Monday, September 12, 2011

Una cozza non è per sempre - 12 settembre 2011


Testo:

Buongiorno a tutti, anche oggi come sempre potremo parlare di moltissime cose, intanto mi scuso per il ritardo di un’ora ma sono appena rientrato dalla Toscana, dalla Versilia dove ieri sera si è conclusa molto tardi, tra l’altro, la festa dei 3 giorni de Il Fatto Quotidiano, è stato un weekend importante, c’è stato il Cozza Day di Beppe Grillo, naturalmente oscurato dai giornali tranne il nostro, tranne Il Fatto Quotidiano che gli ha dedicato due pagine e devo dire che l’immagine della cozza come ieri ha ricordato Santoro dal suo intervento alla festa de Il Fatto è piuttosto felice perché effettivamente la cozza rappresenta bene questo sistema chiuso, incrostato, incitato, la cozza attaccata ossessivamente allo scoglio, quella distesa di cozze che vediamo spesso appiccicate ai cordoni immersi nel mare.

Come tagliare i cordoni alle cozze
Il problema quindi non è staccare la cozza una dopo l’altra, è tagliare quei cordoni e spezzare quegli scogli, le armi della politica tradizionale non mi sembrano più in grado di tagliare quel cordone che esse stesse peraltro hanno contribuito a annodare e quindi è chiaro che ci vuole qualcosa che parta dal di fuori, dal basso, esterno comunque, indipendente rispetto alla politica.
Fini avrebbe dovuto ieri secondo le speranze di molti dei suoi elettori e dei suoi dirigenti, dimettersi da Presidente della Camera per lanciare la sfida a destra e evitare che i voti che stanno perdendo a rotta di collo, il Pdl, la Lega a causa del loro totale fallimento vadano a ingrossare le file del malcontento, dell’astensionismo o di qualora che viene chiamata l’antipolitica, parliamo di quella vera, veramente qualunquista non qui quello che viene spacciato come qualunquismo e è la nuova politica.
Invece Fini non ha avuto il coraggio di fare questo passo rimarrà lì imbalsamato alla Presidenza della Camera e probabilmente rinuncerà a fare da catalizzatore a quei tanti elettori di centro-destra che sicuramente non voteranno mai a sinistra, ma nello stesso tempo non vogliono più notare né per Berlusconi, né per Bossi essendone stati presi allegramente per i fondelli. A sinistra vedete l’impotenza totale dei maggiori esponenti del centro-sinistra, da un lato parlo del PD pesantemente sotto scacco a causa dello scandalo Penati che ormai dilaga di giorno in giorno e dall’altro lato incapaci se non di balbettare di fronte al tracollo del governo e purtroppo anche del nostro paese, credo che di fronte all’indecenza di un governo come questo, anche l’opposizione più stupida del mondo riuscirebbe a mettere in campo iniziative più forti e più visibili del nulla del balbettio, del cincischiare che noi vediamo dalle parti del PD per non parlare della cosiddetta sinistra radicale di Vendola che si è letteralmente estinto, sgonfiato nelle delle settimane non riuscendo evidentemente a trovare altre parole per descrivere quello che vuole fare, ammesso che glielo facciano fare.
Quindi in questo weekend per fortuna che da un lato il Movimento Cinque Stelle e Beppe Grillo hanno battuto un colpo, dall’altro lato per fortuna, parlo naturalmente per patriottismo di giornale che migliaia di persone sono venute a ascoltare una festa de Il Fatto Quotidiano che non era naturalmente a base di ballo liscio, spettacoli, frittelle e porchetta come le feste dei partiti, che pure sono semi deserte, ma era una festa a base esclusivamente di culturali, politici, economici, ho partecipato ieri pomeriggio a un meraviglioso incontro con Magistrati Davigo e Greco e l’ex Magistrato Tinti, moderato da Antonella Mascali e Marco Lillo in cui abbiamo parlato del vero cuore del problema che è la criminalità economica, l’evasione fiscale, che il Pubblico Ministero Greco ha definito la vera causa della crescita zero del nostro paese.
