatta, tu o entri in giacca e cravatta o non entri, l’ho stabilito io, perfetto ma nessuno te l’ha detto, te l’ha chiesto di venire nel suo club!
Quindi se tu vuoi diventare un dirigente pubblico, mi dici prima che io sono autorizzato a intercettarti, perché? Perché i tuoi predecessori hanno rubato soldi alla collettività e io non riesco più, grazie a quei ladri, a portare via i rifiuti dalle strade e quindi o ti lasci intercettare, oppure non concorrerai a un incarico pubblico e andrai nel privato, è così che si fa a mali estremi. Le soluzioni sono semplicissime, qual è il problema? E’ che per adottarle ci vuole una maggioranza in Parlamento e per avere una maggioranza in Parlamento, bisognerebbe avere, in Parlamento, persone oneste, scelte da elettori onesti e informati sull’onestà o sulla disonestà dei candidati, con un meccanismo elettorale che consenta agli elettori di scegliere i propri rappresentanti e non ai partiti di mettere i propri protetti, informazione, legge elettorale democratica, non quella che abbiamo, elettori onesti o furbi, anche un ladro dovrebbe capire che non gli conviene essere governato da ladri, perché a un certo punto i ladri diventeranno talmente tanti che verrà derubato anche in lui, elettori consapevoli, noi invece abbiamo un problema, milioni di evasori fiscali, milioni di abusivisti edilizi, fenomeni criminali di massa, immaginate quanto contano alle elezioni gli evasori fiscali, gli abusivisti edilizi, questo spiega per quale motivo in questi anni non si è demolita una casa abusiva, qualcuna, ma rispetto alle milioni e milioni che esistono fa ridere, per quale motivo i politici spesso difendono gli abusivisti contro le demolizioni delle case abusive e per quale motivo i politici da 20 anni, 30, 40, si sono dedicati a demolire le leggi repressive che portavano in galera gli evasori fiscali, ragione per cui oggi in galera di evasori fiscali ce ne sono 0, destra e insieme, andatevi a vedere il filmato del dibattito di ieri, si racconta come in questi 20 anni destra e sinistra hanno protetto gli evasori fiscali, perché? Perché li votano!


Un colpo di forbice? La legge elettorale
La maggior parte vota a destra perché la destra fa pure i condoni, ma una parte vota anche a sinistra, dove c’è sempre stata grande protezione anche da parte del peggio del sindacato per quelli che evadono sui contributi, perché pensioni dell’Inps elargite come ammortizzatore sociale per tenere buona la gente, invece che come restituzione di un contributo che tu hai versato, è così che si crea il buco dell’Inps, con l'evasione contributiva e l’evasione contributiva purtroppo è stata tollerata per anni come l’assenteismo nelle aziende e nella pubblica amministrazione anche dai sindacati.Quando hai molti elettori fannulloni, evasori fiscali, evasori contributivi, evasori delle quote latte, pensate alla Lega quanto protegge gli evasori delle quote latte, evasori fiscali corrotti, mafiosi, è chiaro che queste lobby della delinquenza influiscono, ma molto più della lobby della mafia influisce sulla politica la lobby dell’evasione, perché? Perché i mafiosi sono poche decine di migliaia, controllano alcune centinaia di migliaia di voti localizzati in certe regioni, non solo del sud, anche Milano, anche la banlieue di Milano, anche Torino, anche la Valle di Susa, anche un pezzo della Valle d’Aosta, anche un bel pezzo dell’Emilia Romagna, del litorale del Lazio etc., lo sappiamo, quanti voti controllano le mafie? Alcune centinaia di migliaia. Quanti voti controlla l’evasione fiscale? Milioni perché sono milioni gli evasori fiscali, del resto sarebbe impossibile accumulare chi dice 120, chi dice 160 miliardi di Euro all’anno se non si fosse in milioni a evadere le tasse.
