Saturday, October 29, 2011

Da oggi essere liberi costa un po’ meno. Abbònati (con sconto) al Fatto Quotidiano

di Antonio Padellaro, Peter Gomez e Marco Travaglio





Cari abbonati, cari lettori,

parte in questi giorni la seconda campagna abbonamenti al Fatto Quotidiano. Per un giornale come il nostro, che ha rifiutato il finanziamento pubblico, è importante guardare al 2012 sapendo di avere già in bilancio uno zoccolo duro di sostenitori. Anche per questo vi chiediamo, se potete e volete farlo, di abbonarvi o rinnovare il vostro abbonamento cliccando qui.

In questi ultimi mesi ci siamo rafforzati. Abbiamo assunto nuovi giornalisti di talento, abbiamo allargato il numero dei collaboratori, abbiamo inaugurato un inserto culturale e abbiamo deciso, in nome della libertà d’informazione, di partecipare economicamente al progetto di Michele Santoro che metterà in onda Servizio Pubblico. Nelle prossime settimane vedrà la luce la nostra web tv e proprio per questo stiamo ora investendo risorse in nuovi mezzi tecnici e collaboratori.


Tutto questo, è bene dirlo chiaramente, è solo merito vostro. Grazie a voi, senza avere alle spalle editori ricchi di capitali e senza doverci prostituire con le banche andando a caccia di prestiti e mutui, siamo riusciti nel nostro intento: quello di avere tra le mani un giornale non ricattabile da nessuno. Né dalla politica, né dalla finanza, né dalla pubblicità. Un quotidiano, cartaceo e online, che non ha alcuna intenzione di smettere di crescere.

Insomma, vi siamo riconoscenti. Ma vogliamo, col vostro aiuto, fare ancora di più e meglio. Sarebbe una grande impresa, oltreché un grande orgoglio, riuscire a superare il record di abbonati dell’anno scorso. Su Facebook abbiamo ormai oltre 600 mila amici e la pagina Marco Travaglio veleggia ben oltre il milione. Per questo pensiamo che sia possibile andare oltre l’attuale quota di 30 mila abbonati. E per questo ci sembra giusto applicare uno sconto a tutti coloro che si abboneranno (per esempio, l’abbonamento in pdf torna a 100 euro, come nel 2010). Perché, se è vero che la libertà ha un prezzo, al Fatto Quotidiano essere liberi costa un po’ meno.

Grazie per quello che potrete e vorrete fare.

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