Se voi andate a vedervi i filmati degli intervolontari di Davigo, Greco e Tinti scoprirete che vengono proposte delle soluzioni, ma il problema purtroppo non è più trovare le soluzioni, perché le soluzioni sono di una semplicità disarmante, elementari, sono già scritte, sono naturali, sono ovvie in un paese come il nostro, cosa si deve fare contro l’evasione fiscale? Bisogna aumentare i controlli, bisogna alzare le pene, bisogna allungare i termini di prescrizione per quei reati, bisogna combattere chi porta i soldi nei paradisi fiscali e combattere i paradisi fiscali, non potendoli bombardare cosa si deve fare? Bisogna tassare fino al 100% questa è la proposta di Greco, le transazioni finanziarie verso i paesi delle black list dei paradisi fiscali, da Montecarlo alle Cayman a tutto il resto, anziché premiare queste transazioni e poi bisogna sanzionare duramente, magari con imposizioni supplementari, quelle banche e quelle aziende italiane che senza alcun motivo hanno filiali di copertura a Montecarlo, in Liechtenstein, in Irlanda e in altri paesi che hanno standard fiscali completamente diversi dai nostri, tutti più vantaggiosi ai limiti del paradiso fiscale senza trasparenza.
Questo bisognerebbe fare, perché? Perché come ha dimostrato Tinti citando calcoli che provengono dal Ministero delle Finanze, quindi calcoli ufficiali, se i contribuenti in Italia sono 41 milioni, circa 35 milioni di questi 41 milioni sono lavoratori dipendenti e contribuiscono a pagare il 92% del gettito fiscale, non potendo evadere perché gli vengono trattenute le tasse alla fonte in busta paga, non sono loro gli evasori, gli evasori sono quel restante 5/6% di contribuenti che contribuiscono solo per l’8% al gettito fiscale e che sono le categorie mediamente più ricche e cioè gli autonomi, le partite Iva, è triste dirlo, non bisogna affrettarsi, confondere e dire che le partite Iva sono tutti evasori fiscali, però possiamo dire tranquillamente che tutti gli evasori fiscali appartengono al popolo delle partite Iva, perché? Perché non possono appartenere al popolo dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, ecco perché il Procuratore Greco ha detto: in Italia, nel mondo la tendenza è questa, ma in Italia soprattutto, i poveri mantengono i ricchi, gli evasori governano e i contribuenti onesti pagano, sono pagano del Procuratore aggiunto di Milano, andatevi a vedere il filmato del dibattito non sono le parole di un tupamaro o di un populista o di un terrorista o di un eversore girotondino, sono le parole di un magistrato che si occupa da 30 anni di reati finanziari, di criminalità economica, il quale giustamente dice che il primo problema sono appunto i soldi che vengono sottratti alla collettività dagli evasori, dai corrotti e a proposito di corrotti, tanto per dirvi come sono semplici le soluzioni, solo che ci fosse una classe politica che potesse permettersi il lusso di adottarle, Davigo ha ricordato che in altri paesi per bonificare una classe politica corrotta si fa largo uso di agenti provocatori che sono incaricati di andare il test a sorpresa di onestà ai pubblici amministratori, cosa fa la gente provocatore? Appena uno viene eletto a un incarico pubblico, dopo qualche mese arriva un signore che spacciandosi per imprenditore interessato a un appalto, offre dei soldi a questo pubblico amministratore, se il pubblico amministratore lo caccia a pedate e lo denuncia, vuole dire che siamo in buone mani, è uno onesto, se il pubblico amministratore accetta l’offerta dei soldi, finisce in galera perché è un potenziale corrotto, è così che si combatte la corruzione a mali estremi, con estremi rimedi, gli agenti provocatori sono l’uovo di Colombo, andiamo a saggiare la corruttibilità delle persone che mettiamo in un pubblico incarico, ci sono anche altre soluzioni, Rudolph Giuliani quando diventò Sindaco di New York, New York era in preda al caos, perché era in preda alla violenza delle bande dei ghetti e lì inventò la tolleranza zero, ogni vetrina rotta porta a altre vetrine rotte, se sostituisco la vetrina rotta la gente ci penserà due volte a romperne altre, perché? Perché vivrà in un contesto di ordine, questo naturalmente con la repressione e la tolleranza zero nei confronti dei reati degli ultimi della società.