Tutti tra gli autonomi e i professionisti, tutti tra le partite Iva, questo è il nostro problema, è chiaro che un problema del genere è proprio quello delle cozze avvinghiate al famoso cordone immerso nel mare e pieno di nodi che rendono il tutto inestricabile, ci vuole una forbice e la forbice può arrivare soltanto da fuori. In questo momento può arrivare sostanzialmente in tre modi: 1) il referendum contro il porcellum, non è l’ideale, ripristina la legge precedente che è il mattarellum che era un maggioritario con un pezzo di proporzionale, meglio di quello che c’è adesso, alternative? Nessuna, o alle prossime elezioni votiamo con la porcata di Calderoli che consente a 5 segretari di partito di portare in Parlamento i loro amici, le loro amanti, i loro papponi, quelli che li ricattano, le loro mignotte, i loro servi e i loro protetti, oppure il mattarellum, che non è che ci dia una grandissima possibilità di scelta, ma almeno ci mette di fronte due o tre candidati nel collegio, certamente non li abbiamo scelti noi, a meno che i partiti che li hanno candidati non facciano le primarie, ecco perché sono favorevole al doppio turno, perché al primo turno ciascun partito candida il suo e quindi quelle sono le primarie, perché i cittadini possono decidere che gli piace di più il candidato della lista più piccola se è più bravo e più prestigioso e più onesto e più competente di quello della lista grande e alla fine nel secondo turno i due più votati vanno a sfidarsi al ballottaggio e a quel punto non voti più quello che ti è più vicino, ma voti spesso quello che ti è meno lontano oppure non voti.
Se non te ne piace nessuno dei due, ma almeno c’è stata una selezione anche delle candidature, con il mattarellum i partiti, le coalizioni scelgono il loro candidato, ma almeno il nome del candidato che preferiamo lo possiamo scrivere sulla scheda, lo possiamo barrare sulla scheda, quindi meglio dell’attuale legge elettorale, per ritornare alla legge precedente bisogna andare a firmare ai banchetti che trovare, per fortuna, c’era alla festa de Il Fatto, alcune fese del PD sono state costrette, nonostante l’ostilità l’establishment del Partito Democratico a mettere i banchetti, le feste dell’Italia dei Valori, persino la festa di Mirabello di Futuro e Libertà in dissenso con il terzo polo di Casini e Rutelli che invece del referendum non ne vogliono sapere perché dare la parola agli elettori, quando mai?
Poi Casini l’ha voluta e votata la legge del porcellum, sarebbe ridicolo se adesso chiedesse il referendum per abrogare una legge che aveva voluto e votato anche lui. Ci sono comunque in giro banchetti per firmare, ho firmato ieri, credo che sia giusto firmare perché? Perché se alle prossime elezioni votiamo per mandare in Parlamento dei signori che sono già stati scelti e nominati dai partiti, è come non andarci a votare, come le ultime volte, primo sistema per tagliare quel cordone pieno di cozze e far cadere le cozze.
Secondo sistema sono ovviamente i movimenti, che esistono, che nasceranno, che si rafforzeranno a cominciare dal Movimento di Grillo che ormai è una certezza nei sondaggi si parla di 5, 4, 6% e naturalmente sui movimenti i sondaggi acchiappano poco, perché non riescono mai a quantificare esattamente quanti sono quelli che poi voteranno, mancano anche un bel po’ di mesi alle elezioni, quindi i sondaggi lasciano il tempo che trovano, le intenzioni di voto a un anno e mezzo dalle elezioni per un movimento completamente nuovo che mai si è presentato alle elezioni nazionali e politiche, se dà già il 5% è evidente che è una realtà fondamentale, imprescindibile e questo è il secondo strumento, elementi dirompenti che arrivano da fuori e scardinano il gioco destra e sinistra ormai appassito, avvizzito, ammuffito, marcio.