Parallelamente scatenò una guerra senza quartiere ai pubblici funzionari corrotti, per esempio si rubava a man bassa, tutto il mondo è paese, da parte degli amministratori dell’azienda municipalizzata per la raccolta differenziata, provate a immaginare la potenza finanziaria e il potere dei funzionari che si occupano di raccogliere i rifiuti in una città come New York, una delle più grandi del mondo! Bene, cosa ha fatto? Ha stabilito che quelli che vengono nominati dal comune per fare gli amministratori della raccolta differenziata, dovevano firmare in bianco una dichiarazione in cui accettavano, altrimenti non diventavano funzionari e dirigenti di quell’azienda municipalizzata, di farsi intercettare per tutta la durata del loro mandato le mail e i telefoni, chi firmava poteva accedere a quelle cariche, chi non firmava peggio per lui, se tu vuoi entrare nel mio club, io del mio club stabilisco le regole e tu se ci vuoi entrare le rispetti, se nel mio club si entra soltanto in giacca e cravatta, tu o entri in giacca e cravatta o non entri, l’ho stabilito io, perfetto ma nessuno te l’ha detto, te l’ha chiesto di venire nel suo club!
Quindi se tu vuoi diventare un dirigente pubblico, mi dici prima che io sono autorizzato a intercettarti, perché? Perché i tuoi predecessori hanno rubato soldi alla collettività e io non riesco più, grazie a quei ladri, a portare via i rifiuti dalle strade e quindi o ti lasci intercettare, oppure non concorrerai a un incarico pubblico e andrai nel privato, è così che si fa a mali estremi. Le soluzioni sono semplicissime, qual è il problema? E’ che per adottarle ci vuole una maggioranza in Parlamento e per avere una maggioranza in Parlamento, bisognerebbe avere, in Parlamento, persone oneste, scelte da elettori onesti e informati sull’onestà o sulla disonestà dei candidati, con un meccanismo elettorale che consenta agli elettori di scegliere i propri rappresentanti e non ai partiti di mettere i propri protetti, informazione, legge elettorale democratica, non quella che abbiamo, elettori onesti o furbi, anche un ladro dovrebbe capire che non gli conviene essere governato da ladri, perché a un certo punto i ladri diventeranno talmente tanti che verrà derubato anche in lui, elettori consapevoli, noi invece abbiamo un problema, milioni di evasori fiscali, milioni di abusivisti edilizi, fenomeni criminali di massa, immaginate quanto contano alle elezioni gli evasori fiscali, gli abusivisti edilizi, questo spiega per quale motivo in questi anni non si è demolita una casa abusiva, qualcuna, ma rispetto alle milioni e milioni che esistono fa ridere, per quale motivo i politici spesso difendono gli abusivisti contro le demolizioni delle case abusive e per quale motivo i politici da 20 anni, 30, 40, si sono dedicati a demolire le leggi repressive che portavano in galera gli evasori fiscali, ragione per cui oggi in galera di evasori fiscali ce ne sono 0, destra e insieme, andatevi a vedere il filmato del dibattito di ieri, si racconta come in questi 20 anni destra e sinistra hanno protetto gli evasori fiscali, perché? Perché li votano!


Un colpo di forbice? La legge elettorale
La maggior parte vota a destra perché la destra fa pure i condoni, ma una parte vota anche a sinistra, dove c’è sempre stata grande protezione anche da parte del peggio del sindacato per quelli che evadono sui contributi, perché pensioni dell’Inps elargite come ammortizzatore sociale per tenere buona la gente, invece che come restituzione di un contributo che tu hai versato, è così che si crea il buco dell’Inps, con l'evasione contributiva e l’evasione contributiva purtroppo è stata tollerata per anni come l’assenteismo nelle aziende e nella pubblica amministrazione anche dai sindacati.Quando hai molti elettori fannulloni, evasori fiscali, evasori contributivi, evasori delle quote latte, pensate alla Lega quanto protegge gli evasori delle quote latte, evasori fiscali corrotti, mafiosi, è chiaro che queste lobby della delinquenza influiscono, ma molto più della lobby della mafia influisce sulla politica la lobby dell’evasione, perché? Perché i mafiosi sono poche decine di migliaia, controllano alcune centinaia di migliaia di voti localizzati in certe regioni, non solo del sud, anche Milano, anche la banlieue di Milano, anche Torino, anche la Valle di Susa, anche un pezzo della Valle d’Aosta, anche un bel pezzo dell’Emilia Romagna, del litorale del Lazio etc., lo sappiamo, quanti voti controllano le mafie? Alcune centinaia di migliaia. Quanti voti controlla l’evasione fiscale? Milioni perché sono milioni gli evasori fiscali, del resto sarebbe impossibile accumulare chi dice 120, chi dice 160 miliardi di Euro all’anno se non si fosse in milioni a evadere le tasse.
Tutti tra gli autonomi e i professionisti, tutti tra le partite Iva, questo è il nostro problema, è chiaro che un problema del genere è proprio quello delle cozze avvinghiate al famoso cordone immerso nel mare e pieno di nodi che rendono il tutto inestricabile, ci vuole una forbice e la forbice può arrivare soltanto da fuori. In questo momento può arrivare sostanzialmente in tre modi: 1) il referendum contro il porcellum, non è l’ideale, ripristina la legge precedente che è il mattarellum che era un maggioritario con un pezzo di proporzionale, meglio di quello che c’è adesso, alternative? Nessuna, o alle prossime elezioni votiamo con la porcata di Calderoli che consente a 5 segretari di partito di portare in Parlamento i loro amici, le loro amanti, i loro papponi, quelli che li ricattano, le loro mignotte, i loro servi e i loro protetti, oppure il mattarellum, che non è che ci dia una grandissima possibilità di scelta, ma almeno ci mette di fronte due o tre candidati nel collegio, certamente non li abbiamo scelti noi, a meno che i partiti che li hanno candidati non facciano le primarie, ecco perché sono favorevole al doppio turno, perché al primo turno ciascun partito candida il suo e quindi quelle sono le primarie, perché i cittadini possono decidere che gli piace di più il candidato della lista più piccola se è più bravo e più prestigioso e più onesto e più competente di quello della lista grande e alla fine nel secondo turno i due più votati vanno a sfidarsi al ballottaggio e a quel punto non voti più quello che ti è più vicino, ma voti spesso quello che ti è meno lontano oppure non voti.
Se non te ne piace nessuno dei due, ma almeno c’è stata una selezione anche delle candidature, con il mattarellum i partiti, le coalizioni scelgono il loro candidato, ma almeno il nome del candidato che preferiamo lo possiamo scrivere sulla scheda, lo possiamo barrare sulla scheda, quindi meglio dell’attuale legge elettorale, per ritornare alla legge precedente bisogna andare a firmare ai banchetti che trovare, per fortuna, c’era alla festa de Il Fatto, alcune fese del PD sono state costrette, nonostante l’ostilità l’establishment del Partito Democratico a mettere i banchetti, le feste dell’Italia dei Valori, persino la festa di Mirabello di Futuro e Libertà in dissenso con il terzo polo di Casini e Rutelli che invece del referendum non ne vogliono sapere perché dare la parola agli elettori, quando mai?
Poi Casini l’ha voluta e votata la legge del porcellum, sarebbe ridicolo se adesso chiedesse il referendum per abrogare una legge che aveva voluto e votato anche lui. Ci sono comunque in giro banchetti per firmare, ho firmato ieri, credo che sia giusto firmare perché? Perché se alle prossime elezioni votiamo per mandare in Parlamento dei signori che sono già stati scelti e nominati dai partiti, è come non andarci a votare, come le ultime volte, primo sistema per tagliare quel cordone pieno di cozze e far cadere le cozze.
Secondo sistema sono ovviamente i movimenti, che esistono, che nasceranno, che si rafforzeranno a cominciare dal Movimento di Grillo che ormai è una certezza nei sondaggi si parla di 5, 4, 6% e naturalmente sui movimenti i sondaggi acchiappano poco, perché non riescono mai a quantificare esattamente quanti sono quelli che poi voteranno, mancano anche un bel po’ di mesi alle elezioni, quindi i sondaggi lasciano il tempo che trovano, le intenzioni di voto a un anno e mezzo dalle elezioni per un movimento completamente nuovo che mai si è presentato alle elezioni nazionali e politiche, se dà già il 5% è evidente che è una realtà fondamentale, imprescindibile e questo è il secondo strumento, elementi dirompenti che arrivano da fuori e scardinano il gioco destra e sinistra ormai appassito, avvizzito, ammuffito, marcio.