La terza e ultima forbice che vedo in questo periodo per tagliare quel cordone, per liberarci di questo disastro di maggioranza e di questo disastro speculare di opposizione, è un’informazione nuova, un’informazione libera dal basso, che parte dalla rete e per questo veramente sono felice che Santoro sia stato messo alla porta dalla RAI, che gli abbiano sbattuto in faccia la porta di La 7 che sarebbe stata più o meno la stessa solfa, ovviamente Mediaset è ormai un fortino impenetrabile per gente libera e che quindi abbia seguito il suggerimento che da tempo gli dava Beppe, di buttarsi sulla rete. Guardate che quello che è stato annunciato da Santoro ieri e che viene presentato dai giornali come una roba che va su Sky e che dipende da Mardock, non è così, è esattamente il contrario, è una televisione che nasce fuori dal televisore e cioè che nasce in rete e per la rete in streaming, esattamente come il Passaparola che stiamo facendo, naturalmente con maggiore appeal televisivo, non si può fare un programma in prima serata con un signore che parla davanti alla sua scrivania, ma in diretta streaming con la possibilità ovviamente di vederla subito dopo in registrata su You Tube che viene offerta a chi la vuole all’interno del teleschermo, ma non è prodotta da qualcuno che controlla il teleschermo, è prodotta da soggetto indipendente, tipo Il Fatto Quotidiano che va in edicola senza chiedere il permesso a nessuna banca, a nessuna FIAT, a nessun Ligresti, a nessun Caltagirone, a nessun Berlusconi, a nessun Bersani, a nessuno! La stessa cosa questo programma televisivo che apre un canale dietro il quale poi potranno venire altri programmi liberi, e che chi lo vuole delle televisioni esistenti lo prende chiavi in mano, lo paga ripagandoselo con la pubblicità e lo diffonde, senza avere alcun diritto di controllo sui contenuti, sulle scelte che vengono esclusivamente dai giornalisti che fanno il programma, dagli autori che fanno il programma, dai cameraman, dai registi, dai redattori, da quelli che si vedono e da quelli che non si vedono, da quelli che fanno il mestiere di informare.
Questa è la rivoluzione copernicana, il ribaltamento, prima per entrare lì dentro dovevi chiedere a un editore di farti entrare lì dentro perché era il padrone e del mezzo di trasmissione, il medium, e della trasmissione e dunque dei suoi dipendenti, altra cosa invece sono gli indipendenti che lavorano da soli, finanziandosi grazie al contributo di editori puri, gente che fa solo editoria, Il Fatto Quotidiano, le televisioni locali, Telelombardia, Telenorba e tutte le televisioni locali che verranno affratellati in questo network per coprire il territorio nazionale sul digitale terrestre, se poi sul satellite Sky vorrà trasmettere su un suo canale la trasmissione, converrà molto naturalmente a Murdoch, converrà molto a quelli che hanno l’abbonamento a Sky e che oltre vedersi dei bei film e delle belle partite, dei bei eventi sportivi o dei bei documentari, si vedono, si possono vedere anche la trasmissione di Santoro, ma se non lo vogliono la trasmissione di Santoro c’è lo stesso, c’è su web, c’è sul digitale terrestre, perché? Perché esiste a prescindere dai padroni della televisione, infatti vedrete che succederanno due cose adesso: intanto si scatenerà una campagna di diffamazione di denigrazione nei confronti di chi fa quel programma, e di chi lo sostiene; 2) si scatenerà qualche tentativo legislativo per mettere qualche bavaglio, spacciato per regola alla Tv via web perché è chiaro che finché la Tv via web la faccio io che non sono del mestiere perché il massimo che riesco a fare è parlarvi seduto alla mia scrivania e un altro conto è se la Tv via web la fa Santoro, che quando faceva la Tv tradizionale, ultimo dato dell’ultima puntata, aveva 8 milioni in media incollati davanti alla televisione per 3 ore in prima serata e quindi quando poi faceva gli eventi come Tutti in piedi con la Fiom o come RAI per una notte l’anno scorso sempre da Bologna, aveva comunque milioni di persone che andandosi a cercare la trasmissione con una certa fatica in streaming o su Tv locali o su Current quando c’era ancora, l’hanno chiusa a fine luglio, seguivano, è chiaro che quando il N. 1 del talk show televisivo abbandona la televisione tradizionale, abbandona il video e i padroni del video per andare a fare una cosa in autonomia, è chiaro che gli altri hanno paura, perché? Perché è inevitabile che quelli che restano là dentro verranno vissuti per quello che sono, cioè per delle persone che subiscono dei diktat che invece quelli che fanno il programma con Santoro non devono più subire.
Per raccontare cosa ha fatto Berlusconi non sarà più necessario invitare in studio i suoi Avvocati che ti urlano contro e ti impediscono di parlare, per parlare degli scandali del centro-sinistra non sarà necessario invitare Bersani, si potrà invitarlo se gli si vorrà fare qualche domanda e se verrà, ma si potrà anche non invitarlo perché l’informazione la fanno i giornalisti, mica i politici, quindi finalmente questa trasmissione di Santoro non dovrà più pagare il pedaggio che in questi anni ha dovuto pagare e è una zavorra pesante, di invitare quel teatrino di politici che erano la tassa da pagare per poter poi fare le inchieste e raccontare cosa avevano fatto quei politici o i loro amici.