La terza e ultima forbice che vedo in questo periodo per tagliare quel cordone, per liberarci di questo disastro di maggioranza e di questo disastro speculare di opposizione, è un’informazione nuova, un’informazione libera dal basso, che parte dalla rete e per questo veramente sono felice che Santoro sia stato messo alla porta dalla RAI, che gli abbiano sbattuto in faccia la porta di La 7 che sarebbe stata più o meno la stessa solfa, ovviamente Mediaset è ormai un fortino impenetrabile per gente libera e che quindi abbia seguito il suggerimento che da tempo gli dava Beppe, di buttarsi sulla rete. Guardate che quello che è stato annunciato da Santoro ieri e che viene presentato dai giornali come una roba che va su Sky e che dipende da Mardock, non è così, è esattamente il contrario, è una televisione che nasce fuori dal televisore e cioè che nasce in rete e per la rete in streaming, esattamente come il Passaparola che stiamo facendo, naturalmente con maggiore appeal televisivo, non si può fare un programma in prima serata con un signore che parla davanti alla sua scrivania, ma in diretta streaming con la possibilità ovviamente di vederla subito dopo in registrata su You Tube che viene offerta a chi la vuole all’interno del teleschermo, ma non è prodotta da qualcuno che controlla il teleschermo, è prodotta da soggetto indipendente, tipo Il Fatto Quotidiano che va in edicola senza chiedere il permesso a nessuna banca, a nessuna FIAT, a nessun Ligresti, a nessun Caltagirone, a nessun Berlusconi, a nessun Bersani, a nessuno! La stessa cosa questo programma televisivo che apre un canale dietro il quale poi potranno venire altri programmi liberi, e che chi lo vuole delle televisioni esistenti lo prende chiavi in mano, lo paga ripagandoselo con la pubblicità e lo diffonde, senza avere alcun diritto di controllo sui contenuti, sulle scelte che vengono esclusivamente dai giornalisti che fanno il programma, dagli autori che fanno il programma, dai cameraman, dai registi, dai redattori, da quelli che si vedono e da quelli che non si vedono, da quelli che fanno il mestiere di informare.
Questa è la rivoluzione copernicana, il ribaltamento, prima per entrare lì dentro dovevi chiedere a un editore di farti entrare lì dentro perché era il padrone e del mezzo di trasmissione, il medium, e della trasmissione e dunque dei suoi dipendenti, altra cosa invece sono gli indipendenti che lavorano da soli, finanziandosi grazie al contributo di editori puri, gente che fa solo editoria, Il Fatto Quotidiano, le televisioni locali, Telelombardia, Telenorba e tutte le televisioni locali che verranno affratellati in questo network per coprire il territorio nazionale sul digitale terrestre, se poi sul satellite Sky vorrà trasmettere su un suo canale la trasmissione, converrà molto naturalmente a Murdoch, converrà molto a quelli che hanno l’abbonamento a Sky e che oltre vedersi dei bei film e delle belle partite, dei bei eventi sportivi o dei bei documentari, si vedono, si possono vedere anche la trasmissione di Santoro, ma se non lo vogliono la trasmissione di Santoro c’è lo stesso, c’è su web, c’è sul digitale terrestre, perché? Perché esiste a prescindere dai padroni della televisione, infatti vedrete che succederanno due cose adesso: intanto si scatenerà una campagna di diffamazione di denigrazione nei confronti di chi fa quel programma, e di chi lo sostiene; 2) si scatenerà qualche tentativo legislativo per mettere qualche bavaglio, spacciato per regola alla Tv via web perché è chiaro che finché la Tv via web la faccio io che non sono del mestiere perché il massimo che riesco a fare è parlarvi seduto alla mia scrivania e un altro conto è se la Tv via web la fa Santoro, che quando faceva la Tv tradizionale, ultimo dato dell’ultima puntata, aveva 8 milioni in media incollati davanti alla televisione per 3 ore in prima serata e quindi quando poi faceva gli eventi come Tutti in piedi con la Fiom o come RAI per una notte l’anno scorso sempre da Bologna, aveva comunque milioni di persone che andandosi a cercare la trasmissione con una certa fatica in streaming o su Tv locali o su Current quando c’era ancora, l’hanno chiusa a fine luglio, seguivano, è chiaro che quando il N. 1 del talk show televisivo abbandona la televisione tradizionale, abbandona il video e i padroni del video per andare a fare una cosa in autonomia, è chiaro che gli altri hanno paura, perché? Perché è inevitabile che quelli che restano là dentro verranno vissuti per quello che sono, cioè per delle persone che subiscono dei diktat che invece quelli che fanno il programma con Santoro non devono più subire.
Per raccontare cosa ha fatto Berlusconi non sarà più necessario invitare in studio i suoi Avvocati che ti urlano contro e ti impediscono di parlare, per parlare degli scandali del centro-sinistra non sarà necessario invitare Bersani, si potrà invitarlo se gli si vorrà fare qualche domanda e se verrà, ma si potrà anche non invitarlo perché l’informazione la fanno i giornalisti, mica i politici, quindi finalmente questa trasmissione di Santoro non dovrà più pagare il pedaggio che in questi anni ha dovuto pagare e è una zavorra pesante, di invitare quel teatrino di politici che erano la tassa da pagare per poter poi fare le inchieste e raccontare cosa avevano fatto quei politici o i loro amici.
Sapete bene che Milena Gabanelli che non ha il dibattito tra i politici in studio, se in una puntata parlava male di Tremonti, veniva condannata dalla Agcom, questa ridicola autorità infarcita di tromboni e di trombati della politica messi lì dai partiti, a fare un’altra puntata di Report in cui si parlasse soltanto bene di Tremonti, perché? Perché in studio non c’era nessun trombettiere di Tremonti che potesse parlarne bene, mentre invece non sta scritto da nessuna parte che un giornalista dopo avere parlato male di un politico, per par condicio debba parlarne bene.


Informazione veramente libera per raccontare il Paese
Un giornalista deve parlare bene di un politico quando quel politico se lo merita che si parli bene di lui, se si merita solo che si parli male di lui, si parla solo male di lui, questa è l’informazione e il diritto di critica, il diritto di critica è stato conquistato nelle rivoluzioni liberali per conferire alla libera stampa il diritto di dissentire, di criticare, il diritto di applauso è garantito anche nelle dittature, non c’è bisogno di libertà per applaudire il potere.La differenza tra le dittature e le democrazie è che nelle dittature c’è solo il diritto di applauso, mentre nelle democrazie c’è anche il diritto di critica e di pernacchio, noi abbiamo visto in questi anni progressivamente abrogare il diritto di critica, se uno criticava doveva anche parlare bene, o se uno criticava doveva esserci vicino un altro che parlava bene, altrimenti era una violazione della par condicio, non c’è più questa cosa quando tu te ne vai libero in web e poi eventualmente se qualcuno ti vuole trasmettere in televisione ti ci trasmette. Io in questi anni ho potuto fare centinaia di Passaparola e ho potuto criticare chi volevo senza che nessuno mi venisse a dire “la prossima volta però ne parli bene” perché? Perché è semplice, perché l’Agcom ha giurisdizione come il Consiglio di Amministrazione della RAI, come i sinedri messi in piedi dai partiti sotto vari travestimenti per controllare l’informazione televisiva, non hanno giurisdizione sul web e questa è una trasmissione “Comizi d’amore” si chiamerà, che andrà prevalentemente sul web e poi se qualcuno la vorrà trasmettere e credo che per ragioni commerciali molte televisioni locali vorranno trasmetterla e forse se Sky non sarà condizionata, lo vedremo, avrà tutto l’interesse a trasmettere anche essa, perché? Perché il mercato quando funziona, è implacabile, se tu hai un pubblico, quel pubblico ti guarda, vede le tue pubblicità, allora c’è la corsa degli inserzionisti pubblicitari e tu sei liberi perché degli inserzionisti pubblicitari ne puoi fare a meno, nel senso che se quello che dici non piace a loro o non piace ai loro padroni, peggio per loro se non ci sono in quel programma, non peggio per te.
Il Fatto Quotidiana ha pochissima pubblicità e continua a vivere benissimo, proprio perché quando i pubblicitari tentano di ricattarti, ti do la pubblicità se parli bene di me, noi gli diciamo “benissimo, non darci la pubblicità” e alla fine quelli furbi ce la danno senza curarsi di quello che scriviamo, perché comunque sanno di andare in un giornale libero e quindi prestigioso e quando fai pubblicità su un giornale libero e prestigioso anche la tua pubblicità diventa prestigiosa, anche perché si sa che chi la fa su quel giornale non chiede niente in cambio.
La stessa cosa succede quando la trasmissione è libera, quindi tra i contributi dell’azionariato popolare, i 10 Euro minimi chiesti da Santoro e i contributi delle televisioni che vorranno trasmetterla e delle pubblicità che la ogni tanto interromperanno, ecco che nasce la televisione fuori dal televisore e fuori dal circuito e ecco la terza e ultima forbice che taglia quel cordone incrostato di cozze che sembra al momento inestricabile, funziona così in democrazia.