Sapete bene che Milena Gabanelli che non ha il dibattito tra i politici in studio, se in una puntata parlava male di Tremonti, veniva condannata dalla Agcom, questa ridicola autorità infarcita di tromboni e di trombati della politica messi lì dai partiti, a fare un’altra puntata di Report in cui si parlasse soltanto bene di Tremonti, perché? Perché in studio non c’era nessun trombettiere di Tremonti che potesse parlarne bene, mentre invece non sta scritto da nessuna parte che un giornalista dopo avere parlato male di un politico, per par condicio debba parlarne bene.


Informazione veramente libera per raccontare il Paese
Un giornalista deve parlare bene di un politico quando quel politico se lo merita che si parli bene di lui, se si merita solo che si parli male di lui, si parla solo male di lui, questa è l’informazione e il diritto di critica, il diritto di critica è stato conquistato nelle rivoluzioni liberali per conferire alla libera stampa il diritto di dissentire, di criticare, il diritto di applauso è garantito anche nelle dittature, non c’è bisogno di libertà per applaudire il potere.La differenza tra le dittature e le democrazie è che nelle dittature c’è solo il diritto di applauso, mentre nelle democrazie c’è anche il diritto di critica e di pernacchio, noi abbiamo visto in questi anni progressivamente abrogare il diritto di critica, se uno criticava doveva anche parlare bene, o se uno criticava doveva esserci vicino un altro che parlava bene, altrimenti era una violazione della par condicio, non c’è più questa cosa quando tu te ne vai libero in web e poi eventualmente se qualcuno ti vuole trasmettere in televisione ti ci trasmette. Io in questi anni ho potuto fare centinaia di Passaparola e ho potuto criticare chi volevo senza che nessuno mi venisse a dire “la prossima volta però ne parli bene” perché? Perché è semplice, perché l’Agcom ha giurisdizione come il Consiglio di Amministrazione della RAI, come i sinedri messi in piedi dai partiti sotto vari travestimenti per controllare l’informazione televisiva, non hanno giurisdizione sul web e questa è una trasmissione “Comizi d’amore” si chiamerà, che andrà prevalentemente sul web e poi se qualcuno la vorrà trasmettere e credo che per ragioni commerciali molte televisioni locali vorranno trasmetterla e forse se Sky non sarà condizionata, lo vedremo, avrà tutto l’interesse a trasmettere anche essa, perché? Perché il mercato quando funziona, è implacabile, se tu hai un pubblico, quel pubblico ti guarda, vede le tue pubblicità, allora c’è la corsa degli inserzionisti pubblicitari e tu sei liberi perché degli inserzionisti pubblicitari ne puoi fare a meno, nel senso che se quello che dici non piace a loro o non piace ai loro padroni, peggio per loro se non ci sono in quel programma, non peggio per te.
Il Fatto Quotidiana ha pochissima pubblicità e continua a vivere benissimo, proprio perché quando i pubblicitari tentano di ricattarti, ti do la pubblicità se parli bene di me, noi gli diciamo “benissimo, non darci la pubblicità” e alla fine quelli furbi ce la danno senza curarsi di quello che scriviamo, perché comunque sanno di andare in un giornale libero e quindi prestigioso e quando fai pubblicità su un giornale libero e prestigioso anche la tua pubblicità diventa prestigiosa, anche perché si sa che chi la fa su quel giornale non chiede niente in cambio.
La stessa cosa succede quando la trasmissione è libera, quindi tra i contributi dell’azionariato popolare, i 10 Euro minimi chiesti da Santoro e i contributi delle televisioni che vorranno trasmetterla e delle pubblicità che la ogni tanto interromperanno, ecco che nasce la televisione fuori dal televisore e fuori dal circuito e ecco la terza e ultima forbice che taglia quel cordone incrostato di cozze che sembra al momento inestricabile, funziona così in democrazia.