Si va a votare informati, se so che tizio è un delinquente non lo voto, almeno che non sia io un delinquente e anche stupido, perché anche il delinquente ci tiene al monopolio e quindi fare i favori a altri delinquenti non sempre conviene, so chi sono i candidati, voto liberamente informato e quindi mando in Parlamento una classe politica migliore che invece delle porcherie di leggi che ha fatto negli ultimi 20 anni, fa quelle buone leggi che non ci vuole un genio per scrivere, sono già scritte, sono semplici, ve ne ho fatti alcuni esempi prima, forse paradossali, chiarissimi, tutto ciò di cui necessitiamo è questo: una classe politica eletta consapevolmente da gente informata che si può permettere il lusso di fare le leggi contro la corruzione, contro la mafia e contro l’evasione fiscale e quindi di rastrellare quei miliardi che nei prossimi anni saranno necessari per portare in pareggio in bilancio e non venire sbattuti fuori dall’Europa.
E’ l’uovo di Colombo? E’ un sogno? Non so, in ogni caso in questo momento ci sono delle occasioni che non vanno perse e bisogna fare di tutto perché quelle occasioni si tramutino in una realtà, programmi liberi via web, giornali liberi, almeno uno siamo riusciti a farlo, una legge elettorale meno indecente di questa che ci consenta di firmare e movimenti che premono dal basso, perché soltanto questa pressione può costringere questo regime a retrocedere e a liberare spazi, soltanto questa pressione.
Concludo ricordandovi cosa si diceva quando l’8 settembre di qualche anno fa si fece il primo V-Day a Bologna ancora una volta e quando poi il 25 aprile seguente si fece il secondo V-Day, cosa si chiedeva? Via i condannati dal Parlamento, via la Legge Gasparri che santifica il monopolio e il conflitto di interessi, via i finanziamenti pubblici ai partiti, via questa legge elettorale infame, limite massimo di due mandati parlamentari e poi a casa, cose semplicissime, semplicissime come il referendum per il quale abbiamo votato: legge uguale per tutti, nessun privilegio per la casta, nessuna legge ad personam, acqua pubblica, niente nucleare, energie alternative, questo. Mi ricordo quando ne parlava Grillo al primo V-Day, il giorno dopo fu investito, andate a vedere su Internet cosa si scriveva, cosa scrivevano gli Scalfari anche, i Panza, lo paragonarono a Mussolini, dissero che era in arrivo il nuovo fascismo, che c’era alle porte la nuova marcia su Roma, facinorosi, erano tutti ragazzi!
Ragazzi che all’epoca quando hanno sentito queste parole d’ordine, molto semplici e molto di buonsenso, direi quasi elementari, hanno subito firmato il referendum, leggi di iniziativa popolare, adesso tutti quei temi sono al centro dell’attenzione della politica, i politici cominciano a parlare di dare un tetto alla durata del mandato parlamentare, chi dice tre, chi dice due legislature ma ne parlano, liberare la televisione, perché il dopo non sia uguale al prima, cambiare la legge elettorale, finanziamenti alla casta, non è che li stanno tagliando, non li tagliano, però dicono che li taglieranno, perché? Perché sanno che i loro elettori lo vogliono e quindi non potendolo fare almeno lo dicono, questo significa che un inizio di pressione dal basso già ha prodotto dei risultati perché? Perché ha portato questi temi dal ghetto in cui era ricacciato Grillo a milioni di persone, una massa di persone oggi chiede le stesse cose che al V-Day chiedeva soltanto Grillo insieme ai ragazzi che c’erano sotto il palco, oggi lo chiedono milioni di persone di centro, destra e sinistra, della Lega, del Pdl, del Fli, di Udc, tutti, tant’è che tutti a parole dicono: cambiamo la legge elettorale, tagliamo i costi della casta, distinguiamo i rimborsi elettorali del finanziamento occulto e mascherato della politica, quindi già il fatto di avere seminato, di avere fatto crescere queste piante, è importantissimo, senza quella battaglia di queste cose non ne parlerebbe nessuno, bisogna andare avanti.


Con questa tenaglia a tre forbici: movimenti che incalzano, referendum che veramente può cancellare la Legge elettorale porcellum, informazione libera come ha fatto Il Fatto nelle edicole, “Comizi d’amore” in televisione, non sarà tutto, ma sono alcune cose nuove che ci fanno sperare che si possa fare qualcosa, poi se ci si riuscirà non si sa, ma vale almeno la pena tentarci, in modo che poi un domani ciascuno di noi potrà dire: io almeno ci ho provato, passate parola!

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