Si va a votare informati, se so che tizio è un delinquente non lo voto, almeno che non sia io un delinquente e anche stupido, perché anche il delinquente ci tiene al monopolio e quindi fare i favori a altri delinquenti non sempre conviene, so chi sono i candidati, voto liberamente informato e quindi mando in Parlamento una classe politica migliore che invece delle porcherie di leggi che ha fatto negli ultimi 20 anni, fa quelle buone leggi che non ci vuole un genio per scrivere, sono già scritte, sono semplici, ve ne ho fatti alcuni esempi prima, forse paradossali, chiarissimi, tutto ciò di cui necessitiamo è questo: una classe politica eletta consapevolmente da gente informata che si può permettere il lusso di fare le leggi contro la corruzione, contro la mafia e contro l’evasione fiscale e quindi di rastrellare quei miliardi che nei prossimi anni saranno necessari per portare in pareggio in bilancio e non venire sbattuti fuori dall’Europa.
E’ l’uovo di Colombo? E’ un sogno? Non so, in ogni caso in questo momento ci sono delle occasioni che non vanno perse e bisogna fare di tutto perché quelle occasioni si tramutino in una realtà, programmi liberi via web, giornali liberi, almeno uno siamo riusciti a farlo, una legge elettorale meno indecente di questa che ci consenta di firmare e movimenti che premono dal basso, perché soltanto questa pressione può costringere questo regime a retrocedere e a liberare spazi, soltanto questa pressione.
Concludo ricordandovi cosa si diceva quando l’8 settembre di qualche anno fa si fece il primo V-Day a Bologna ancora una volta e quando poi il 25 aprile seguente si fece il secondo V-Day, cosa si chiedeva? Via i condannati dal Parlamento, via la Legge Gasparri che santifica il monopolio e il conflitto di interessi, via i finanziamenti pubblici ai partiti, via questa legge elettorale infame, limite massimo di due mandati parlamentari e poi a casa, cose semplicissime, semplicissime come il referendum per il quale abbiamo votato: legge uguale per tutti, nessun privilegio per la casta, nessuna legge ad personam, acqua pubblica, niente nucleare, energie alternative, questo. Mi ricordo quando ne parlava Grillo al primo V-Day, il giorno dopo fu investito, andate a vedere su Internet cosa si scriveva, cosa scrivevano gli Scalfari anche, i Panza, lo paragonarono a Mussolini, dissero che era in arrivo il nuovo fascismo, che c’era alle porte la nuova marcia su Roma, facinorosi, erano tutti ragazzi!
Ragazzi che all’epoca quando hanno sentito queste parole d’ordine, molto semplici e molto di buonsenso, direi quasi elementari, hanno subito firmato il referendum, leggi di iniziativa popolare, adesso tutti quei temi sono al centro dell’attenzione della politica, i politici cominciano a parlare di dare un tetto alla durata del mandato parlamentare, chi dice tre, chi dice due legislature ma ne parlano, liberare la televisione, perché il dopo non sia uguale al prima, cambiare la legge elettorale, finanziamenti alla casta, non è che li stanno tagliando, non li tagliano, però dicono che li taglieranno, perché? Perché sanno che i loro elettori lo vogliono e quindi non potendolo fare almeno lo dicono, questo significa che un inizio di pressione dal basso già ha prodotto dei risultati perché? Perché ha portato questi temi dal ghetto in cui era ricacciato Grillo a milioni di persone, una massa di persone oggi chiede le stesse cose che al V-Day chiedeva soltanto Grillo insieme ai ragazzi che c’erano sotto il palco, oggi lo chiedono milioni di persone di centro, destra e sinistra, della Lega, del Pdl, del Fli, di Udc, tutti, tant’è che tutti a parole dicono: cambiamo la legge elettorale, tagliamo i costi della casta, distinguiamo i rimborsi elettorali del finanziamento occulto e mascherato della politica, quindi già il fatto di avere seminato, di avere fatto crescere queste piante, è importantissimo, senza quella battaglia di queste cose non ne parlerebbe nessuno, bisogna andare avanti.


Con questa tenaglia a tre forbici: movimenti che incalzano, referendum che veramente può cancellare la Legge elettorale porcellum, informazione libera come ha fatto Il Fatto nelle edicole, “Comizi d’amore” in televisione, non sarà tutto, ma sono alcune cose nuove che ci fanno sperare che si possa fare qualcosa, poi se ci si riuscirà non si sa, ma vale almeno la pena tentarci, in modo che poi un domani ciascuno di noi potrà dire: io almeno ci ho provato, passate parola!